Aitna
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Aitna (Aίτνα) era una polis greca-siceliota fondata da Gerone di Siracusa nel 476/5 a.C., alle pendici del vulcano Etna.
Diodoro Siculo e Strabone scrivono che Gerone conquistò Katane e deportò i sui abitanti a Leontini ripopolandola con greci di stirpe dorica e mutandole il nome in Aitna. Di questo evento fa eco un epinicio di Pindaro, la Pitica I, intitolata a Gerone di Aitna vincitore nella corsa dei carri, nel 470 a.C.
Aitna per un certo periodo, fino alla maggiore età di Dinomene, figlio di Gerone, fu governata da Cromio, famoso per aver vinto, a Nemea, in Grecia, nella corsa dei carri.
Nel 467 a.C., alla morte di Gerone, gli originari abitanti di Katane ritornarono nella loro città, cacciarono gli aitnaioi e diedero alla loro città l'originario nome. Gli aitnaioi si rifugiarono in una contrada dell'Etna chiamata Inessa mutandole il nome in Aitna.
Al periodo di Aitna-Katane o al periodo Aitna-Inessa appartiene il tetradramma del Sileno che nell'esergo riporta la figura di Zeus aitnaios, divinità venerata dagli etnei.
Tucidide, durante la guerra del Peloponneso, nel 427 a.C., la descrive come una cittadella (polisma), con acropoli (acropolis) munita di cinta muraria (teichisma), di origine Sicula ma occupata dai Siracusani, alleati degli spartani, che gli ateniesi, guidati da Lachete figlio di Melanopo, tentano invano di espugnare.
Lo stesso Tucidide localizza Inessa tra Kentoripa, l'odierna Centuripe e Hybla, Mayor o Galeatis, forse Paternò, probabilmente nella valle del Simeto, nel versante etneo.
Aitna è anche il titolo di un'opera lirica, che narra dei miti e legende del vulcano Etna, scritta dal compositore siciliano Matteo Musumeci, che ha debuttato nel giugno 2005 al Teatro Nazionale della Moravia-Silesia di Ostrava (Rep. Ceca).
[modifica] Localizzazione
Non è stato individuato con certezza il sito della cittadella. Alcuni sostengono che Aitna sia da ubicare nel territorio di Adrano-Biancavilla, altri sostengono invece debba essere localizzata nella zona della Civita di Santa Maria di Licodia, altri ancora la pongono a Paternò, a ovest del fiume Simeto, nella contrada Poggio Cocola. Escludendo Paternò, certamente Aitna è da localizzarsi nel "terrazzo lavico" che si estende da Adrano sino a Santa Maria di Licodia, per circa 5 km, caratterizzato da abbondanza di acque sorgive, terreno fertile e pianeggiante, delimitato da una strapiombo profondo e scosceso, di altezza pari a 20-25m, invalicabile, per chi proviene dal fiume Simeto. Alcuni individuano Aitna nel quartiere Civita, di Santa Maria di Licodia, dove sono stati trovati reperti del V secolo a.C. Tale ipotesi è difficile da accettare per la modesta quantità di manufatti e reperti trovati. Altri tendono ad escludere Adrano-Biancavilla, dove esiste una cittadella greco-siceliota, difesa da muri e torri risalente al IV secolo a.C., posteriore alla fondazione di Aitna. È però vero che la forte antropizzazione della zona, con diffusa edificazione abusiva, e le indagini archeologiche non avviate in modo sistematico, non fanno escludere che Aitna sia da ricercare nell'area Adrano-Biancavilla oppure addirittura che Aitna coincida con la cittadella di Adranon.

