Stefano Cagol

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Stefano Cagol

Stefano Cagol (Trento, 11 settembre 1969) è un artista italiano.

Cagol ha vissuto dieci anni a Berna, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e alla Ryerson University di Toronto. Vive e lavora in Italia, New York e Brussels. [1][2] Nel 2009 vince il primo premio al Terna Prize, categoria Megawatt. [3]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo l’Istituto d’Arte a Trento, Stefano Cagol nel 1993 ha concluso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano ed in seguito ha ottenuto un post-doctoral fellowship del governo canadese alla Ryerson University di Toronto, con un progetto di video arte. Nel 1998 partecipa al Marshall McLuhan Program in Culture and Technology di Toronto. [4] Ha frequentato l’Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst di Salisburgo e l'ICP-International Centre of Photography di New York. È stato artist in residence alla Künstlerhaus di Salisburgo, al Leube Group Art’s Program di Gartenau, Austria, allo IOR di Londra nel 2003 e 2005, nel 2010 al BAR International di Kirkenes, oltre il Circolo Polare Artico in Norvegia e all'ISCP - international studio & curatorial program di New York.[1]

Opera[modifica | modifica sorgente]

Cagol mette in evidenza la contraddittorietà di elementi e situazioni simboliche dell'oggi, e il mutato sistema di valori del momento attuale attraverso un'elaborazione digitale minima o attraverso installazioni site-specific d’arte pubblica e performance. In particolare le immagini nelle opere fotografiche e nelle opere video spesso sono ribaltate, mutate nell'orientamento e sdoppiate al centro, tanto che si creano forme nuove nate dalla fusione delle due parti specchiate, e l'oggetto di partenza e il suo significato sono resi quasi irriconoscibili: i tipici paesaggi metropolitani e i simboli della cultura urbana che fanno parte del nostro immaginario diventano multiformi identità in continua trasformazione. All'interno del suo percorso artistico un fattore fondamentale è sempre stato il viaggio, attraverso il quale ricerca o incontra i paesaggi contemporanei e i simboli della nostra epoca. [5]

Selezione progetti[modifica | modifica sorgente]

Mostre personali[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 espone al MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Nel 2004 durante una permanenza a Tokyo sviluppa un work in progress, "TOKYOSPACE", presentato da Superdeluxe a Tokyo. [6]

Stefano Cagol, Progetto BIRD FLU / VOGELGRIPPE, Biennale di Berlino

Nello stesso anno realizza una project room da Stefan Stux Gallery a New York. Da evidenziare nel gennaio 2005 la personale "Lies" a Londra da Platform (catalogo con testo critico di Mami Kataoka) e "Babylon Zoo" alla Galleria Oredaria di Roma (con critic essay di Pier Luigi Tazzi). Alla galleria Priska C. Juschka Fine Art di New York espone in due solo show: "Guinea Pig" [7] nel 2008, e "Stockholm Syndrome" nel 2011.

Progetti personali[modifica | modifica sorgente]

Da ricordare sono l’intervento di arte pubblica per “Ponti d’artista” a Bolzano nel 2002, e “White Flags” all’apertura della 51.Biennale di Venezia. [8] Mentre in giugno 2005 realizza un’installazione site-specific nell’atrio della Facoltà di Sociologia di Trento dove hanno esposto Loris Cecchini (2003) e Maurizio Cattelan (2004).[9] Nel 2006 realizza alla Biennale di Berlino il progetto speciale "Bird Flu / Vogelgrippe" (Influenza aviaria), supportato dalla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, Museion - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano e la Kunstraum di Innsbruck, Austria.[10][11] Del 2006 è il suo Satellite Event "Power Station" alla Singapore Biennale. [12] La sua installazione intitolata "Flu Power Flu" è stata in visione dal 2007 al 2012 sulla facciata del BeursSchouwburg Art Center di Bruxelles. Il suo progetto personale "11 settembre" nel 2009 è allo ZKM di Karlsruhe [13][14], alla Kunstraum Innsbruck [15] e al MART.

Nel 2011 partecipa con un evento collaterale ufficiale alla 54. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia con il solo show "CONCILIO" a cura di Gregor Jansen, direttore della Kunsthalle Düsseldorf, presso la Chiesa di San Gallo [16][17][18][19]. Il suo progetto "The End of the Border (of the mind)", commissionato dalla Barents Art Triennale all'estremo confine nord della Norvegia, prende l’avvio dalla diga del Vajont (in collaborazione con Dolomiti contemporanee) nell’anno del cinquantenario della tragedia e si svolge come un viaggio/spedizione in marzo e aprile 2013. [20][21][22]

Esposizioni collettive[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 è selezionato per partecipare ad Art Basel (fiera internazionale d’arte di Basilea) in “Video Forum”, la sezione speciale dedicata al video dove si trova, a soli ventisette anni, al fianco di artisti consolidati come Erwin Wurm, Silvie Blocher, Marcel Odenbach, e al padre/pioniere della videoarte Nam June Paik. L’anno seguente è tra i giovani artisti italiani invitati al palazzo della Triennale di Milano ad esporre in Generazione Media: le ultime tendenze creative legate alle nuove evoluzioni della tecnologia, soprattutto giovani impegnati nella nascente "nuova" videoarte. Nel 1999 si trasferisce per un breve periodo a New York dove espone alla Trans Hudson Gallery. [23] Nel 2001 partecipa a “Strategies Against Architecture” alla Galleria Zanutti di Milano (a cura di Luca Beatrice). Nel 2002 al Festival Internazionale di Fotografia di Roma ed a “Nuovo Spazio Italiano” (a cura di Cavallucci, Verzotti, Nicoletti) alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento e al MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto in occasione dell’apertura della nuova sede progettata da Mario Botta. Nel 2003 è al Museo di Villa Croce di Genova per “In faccia al mondo” (a cura di Matteo Fochessati) e all’IKOB, Centro d'Arte Contemporanea di Eupen, Bruxellels. Nel 2004 è presente alla Artcore Gallery di Toronto (con William Kentridge, Francis Alÿs, Miguel Angel Rios, Sven Pahlsson) e alla Luxe Gallery di New York; in Italia al Centro Arte Contemporanea della Spezia nella Biennale Europea Arti Visive. Nel giugno-luglio 2005 prende parte ad “Atomica” (a cura di Ombretta Agrò Andruff) alle Lombard Freid e Esso Gallery di New York. In settembre-ottobre 2006 partecipa a "Zoo Logical garden" [24] (Giardino zoologico) a Ghent a cura di Angelique Campens (con Johan Grimonprez, David Shirgley, Superflex). Realizza nel 2008 il Parallel Event di Manifesta 7 “Dissoluzione di luce” e partecipa a “Eurasia” al MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto a cura di Achille Bonito Oliva. [25] Nel 2010 espone al SUPEC – Shanghai Urban Planning Exhibition Center di Shanghai in occasione del World Expo 2010. Nel 2013 partecipa alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia, con il progetto The Ice Monolith [26], parte del padiglione nazionale delle Maldive a cura del collettivo curatoriale CPS Chamber of Public Secrets. [27][28][29][30][31]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri e cataloghi[modifica | modifica sorgente]

  • Angela Madesani, Le icone fluttuanti. Storia del cinema d'artista e della videoarte, Bruno Mondadori, 2002, (ISBN 978-88-4249-295-5).
  • Dizionario della Giovane Arte 1, Politi Editore, 2003, (ISBN 88-7816-128-4).
  • Enciclopedia dell'arte Zanichelli, Zanichelli Editore, 2004, (ISBN 978-88-08-22390-6).
  • L'Arte contemporanea italiana nel mondo, Skira operaDarc, 2005, (ISBN 978-88-7624-215-1).
  • Alessandra Vaccari, Wig Wag. Le bandiere della moda, Marsilio Editore. Pitti Immagine Discovery, 2005 (ISBN 88-317-8792-6).
  • L’Arte contemporanea Italiana nel mondo, Skira, 2005 (ISBN 88-7624-215-5).
  • Belief, Singapore Biennale, National Arts Council, Singapore, 2006, (ISBN 978-98-1058-375-0).
  • Stefan Bidner, Angelique Campens, Stefano Cagol, David Elliott, Andrea Lissoni, Roberto Pinto, Harajuku Influences: Stefano Cagol, Charta, 2007, (ISBN 978-88-8158-618-9).
  • Achille Bonito Oliva, Eurasia, MART – Museum of Modern and Contemporary Art of Trento and Rovereto, Skira, 2008, (ISBN 978-88-6130-812-1).
  • Gregor Jansen, Peter Weibel, Just what is it..., 10 Jahre Museum für Neue Kunst im ZKM, Hatje Cantz Verlag, 2009 (ISBN 978-3-7757-2571-2).
  • Cristiana Collu, Gianluca Marziani, Premio Trena 02 per l’Arte Contemporanea. Energia:Umanità=Futuro:Ambiente. La proporzione per una nuova estetica, Silvana Editoriale, 2009 (ISBN 978-88-3661-574-2)
  • Iara Boubnova, Gregor Jansen, Michele Robecchi, Andrea Viliani, PUBLIC OPINION: Stefano Cagol, Charta, 2011 (ISBN 978-88-8158-820-6).
  • Stefan Bidner, Kunstraum Innsbruck 2004 – 2010, Verlag Walther König, 2011, (ISBN 978-3-86335-029-1).
  • Illuminations. 54. Esposizione Internazionale – la Biennale di Venezia, Marsilio Editori, 2011 (ISBN 978-88-317-0820-3).
  • Dorian Batycka, Camilla Boemio, Alfredo Cramerotti, Aida Eltoire, Portable Nation. Maldives Pavilion, Maretti Editore, (ISBN 978-88-89477-519).
  • Il Palazzo Enciclopedico. 55. Esposizione Internazionale – la Biennale di Venezia, Marsilio Editori, 2011 (ISBN 978-88-317-1558-4).

Reviews[modifica | modifica sorgente]

  • “Bird Flu se desplaza por Europa”, Lapiz # 223, Madrid, May 2006, p. 18
  • Roberto Pinto, “Stefano Cagol”, Work. Art In progress # 16, Trento, Summer 2006, pp. 50–51, 70-73
  • Luigi Meneghelli,”Stefano Cagol”, Flash Art Italia # 261, Milan, Dec. 2006 – Jan. 2007, p. 73
  • June Yap, “Stefano Cagol; To the casual observer”, Contemporary # 91, London, May 2007, p. 28–31
  • Benjamin Genocchio, “In Peekskill, 2 Shows of Raw Works,” The New York Times, New York, Sept 28 2008
  • Robert Ayers, “Wild Animals Invade the New York Art World,” Artinfo, New York, April 2008
  • Felicitas Rhan, “Die Mutter aller Daten,” interview, monopol-magazin.de, Berlin, Sept 11 2009
  • Francesca Pini, “L’arte del mondo arriva a Venezia ed è Biennale,” Sette – Corriere della Sera # 21, Milan, May 26 2011, p. 76-77
  • Laura Larcan, “Eventi collaterali e contromostre. L’altra Biennale della Serenissima,” La Repubblica, Rome, May 27 2011
  • "54. Biennale di Venezia. An international plaza,” Lapiz # 267, Madrid, 2011, p. 33-41, 2011
  • Ann Lisbeth Hemmingsen, “Til grensens ytterkant,” Kunstforum, Oslo, March 22, 2013
  • Joan Karsbakk, “Lighting up European borders,” Barents Observer, Kirkenes, March 22, 2013
  • Luciana Parisi, “TG3,” Rai 3, Rome, March 7, h 19, 2013
  • Holly Howe, “How this year’s Venice Biennale made us think about climate change,” FAD, 2013
  • Claudia Jolles “Editorial” + Cover, Kunstbulletin, July-Aug, 2013
  • Mariella Rossi, “Nuestro mundo es finite. Our world is finite,” Lapiz, #279, Madrid 2013
  • Georgina Adam, "New economies shake up the art world at Venice Biennale," "BBC", June 11, 2013
  • Michela Moro, “Speciale Biennale,” "Cool Tour. Rai 5, June 1, 2013
  • Artan Krasniqi, “Bienalja si enciklopedi e hapur e artit,” Koha, June 1, 2013
  • Kathleen Massara, “Venice Biennale 2013 Photo Diary,” Huffingtonpost, May 29, 31, 2013
  • Holland Cotter, “Snapshots from Venice,” The New York Times, May 29, 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Dizionario della Giovane Arte 1", POLITI Editore, Milano, 2003, (ISBN 978-88-7816-128-4).
  2. ^ Enciclopedia dell'arte Zanichelli, ZANICHELLI, Milano, 2004, (ISBN 978-88-08-22390-6)
  3. ^ Cristiana Collu, Gianluca Marziani, Premio Trena 02 per l’Arte Contemporanea. Energia:Umanità=Futuro:Ambiente. La proporzione per una nuova estetica, Silvana Editoriale, 2009 (ISBN 978-88-3661-574-2)
  4. ^ L’Arte contemporanea Italiana nel mondo, Skira, Milano, 2005 (ISBN 88-7624-215-5).
  5. ^ Stefano Cagol. PUBLIC OPINION, Charta Editore, di I. Boubnova, G. Jansen, M. Robecchi, A. Viliani, et al., Milano, 2011 (ISBN 978-88-8158-820-6).
  6. ^ Harajuku Influences, by Stefan Bidner, Angelique Campens, Stefano Cagol, David Elliott, Andrea Lissoni, Roberto Pinto, Charta, Milan, 2007, (ISBN 978-88-8158-618-9)
  7. ^ Robert Ayers, “Wild Animals Invade the New York Art World,” Artinfo, New York, April 2008
  8. ^ Wig Wag. Le bandiere della moda, MARSILIO Editore. Pitti Immagine Discovery, di A. Vaccari, Venezia, 2005 (ISBN 88-317-8792-6)
  9. ^ PUBLIC OPINION, Charta Editore
  10. ^ Kunstraum Innsbruck 2004 – 2010, by Stefan Bidner
  11. ^ Bird Flu se desplaza por Europa”, Lapiz # 223, Madrid, May 2006, p. 18
  12. ^ Belief, Singapore Biennale, National Arts Council, Singapore, 2006, (ISBN 978-98-1058-375-0)
  13. ^ Felicitas Rhan, “Die Mutter aller Daten,” interview, monopol-magazin.de, Berlin, Sept 11 2009
  14. ^ Just what is it..., 10 Jahre Museum für Neue Kunst im ZKM, Hatje Cantz Verlag, di G. Ariani, G. Jansen, P. Weibel, Stuttgart, 2009 (ISBN 978-3-7757-2571-2)
  15. ^ Kunstraum Innsbruck 2004 – 2010, by Stefan Bidner, Verlag Walther König, Cologne, 2011, (ISBN 978-3-86335-029-1)
  16. ^ Francesca Pini, “L’arte del mondo arriva a Venezia ed è Biennale,” Sette – Corriere della Sera # 21, Milan, May 26 2011, p. 76-77
  17. ^ "54. Biennale di Venezia. An international plaza,” Lapiz # 267, Madrid, 2011, p. 33-41
  18. ^ Laura Larcan, “Eventi collaterali e contromostre. L’altra Biennale della Serenissima,” La Repubblica, Rome, May 27 2011
  19. ^ Illuminations. 54th International Art Exhibition of the Venice Biennale, Marsilio Editori, Venezia, 2011 (ISBN 978-88-317-0820-3)
  20. ^ Luciana Parisi, “TG3. Installazione di luce al Vajont”, Rai 3, Rome, March 7, h 19, 2013
  21. ^ Ann Lisbeth Hemmingsen, “Til grensens ytterkant,” Kunstforum, Oslo, March 22, 2013
  22. ^ Joan Karsbakk, “Lighting up European borders,” Barents Observer, Kirkenes, March 22, 2013
  23. ^ PUBLIC OPINION, Charta Editore
  24. ^ PUBLIC OPINION, Charta Editore
  25. ^ Eurasia, by Achille Bonito Oliva, MART – Museum of Modern and Contemporary Art of Trento and Rovereto, Skira, Milan, 2008, (ISBN 978-88-6130-812-1)
  26. ^ Claudia Jolles, "Editorial: Venice Biennale", Kunst Bulletin, Zurich, #7-8/2013, p.3 and cover
  27. ^ Il Palazzo Enciclopedico. 55th International Art Exhibition of the Venice Biennale, Marsilio Editori, Venezia, 2011 (ISBN 978-88-317-1558-4).
  28. ^ Portable Nation. Maldives Pavilion, edited by Dorian Batycka, Camilla Boemio, Alfredo Cramerotti, Aida Eltoire, Maretti Editore, ISBN 978-88-89477-519
  29. ^ Holland Cotter, “Snapshots from Venice,” The New York Times, May 29, 2013
  30. ^ Georgina Adam, “New economies shake up the art world at Venice Biennale,” BBC, June 11, 2013
  31. ^ Michela Moro, “Speciale Biennale,” Cool Tour. Rai 5, June 1, 2013

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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