Felsina
Felsina è la latinizzazione del nome etrusco Velzna (o Felzna) dato dagli Etruschi a Bologna nel 534 a.C., anno della sua fondazione.[1]
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[modifica] Storia
Il nome etrusco Felsina è menzionato da Plinio il Vecchio (Naturalis historia, III, 15): Intus coloniae Bononia, Felsina vocitata tum cum princeps Etruriae esset (...).. Il significato originario di Velzna non è certo, probabilmente "terra fertile" o similare; secondo alcune opinioni è possibile anche che significasse "luogo fortificato".[2]
Questo toponimo è probabilmente alla base dei nomi di altre località dell'area etrusca, come Orvieto e Bolsena. Ancora oggi, nel comune di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, esiste una località chiamata "Felsina". [3]
In seguito fu modificato in Bononia dai Romani, probabilmente sulla base del nome celtico dato alla città dai Galli Boi che la conquistarono nel 358-54 a.C.
Esiste anche una leggenda che più semplicemente riconduce il nome Felsina all'omonima figlia del re etrusco Fero, uno fra i tanti supposti fondatori della città.
Un'altra storia parla di Felsino, discendente dell'etrusco Ocno [4](detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Pianoro, Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio), che diede il nome alla città successivamente cambiato dal figlio Bono in Bononia.
Rimane ancora oggi nell'uso moderno come aggettivo, "felsineo", come sinonimo di "bolognese".
[modifica] Note
- ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana, Edizione 4, Hoepli Editore, Milano 1990, p.
- ^ Massimo Pittau
- ^ Guido Persichino, Chianti classico, Guide Giunti, Giunti Editore, Firenze 2003, p. 107.
- ^ Aa.Vv., Bologna, Nuove guide oro, Touring Editore, Milano 2004, p. 27.
[modifica] Bibliografia
- Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Edizione 4, Hoepli Editore, Milano 1990