Castenaso
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| Castenaso | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 42 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 35,74 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 393 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Fiesso, Marano, Veduro, Villanova | ||||||||
| Comuni contigui: | Bologna, Budrio, Granarolo dell'Emilia, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena | ||||||||
| CAP: | 40055, 40050 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 051 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 037021 | ||||||||
| Codice catasto: | C292 | ||||||||
| Nome abitanti: | castenasensi | ||||||||
| Giorno festivo: | 24 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Castenaso (in dialetto bolognese Castnès) è un comune di 14.029 abitanti della provincia di Bologna.
Classificazione climatica: zona E, 2182 GR/G
Indice |
[modifica] Onorificenze
Medaglia d'argento al merito civile
[modifica] Cenni storici
I primi insediamenti risalgono alla prima fase della civiltà villanoviana. Il termine villanoviano prende il nome dalla frazione di Castenaso in cui aveva sede il podere del Conte Giovanni Gozzadini, personaggio autorevole del panorama scientifico e culturale bolognese della fine dell'Ottocento.
La presenza romana nel territorio è documentata dall'etimologia del toponimo, Castrum Nasicae, a ricordo della battaglia che vide il console romano Publio Cornelio Scipione Nasica sconfiggere i Galli Boi nel 190 e nel 189 a.C. Lo stemma cittadino descrive ciò che la storia racconta: il fiume Idice, che esce da una brocca, divide il campo in due parti, a destra con le insigne dei Romani e a sinistra con le insigne dei Galli.
Lo stemma venne realizzato nel 1852 su richiesta dell'autorità di Bologna, per opera di illustri esponenti della comunità di Castenaso, lo stemma del Comune è la trasposizione pittorica della tradizione storica locale sulle origini del primo nucleo abitativo.
Questa tradizione non è però attestata da ritrovamenti archeologici o epigrafi e si può considerare il frutto di un'operazione di ricostruzione storica condotta da un'autorevole commissione di membri della comunità con l'intento, legittimo in quell'epoca, di attribuire illustri origini al proprio paese.
La presenza romana nel nostro territorio è documentata sia dalla presunta etimologia del toponimo, sia dalle tracce della centuriazione agraria ancora quasi perfettamente leggibili nella suddivisione ortogonale dei campi, le capezzagne e i fossi di scolo restano ad indicare gli antichi "cardines" e "decumani". La centuriazione era la suddivisione del territorio rurale secondo un sistema di linee ortogonali che, seguendo un orientamento prestabilito, delimitavano appezzamenti di terreno di circa 50 ettari. Tali appezzamenti venivano assegnati per la coltivazione a cento coloni e per questo erano detti "centurie". Da un punto di vista amministrativo, la campagna a sinistra dell'Idice faceva parte dell'ager Bononiensis e dipendeva quindi da Bologna, mentre quella a est del fiume apparteneva all'ager Claternatae, facendo quindi capo al municipium di Claterna, località nei pressi di Ozzano. I toponimi attestano non tanto nuclei abitativi importanti quanto un fitto popolamento rurale.
Nel periodo altomedievale si assiste all'espansione dell'influenza di Bologna sul contado. Sono di questo periodo i primi documenti in cui si nomina Castro Castenacj o Castenasio o Castenaxe. Dal Basso Medioevo fino alle soglie dell'Ottocento, Castenaso è un abitato agricolo caratterizzato da un insediamento rurale sparso e da un piccolo nucleo aggregativo.
A partire dalla fine dell'Ottocento Castenaso comincia ad acquistare una propria identità sociale:si forma lo stemma, si costituisce il Comune, cominciano a sorgere le prime associazioni culturali e sindacali, i movimenti politici socialisti e cattolici e le prime cooperative dei lavoratori: quella dell'escavazione della ghiaia dell'Idice, quella del polverificio di Marano, la Casa del Popolo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, nel territorio agiscono diverse formazioni partigiane, in particolare la VII GAP. Si ricordano l'eccidio di Vigorso e il bombardamento che nel 1945 distrusse quasi completamente il paese.
Il 31 maggio 2006 il Comune di Castenaso è stato insignito dal Prefetto di Bologna, Vincenzo Grimaldi, in rappresentanza del Governo, della medaglia d'argento al merito civile per lo straordinario impegno della popolazione durante la battaglia partigiana di Vigorso e Fiesso del 21 ottobre 1944.
La medaglia al merito civile è stata conferita con la seguente motivazione: "La piccola comunità di Castenaso, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, contribuiva alla lotta di Liberazione, dando ospitalità e rifugio a gruppi partigiani. Subiva una feroce cieca rappresaglia da parte delle truppe tedesche che trucidarono civili inermi, tra cui donne e giovani adolescenti e incendiarono alcuni edifici. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio".
[modifica] Luoghi di interesse artistico
La chiesa parrocchiale è dedicata a San Giovanni Battista e custodisce arredi sacri di scuola bolognese risalenti al XVIII secolo ed il prezioso portello del tabernacolo, in ramedipinto, opera di Ubaldo Gandolfi (1728-1781).
L'organo, collocato nel presbiterio in cantoria "in cornu evangeli", fu costruito da Giuseppe Guermandi di Bologna nel 1845 e modificato da Abele Marenzi nel 1909; gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, è stato ricostruito nel 1992 utilizzando il materiale superstite. - Tastiera: ricostruita di 58 tasti (Do1 - La5), con prima ottava cromatica; tasti diatonici in bosso, tasti cromatici in ebano. - Pedaliera: ricostruita di 30 tasti (Do1 - Fa3), retta parallela, con prima ottava cromatica. - Accessori: Unione Tasto-Pedale, pedaletti di combinazione preparabile "alla lombarda". - Divisione fra Bassi e Soprani ai tasti Do#3 / Re3. - Disposizione Fonica:
-
- Principale b. (8')
- Principale s. (8')
- Ottava
- Quintadecima (rit. a Do#5)
- Decimanona (rit. a Fa#4,5)
- Vigesimaseconda (rit. a Do#4,5)
- Vigesimasestanona (rit. a Do#3,4,5 e Fa#3,4,5)
- Voce Umana
- Flauto Reale (8')
- Flauto in Ottava b.
- Flauto in Ottava s.
- Flauto in Duodecima b.
- Flauto in Duodecima s.
- Ottavino
- Fagotto b.
- Tromba s.
- Terza Mano
- Tremolo
- Contrabasso (16')
- Ottava di Contrabasso
- Tromboni ai Pedali (8')
Palazzo Guidotti conserva ancora delle interessanti volte a botte databili al XVII secolo.
[modifica] Madonna di Castenaso
Madonna di Castenaso è una località di Castenaso dove sorge la Chiesa della Beata Vergine del Pilar (Nostra Signora del Pilar) che dà il nome alla zona e che fu dedicata dal Rettore del Collegio di Spagna alla Vergine venerata a Saragozza. L'attuale costruzione risale alla fine del XVII secolo. L'interno, decorato in chiaro stile barocco, ospita un'immagine della Vergine, dipinta da G.B. Bolognini, di grande rilievo. In questa chiesa furono celebrate le nozze di Gioacchino Rossini il 16 marzo 1822 con il soprano Isabella Colbran, una lapide ricorda l’avvenimento. Il celebre compositore visse a Madonna per una decina di anni dopo aver acquistato un podere, ancora oggi proprietà della Fondazione Rossini . Di Villa Rossini non rimane ormai più nulla se non un caratteristico pozzetto.
[modifica] Marano di Castenaso
| Per approfondire, vedi la voce Marano (Castenaso). |
Presso la frazione Marano di Castenaso si segnala la Pieve di S. Giminiano che sorge su un antico impianto risalente al XII secolo. Completamente distrutta nel XVI secolo dalle truppe di Cesare Borgia detto Duca Valentino, venne ricostruita in forme neoromaniche solamente nel 1929 conservando il campanile cinquecentesco.
Di rilievo Villa Molinari-Pradelli, conosciuta come Villa Marana. La villa, che fu di proprietà del Maestro Francesco Molinari-Pradelli (1911-1996), presenta una facciata secentesca e ospita la preziosa collezione d'arte privata Molinari-Pradelli. Tra le altre opere della collezione, l'Angelo annunciante e Vergine Annunciata di Luca Giordano (1634-1705) e alcune tele di Lorenzo De Caro.
[modifica] Villanova di Castenaso
La frazione di Villanova di Castenaso è celebre per la necropoli dell'Età del Ferro, primo ritrovamento della civiltà detta appunto villanoviana (da cui deriverebbero gli Etruschi).
Nella frazione sorge la Villa Gozzadini, nota per essere stata centro degli scavi del conte Giovanni Gozzadini (1810-1887), che nel 1853 portò alla luce vasti sepolcreti dell'Età del Ferro (IX-VI secolo a.C.), i cui principali reperti sono conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna, al Museo Archeologico "L. Donini" di San Lazzaro di Savena e al Museo Civico Archeologico Paleoambientale di Budrio[1]. Attualmente la villa, costruita dall'omonima famiglia senatoria bolognese e risalente al XVI secolo, con successive modifiche, versa purtroppo in stato d'abbandono. Al conte Gozzadini faceva capo anche il cosiddetto predio di Casa Sant'Anna, un complesso rurale costituito da una serie di edifici, tra cui un fienile e un forno-pollaio, oggi di proprietà del Comune di Castenaso. Proprio da questi due edifici si è pensato di trarne un Centro Villanoviano. Dopo un intervento di restauro, che permise di riportare le due costruzioni (realizzate agli inizi del XX secolo) all'aspetto originario, il giorno 8 Maggio 2009 si è inaugurato il MUV, ovvero il Museo della Civiltà Villanoviana, che raccoglie i reperti degli scavi di Marano di Castenaso e delle zone circostanti. Obiettivo principale del museo è quello di raccogliere ed ampliare le conoscenze sulla civiltà villanoviana, per poi divulgarli al pubblico, in modo da avvicinarlo a questa antica civiltà[2].
La parrocchia di Villanova è intitolata a Sant'Ambrogio. Secondo la leggenda il celebre santo milanese si fermò da queste parti durante la sua visita a Bologna.
Altra testimonianza architettonica del XVII secolo è l'Oratorio di San Matteo della Pederzana, di struttura semplice, a pianta rettangolare e con campanile a vela. Sul fronte, una bella formella in cotto raffigurante San Matteo. Questo oratorio fu edificato nel 1658. Faceva parte delle pertinenze della villa Silvani-Manaresi.
Villa Manaresi, nota anche come la Pederzana, venne fatta costruire nel 1627 da Marcantonio Pederzani, ricco commerciante di legnami.
La frazione è anche un importante polo commerciale: vi sono numerosi ipermercati, magazzini e mercati all'ingrosso, ed è qui che ha la sua sede legale la Coop Adriatica.
[modifica] Veduro
| Per approfondire, vedi la voce Veduro. |
Veduro è una frazione di appena 16 abitanti, che praticano quasi esclusivamente un'attività agricola, favorita dala vicinanza allo scolo Fiumicello Dugliolo. Al centro del piccolo abitato sorge una chiesa ora in rovina.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Stefano Sermenghi (centrosinistra) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 051 6059111
Posta elettronica: urp@comune.castenaso.bo.it
[modifica] Note
- ^ Articolo presente sul sito ufficiale della Provincia di Bologna
- ^ Comunicato stampa del sindaco di Castenaso


