Pianoro (Italia)

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Pianoro
comune
Pianoro – Stemma Pianoro – Bandiera
Pianoro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Gabriele Minghetti (Partito Democratico) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°23′00″N 11°20′00″E / 44.383333°N 11.333333°E44.383333; 11.333333 (Pianoro)Coordinate: 44°23′00″N 11°20′00″E / 44.383333°N 11.333333°E44.383333; 11.333333 (Pianoro)
Altitudine 200 m s.l.m.
Superficie 107 km²
Abitanti 17 058[1] (31-12-2012)
Densità 159,42 ab./km²
Frazioni Carteria, Guzzano, Livergnano, Montecalvo, Monte delle Formiche, Montelungo, Musiano, Pian di Macina, Rastignano, Riosto, San Salvatore di Casola (Botteghino di Zocca), Sesto, Zena, Zula.
Comuni confinanti Bologna, Loiano, Monterenzio, Monzuno, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi
Altre informazioni
Cod. postale 40060 (Pianoro Vecchio, Livergnano), 40065 (Pianoro Nuovo), 40067 (Rastignano)
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037047
Cod. catastale G570
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 441 GG[2]
Nome abitanti pianoresi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pianoro
Posizione del comune di Pianoro nella provincia di Bologna
Posizione del comune di Pianoro nella provincia di Bologna
Sito istituzionale

Pianoro (Pianôr in dialetto bolognese[3][4]) è un comune italiano di 17.092 abitanti della provincia di Bologna.

È uno dei quattro comuni membri dell'Unione Montana Valli Savena-Idice, e precedentemente era parte della disciolta Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi.

Nel 2009 un'indagine del settimanale Panorama ha piazzato Pianoro al 14º posto fra i 100 "borghi più felici" d'Italia (primo fra i comuni della provincia di Bologna).[5]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Panorama della frazione Querceto di Gorgognano

Nell'Appennino a sud-est di Bologna, percorrendo la strada della Futa in direzione di Firenze e passando per la frazione di Rastignano, troviamo Pianoro.

Il territorio è articolato lungo due vallate poste sul torrente Zena e sul Savena, collegate fra loro da un reticolo di strade di circa 300 km che a mano a mano si elevano verso l'Appennino. La natura è particolarmente varia: da Bologna, lungo la prima parte della valle del Savena si scorgono prospettive paesaggistiche notevoli, su zone calanchive e costoni di arenaria di suggestiva bellezza (il Contrafforte pliocenico).

Zena e il Monte delle Formiche[modifica | modifica sorgente]

Sul punto più alto a 638 m di altezza svetta il Monte delle Formiche con il caratteristico santuario di Santa Maria di Zena, che si trova su uno sperone roccioso tra le valli dell'Idice e dello Zena.

Il santuario è noto anche come Santuario del Monte delle Formiche, ed è di origine medioevale: venne ricostruito nel 1297 dopo i danni subiti nella guerra fra Bologna e Ferrara, ma è stato oggetto di diversi rimaneggiamenti anche nel Settecento, nell'Ottocento, e poi nel 1955 per le deturpazioni subite durante la seconda guerra mondiale.

Il Monte delle Formiche, da cui si gode una bellissima vista, deve il suo nome a un curioso fenomeno: intorno all'8 settembre, giorno della festa della Madonna, sciami di formiche alate (myrmica scabrinodis) raggiungono la vetta e qui muoiono. Questo è un fenomeno naturale (anche se qui è particolarmente intenso e plateale) comune a molti tipi di imenotteri: le formiche maschio, dopo l'accoppiamento, sono attratte dai luoghi che si stagliano all'orizzonte e lì si recano per morire. Le femmine andranno a cercare altri posti per dar vita a nuove colonie.

Il fenomeno è antichissimo dato che nel 1400 la chiesa era denominata "Santa Maria Formicarum". La tradizione popolare ha attribuito all'evento una valenza quasi miracolosa, una sorta di omaggio della natura alla Madonna: sotto l'immagine della Vergine è riprodotto un distico latino che recita "centatim volitant formicae ad Virginis aram quo que illam voliant vistmae tatque cadunt" ("ansiose volano le formiche all'altare della Vergine, pur sapendo che ai suoi piedi moriranno").

È tradizione che gli insetti vengano benedetti e donati ai fedeli (la credenza popolare vuole che curino alcuni malanni).

Nelle vicinanze è ancora visibile la grotta dove visse un eremita di nome Barberius nel XVI secolo (anche se recentemente compromessa da una frana).

Alla base del Monte delle Formiche, nei pressi del torrente omonimo, si trova il Castello di Zena. L'edificio è di origini medioevali, ma la sua architettura ha elementi compositi del XIV e XVII secolo.

Natura e aree protette[modifica | modifica sorgente]

Lungo lo Zena si trova il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, mentre lungo i costoni del Savena si estende la Riserva del Contrafforte Pliocenico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo notizie leggendarie, visse in questa zona un re etrusco di nome Ocno (detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Felsina, Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio). Del passaggio di Etruschi e Celti nel territorio vi sono prove presso il sito archeologico di monte Bibele (Monterenzio e Loiano). Segni del passaggio successivo dei Romani si trovano nei toponimi ancora esistenti, per esempio Sesto. Bonifacio di Canossa, proprietario di gran parte del territorio nell'XI secolo, risiedeva nel castello di Pianoro, distrutto poi dai bolognesi nel 1377 che accusavano i pianoresi di cospirare contro Bologna.

Dal XII secolo la storia di Pianoro segue quella di Bologna.

Livergnano: monumento in memoria dei soldati statunitensi della 91ª divisione fanteria e di un aviatore brasiliano caduti lungo la linea Gotica (1944 - 1945)

Alla fine della seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1944, dopo lo sfondamento della Linea Gotica, vi furono numerosi bombardamenti e cannoneggiamenti. Dopo alcuni tentativi gli alleati angloamericani conquistarono lo sperone roccioso di Livergnano e lì si arrestarono. Il territorio comunale divenne quindi teatro di un crudo scontro fra i tedeschi e gli angloamericani nell'inverno 1944-45. I bombardamenti ed i combattimenti si intensificarono: il paese fu distrutto quasi completamente (case, chiese, ponti, ferrovia, le numerose ville patrizie situate lungo la valle del Savena). Secondo le stime del genio civile alla fine della guerra il paese era distrutto al 98,5%.

Nel 1974 furono trovati in località "il Pero" (Rastignano) 23 cadaveri attribuibili ad un eccidio effettuato dalle forze nazifasciste in ritirata, episodio ancora da indagare pienamente.

Il nuovo centro di Pianoro (Pianoro Nuovo, costruito a partire dagli anni cinquanta) sorge tre chilometri a nord rispetto a quello antico (Pianoro Vecchio).

È in fase di attuazione il progetto per la ristrutturazione del centro di Pianoro Nuovo, con demolizione delle vecchie e fatiscenti case costruite dopo la guerra, nell'àmbito di una trasformazione urbanistica del paese.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Carteria (La Cartarî), Guzzano (Guzän), Livergnano (Alvargnän), Montecalvo (Månt Chêlv), Monte delle Formiche (Al Månt), Montelungo (Måntláńng), Musiano (Musiän), Pian di Macina (Piän d Másna), Rastignano (Rastignän), Riosto (Riåsst), San Salvatore di Casola (con la località di Botteghino di Zocca - Al Butghéńn), Sesto (Säst), Zena (Źäna), Zula (La Zûla).

La frazione di Rastignano è relativamente grande e con la sua espansione ha inglobato altre vecchie frazioni.

Rastignano[modifica | modifica sorgente]

Questa frazione, la più grande dopo Pianoro, era in passato sempre stata un piccolissimo agglomerato di fattorie costruite attorno ad una piccola chiesetta, ma attualmente è in continua espansione: sono state costruite scuole, edifici pubblici e, negli ultimi tempi, edifici con portici simili a quelli del centro storico di Bologna.

Carteria di Sesto[modifica | modifica sorgente]

Questa piccola frazione è sorta nel Medioevo, nascendo come un piccolo complesso di case e poderi con al centro la Cartiera di Sesto, un imponente edificio dedito alla produzione di pergamena e, più tardi, di carta. Nei primi anni del Cinquecento, la cartiera venne sotterrata, e sopra di essa si costruì un palazzo nobiliare di grandi dimensioni, esistente tuttora. Verso la fine dell'Ottocento i proprietari del palazzo decisero di costruire una fornace che venne distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Nei pressi di Carteria, sulla cima di un colle isolato, si trovano i resti della chiesetta di Sant'Andrea.

Pian di Macina[modifica | modifica sorgente]

Questa frazione possiede una storia simile a quella delle precedenti: nacque come piccolo agglomerato di case attorno al Molino Macina, un mulino ad acqua alimentato dal vicino torrente Savena.

Riosto[modifica | modifica sorgente]

Questa piccolissima frazione comprende qualche villa e l'antico Podere Riosto, importante podere vinicolo in cui, secondo una leggenda, nacquero i capostipiti della famiglia Ariosto. Attualmente il podere è noto per gli ottimi vini che vi si producono.

Altre frazioni[modifica | modifica sorgente]

Tipiche case costruite a ridosso delle rocce a Livergnano

Tra le frazioni inglobate da Rastignano nella sua espansione si possono annoverare Riolo, Il Pero, Valverde, Loggia della Fornace, Paleotto e Sant'Andrea di Sesto; le frazioni inglobate da Pianoro sono Munazzano, Gualando e Fiffo.

Le frazioni scomparse definitivamente sono Boaria, Sadurano, Bortignano, Cavicchio, Canovetta, Torriane, Castell'Arienti e San Bartolomeo; prima di scomparire, erano tutte costituite da piccoli raggruppamenti di fattorie sorti attorno a chiesette o edifici nobiliari. L'attuale località Castell'Arienti non fa parte del comune di Pianoro ma del comune di Bologna pur avendo la particolarità di non essere raggiungibile attraverso alcuna strada senza attraversare il comune di Pianoro.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Comune di rilevante importanza strategica a ridosso della "Linea Gotica", sul cui territorio per sette lunghissimi mesi si era fermato il fronte bellico, sopportava la perdita di centinaia di vittime civili e la distruzione di ingente parte del patrimonio edilizio e agricolo. Immolava altresì un elevato numero di suoi coraggiosi cittadini alla lotta partigiana. Col ritorno alla pace, offrendo ammirevole prova di dignità ed elette virtù civiche, affrontava la difficile prova di rinascita morale e materiale del paese»
— Pianoro (Bo) - ottobre 1944/aprile 1945[6]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Persone legate a Pianoro[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le più importanti industrie situate nell'area sono meccaniche (Marchesini Group, MG2, La Fortezza), chimiche (Sayerlack) e del caffè (Almetti e Segafredo), oltre alla 3F Filippi che produce apparecchi d'illuminazione.

Nel 2009 la Harris ha chiuso il sito produttivo di Pianoro spostando a San Lazzaro di Savena sede e magazzini, e in Polonia la produzione e montaggio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il paese è collegato alla strada statale 65 della Futa.

Transitano dalle tre stazioni ferroviarie di Pianoro, Musiano-Pian di Macina e Rastignano i treni della linea Bologna-Firenze.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Simonetta Saliera Coalizione di Centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 in carica Gabriele Minghetti Partito Democratico (PD) Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Secondo un'inchiesta del programma televisivo Report Pianoro dispone di un impianto sportivo ogni mille abitanti, un numero molto elevato, fra cui una piscina comunale, palestre, campi da tennis, basket, pallavolo, calcetto, e un Palazzetto dello Sport.

A Pian di Macina e nel Centro sportivo di Pianorello è possibile praticare calcio e softball, mentre a Rastignano ha sede la Pianoro Tecnessenze che da anni è ai vertici assoluti nazionali ed europei di cricket.

A Sesto è presente un Palaghiaccio sede dei Wizards Bologna Hockey Club che milita nel campionato italiano di hockey su ghiaccio in C1.

A Pianoro Nuovo è stato recentemente costruito un velodromo scoperto per praticare ciclismo. Ogni anno ad aprile si disputano in circuito cittadino le gare ciclistiche destinate alle categorie esordienti 1°/2° e allievi G.P. Liberazione mentre in settembre, lungo l'ampio percorso che include la SS65 della Futa e la nuova fondovalle si svolge l'oramai consueto Memorial Nannetti riservato alla categoria allievi, con partenza a Pianoro Vecchio e arrivo al Villaggio Baldisserra.

Il Lunedì di Pasqua la SS65 della Futa vede l'attraversamento dell'abitato da parte dei dilettanti under23 ed élite che disputano la classicissima Bologna - Passo della Raticosa, corsa nazionale che vede la massima asperità del percorso nello strappo di Livergnano.

La Pianorese Calcio (prima squadra) ha vinto il campionato 2008-2009 di Prima Categoria (girone E) ed è stata promossa in promozione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Toponimi in dialetto bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 489.
  5. ^ Anna Maria Angelone e Mariella Boerci, Best Italy: la felicità abita nei piccoli comuni. Ecco chi vince, Panorama.it, 27 novembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2011.
    «Una prima selezione è stata fatta fra comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 75.000 abitanti, prima in base a fattori come la densità media della popolazione, immigrati residenti, eccetera. La seconda selezione ha misurato la qualità della vita con una cinquantina di indicatori come ricchezza, istruzione, partecipazione politica, sicurezza e ambiente».
  6. ^ Medaglia d'oro al merito civile, Comune di PIANORO (BO)
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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