Pianoro (Italia)

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Pianoro
comune
Pianoro – Stemma Pianoro – Bandiera
Pianoro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Gabriele Minghetti (PD) dal 26-05-2014
Territorio
Coordinate 44°23′00″N 11°20′00″E / 44.383333°N 11.333333°E44.383333; 11.333333 (Pianoro)Coordinate: 44°23′00″N 11°20′00″E / 44.383333°N 11.333333°E44.383333; 11.333333 (Pianoro)
Altitudine 200 m s.l.m.
Superficie 107,13 km²
Abitanti 17 461[1] (30-09-2014)
Densità 162,99 ab./km²
Frazioni Carteria, Guzzano, Livergnano, Montecalvo, Monte delle Formiche, Montelungo, Musiano, Pian di Macina, Rastignano, Riosto, San Salvatore di Casola (Botteghino di Zocca), Sesto, Zena, Zula.
Comuni confinanti Bologna, Loiano, Monterenzio, Monzuno, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi
Altre informazioni
Cod. postale 40060 (Pianoro Vecchio, Livergnano), 40065 (Pianoro Nuovo), 40067 (Rastignano)
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037047
Cod. catastale G570
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 441 GG[2]
Nome abitanti pianoresi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pianoro
Pianoro
Posizione del comune di Pianoro nella città metropolitana di Bologna
Posizione del comune di Pianoro nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

Pianoro (Pianôr in dialetto bolognese[3][4]) è un comune italiano di 17.461 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna.È sede amministrativa dell'Unione Montana Valli Savena-Idice.

Nel 2009 un'indagine del settimanale Panorama ha piazzato Pianoro al 14º posto fra i 100 "borghi più felici" d'Italia (primo fra i comuni della provincia di Bologna).[5]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della frazione Querceto di Gorgognano

Nell'Appennino a sud-est di Bologna, percorrendo la strada della Futa in direzione di Firenze e passando per la frazione di Rastignano, troviamo Pianoro.

Il territorio è articolato lungo due vallate poste sul torrente Zena e sul Savena, collegate fra loro da un reticolo di strade di circa 300 km che a mano a mano si elevano verso l'Appennino. La natura è particolarmente varia: da Bologna, lungo la prima parte della valle del Savena si scorgono prospettive paesaggistiche notevoli, su zone calanchive e costoni di arenaria di suggestiva bellezza (il Contrafforte pliocenico).

Zena e il Monte delle Formiche[modifica | modifica wikitesto]

Sul punto più alto a 638 m di altezza svetta il Monte delle Formiche con il caratteristico santuario di Santa Maria di Zena, che si trova su uno sperone roccioso tra le valli dell'Idice e dello Zena.

Il santuario è noto anche come Santuario del Monte delle Formiche, ed è di origine medioevale: venne ricostruito nel 1297 dopo i danni subiti nella guerra fra Bologna e Ferrara, ma è stato oggetto di diversi rimaneggiamenti anche nel Settecento, nell'Ottocento, e poi nel 1955 per le deturpazioni subite durante la seconda guerra mondiale.

Il Monte delle Formiche, da cui si gode una bellissima vista, deve il suo nome a un curioso fenomeno: intorno all'8 settembre, giorno della festa della Madonna, sciami di formiche alate (myrmica scabrinodis) raggiungono la vetta e qui muoiono. Questo è un fenomeno naturale (anche se qui è particolarmente intenso e plateale) comune a molti tipi di imenotteri: le formiche maschio, dopo l'accoppiamento, sono attratte dai luoghi che si stagliano all'orizzonte e lì si recano per morire. Le femmine andranno a cercare altri posti per dar vita a nuove colonie.

Il fenomeno è antichissimo dato che nel 1400 la chiesa era denominata "Santa Maria Formicarum". La tradizione popolare ha attribuito all'evento una valenza quasi miracolosa, una sorta di omaggio della natura alla Madonna: sotto l'immagine della Vergine è riprodotto un distico latino che recita "centatim volitant formicae ad Virginis aram quo que illam voliant vistmae tatque cadunt" ("ansiose volano le formiche all'altare della Vergine, pur sapendo che ai suoi piedi moriranno").

È tradizione che gli insetti vengano benedetti e donati ai fedeli (la credenza popolare vuole che curino alcuni malanni).

Nelle vicinanze è ancora visibile la grotta dove visse un eremita di nome Barberius nel XVI secolo (anche se recentemente compromessa da una frana).

Alla base del Monte delle Formiche, nei pressi del torrente omonimo, si trova il Castello di Zena. L'edificio è di origini medioevali, ma la sua architettura ha elementi compositi del XIV e XVII secolo.

Natura e aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Lungo lo Zena si trova il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, mentre lungo i costoni del Savena si estende la Riserva del Contrafforte Pliocenico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo notizie leggendarie, visse in questa zona un re etrusco di nome Ocno (detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Felsina, Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio). Del passaggio di Etruschi e Celti nel territorio vi sono prove presso il sito archeologico di monte Bibele (Monterenzio e Loiano). Segni del passaggio successivo dei Romani si trovano nei toponimi ancora esistenti, per esempio Sesto. Bonifacio di Canossa, proprietario di gran parte del territorio nell'XI secolo, risiedeva nel castello di Pianoro, distrutto poi dai bolognesi nel 1377 che accusavano i pianoresi di cospirare contro Bologna.

Dal XII secolo la storia di Pianoro segue quella di Bologna.

Livergnano: monumento in memoria dei soldati statunitensi della 91ª divisione fanteria e di un aviatore brasiliano caduti lungo la linea Gotica (1944 - 1945)

Alla fine della seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1944, dopo lo sfondamento della Linea Gotica, vi furono numerosi bombardamenti e cannoneggiamenti. Dopo alcuni tentativi gli alleati angloamericani conquistarono lo sperone roccioso di Livergnano e lì si arrestarono. Il territorio comunale divenne quindi teatro di un crudo scontro fra i tedeschi e gli angloamericani nell'inverno 1944-45. I bombardamenti ed i combattimenti si intensificarono: il paese fu distrutto quasi completamente (case, chiese, ponti, ferrovia, le numerose ville patrizie situate lungo la valle del Savena). Secondo le stime del genio civile alla fine della guerra il paese era distrutto al 98,5%.

Nel 1974 furono trovati in località "il Pero" (Rastignano) 23 cadaveri attribuibili ad un eccidio effettuato dalle forze nazifasciste in ritirata, episodio ancora da indagare pienamente.

Il nuovo centro di Pianoro (Pianoro Nuovo, costruito a partire dagli anni cinquanta) sorge tre chilometri a nord rispetto a quello antico (Pianoro Vecchio).

È in fase di attuazione il progetto per la ristrutturazione del centro di Pianoro Nuovo, con demolizione delle vecchie e fatiscenti case costruite dopo la guerra, nell'àmbito di una trasformazione urbanistica del paese.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Carteria (Cartarî), Guzzano (Guzèn), Livergnano (Alvargnèn), Montecalvo (Månt Chêlv), Monte delle Formiche (Al Månt), Montelungo (Måntlonng), Musiano (Muṡièn), Pian di Macina (Pièn d Mèṡna), Rastignano (Rastgnèn), Riosto (Riòst), San Salvatore di Casola (con la località di Botteghino di Zocca - Al Butghén), Sesto (Sèst), Zena (Żäna), Zula (Zûla).

La grossa frazione di Rastignano ha inglobato altre vecchie frazioni e borgate.

Rastignano[modifica | modifica wikitesto]

Sorta sulle colline a destra del Savena, Rastignano è la frazione più popolosa dopo Pianoro, grazie alla forte espansione urbanistica avvenuta tra gli anni Novanta e l'inizio del Duemila che ha attirato nuemerosi abitanti di Bologna, in seguito ad un processo di decentramento della popolazione urbana molto elevato in quel periodo. Il centro abitato è costituito in massima parte da edifici di recente costruzione, ma non mancano esempi di architettura più antica, come la chiesa, Villa Pini e il Ponte del Paleotto, che attraversa il Savena; attualmente le località Riolo, Valverde, Il Pero e Paleotto sono borgate di Rastignano, mentre prima della sua espansione costituivano frazione autonome. Rastignano possiede una propria stazione lungo la ferrovia che la collega a Bologna, Firenze e Prato.

Carteria di Sesto[modifica | modifica wikitesto]

La piccola frazione è situata a ridosso delle colline a destra della valle del Savena, tra Sesto e Rastignano; il centro abitato è attraversato dal modestissimo Rio Beccaceci, che prima di sfociare nel Savena scorre in un breve tratto artificiale conosciuto come Rio Fabbiani.

Il nome della frazione deriva dalla presenza di un antico opificio per la produzione di carta, attivo dal tardo Settecento agli inizi del Novecento.

La frazione conta alcuni edifici di pregio, tra cui l'antico opificio, un palazzo nobiliare del tardo Settecento e i pochi resti della chiesetta di Sant'Andrea, quasi distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Pian di Macina[modifica | modifica wikitesto]

Pian di Macina è situata in un'area pianeggiante sullo stesso livello del Savena, che occasionalmente esonda durante le piene. Attorno al piccolo centro abitato sorge un'ampia area industriale.

Riosto[modifica | modifica wikitesto]

Questa piccolissima frazione comprende qualche villa e l'antico Podere Riosto, importante podere vinicolo in cui, secondo una leggenda, nacquero i capostipiti della famiglia Ariosto. Attualmente il podere è noto per gli ottimi vini che vi si producono.

Livergnano[modifica | modifica wikitesto]

Tipiche case costruite a ridosso delle rocce a Livergnano

Livergnano è la frazione più in quota del comune, situata su una punta rocciosa sul crinale che separa la valle del Savena da quella dello Zena; è posta sull'appennino vero e proprio, mentre la maggior parte del comune si sviluppa sui colli pre-appenninici. La località è caratterizzata dalla presenza di suggestive abitazioni scavate direttamente nella roccia.

Altre frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle piccole località appartenenti al territorio comunale sono Boaria, Sadurano, Bortignano, Cavicchio, Canovetta, Torriane, Castell'Arienti e San Bartolomeo, Munazzano e Gualando.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Comune di rilevante importanza strategica a ridosso della "Linea Gotica", sul cui territorio per sette lunghissimi mesi si era fermato il fronte bellico, sopportava la perdita di centinaia di vittime civili e la distruzione di ingente parte del patrimonio edilizio e agricolo. Immolava altresì un elevato numero di suoi coraggiosi cittadini alla lotta partigiana. Col ritorno alla pace, offrendo ammirevole prova di dignità ed elette virtù civiche, affrontava la difficile prova di rinascita morale e materiale del paese»
— Pianoro (Bo) - ottobre 1944/aprile 1945[6]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Persone legate a Pianoro[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è caratterizzato da un'economia vivace e, nel 2009, era il quarto comune più ricco della Provincia di Bologna e uno dei più ricchi dell'Emilia-Romagna[8].

Le più importanti industrie situate nell'area sono meccaniche (Marchesini Group, MG2, La Fortezza), chimiche (Sayerlack) e del caffè (Almetti e Segafredo), oltre alla 3F Filippi che produce apparecchi d'illuminazione.

Nel 2009 la Harris ha chiuso il sito produttivo di Pianoro spostando a San Lazzaro di Savena sede e magazzini, e in Polonia la produzione e montaggio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è collegato alla strada statale 65 della Futa.

Il servizio di trasporto pubblico è assicurato dalle autocorse suburbane e interurbane svolte dalla società TPER. Il comune è inoltre servito dalla stazione urbana di Rastignano e da quelle suburbane di Musiano-Pian di Macina e Pianoro, tutte parte della rete del Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Luciano Pergola Lista Civica Sindaco [9]
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Simonetta Saliera Coalizione di Centro-sinistra Sindaco [10][11]
8 giugno 2009 in carica Gabriele Minghetti Partito Democratico (PD) Sindaco [12][13]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'inchiesta del programma televisivo Report Pianoro dispone di un impianto sportivo ogni mille abitanti, un numero molto elevato, fra cui una piscina comunale, palestre, campi da tennis, basket, pallavolo, calcetto, e un Palazzetto dello Sport.

A Pian di Macina e nel Centro sportivo di Pianorello è possibile praticare calcio e softball, mentre a Rastignano ha sede la Pianoro Tecnessenze che da anni è ai vertici assoluti nazionali ed europei di cricket.

A Sesto è presente un Palaghiaccio sede dei Wizards Bologna Hockey Club che milita nel campionato italiano di hockey su ghiaccio in C1.

A Pianoro Nuovo è stato recentemente costruito un velodromo scoperto per praticare ciclismo. Ogni anno ad aprile si disputano in circuito cittadino le gare ciclistiche destinate alle categorie esordienti 1°/2° e allievi G.P. Liberazione mentre in settembre, lungo l'ampio percorso che include la SS65 della Futa e la nuova fondovalle si svolge l'oramai consueto Memorial Nannetti riservato alla categoria allievi, con partenza a Pianoro Vecchio e arrivo al Villaggio Baldisserra.

Il Lunedì di Pasqua la SS65 della Futa vede l'attraversamento dell'abitato da parte dei dilettanti under23 ed élite che disputano la classicissima Bologna - Passo della Raticosa, corsa nazionale che vede la massima asperità del percorso nello strappo di Livergnano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2014
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Toponimi in dialetto bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 489.
  5. ^ Anna Maria Angelone e Mariella Boerci, Best Italy: la felicità abita nei piccoli comuni. Ecco chi vince, Panorama.it, 27 novembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2011.
    «Una prima selezione è stata fatta fra comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 75.000 abitanti, prima in base a fattori come la densità media della popolazione, immigrati residenti, eccetera. La seconda selezione ha misurato la qualità della vita con una cinquantina di indicatori come ricchezza, istruzione, partecipazione politica, sicurezza e ambiente».
  6. ^ Medaglia d'oro al merito civile, Comune di PIANORO (BO)
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  8. ^ Ricchezza dei comuni.
  9. ^ Risultato delle elezioni del 23 aprile 1995, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  10. ^ Risultato delle elezioni del 13 giugno 1999, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  11. ^ Risultato delle elezioni del 12 giugno 2004, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  12. ^ Risultato delle elezioni del 7 giugno 2009, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  13. ^ Risultato delle elezioni del 25 maggio 2014, Speciale Elezioni amministrative 2014, la Repubblica

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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