Casa del Popolo

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L'espressione Casa del Popolo compare per la prima volta in Italia tra l'8 e il 10 settembre 1893 durante il secondo congresso socialista a Reggio Emilia, in occasione del quale fu inaugurata la nuova sede della cooperativa di Massenzatico, un paese nei pressi di Reggio Emilia.

Le Case del Popolo hanno radici anche nelle esperienze europee della Maison du peuple francese, belga e svizzera (la prima Casa del Popolo svizzera sorse nel 1899 a San Gallo), della Volkshaus tedesca e della Volkshuis olandese.

Ne sono esempi la Maison du Peuple di Bruxelles,chiamata anche, in fiammingo, Volkshuis Brussel, la Maison du Peuple di Nancy, la Maison du Peuple de Clichy.

La Casa del Popolo risponde ad esigenze di sviluppo ed funzionamento di cooperative di lavoro e di consumo e di un complesso di servizi culturali, assistenziali, mutualistici e ricreativi.

Culturalmente rappresenta la visibilità del movimento, la sua stabilità, l'unità e la solidarietà popolari, la dimostrazione pubblica della propria capacità etica e tecnica, il senso di un profondo radicamento sul territorio, la conservazione della memoria.

Infine, essa simboleggia il centro coordinatore dell'insieme associativo socialista, il modello della futura società, il nucleo di un socialismo che si sarebbe gradatamente allargato fino a comprendere il comune, la vita economica e l'intera società civile. In questo senso, la Casa del Popolo contiene la speranza della società futura e dell'uomo nuovo socialista.

In Abruzzo la prima Casa del Popolo fu fondata da Umberto Postiglione, a Raiano, nei primi anni venti.

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