Teatro Verdi (Firenze)

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Coordinate: 43°46′11.82″N 11°15′39.68″E / 43.76995°N 11.2610222°E / 43.76995; 11.2610222

Teatro Verdi
Teatro verdi, firenze.JPG
L'ingresso principale su via Ghibellina
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con sei ordini di palchi, di cui una galleria
Fossa presente
Capienza 1538 posti
Ubicazione
Paese
Indirizzo Via Ghibellina, 99 - Firenze
Telefono 055 212320
Informazioni
Costruzione 1854
Realizzazione
Architetto Telemaco Bonaiuti
[1]
Questa voce riguarda la zona di:
Via Ghibellina
Voci principali
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Il Teatro Verdi è un teatro storico di Firenze, situato nell'isolato tra via Ghibellina, via Verdi, via dei Lavatoi e via Isola delle Stinche.

Indice

[modifica] Storia

Il Teatro Verdi, originariamente chiamato Teatro Pagliano, ha assunto questo nome nel 1901. Sorge sul luogo dove un tempo era edificato il carcere delle Stinche. Nello stesso sito esisteva anche un lavatoio dell'Arte della Lana la cui la memoria è rimasta nell'adiacente via dei Lavatoi. Il teatro è stato realizzato grazie all'opera del baritono Girolamo Pagliano, che acquistò l'edificio sorto all'inizio del secolo sopra le vecchie carceri e lo fece trasformare, su disegno di Telemaco Bonaiuti, in un teatro a pianta ovoidale con una grande sala che fra platea e i suoi sei ordini di palchi poteva ospitare circa quattromila spettatori. Fu inaugurato il 10 settembre 1854 con l'opera verdiana Rigoletto o, come si chiamava allora Il Viscardello: anche se l'opera fu un insuccesso, la nuova struttura teatrale fu molto apprezzata e fu caratterizzata da stagioni improntate su spettacoli lirici e drammatici presentati da compagnie di grande richiamo.

Gli anni seguenti, sempre sotto la guida di Pagliano, continuarono le rappresentazioni liriche sia di repertorio sia nuove; il teatro ospitò inoltre numerose feste e celebri iniziative a carattere patriottico e civile quali quella per sostenere la spedizione di Garibaldi (1859), un concerto per l'Unità d'Italia (1861) e una manifestazione per richiedere l'abolizione della pena di morte (1864): vi parteciparono grandi interpreti e spettatori importanti (primo fra tutti Vittorio Emanuele II).

Nel 1865 un incendio mise a dura prova la struttura del teatro, seguirono anni in cui la proprietà passò di mano in mano fino ad arrivare al periodo tra le due guerre mondiali in cui il teatro, con Castellani, ospitò l'operetta e i primi grandi attori del '900. In quell'epoca, come si è detto, il nome venne cambiato in quello attuale.

Dopo la pausa del primo conflitto mondiale il teatro riprese la sua attività per iniziativa della Società dei Lavoratori del Teatro e nel ventennio fra le due guerre la sua programmazione fu caratterizzata da commedie in vernacolo e da spettacoli di varietà che videro protagonista la compagnia Riccioli-Primavera.

Passato in proprietà a Raffaello Castellani, nel 1949-1950 fu completamente rinnovato. Su progetto degli architetti Nello Baroni e Maurizio Tempestini si procedette al consolidamento delle vecchie strutture ormai in avanzato stato di obsolescenza, si aumentò la capienza della sala dando una più razionale distribuzione ai posti e infine si dotò il teatro di annessi più grandi e meglio distribuiti. Altri lavori di rinnovamento vennero eseguiti per rimediare ai danni provocati dall'alluvione del 1966 (in quell'occasione fu dotato di un nuovo schermo cinematografico, allora il più grande esistente in Italia) e infine, dopo il 1985, per l'adeguamento della struttura alle vigenti norme di sicurezza. Negli anni Sessanta data l'apertura alla musica leggera e alle star internazionali.

Nel 1994, per i 150 anni dall'apertura, sono stati realizzati interventi per migliorare sia l'estetica che l'acustica, quest'ultima ottenuta grazie anche alla nuova pavimentazione in legno, alle nuove sedute ed alla nuova Camera Acustica per l'orchestra.

[modifica] Programmazione

Dall'ultimo dopoguerra il teatro, che ha spesso ospitato le manifestazioni del Maggio Musicale Fiorentino nei periodi di chiusura del Teatro Comunale, ha incrementato la sua attività come sala cinematografica e con una programmazione teatrale caratterizzata dallo spettacolo leggero (rivista e commedia leggera). Al Verdi infatti si sono esibiti i più importanti artisti di questo genere teatrale: da Totò a Wanda Osiris, da Macario a Walter Chiari. Nonostante questa vocazione principale, il teatro si è caratterizzato anche per programmazioni di grande prestigio e successo quali i balletti di Béjart e Roland Petit e le prime nazionali di spettacoli di Carmelo Bene, come un celebre allestimento dell' Adelchi.

Negli ultimi anni il teatro è diventato sede della Fondazione Orchestra Regionale Toscana e ha ripreso decisamente il suo ruolo importante nella vita culturale fiorentina con programmazioni che oltre ai tradizionali spettacoli si è allargata a stagioni di concerti di grande interesse curati dall'ORT e a esperienze di coinvolgimento delle scuole della città in iniziative di didattica e aggiornamento musicale.

[modifica] Sala

Gli spettatori possono contare su 806 posti a sedere in platea (di cui 6 riservati a disabili), 130 posti in galleria e 577 posti nei 6 ordini di parchi disponibili. Il palcoscenico risulta profondo 14 metri e largo 18, con un declivio del 5%. La buca dell'orchestra misura 16 metri per 4. Il boccascena e largo 17 metri e alto 12. Il proscenio è profondo 2 metri, il palco si innalza dalla platea di 1,5 metri. La graticcia si trova ad un'altezza di 18 metri, è larga 18, è lunga 15 ed è dotata di una rocchettiera in legno; l'accesso è servito sia da scale che da ascensore. I sette camerini e i due cameroni degli artisti hanno l'accesso da via Isola delle Stinche dove si trova anche un'infermeria.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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