Collegio di Spagna

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Coordinate: 44°29′25.8″N 11°20′17.79″E / 44.490501°N 11.338276°E44.490501; 11.338276

Esterno del Collegio di Spagna
Veduta interna verso cortile e loggia
Veduta esterna
Altra vista della parte esterna del Collegio

Il Collegio di Spagna (il cui nome per esteso è Reale Collegio Maggiore di San Clemente degli Spagnoli "Real Colegio Mayor de San Clemente de los Españoles") è un collegio universitario per studenti spagnoli presso l'Università di Bologna, certamente il più famoso tra i ventiquattro fondati fra il XIII ed il XVII secolo. È il più antico collegio d'Europa aperto a studenti stranieri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il collegio fu voluto dal cardinale Egidio Albornoz (1310-1367) e costruito fra il 1365 ed il 1367 grazie al suo lascito testamentario (29 settembre 1364). Il collegio fu preso a modello per i collegi dell'Università di Salamanca (ad esempio il Colegio Viejo, 1401) e per altre università spagnole fra il XV ed il XVI secolo[1].

Fra gli studenti di rilievo che il collegio ha ospitato vi sono Antonio de Nebrija, Ignazio di Loyola, Pietro d'Arbués e Miguel Cervantes[2]. Nel 1530 vi fu ospitato Carlo V d'Asburgo per quattro mesi, in occasione della sua incoronazione a imperatore (avvenuta nella basilica di San Petronio).

Progettato da Matteo Giovannelli (detto il Gattapone), il collegio è strutturato a due piani con un cortile centrale porticato attorno al quale sono distribuiti i locali e che conduce alla chiesa gotica di san Clemente.
Le camere degli studenti si affacciano sulla parte esterna, con struttura fortificata provvista di merli; la facciatta esterna fu successivamente rimodellata in stile rinascimentale.
Questa struttura di difesa del territorio privato rende chiaro lo scopo del collegio: avere una relativa autosufficienza rispetto alla città. I collegiali seguivano persino alcuni corsi dentro il collegio "donde se leen las Cathedras, una de Theologia, otra de Canones, otra de Leyes"[3].

Il palazzo ha un pregevole portale del 1525 (opera del Formigine).

Nel portico era presente un affresco di Annibale Carracci in pessime condizioni di conservazione. Vi sono inoltre due affreschi di Bartolomeo Ramenghi (detto anche Bartolomeo da Bagnacavallo) mentre quello di Camillo Procaccini, contenuto nell'abside della cappella di san Clemente fu distrutto nel 1914[4]. Nella cappella è presente un pregevole polittico di Marco Zoppo.

Nel 2011 è terminato un lavoro di restauro durato oltre trent'anni, che ha eliminato le sovrastrutture "falso gotiche" e ha restituito pregevoli affreschi. Notevole la "Madonna dell'umiltà" dipinta alla fine del Trecento da Lippo di Dalmasio.

All'interno del Collegio sono custoditi anche numerosi codici miniati, ora disponibili in riproduzioni digitali ad alta risoluzione.

Dagli statuti del collegio (si sono salvati quelli risalenti al 1558) si deduce che erano ospitati fino a una trentina di studenti spagnoli, di età non inferiore ai 21 anni, cristiani (senza avi eretici, ebrei o musulmani).

Studenti e sodales scholastici (cioè discenti) erano tenuti ad una disciplina molto rigida: presenziare ai pasti, rientrare a sera, non accogliere donne. Gli studenti potevano vestire con abiti di panno nero e cappuccio di panno morello, erano vietate stoffe preziose e di altri colori. Le punizioni per non aver rispettato le regole consistevano da una dieta a pane e acqua fino all'espulsione. Il cibo era abbondante (pane, vino, 450 g di carne di vitello), ma - pare - spesso servito freddo (perché i locali della cucina erano lontani dalla mensa)[5].

Inoltre è l'unico collegio medievale che sia sopravvissuto come tale nell'Europa continentale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) A. Gieysztor, Management and resources, p. 119; H. de Ridder-Symoens, "Mobility", p. 297.
  2. ^ (EN) The Spanish College At Bologna. Historic Memories, The Times, 26 novembre 1923; p. 13; Issue 43508; col D
  3. ^ (ES) M. de Briones, Descripción al illustrissimo y reberendissimo Principe y Señor Don Gil Albornoz, Bologna, 1630
  4. ^ (EN) Nancy Ward Neilson, Camillo Procaccini, in Grove Art Online, Oxford University Press, http://www.groveart.com/
  5. ^ (LA) Juan Guinés de Sepúlveda, Historia de bello administrato in Italia, Bologna, 1520

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ignatio Gonzales Varas Ibáñez, Dietro il muro del Collegio di Spagna, Clueb (1998), ISBN 88-491-1006-5
  • Michael Kiene, L'architettura del Collegio di Spagna in Bologna: organizzazione dello spazio e influssi sull'edilizia universitaria europea, "Il Carrobbio", 9 (1983), p. 233-242: 240-242 (con bibliografia)
  • Michael Kiene, L'architettura del Collegio di Spagna e dell'Archiginnasio. Esame comparato dell'architettura universitaria bolognese con quella europea, in "Annali di Storia delle Università italiane", volume 1, 1997 [1]

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