Bentivoglio (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bentivoglio
comune
Bentivoglio – Stemma
Villa Smeraldi nella frazione di San Marino
Villa Smeraldi nella frazione di San Marino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Erika Ferranti (centrosinistra) dal 25/05/2014[1]
Territorio
Coordinate 44°38′07″N 11°25′08″E / 44.635278°N 11.418889°E44.635278; 11.418889 (Bentivoglio)Coordinate: 44°38′07″N 11°25′08″E / 44.635278°N 11.418889°E44.635278; 11.418889 (Bentivoglio)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 51,11 km²
Abitanti 5,489[2] (31-12-2013)
Densità 0,11 ab./km²
Frazioni San Marino, Santa Maria in Duno, Castagnolino, Saletto.
Comuni confinanti Argelato, Castel Maggiore, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale
Altre informazioni
Cod. postale 40010
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037005
Cod. catastale A785
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bentivogliesi
Patrono 24 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bentivoglio
Posizione del comune di Bentivoglio nella provincia di Bologna
Posizione del comune di Bentivoglio nella provincia di Bologna
Sito istituzionale

Bentivoglio (Bäntvói o Bentvói in dialetto bolognese settentrionale[3]) è un comune italiano di 5.489 abitanti della provincia di Bologna, situato nella pianura bolognese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti nel territorio Bentivogliese risalgono alla Civiltà villanoviana, sono stati infatti ritrovate alcune tombe a cremazione databili nel 930 a.C. e una stele del VI secolo a.C. I Romani effettuarono i primi interventi di bonifica del territorio, allora, paludoso. Attraverso alcuni resti ritrovati si è inoltre scoperto che con l’arrivo dei Romani si svilupparono numerose installazioni rurali nel territorio. La zona centrale del territorio in età medievale era denominata "Ponte Poledrano", questo nome era dovuto al passaggio dei puledri sul ponte del canale Navile.

L'importanza del Navile[modifica | modifica sorgente]

Il canale Navile ha origini antiche, fin dal XII secolo portava l'acqua del Reno dalla chiusa di Casalecchio a Malalbergo, per riconnettersi poi con le valli del Po e Venezia, fungendo lungo tutto il tracciato da via di comunicazione per il trasporto delle merci, a partire dalla seta. Nel 1930 il riso delle risaie di Bentivoglio arrivava a Bologna sui barconi che percorrevano il Navile. Lungo il suo percorso vennero costruiti numerosi edifici fortificati tra i quali la Rocca di Ponte Poledrano nel 1390, situata di fianco al Mulino sorto invece nel 1300 sul percorso del Navile, a difesa del confine verso i marchesi d'Este di Ferrara.

La bonifica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1817 la famiglia Pizzardi acquistò dal marchese Carlo Bentivoglio d'Aragona il castello di Ponte Poledrano con il mulino, la pila da riso, le terre e le valli limitrofe. I Pizzardi, in particolare Carlo Alberto, intrapresero opere di bonifica del territorio che portarono ad un totale prosciugamento delle paludi e quindi alla creazione di un ambiente più igienico, oltre che all'avviamento di un importante centro di produzione risicola e al potenziamento dello storico mulino, rimasto attivo fino al 1977.

L'origine del nome[modifica | modifica sorgente]

In origine il territorio di Bentivoglio era denominato come una delle sue attuali frazioni, Santa Maria in Duno. Il nome deriva dalla omonima famiglia nobile, e solo dal 1º gennaio 1886 prese il nome di Bentivoglio, diventando quindi capoluogo.

Palazzi e ville[modifica | modifica sorgente]

Castello[modifica | modifica sorgente]

Particolare della torre crollata

Il Castello, denominato "Domus Jocunditatis", fu voluto da Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna dal 1463 al 1506, e venne costruito tra il 1475 e il 1481 attorno alla torre comunale di cui fu nominato castellano. Il Castello veniva utilizzato dai Bentivoglio come dimora di campagna, senza le preoccupazioni difensive eccessive. Venne ampiamente restaurato nel 1889 al 1897 da Alfonso Rubbiani, il quale ricostruì l’ala crollata, riedificò la cinta merlata e suddivise le stanze secondo le vecchie piante, inventò anche numerosi particolari, come il rivellino di accesso e la scala che dal cortile conduce al piano nobile, vennero inoltre aggiunte due statue rappresentati Ginevra Sforza e Giovanni II Bentivoglio, entrambe a opera di Giuseppe Romagnoli. Il restauro diede un'impronta ottocentesca a una delle principali opere del Rinascimento bolognese. Nella Prima guerra mondiale accolse un ospedale militare della CRI. Nel 1945, durante la ritirata, le Wehrmacht distrussero la trecentesca torre del castello. Al suo interno il castello custodisce varie decorazioni che trattano il tema della vita nei campi, come un importante ciclo di affreschi, detto Le storie del pane, dove vengono illustrate tutte le fasi della produzione del pane. Attualmente l’edificio ospita i laboratori di ricerca dell’Istituto Ramazzini ed inoltre viene utilizzato per le attività culturali organizzate dal comune.[4]

Palazzo Rosso[modifica | modifica sorgente]

Costruito nel 1887 ad opera del Marchese Carlo Alberto Pizzardi, il palazzo prende il nome dai mattoni rossicci con cui fu fatto edificare. Inizialmente l'entrata propendeva sul Navile, ed era accessibile tramite un ponte, tuttora esistente. In seguito, l'ingresso principale divenne il sostegno sul lato opposto. L'edificio è composto da tre piani, adibiti in precedenza a varie funzioni: Il piano terra era la sede degli uffici; il primo piano, denominato piano nobile, era l'abitazione vera e propria dei Pizzardi, con un balcone e varie finestre particolarmente ampie; il secondo ed ultimo piano, invece, era l'abitazione dei dipendenti. Al suo interno vi si trova la Sala dello Zodiaco, decorazione realizzata tra il 1896 ed il 1897 da Augusto Sezanne nella quale si possono osservare elementi vegetali, animali e simbologie celesti tra le quali, da qui il nome, la rappresentazione della fascia dello zodiaco con alcune costellazioni. Vi sono inoltre rappresentate le fasi lunari e del globo terrestre unite alla stilizzazione del Sole, rappresentato coi soli raggi di un intenso colore rosso. Dopo la morte nel 1922 di Carlo Alberto Pizzardi il palazzo, provvisto di acqua corrente, luce elettrica ed un impianto igienico, venne affittato a varie famiglie. Durante la Seconda guerra mondiale il palazzo venne leggermente danneggiato, nel 1981 il comune ne acquista la gestione e nel 1992 ne diviene il proprietario, iniziando già dall'anno seguente il primo trasferimento della Biblioteca Municipale che oggi viene restituita alla cittadinanza completamente rinnovata e ampliata.[5]

Palazzo Vivaio[modifica | modifica sorgente]

Facciata del Palazzo Vivaio sul Navile

Costruito dal Marchese Pizzardi nel 1889, il Palazzo Vivaio era adibito a seconda dimora per i residenti del Castello durante i lavori di restauro. Ai piani superiori del Palazzo erano collocati gli alloggi, al di sotto di questi vi si trovavano le cantine, una falagnameria e una fabbreria. Il palazzo fu costruito con un lato poggiato sulla sponda del Canale Navile, ed oggi è un condominio con varie abitazioni private ai piani superiori, ed un circolo Arci al piano inferiore.[6]

Villa Smeraldi[modifica | modifica sorgente]

Situata nell'ampia frazione di San Marino, Villa Smeraldi prende il nome dall'ultimo proprietario Rigoberdo Smeraldi, stabilitovisi dal 1922 al 1942 per dirigere personalmente l'azienda agricola collegata. Gli edifici ottocenteschi costruiti nella proprietà sono la residenza padronale, l'abitazione del fattore, la torre del granaio, la stalla, la legnaia, la colombaia, la ghiacciaia, la casa colonica, la porcilaia e la casa dell'ortolano. Tuttavia queste costruzioni sono solo una parte della proprietà, vi è infatti un grande parco all'inglese che comprende un ampio lago, attraversabile tramite un ponte adornato di quattro particolari statue, entrambi costruiti attorno alla seconda metà dell'Ottocento, varie montagnole (alcune presumibilmente erette con il terreno proveniente dallo scavo per il lago) ed altri luoghi completamente immersi nel verde.[7] La residenza patronale di Villa Smeraldi fu particolarmente coinvolta nella Seconda guerra mondiale: alcuni ambienti vennero affittati alla società telefonica TIMO, mentre successivamente vi si insediò un comando tedesco agli ordini del generale Frido von Senger und Etterlin che sfruttò la torre per gli avvistamenti e gli innumerevoli luoghi del parco nascosti dal verde per dissimulare alcune postazioni antiaeree.[8] Dal 1973 Villa Smeraldi ospita l'importante Museo della civiltà contadina, contenente migliaia di testimonianze del lavoro e della vita nelle campagne bolognesi tra Ottocento e Novecento. Il parco circostante è divenuto pubblico ed è accessibile tutti i giorni, inoltre vi hanno sede vari eventi legati al territorio come feste dell'agricoltura, mercati contadini o semplici giornate dedicate al paese.

Persone legate a Bentivoglio[modifica | modifica sorgente]

Giovanni II Bentivoglio

Attività sportive[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Bentivoglio Calcio che milita in Seconda Categoria.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La prima squadra di pallavolo femminile dell' U.P. Bentivoglio, milita nel campionato di terza divisione FIPAV

Ginnastica artistica[modifica | modifica sorgente]

La Scuola di Ginnastica Artistica femminile dell' U.P. Bentivoglio, fondata a metà degli anni ottanta, partecipa a competizioni nazionali ed internazionali.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda del consiglio comunale
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al dicembre 2013.
  3. ^ Luigi Lepri e Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3. URL consultato il 7 luglio 2014.
  4. ^ Il castello - Comune di Bentivoglio
  5. ^ Orizzonti di pianura
  6. ^ Palazzo Vivaio - Comune di Bentivoglio
  7. ^ Bentivoglio e dintorni - Villa Smeraldi
  8. ^ Museo della civiltà contadina - S.G.M.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Emilia Portale Emilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Emilia