Friulano goriziano
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Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, si è deciso a seguito di discussioni di usare nella nomenclatura delle pagine il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 oppure ISO 639-3, approvata nel 2005. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
| Friulano goriziano ({{{nomenativo}}}) † | |
|---|---|
| Parlato in: | Italia |
| Regioni:Parlato in: | Friuli-Venezia Giulia |
| Persone: | ca. 40.000 |
| Classifica: | non nelle prime 100 |
| Tipologia: | SVO flessiva - sillabica |
| Filogenesi: |
Indoeuropee |
| Statuto ufficiale | |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-2 | fur |
| SIL | FRL (EN) |
| Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica | |
Il friulano goriziano (detto anche friulano orientale e furlan da Bassa) è la variante della lingua friulana parlata nelle aree che più o meno corrispondevano all'antica Contea di Gorizia e Gradisca (detto anche Friuli austriaco o Di là dal Clap), vale a dire quei territori friulani appartenenti all'Impero Austro Ungarico fino alla partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale nel 1918. Questo include anche qualche centro nel Cividalese nonché la zona del mandamento di Cervignano (v. Bassa Friulana) che sono ora parte della Provincia di Udine, oltre ai paesi della Provincia di Gorizia sulla riva destra dell'Isonzo, tranne Cormòns e pochi altri, dove invece si parla un friulano di tipo più spiccatamente centrale. Il sovracitato friulano di Gorizia si differenzia dalla koinè per qualche tratto, in quanto per la lingua normalizzata ed unificata è stato scelto come base il friulano della zona udinese. Per convenzione, tuttavia, talvolta si fa rientrare questa parlata all'interno della cosiddetta variante centrale.
Indice |
[modifica] Storia
Le piccole diversità della parlata friulana orientale hanno cause storiche; queste zone furono dominate dall'Impero Asburgico per quattro secoli consecutivi, causando un'evoluzione linguistica lievemente distinta rispetto alle zone friulane ad occidente, dominate in quel periodo dalla Repubblica di Venezia e quindi più influenzate dalle parlate e dall'ambiente culturale italiano.
In special modo a Gorizia la maggiore influenza austriaca è riscontrabile nelle opere ivi pubblicate nel XIX secolo; inoltre, spesso la popolazione era trilingue o addirittura quadrilingue, conoscendo anche lo sloveno, l'italiano accanto al tedesco e al friulano.
[modifica] Caratteristiche
[modifica] Morfologia
A prima vista, la differenza più evidente sono forse le terminazioni delle parti del discorso, che sono in -a, per cui quello che nel friulano centrale è "Lenghe furlane" diventa "Lenga furlana"; "jê e samene i cudumars" diventa "jê a samena i cudumars".
Differiscono alcuni articoli determinativi:
| Friulano goriziano | Friulano centrale | ||
|---|---|---|---|
| Maschile | Femminile | Maschile | Femminile |
| al | la | il | la |
| i | li(s) | i | lis |
Par quanto riguarda la grammatica, le differenze sono di poco conto: cambiano i pronomi personali clitici (tipici della Lingua friulana) che a differenza di tutte le altre varianti della lingua in alcuni casi possono venire anche omessi; inoltre, nelle forme verbali, all'indicativo presente la prima persona termina solitamente in -i invece che in -t, viene qui di seguito preso in esempio il verbo crodi (credere):
| Friulano goriziano | Friulano centrale | ||
|---|---|---|---|
| Persona | forma | Persona | forma |
| jo | o crodi | jo | o crôt |
| tu | tu crodis | tu | tu crodis |
| lui | al crôt | lui | al crôt |
| jê | a crôt | jê | e crôt |
| nô | o crodìn | nô | o crodìn |
| vô | o crodês | vô | o crodês |
| lôr | a crodin | lôr | a crodin |
Diversa rispetto alla koinè è anche la coniugazione del verbo volê (volere), che all'indicativo presente è:
| Friulano goriziano | Friulano centrale | ||
|---|---|---|---|
| Persona | forma | Persona | forma |
| jo | o uli | jo | o vuei |
| tu | tu ulis | tu | tu vuelis |
| lui | al ûl | lui | al vûl |
| jê | a ûl | jê | e vûl |
| nô | o ulin (urin) | nô | o volìn |
| vô | o urês | vô | o volês |
| lôr | a ulin | lôr | a vuelin |
La prima persona singolare del futuro semplice è jo o urarai, nell'imperfetto jo o urevi, nel condizionale è jo o uraressi.
[modifica] Fonologia
Dal punto di vista dei suoni, questo friulano potebbe sembrare meno originale, in quanto, per esempio, alcuni suoni tipici del friulano centrale, come il tipico digramma "cj" che indica la prepalatale sorda (per esempio in cjase) diventa palatale sorda "ci" (ciasa), pronunciato come l'italiano "ciao". Lo stesso vale per l'altra prepalatale sorda "gj", che diventa affricata palatale. Es. "gjat" (gatto), viene pronunciato "giat". Un'altra differenziazione con le altre varianti riguarda la pronuncia della "z" iniziale, che nel koinè viene reso con un'affricata palatale, mentre nella variante goriziana diventa laterale sonora. Es. "zovin" (giovane), viene pronunciato "'sovin". Inoltre, le parole che nella grafia ufficiale usato la lettera "ç" o i digrammi "ci" o "ce" per indicare una prepalatale sorda, diventano un'affricata alveolare sorda, dunque "çuet" diventa "suet", allo stesso modo "cjan" diventa "cian".
[modifica] Grafia
La grafia di questa variante non è mai stata definita, per cui esistono molti modi arbitrari e non normalizzati per rendere graficamente un suono o una parola. Per esempio, la successione di suoni realizzabile con "scj" nella grafia normalizzata (es. "scjatule"), può venir scritto "s'ciatula" o in diversi altri modi.
[modifica] Lessico
Visto il contesto secolare di pluriculturalità, la variante goriziana della lingua nei secoli ha acquisito prestiti sia dal tedesco che dallo sloveno in misura maggiore rispetto alle altre varianti della lingua friulana. Una delle vie di penetrazione fondamentale per questi neologismi, oltre alla fusione linguistica dovuta alla prossimità geografica e a necessità di natura commerciale, è stata la lunga ferma militare maschile nell'Esercito asburgico. Inoltre, al contrario delle altre zone di lingua friulana, il friulano ha mantenuto caratteri più forti di lingua veicolare sia tra l'alta borghesia che tra la nobiltà anche in epoca moderna e contemporanea.

