Alessandra Kersevan

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Alessandra Kersevan (Monfalcone, 18 dicembre 1950) è una storica, insegnante ed editrice italiana, specializzata in storia e cultura del Friuli-Venezia Giulia e del confine orientale tra le due guerre.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Insegnante di lettere nella scuola media fino ai primi anni novanta, Alessandra Kersevan si è dedicata fin dal 1992 alla stesura di saggi storici sulle questioni di confine tra Italia e Jugoslavia[1], soprattutto in relazione all'occupazione fascista di Croazia e Slovenia e alle dibattute questioni dei massacri delle foibe, dell'eccidio di Porzûs e degli esuli giuliano-dalmati. Intorno alla fine degli anni ottanta costituì a Udine un gruppo di lavoro chiamato Resistenza storica, facente riferimento alla propria casa editrice, la Kappa Vu, specializzata in revisioni storiche sui fatti friulani-giuliani tra le guerre, ma anche in scrittura dialettale friulana[2].

La sua prima opera, Che il mondo intero attonito sta (1992), descrive la figura di Giorgio Nogara, arcivescovo di Udine tra le due guerre, ritenuto contiguo e fiancheggiatore del fascismo; altre opere hanno riguardato il comportamento delle truppe italiane nei territori occupati in Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale (Un campo di concentramento fascista : Gonars 1942-1943, 2003) e il ruolo della polizia fascista e di suoi fiancheggiatori civili nel rastrellamento e la repressione di resistenti, sia italiani che jugoslavi. Per Nutrimenti (2008) ha dato alle stampe, inoltre, Lager italiani, storia degli internati slavi nei territori occupati dall'Italia fascista[3].

Per la sua opera di revisione storica Alessandra Kersevan è divenuta il destinatario di critiche, anche accese, a opera delle associazioni dei profughi istriani sparse in tutta Italia; oggetto delle critiche, la messa in discussione da parte sua del numero delle vittime delle foibe[4], giudicato troppo elevato in raffronto ai documenti storici a disposizione, e soprattutto la contestazione del fatto si trattasse di massacri etnici, laddove Kersevan sostiene che a finire uccisi furono in gran parte noti collaborazionisti e spie della polizia fascista[4]. Kersevan ritiene necessario che la storiografia riveda il concetto di «italiani brava gente»[4] e investighi maggiormente sui numerosi crimini di guerra italiani in varie zone di conflitto, dal fronte orientale al nord Africa[4].

La presenza di Kersevan in varie celebrazioni del giorno del ricordo (10 febbraio) come relatrice è stata più volte oggetto di contestazione, e anche in seguito, ospite in Rai alla trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta del 13 febbraio 2012, allorché contestò l'erronea attribuzione di una foto ai fatti delle foibe — laddove, come risulta dagli archivi di Stato sloveni, essa era riferita all'esecuzione di alcuni jugoslavi a opera di soldati italiani — fu ripresa dal conduttore Vespa e fatta oggetto di paragone con il KGB sovietico dall'ex-MSI Maurizio Gasparri, anch'egli presente in trasmissione[5]. Ancora, più recentemente, nel febbraio 2013 un previsto incontro all'Università di Verona fu annullato dal rettore Alessandro Mazzucco per motivi di sicurezza[6] dopo le reazioni di alcune associazioni di estrema destra e di profughi istriani alla notizia che Kersevan avrebbe tenuto la presentazione di un suo libro nell'ateneo scaligero[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chi siamo : Alessandra Kersevan. URL consultato il 30 giugno 2012.
  2. ^ Kappa Vu ed.. URL consultato il 30 giugno 2012.
  3. ^ Paolo Rumiz, I volenterosi carnefici del Duce in la Repubblica, 13 aprile 2008. URL consultato il 30 giugno 2012.
  4. ^ a b c d Le foibe tra mito e realtà: intervista ad Alessandra Kersevan, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2012.
  5. ^ Michele Smargiassi, Non dire falsa testimonianza in la Repubblica, 23 marzo 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  6. ^ a b Angiola Petronio, Incontro revisionista sulle foibe. Il rettore lo sospende: inopportuno in Corriere del Veneto, 12 febbraio 2013. URL consultato l'11 marzo 2013.

Opere storiche[modifica | modifica sorgente]

  • (con Pierluigi Visintin). Che il mondo attonito sta. Giuseppe Nogara, luci e ombre di un arcivescovo 1928-1945, Udine, Kappa Vu, 1992
  • Porzûs. Dialoghi sopra un processo da rifare, Udine, Kappa Vu, 1995, ISBN 9788889808757
  • Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943 2003, Udine, Kappa Vu, 2003, ISBN 9788889808702
  • Lager Italiani, Roma, Nutrimenti, 2008, ISBN 9788888389943