Stato da Mar

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Mappa dello Stato da Mar

Stato da Mar (o Domini da Mar) è il termine con cui la Repubblica di Venezia indicava i suoi domini marittimi, cioè i territori oggetto del primo moto d'espansione del potere veneziano: l'Istria e la Dalmazia, la Morea e le isole egee, Candia, ecc.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stato da Mar costituiva una delle tre tipologie territoriali nelle quali era complessivamente suddiviso il territorio dello Stato, assieme al Dogado, con Venezia, e allo Stato da Tera.

La creazione dei domini coloniali veneziani venne avviata attorno al 1000 con la conquista della Dalmazia e raggiunse la sua massima espansione al termine della Quarta Crociata con l'acquisizione di tre ottavi dell'Impero Romano d'Oriente.

In seguito, sotto la crescente pressione ottomana tali territori finirono col ridimensionarsi fino al possesso, nel 1797 alla caduta della Repubblica, delle sole Istria e Dalmazia e delle Ionie.

L'amministrazione dello Stato da Mar[modifica | modifica wikitesto]

I domini veneziani dello Stato da Mar erano amministrati da un complesso sistema di funzionari, la cui organizzazione venne più volte modificata nel tempo al mutare delle esigenze.

Il più importante tra tutti questi funzionari era quello residente a Costantinopoli. Dal 1204 al 1261 il Podestà della colonia di Costantinopoli, cioè del quartiere veneziano della città, separato da mura e affacciato sul Corno d'Oro, era il rappresentante del governo in tutta la Romània: assistito da un consiglio di sei membri, da 5 giudici e 2 camerarii (per le questioni economiche), da lui dipendevano tutti i cittadini veneziani in oriente, tutti i possedimenti e le colonie compresa Candia.

Dal 1277 il governatore della colonia di Bisanzio fu denominato Bailo di Costantinopoli con durata biennale della carica e, dal 1322, giurisdizione su tutto l'oriente esattamente come in precedenza il podestà.

In generale i Baili erano ambasciatori residenti con autorità su una colonia principale e sui cittadini veneziani presenti nella nazione. Baili veneziani risiedevano in tutti i principali paesi mediterranei. Nel tempo tali figure scomparvero progressivamente, sostituite da ambasciatori inviati e da altri funzionari residenti, i Consoli, con giurisdizione sulle colonie di cittadini veneziani all'estero. Solo il caso di Costantinopoli sopravvisse fino alla fine della Repubblica.

Venezia, nelle prime fasi dell'espansione, immediatamente dopo la Quarta Crociata organizzò parte dei suoi domini secondo le modalità del rapporto feudale di signoria-vassallaggio in uso presso i suoi alleati Franchi e il nuovo Impero latino.

In tal modo la Repubblica incentivava l'intervento privatistico delle grandi famiglie patrizie nelle nuove colonie, garantendosi dunque un controllo indiretto delle stesse: suo interesse non era infatti tanto il dominio territoriale, quanto la disponibilità di basi numerose e sicure per la flotta e il controllo delle rotte commerciali.

Tutti questi territori erano poi legati alla madrepatria dall'obbligo di omaggio a Venezia e dall'impegno a favorirne assolutamente il commercio. Nacquero così:

La rete commerciale e i possedimenti veneziani dello "Stato da Mar" nel Mediterraneo orientale.

In tale organizzazione figure particolari erano i castellani, titolo con cui erano designati i governatori militari delle fortezze, come le due importanti città di Corone e Modone, principali basi d'accesso per il controllo dell'Egeo e definite Venetiarum Ocellae (gli occhi di Venezia).

Nel tempo comunque il sistema amministrativo veneziano finì per centralizzarsi e strutturarsi sulla figura dei Provveditori, funzionari della Repubblica inviati nei territori sotto la diretta amministrazione di Venezia (ad esempio la Morea fu retta da provveditori nel periodo 1685-1715, mentre a Corfù si stabiliva il Provveditore Generale da Mar). La ripartizione amministrativa dei possedimenti coloniali era così distribuita:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mappa interattiva delle fortificazioni veneziane dello Stato da Mar nei Balcani meridionali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Da Mosto, Andrea: L'Archivio di Stato di Venezia, Biblioteca d'Arte editrice, Roma, 1937.
  • Mutinelli, Fabio: Lessico Veneto, tipografia Giambattista Andreola, Venezia, 1852.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]