Nona

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Nona
città
(HR) Nin
Nona – Veduta
Dati amministrativi
Stato Croazia Croazia
Regione Zadar County coat of arms.png Zaratina
Sindaco Emil Ćurko
Territorio
Coordinate 44°14′N 15°10′E / 44.233333°N 15.166667°E44.233333; 15.166667 (Nona)Coordinate: 44°14′N 15°10′E / 44.233333°N 15.166667°E44.233333; 15.166667 (Nona)
Altitudine 1 m s.l.m.
Superficie 91,31 km²
Abitanti 4 603 (2001)
Densità 50,41 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 23 232
Prefisso 023
Fuso orario UTC+1
Targa ZD
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Croazia
Nona
Localizzazione della città di Nona nella regione zaratina
Localizzazione della città di Nona nella regione zaratina
Sito istituzionale

Nona[1][2][3], in croato Nin, è una città della Croazia di 4.603 abitanti, situata nella Regione zaratina 15 km a nord di Zara.

Nona è una delle città più antiche della Croazia.

Località[modifica | modifica sorgente]

La città di Nona è suddivisa in 6 frazioni (naselja)[4]:

  • Grbe
  • Nona (Nin)
  • Ninski Stanovi
  • Poljica-Brig
  • Zaton
  • Žerava

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di Nona è antichissima: l'isolotto del centro storico era abitato probabilmente fin dall'epoca preistorica. Vari popoli si susseguirono nel controllo della città, tra cui i Liburni; l'influenza greca è invece attestata in periodo ellenistico. In seguito, quando i Romani conquistarono la Dalmazia, la città divenne conosciuta col nome di Aenona e fu dotata di un foro, un anfiteatro, un acquedotto e un tempio che all'epoca era il più grande in terra dalmata. Apprezzati dai romani erano i fanghi curativi che si trovavano nei pressi della città.

All'inizio del VII secolo la città fu presa dagli Slavi e dagli Avari, che la distrussero completamente. Ricostruita dai Croati tra i secoli VIII e IX, Nona divenne un importante centro di irradiamento culturale e il luogo dell'incoronazione dei sovrani croati. Con l'istituzione della diocesi di Nona la città divenne anche la capitale ecclesiastica croata; a quell'epoca risalgono la figura storica del vescovo Gregorio di Nona (che introdusse il glagolitico come lingua liturgica) e la costruzione della chiesa di Santa Croce, una piccolissima cattedrale a croce greca triabsidata che sull'architrave reca l'iscrizione del conte (župan) croato Godeslaus.

La chiesa di Santa Croce di Nona, del IX secolo, è la cattedrale più piccola del mondo

Nona si diede nel 1328 alla Repubblica di Venezia, alla quale appartenne - salvo un'interruzione nel periodo 1358-1409 - fino alla caduta della Repubblica di San Marco nel 1797. Contrariamente alle altre città marittime, che prosperarono notevolmente nei commerci e nelle arti, sotto la Serenissima Nona andò incontro ad un'inarrestabile decadenza. Sfruttata economicamente dalla Repubblica, ma non dotata di adeguata protezione militare, la città divenne un facile obiettivo e fu distrutta dai veneziani nel 1571. Il 28 aprile 1646 Nona fu nuovamente rasa al suolo dai veneziani, che lasciarono la città bruciata per salvare la città di Zara dai Turchi.

Nei secoli successivi Nona non riuscì più a riprendersi e rimase una sonnolenta cittadina di provincia fino alla rivalutazione in chiave turistica degli ultimi decenni.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 514-529.
  2. ^ Cfr. "Nona" in Andrea Marsanich, Campane rubate sull'isola di Nona, in Il Piccolo, 14 aprile 2014.
  3. ^ Nona – catasto austriaco franceschino
  4. ^ Frazioni della Regione zaratina

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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