Marco Marulo

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Spalato: monumento a Marulo

Marco Marulo, in croato moderno Marko Marulić[1][2], in latino Marcus Marulus (Spalato, 18 agosto 1450Spalato, 5 gennaio 1524), è stato un poeta e umanista dalmata[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marco Marulo nacque a Spalato dalla nobile famiglia spalatina dei Pezzini (o, anche Pečenić[2], Pecinić, Picinić), che nel XV secolo prese a chiamarsi Marulo o De Marulis. Completò i suoi studi umanistici a Spalato ove fu allievo di Tideo Acciarini che gli insegnò il greco[4] e si laureò in legge all'Università di Padova, dopodiché passò il resto della sua vita nella città natale. Figura centrale del circolo umanistico di Spalato, Marulo fu ispirato dalla Bibbia, dagli scrittori classici e dalle opere agiografiche cristiane, dando vita a una vasta opera letteraria in latino, croato e italiano. Fu sempre attivo nelle lotte contro gli Ottomani che a quel tempo stavano invadendo i Balcani. Scrisse, tra gli altri lavori, un'Epistola al papa chiedendo aiuto nella lotta contro gli invasori. Morì il 5 gennaio del 1524 e fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Spalato.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

In latino[modifica | modifica wikitesto]

Marulo raggiunse la celebrità grazie soprattutto alle sue opere in latino che furono stampate e ri-stampate durante il XVI e XVII secolo e tradotte in quasi tutte le lingue europee. Inoltre, in una sua opera andata perduta intitolata Psichiologia de ratione animae humanae appare per la prima volta il termine "psicologia". Tra le altre opere in latino scrisse Institutione del buono, e beato viuere secondo gli esempi dei santi, un trattato moralistico di ispirazione biblica, pubblicato a Venezia nel 1506, Evangelistarium, pubblicato nel 1516 e 1517, Cinquanta parabole e il Davidiad un poema epico-religioso che fonde temi biblici e classici. Il Davidiad, però, venne scoperto soltanto nel 1924, solo per ricadere ancora nell'oblio ed essere infine riscoperto nel 1952.

In illirico (croato)[modifica | modifica wikitesto]

La fama odierna di Marulo si deve principalmente alla sua produzione in lingua illirica (come venivano all'epoca chiamati i vari dialetti slavi della ex Jugoslavia). Marulo scrisse, per la precisione, in dialetto Čakavo. Le sue opere illiriche furono riscoperte e valorizzate nel XIX secolo al tempo del rinascimento nazionale croato, cosicché oggigiorno, nella letteratura croata, Marulo è un incontestato punto di riferimento. La sua più importante opera è Judita o Giuditta (Libar Marca Marula Splichianina V chomse sdarsi Istoria Sfete udouice Iudit u uersih haruacchi slosena chacho ona ubi uoiuodu Olopherna Posridu uoische gnegoue i oslodobi puch israelschi od ueliche pogibili), scritto nel 1501 e pubblicato a Venezia nel 1521. È un poema basato sul racconto biblico tratto dal Libro di Giuditta, nel quale la ragazza ebrea, con il suo coraggio e la sua fede, salva la sua città natale. Il tema dell'opera è ripreso dalla Bibbia, ma Marulo lo canta imitando i poeti epici antichi, specialmente Virgilio, e la tradizione poetica illirica. In quest'opera è chiaro l'intento del poeta di proporre un parallelismo fra l'antica città biblica (minacciata dagli Assiri) e l'attuale Spalato minacciata dagli Ottomani. Giuditta è oggi considerato il primo poema epico della letteratura illirica, poema che ha introdotto il rinascimento tale letteratura. Altre sue opere illiriche sono:

  • Suzana;
  • Poklad i korizma;
  • Spovid koludrić od sedam smrtnih grihov;
  • Anka satir;
  • Tuženje grada Hjerusolima;
  • Molitva suprotiva Turkom.

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

Marulo fu autore di svariate opere poetiche in volgare italiano, oggi andate quasi totalmente perdute. Di questa sua produzione ad oggi rimangono solamente due poesie.

Giudizio critico[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere non sono né esteticamente né stilisticamente superiori alle opere dei suoi predecessori di Ragusa. Le opere di Marulo sono inferiori alla poesia lirica di Annibale Lucio (Hanibal Lucić) o alla drammaticità di Marino Darsa (Marin Držić). Anche in termini cronologici, Giorgio Darsa (Džore Držić) e Sigismondo Menze (Šiško Menčetić) scrissero in un dialetto essenzialmente moderno circa 3 decadi prima di lui.

La sua odierna fama in Croazia è in parte dovuta a un felice concorso di alcuni fattori: nessuno fra i suoi contemporanei o predecessori aveva ottenuto la celebrità durante il corso della loro vita. Inoltre i suoi versi profondamente patriottici e cattolici, avevano assimilato la poesia spesso superficiale e stereotipata dei suoi compatrioti del sud, che secondo i croati di oggi viene vista come un'epitome del destino nazionale croato.

Identificazione nazionale[modifica | modifica wikitesto]

In Croazia (e di riflesso anche all'estero) Marulo è ricordato e celebrato semplicemente come scrittore croato, tanto da essere soprannominato il Dante croato e il padre del rinascimento croato. La sua figura è inoltre caricata di forti simbolismi patriottici.

Nella sua città natale è visibile il monumento a lui dedicato, creato dallo scultore croato Ivan Meštrović e la lapide commemorativa sulla casa in cui probabilmente visse. Sempre a Spalato è attivo il centro Marulianum, un centro documentale e scientifico che studia e pubblica le opere di Marulo. La figura di Marulo è rappresentata sulla banconota croata da 500 Kuna.

Il punto di vista croato ignora tuttavia la sua opera in italiano (che fu comunque poca cosa rispetto al resto della produzione letteraria) e l'incerta e controversa collocazione etnica dei dalmati dell'epoca, che solo nel XIX secolo si identificarono in specifiche nazionalità (italiani, croati e serbi). L'ennesimo esempio di come il nazionalismo contemporaneo tende a cercare punti di contatto con il passato che a un'analisi approfondita appaiono forzati - verrebbe da dire, se non si trattasse in fondo anche di una sorta di "risposta" ad un approccio razzistico di certo irredentismo italiano e soprattutto di alcuni studiosi italiani, accademici durante il regime fascista, primo fra tutti il Cronia, la cui analisi - in generale - delle Lettere croate del tempo sono un "boomerang" per la stessa Letteratura italiana.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Frane Božićević Vita Marci Maruli Spalatensis (in latino e croato), a cura di B. Lučin, Split, 2007

Vita di Marco Marulo spalatino scritta da Francesco Natali suo concitadino (dal latino in italiano tradotta da Luca Svillovich, 1846) 

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Progetto VALMAR: Valorizzazione e recupero degli scritti e dei luoghi dell'umanista spalatino Marko Marulić / Marcus Marulus

Iter Marulianum

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Pandžić, Zvonko, Nepoznata proza Marka Marulića. O novootkrivenim i novoatribuiranim hrvatskim rukopisima. Zagreb, Tusculanae Editiones, 2009., 173 str. ISBN 978-953-95144-6-2.

M. Tomasović, Marko Marulić Marul. Monografija, Zagreb and Split, 1999

E. von Erdmann, ‘Marcus Marulus Spalatensis – Marko Marulić aus Split (1450-1524): zu einem Forschungsprojekt in Split, Zadar und Zagreb’, Südostforschungen 58 (1999) 313-20

‘Dossier: Marko Marulić’, Most / The Bridge Literary Magazine, 1-4, Zagreb, 1999 (in inglese)

Ch. Béné, Études maruliennes: le rayonnement européen de l’oeuvre de Marc Marule de Split, Zagreb - Split, 1998

Cahiers Croates: revue trimestrielle par l’association Almae Matris Croaticae Alumni (A.M.C.A.) (a cura di Maja Dolibić) 1/2(1997) (volume dedicato a Marulić)

M. Tomasović, ‘Tesi errate su Marko Marulić’, La Battana, 33: 119 (1996) 111-19

M. Tomasović, Marco Marulić Marulus, traduzione italiana di D. Pušek, Lugano, 1994

P. Runje, ‘Marko Marulić (Marco Marulo) 1450-1524 laico impegnato e scrittore di fama internazionale’, Analecta TOR 25 (1994) 27-47

M. Tomasović, ‘Le relazioni di Marko Marulo con la cultura italiana’, Most, N. S. 1 (1987) 8-14

G. Valentinelli, ‘Marulo Marco. Maruli Marci Opuscula et Vita’, in Bibliografia Dalmata tratta da’ codici della Marciana di Venezia, Venezia 1845

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ enciklopedija.lzmk.hr
  2. ^ a b Marko Marulić
  3. ^ http://marulianum.storia.unipd.it/hr/iter_marulianum/6
  4. ^ Vedi la voce ACCIARINI, Tideo nel Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 1, 1960.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 19697406 LCCN: n84216303