Battaglia di Sirmio

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Battaglia di Sirmio
L'imperatore bizantino Manuele I Comneno.
Data 8 luglio 1167
Luogo Sirmio, in Serbia
Esito Vittoria bizantina.
Modifiche territoriali Dalmazia e Croazia passano sotto il controllo dell'Impero bizantino
Schieramenti
Bizantini supportati da contingenti di cumani, italiani, serbi e Valacchi. Ungheresi
Comandanti
Effettivi
Forse 25.000, compresi tutti gli alleati Probabilmente circa 15.000
Perdite
Ignote Ignote, ma probabilmente pesanti
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La battaglia di Sirmio o battaglia di Zemun (in ungherese: Zimonyi csata) fu combattuta l'8 luglio 1167 tra gli eserciti dell'Impero bizantino e del Regno di Ungheria. La decisiva vittoria dei bizantini costrinse gli ungheresi ad accettare la pace alle condizioni dettate da Costantinopoli.

Sfondo[modifica | modifica sorgente]

Negli anni fra il 1150 ed il 1160, il regno d'Ungheria aveva allargato i propri confini ed era giunto a puntare all'annessione della Dalmazia e della Croazia. Queste mire espansionistiche degli ungheresi si scontrarono con gli interessi dell'Impero bizantino, che considerava questa espansione pericolosa per il proprio predominio nei Balcani, e con quelli della Repubblica di Venezia (ormai confinante con il regno ungherese), che considerava la Dalmazia una zona di proprio interesse esclusivo.

I bizantini intervennero quindi pesantemente nella politica ungherese, sia militarmente che fomentando ribellioni dinastiche. Tuttavia l'imperatore Manuele I Comneno cercò di evitare uno scontro totale attraverso un accomodamento dinastico che avrebbero potuto portare all'unione dell'Ungheria e dell'Impero: Bela, fratello cadetto del re Stefano III d'Ungheria fu allevato a Costantinopoli e destinato a sposare la figlia primogenita (ed erede) di Manuele I. Tuttavia Stefano III rifiutò sia di consegnare ai bizantini i territori del ducato di Dalmazia (nominalmente soggetto a Bela), sia di nominare Bela proprio erede, provocando una nuova guerra.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1167 Manuele affidò il comando delle operazioni in Ungheria ad Andronico Kontostephanos, con l'ordine di spingere il nemico a dare battaglia. Lo scontro avvenne sulle rive del fiume Sava. vicino all'antica città di Sirmio, nella pianura della Pannonia. A differenza degli ungheresi, i bizantini disposero un forte contingente di truppe di riserva alle spalle del proprio centro. I loro arcieri provocarono gli ungheresi a caricare; mentre alla destra ed al centro i bizantini resistevano all'assalto, il loro fianco sinistro finse di fuggire. L'ala destra ungherese piegò verso il centro dello schieramento bizantino per circondarlo, ma fu prima bloccata dalle riserve bizantine e poi attaccata alle spalle dalle unità del fianco sinistro che credeva fossero fuggite; vista la favorevole situazione alla propria sinistra, Kontostephanos ordinò un attacco generale, che indusse gli ungheresi a fuggire.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

La battaglia di Sirmio coronò gli sforzi di Manuele per garantirsi i confini settentrionali. Gli ungheresi dovettero accettare le condizioni imposte dall'Impero: la Dalmazia e la Croazia passarono sotto il controllo bizantino ed inoltre il sovrano ungherese acconsentì a pagare un tributo all'imperatore bizantino.

La questione della successione di Stefano III non venne definita, tuttavia alla sua morte (1172) Bela (che non era più nella linea di successione bizantina per via della nascita di Alessio II Comneno) salì al trono, ma solo dopo aver giurato che non avrebbe leso gli interessi di Manuele.

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