Lissa (isola)

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Lissa
Vis
Komiza1.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mare Adriatico
Coordinate 43°02′N 16°09′E / 43.033333°N 16.15°E43.033333; 16.15Coordinate: 43°02′N 16°09′E / 43.033333°N 16.15°E43.033333; 16.15
Arcipelago Isole curzolane
Superficie 90,3 km²
Geografia politica
Stato Croazia Croazia
Regione Regione spalatino-dalmata
Centro principale Lissa
Demografia
Abitanti 3.700 (2007)
Densità 41 ab./km²
Cartografia
Croatia - Vis.PNG
Mappa di localizzazione: Croazia
Lissa

[senza fonte]

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Lissa[1] (in croato: Vis, in greco antico Issa, Ίσσα) è un’isola croata dell’Adriatico situata al largo di Spalato.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

L’isola di Lissa copre una superficie di 90,3 km² e misura 17 km di lunghezza ed 8 km di larghezza. Assieme alle vicine isolette Busi (Biševo), Pomo (Jabuka) e Sant'Andrea (Svetac) forma un piccolo arcipelago situato a circa 50 km dalla costa dalmata. Il canale di Lissa (Viški kanal) la separa a NE dall'isola di Lesina.

Amministrativamente l’isola fa parte della regione spalatino-dalmata (splitsko-dalmatinska županija) della Croazia ed è divisa in due comuni: il capoluogo omonimo (1.960 abitanti) e Comisa (Komiža, 1.677 abitanti).

L'isola gode di una lussureggiante vegetazione mediterranea.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il castello nella baia di Comisa.

Lissa, abitata fin dall’antichità, era nota presso i Greci col nome di Issa. L'originale lingua dalmata degli Illiri romanizzati vi si estinse nel secolo XII.

Successivamente, per oltre quattro secoli fino al 1797, l'isola appartenne alla Repubblica di Venezia ed entrò nell’orbita culturale italiana. Di tale periodo storico permangono ancora oggi numerose tracce nell’architettura e nel dialetto croato locale.

Napoleone la inglobò nel suo Regno d'Italia tra il 1805 ed il 1809 e vi impose ufficialmente la lingua italiana.

In seguito, dal 1815 al 1918, così come tutta la Dalmazia Lissa fu amministrata dall’impero austriaco e mantenne come denominazione ufficiale quella italiana. Tuttavia (eccetto il breve periodo di occupazione dal 1918 al 1921, dovuto agli accordi del Patto di Londra), Lissa non appartenne mai all’Italia unita e vide declinare progressivamente il prestigio della sua lingua veneta come "lingua franca" del commercio marittimo dalmato fino agli anni trenta.

Lissa fece parte dell'italiano Governatorato della Dalmazia dal 1941 al 1943, quando fu incorporata nella Provincia di Spalato.

Alla fine della seconda guerra mondiale l’isola servì da rifugio a Tito (che organizzò nel 1944, da una grotta, la resistenza contro le forze di occupazione tedesche) ed in seguito fu una base navale militare jugoslava fino al 1989. Solo in seguito all’indipendenza della Croazia l’isola è stata riaperta al turismo.

Dal 1920 Lissa viene ufficialmente chiamata in croato con il nome "Vis".

Per la loro importanza strategica le acque di Lissa sono state più volte nella storia teatro di battaglie navali: quello meno noto del 13 marzo 1811 tra fregate britanniche e Italo-francesi, e soprattutto la battaglia di Lissa del 20 luglio 1866.

Il 20 luglio 1866, la flotta italiana al comando dell’ammiraglio Persano, mentre si accingeva a sbarcare truppe per l'occupazione dell'isola, venne improvvisamente attaccata e sconfitta, pur in una situazione di superiorità numerica, dalla marina austro-ungarica dell'ammiraglio von Tegetthoff nel corso della battaglia di Lissa della terza guerra di indipendenza italiana.

Italiani[modifica | modifica sorgente]

Vicolo di Comisa

A Lissa gli italiani in particolare erano famosi come pescatori (chiamati “venturini”) tra i più abili della Dalmazia. Tra tutte le isole dalmate, Lissa fu quella dove maggiore era la comunità di lingua italiana rispetto a quella croata. Il censimento del 1880 dava infatti circa 4.500 italiani su un totale di quasi 7.000 anime (in linea di massima i 2/3, cioè il 64%)[senza fonte].

Nel corso degli ultimi decenni del XIX secolo l'utilizzo della lingua italiana declinò tuttavia rapidamente: il censimento austriaco del 1900 rilevò che il 97,0% della popolazione era di lingua serbocroata e il 2,4% di lingua italiana, con punte del 3,9% nel comune di Lissa e 4,6% se si considera solo Lissa città[2] (le differenti percentuali rispecchiano il fatto che gli italiani vivevano concentrati unicamente nei centri urbani di Lissa città e Comisa). Analogo risultato si ebbe nel 1910, quando la lingua italiana risultò parlata dal 2,5% degli abitanti dell'isola. Con il passaggio dell’isola al Regno di Jugoslavia, si ebbe un esodo degli italiani, mentre i pochi rimasti si strinsero attorno alla figura del Dott. Lorenzo Doimi-Delupis. Nel 1927 si contavano in tutta l'isola 177 italiani, scesi a 50 nel 1930.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I. Lissa (Vis) (1904) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 33 - KOL XIV
  2. ^ Gemeindelexikon der im Reichsrate vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeitet auf Grund der Volkszählung vom 31. Dezember 1900 - XIV - Dalmatien, ed. K. K. Staats- und Hofdruckerei, Vienna 1908.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Scotti, Lissa 1866, la grande battaglia per l'Adriatico, LINT Editoriale, Trieste, ISBN 88-8190-211-7
  • Dario Alberi, Dalmazia - storia, arte e cultura, LINT Editoriale, Trieste, ISBN 978-88-8190-244-6
  • Luigi Tomaz, In Adriatico nell'antichità e nell'alto Medioevo, Presentazione di Arnaldo Mauri, Think ADV, Conselve 2003.
  • Luigi Tomaz, In Adriatico nel secondo millennio, Presentazione di Arnaldo Mauri, Think ADV, Conselve, 2010.

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