Settecamini

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Z. VI Settecamini
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma IV
Superficie 21,6120 km²
Abitanti 21 109 ab.[1] (2010)
Densità 976,73 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Settecamini è la sesta zona di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z. VI.

Il toponimo indica anche una frazione di Roma Capitale e la zona urbanistica 5l del Municipio Roma IV (ex Municipio Roma V). Popolazione della zona urbanistica: 11.402[1] abitanti.

Confini[modifica | modifica sorgente]

Si trova nell'area est del comune, a ridosso ed esternamente al Grande Raccordo Anulare e a ridosso del confine con il comune di Guidonia Montecelio.

La zona confina:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nasce come borgata rurale ai primi del novecento su territori di proprietà del duca Leopoldo Torlonia.
Furono edificate dallo stato alcune case con terreno agricolo annesso e furono assegnate ai combattenti reduci della prima guerra mondiale. Il toponimo attuale inizia a essere usato solo a partire dalla seconda metà dell'800.
In epoca medievale la località veniva chiamata "Campo dei Sette Fratelli" o "Forno dei Septe Fratri" in relazione alla leggenda di Santa Sinforosa e dei suoi sette figli fatti uccidere dall'imperatore Adriano[6] (Crescente, Eugenio, Giuliano, Giustino, Nemesio, Primitivo e Statteo).
Successivamente venne chiamata Forno o Osteria del Forno in riferimento al casale posto a sud della Tiburtina, che oggi viene indicato come Casale di Settecamini[6].

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Edifici di culto[modifica | modifica sorgente]

La chiesetta settecentesca Settecamini

Resti archeologici[modifica | modifica sorgente]

A Settecamini[modifica | modifica sorgente]

  • Torre di Ponticello, una torre di guardia con gradini d'accesso risalente al XIV secolo e costruita con tufetti e materiale di riciclo su un colle. La torre misura 9 metri d'altezza ed è sita tra via Tiburtina e via Palombarese.[8]
  • Area archeologica di via Tiburtina antica situata tra una chiesetta settecentesca, via Tiburtina stessa e via di Casal Bianco. L'area consiste in lastricati dell'antico tracciato della via Tiburtina, nonché di uno spiazzale e delle strutture verosimilmente ad una piazza di sosta. L'utilizzazione della zona prosegue fino ad almeno il V secolo d.C.. Presso via Rubellia vi è un sepolcro riconducibile ad una villa romana ad opus reticolatum e pavimenti a mosaico.[9]
  • Complesso termale-ninfeo. Il complesso termale-ninfeo è sito a sud del fosso del Fornaccio, nelle vicinanze di via Fosso Casale. L'accesso meridionale era fiancheggiato da tabernae. Le terme risalgono al I secolo a.C. mentre il ninfeo ad un periodo compreso tra il III ed il IV secolo d.C.[10]
  • Villa romana di Via Casal Bianco. Nella zona settentrionale di via Casal Bianco è stata soggetta ad utilizzi di una cava di pozzolana che ha distrutto una villa di cui ne rimane solamente una cisterna di forma rettangolare in calcestruzzo di selce. Questa struttura, che verosimilmente era un castellum domesticum della struttura idrica della villa, consiste di due vasche sovrapposte comunicanti fra di loro nel lato meridionale. La villa risale al I secolo a.C.[10] La villa è di età tardo repubblicana con rimaneggiamenti in età imperiale.[11]
  • Villa romana di Monte dello Spavento-Necropoli-Santuario. La zona è di età arcaica medio-repubblicana. Il santuario è stato individuato dalle strutture e dal materiale rinvenuto. La necropoli è posta a nord-ovest del santuario. Dei piccoli edifici rettangolari sono siti nella zona.[12]
  • Cisterna, di forma rettangolare, risale al I secolo a.C. ed è realizzata in calcestruzzo e selce.[13]
  • Colombario, scoperto tra via Colsereno e via Tiburtina antica. Il colombario è in tufo.[14]
  • Inoltre nel quartiere vi sono i seguenti edifici:
    • presso il civico 98 di via Casal Bianco, presso via Tiburtina antica, in proprietà privata, è stato rinvenuto un mausoleo in seguito, nel medioevo, utilizzato come torre di vedetta[15],
    • presso via Tiburtina antica sono stati trovati dei sepolcri antichi[16],
    • il Casale dal Forno o Osteria dal Forno consta di vari corpi di fabbrica romani attualmente utilizzati come osteria e piccolo albergo[17]
    • un'altra villa romana con resti di strutture pertinenti[18],
    • un'altra villa romana ancora adiacente a strutture termali sita presso via Tiburtina antica, questa villa è stata scoperta grazie ad insediamenti di industrie moderne[19]
    • il Casale Pisciarelli, un casale di bonifica[20].

A Casal Monastero[modifica | modifica sorgente]

  • Santuario di Casal Monastero Nuovo. Una stipe votiva di un santuario rustico risalente ad un periodo situato tra la fine del IV e la metà del II secolo a.C. è stata trovata nel 1983.[21]
  • Casal Monastero Vecchio. Il casale è in opera listata in tufo e laterizi sul lato ovest, in opera cementizia in tufo e materiale di riciclo sugli altri lati. l'edificio è costruito su un colombario in laterizio con abside terminale e nicchie laterali. Il casale appartenne alla chiesa di Santa Maria in Monasterio. Del casale rimangono una torre quadrata con degli speroni angolari ed alcune strutture edificate su dei ruderi di una villa romana.[22] A sud est si trovano degli altri ruderi in opera listata sempre in tufo e laterizio eretti su una precedente struttura ipogea con volta a crociera.[23]
  • Casale Pratolungo e Ponte medievale. Il casale è sito su di un colle di tufo presso via di Sant'Alessandro. Il complesso consta di una torre mozzata coperta da una tettoia in tufelli risalente al XIII secolo, delle finestre sono sui lati. Due corpi sono siti ai lati.[24] Il ponte è sito sul Fosso di Pratolungo.[25]

A Sant'Alessandro[modifica | modifica sorgente]

  • Strutture funerarie. Tra via di Cielo d'Alcamo e via Bonvesin de la Riva vi sono delle strutture forse riconducibili a delle strutture funerarie,[26] nonché su via Nomentana, presso il Raccordo Anulare vi sono delle necropoli, delle tombe e dei sepolcri.[27]
  • La villa romana Sant'Alessandro. La villa è sita a 300 metri a sud est dell'abitato di Sant'Alessandro. La villa è di età tardo repubblicana con modifiche di età imperiale quando la zona venne insediata di fornaci. La villa, tagliata in due da via Dante da Maiano, è visibile dalla via stessa. La villa dista 800 metri da via Nomentana.[28]
  • Il torraccio di Capobianco. Il torraccio è sito al km 13,600 di via Nomentana. In realtà è un sepolcro.[29][30]
  • Resti dell'antica via Nomentana. Si trovano al km 12 di via Nomentana stessa presso un'area di servizio.[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carmelo Calci, R. Cigalino, Gaetano Messineo, «Settecamini. La via antica tra il km 14,600 e il km 14,900. L'area sepolcrale nord-orientale», in Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma XCIII, 1989-1990, pp. 150–156.
  • Carmelo Calci (a cura di), Roma oltre le mura. Lineamenti storico topografici del territorio della V Circoscrizione, Roma 1998.
  • Carmelo Calci, Zaccaria Mari, «Via Tiburtina», in Suburbium. Il suburbio di Roma dalla crisi del sistema delle ville a Gregorio Magno, a cura di Ph. Pergola, R. Santangeli Valenziani, R. Volpe, Collection de l'École Française de Rome, 311, Roma 2003, pp. 175–209.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 41°56′25.45″N 12°37′40.07″E / 41.940403°N 12.627797°E41.940403; 12.627797

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