Ostia Antica

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Z. XXXV Ostia Antica
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma X
Superficie 14,9967 km²
Abitanti 10 384 ab.[1] (2010)
Densità 692,42 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Ostia Antica è la trentacinquesima zona di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z. XXXV.

Il toponimo indica anche una frazione di Roma Capitale e la zona urbanistica 13e del X Municipio (ex Municipio Roma XIII). Popolazione della zona urbanistica: 14.922[1] abitanti.

Ostia Antica ospita le realtà urbane di Saline di Ostia e Bagnoletto.

Confini[modifica | modifica sorgente]

Si trova nell'area sud-ovest della città, separata dal complesso cittadino e a ridosso del fiume Tevere.

La zona confina:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ostia (città antica).

Nel territorio si impiantò l'antica città di Ostia, fondata nel corso del IV secolo a.C. come accampamento militare e sviluppata nel corso dell'età imperiale romana come centro commerciale portuale, strettamente legato all'approvvigionamento del grano nella capitale. Raggiunse i 75.000 abitanti, ma declinò con la crisi del III secolo. Ebbe una ripresa nel IV secolo come sede residenziale, mentre le attività commerciali e amministrative si erano spostate nella città di Porto, ma decadde in seguito.

Porto di Claudio[modifica | modifica sorgente]

Già Giulio Cesare aveva intuito la necessità di creare un nuovo porto vicino Roma ma le difficoltà tecniche e l'urgenza di altri problemi l'avevano fatto rinunciare. A causa dell'aumento del traffico commerciale che rendeva insufficiente la capacità della foce del Tevere, l'imperatore Claudio, fece costruire a partire dal 42 un nuovo porto a circa 3 km a nord di Ostia, collegato al Tevere da un canale, terminato nel 46, il canale di Fiumicino, con la formazione dell'Isola Sacra. Il Porto sarà terminato da Nerone, nel 64-66, ma era già attivo nel 62.

Il nuovo porto, di forma grosso modo circolare, fu creato partendo da un bacino artificiale di ca. 90 ettari di superficie e di m di profondità, costruito utilizzando una laguna che si era formata, con il cordone sabbioso che costituiva una protezione naturale. L'entrata del bacino fu sbarrata da un'immensa diga di 758 m di lunghezza e 3 m di larghezza, lasciando per l'entrata al porto un passaggio di 206 m, tra la diga ed un molo lungo 600 m e largo 12 m, il cosiddetto monte Giulio, situato a nord-est sulla terra ferma.

Furono creati attracchi ed horrea (magazzino utilizzato in epoca romana) sui due bracci del porto, che in complesso coprivano più di cento ettari, per facilitare gli scambi e lo stoccaggio delle merci.

All'estremità della grande diga fu eretto un faro, simile a quello del porto di Alessandria, utilizzando come fondazione la nave utilizzata dall'imperatore Caligola per portare dall'Egitto l'obelisco che attualmente si trova in Vaticano. La nave fu riempita di pietre, quindi fatta affondare per far così affiorare un isolotto artificiale. Secondo i ricercatori i lavori richiesero l'intervento di 30000 operai e di 2000 buoi durante 20 anni.

Porto esagonale di Traiano[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo porto era troppo esposto alle insidie delle tempeste: Tacito riporta che già nel 62, prima quindi che i lavori fossero portati a compimento, una tempesta affondò 200 navi. Inoltre il suo mantenimento era estremamente costoso. Quindi l'imperatore Traiano fece costruire da Apollodoro di Damasco un nuovo porto, il Porto di Traiano, più funzionale e più arretrato rispetto a quello di Claudio. I lavori durarono dal 100 al 112, con la creazione di un bacino di forma esagonale con lati di 358 m e profondo 5 m, con una superficie di 32 ettari e 2000 metri di banchina. Fu costruito un ulteriore canale[6], ed il collegamento ad Ostia fu assicurato da una strada a due corsie.

Al Portus Traiani, furono costruiti magazzini e depositi per permettere la miglior conservazione delle derrate alimentari.

Il Lago Traiano e la parte Nord- Est degli scavi del Porto non sono attualmente visitabili, in quanto proprietà privata dei principi Sforza Cesarini.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

L'acquedotto cessò di funzionare alla fine del V secolo e la città decadde ulteriormente. Nel 537, nel corso di un assedio dei Goti fu difesa dal generale bizantino Belisario e i pochi abitanti si asserragliarono nel teatro, trasformato in fortezza. Nel IX secolo fu saccheggiata dai Saraceni e definitivamente abbandonata per la nuova città di Gregoriopoli, voluta da papa Gregorio IV.

Gregoriopoli: il titolo cardinalizio, il castello e il borgo[modifica | modifica sorgente]

Anche per essere il punto d'arrivo dei cristiani provenienti dall'oriente, Ostia divenne sede episcopale già nel III secolo. La cattedrale era la piccola basilica di santa Aurea, dove era stata sepolta santa Monica madre di sant'Agostino. Il titulus di Santa Aurea, la più antica delle diocesi suburbicarie, veniva attribuito al Decano dei vescovi: questi poteva consacrare vescovo il nuovo papa qualora non lo fosse, ed era tradizionalmente il suo principale assistente. Il titulus di Ostia, a causa dello spopolamento del borgo, fu unito a quello di Velletri da papa Eugenio III nel 1150. Papa Pio X nel 1914 tornò a separare le cattedre e a legare Ostia alla persona del Decano.

Nella generale crisi del Medioevo anche la città e il porto di Ostia andarono in rovina. Ostia rimaneva tuttavia la porta d'accesso a Roma dal Tevere, lungo il quale risalivano pellegrini mercanti e delegazioni giunte via mare, ma anche i pirati saraceni (alla vittoria di papa Leone IV nell'849 sui Saraceni si riferisce appunto l'affresco di Raffaello nelle stanze vaticane citato sotto, che riproduce il castello com'era nel Cinquecento).

Borgo di Ostia Antica: il castello di Giulio II dall'arco di ingresso

Nel IX secolo fu quindi fortificato, ad opera di papa Gregorio IV, il borgo nato per dare rifugio agli operai delle saline lungo la via Ostiense. Andata in rovina la città, insabbiato il porto, il borgo si chiamò, dal suo fondatore, Gregoriopoli.

Le ristrutturazioni furono diverse. La più rilevante fu quella operata alla fine del Quattrocento dal vescovo Giuliano della Rovere, poi divenuto papa col nome di Giulio II, che fece costruire il castello, ricostruire la chiesa e rifare la cinta muraria. Architetto di questa ristrutturazione fu, a detta del Vasari, Baccio Pontelli.

La struttura, pur angusta, mantenne la propria funzione difensiva fino al 1557, quando una piena straordinaria deviò il corso del Tevere, lasciando a secco anche il fossato attorno alla cinta.
Il castello, che era stato sede di dazio e dogana, divenne praticamente inutile e cadde in rovina, utilizzato come stalla e deposito solo dai pochi contadini e pastori della zona, ormai tutta impaludata e, come prigione, la torre, i cui "ospiti" venivano utilizzati dall'Ottocento per scavare il sito romano.

Rocca e borgo furono restaurati in varie riprese lungo il Novecento e costituiscono oggi una sorprendente isola urbanistica, accanto ai più famosi scavi.

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il Teatro di Ostia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ostia (città antica).

Gli scavi di Ostia Antica conservano i resti di gran parte della città, scavata nel corso del XIX e soprattutto XX secolo. Insieme ai monumenti pubblici si sono conservate numerose strutture private (case di abitazione, strutture produttive, sedi di associazioni), che restituiscono l'immagine della vita quotidiana nell'antichità.

Il Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il teatro è una delle principali e affascinanti strutture degli Scavi di Ostia Antica. Esso può ospitare 4000 persone. Ancora oggi è utilizzato per piccoli spettacoli e concerti; per quanto riguarda questi ultimi, si sono esibiti al Teatro artisti come Sonic Youth (due volte: 2001 & 2007); Kings of Convenience (2005); Vinicio Capossela, Morrissey, e Mogwai (2006); Siouxsie e The Mars Volta (2008). Nell'antichità veniva utilizzato anche per spettacoli riguardanti giochi d'acqua.

La necropoli[modifica | modifica sorgente]

La necropoli di Ostia è ubicata fuori dalle mura, come era tradizione a Roma, sulla via Ostiense. Sono state ritrovate tombe risalenti al II secolo a.C., anche se quelle attualmente visibili appartengono al periodo che va dall'epoca augustea fino al II secolo d.C. Una seconda necropoli, che venne realizzata nel periodo seguente al 50 d.C. lungo la parallela via Laurentina, sono presenti due tombe monumentali che vennero costruite sul mare, come anche quella di Cartilio Poplicola.

Il Tempio di Ercole[modifica | modifica sorgente]

Sulla via degli Horrea Epagathiana sul versante sinistro della strada si trovano la Domus di Amore e Psiche e il Tempio di Ercole. Quest'ultimo, dedicato alla divinità di Ercole Invictus, era caratterizzato da un podio tufaceo e fu utilizzato per lungo tempo, come testimoniano i numerosi restauri. Presso questo piccolo tempio è stata ritrovata una stele che raffigurava dei pescatori con delle reti con cui recuperavano un'enorme statua di Ercole dal fondale marino. Gli studiosi hanno ipotizzato che questa statua provenga da una nave Romana naufragata, che tornava in patria dopo uno dei tanti saccheggi svolti dalle legioni Romane in Grecia. Dopo il ritrovamento della statua fu edificato il tempietto in onore di Ercole. Fino ad oggi questa statua non è stata ancora trovata e non si sa nulla della sua fine. Se questa ipotesi fosse vera, la stele ora custodita nel Museo Archeologico di Ostia Antica, è il primo documento di archeologia subacquea.

La sinagoga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinagoga di Ostia Antica.

La sua scoperta nei primi anni sessanta provocò grande sensazione poiché si trattava della più antica sinagoga della quale si fossero trovati i resti in Europa. Si trova alla fine del decumano, vicino al vecchio argine fluviale. Della struttura monumentale rimangono resti cospicui, incluse le alte colonne del tabernacolo, sul capitello di una delle quali spicca scolpito il simbolo della menorah.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Al 2012 la zona è rappresentata da due squadra di calcio:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La spiaggia e il Borgo di Ostia fu scelta dal gruppo rock degli U2 per girare, nell'aprile del 1989, parte del video di "All I Want is You", con la regia di Meiert Avis. Nel video si vede molto chiaramente il Castello di Giulio II e la Chiesa di S. Aurea, oltre che alcune panoramiche del borgo stesso. Il Borgo di Ostia Antica è stato usato anche da Alberto Sordi nel film "Il Tassinaro", dove il protagonista Pietro Marchetti abitava.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovia Roma-Lido.svg
 È raggiungibile dalla stazione Ostia Antica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Separata dal fiume Tevere
  3. ^ Separata dalla via del Mare, dal viadotto Zelia Nuttal a via dei Romagnoli altezza via di Tor Boacciana
  4. ^ Separato da via Guido Calza e via di Tor Boacciana, da via Ostiense al Ponte di Tor Boacciana
  5. ^ Separato dal fiume Tevere
  6. ^ Localizzazione del canale41°46′30″N 12°16′00″E / 41.775°N 12.266667°E41.775; 12.266667

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Topografia Generale, s. "Scavi di Ostia", i, Roma 1953
  • Anton Luigi Pietrogrande, Le fulloniche, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1976, ISBN 978-88-240-3206-3.
  • Raissa Calza, I ritratti, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1978, ISBN 978-88-240-3207-0.
  • Paola Baccini Leotardi, Marmi di cava rinvenuti ad Ostia e considerazioni sul commercio dei marmi in età romana, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1979, ISBN 978-88-240-3204-9.
  • Giovanni De Nisi, Ostia Lido di Roma, Sintesi storica dal 630 a.C. al 1982, Roma 1983
  • Umberto Broccoli, Ostia Paleocristiana, serie "Itinerari ostiensi", vi, Roma 1984
  • (EN) Russell Meiggs, Roman Ostia, 2ª ed., Oxford, USA, Oxford University Press, 1985, ISBN 978-0-19-814810-4.
  • Cooperativa Ricerca sul Territorio, In ore Tiberis: esperienze memorie storie, Roma, 1992
  • Pietro Cicerchia, Alfredo Marinucci, Le terme del Foro o di Gavio Massimo, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1992, ISBN 978-88-240-0262-2.
  • V. Mannucci (a cura di), Atlante di Ostia antica, Venezia, Marsilio, 1995, ISBN 978-88-317-6056-0.
  • Gallina Zevi A. – Claridge A., Roman Ostia revisited, Roma 1996
  • Carlo Pavolini, La vita quotidiana a Ostia, Bari, Laterza, 1996, ISBN 978-88-420-4817-6.
  • Giovanni Becatti, Italo Gismondi, Topografia generale [volume 1], Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1996, ISBN 978-88-240-3858-4.
  • AA.VV., La città interrotta – Ostia Marittima 1904–1944, Roma 1997
  • Lidia Paroli, La basilica cristiana di Pianabella, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1999, ISBN 978-88-240-3655-9.
  • Carlo Pavolini, Ceramica comune di Ostia, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 2000, ISBN 978-88-240-3643-6.
  • Carlo Pavolini, Ostia, Bari, Laterza, 2006, ISBN 978-88-420-7784-8.
  • Sandro Lorenzatti (a cura di), Ostia. Storia Ambiente Itinerari, Roma, Genius Loci Editore, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 41°45′14.37″N 12°17′26.66″E / 41.753991°N 12.29074°E41.753991; 12.29074