Aldo Biscardi

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Aldo Biscardi (Larino, 26 novembre 1930) è un conduttore televisivo italiano, noto per l'ideazione e la conduzione del programma televisivo Il processo di Biscardi, giunto alla 34ª edizione nella stagione calcistica 2013-2014; è stato iscritto all'Ordine dei giornalisti Italiani fino al 2006.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Originario di Larino (Campobasso), si laurea in giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli con Giovanni Leone[1]. È il fratello del senatore e politico dei DS Luigi Biscardi.

La carta stampata[modifica | modifica sorgente]

Passa subito al giornalismo. Nel 1952 diventa collaboratore del quotidiano napoletano Il Mattino. Nel 1956 va al quotidiano romano Paese Sera e poi succede ad Antonio Ghirelli nella direzione delle pagine sportive, diventando caporedattore. Viaggia in tutto il mondo come inviato speciale, seguendo significativi avvenimenti sportivi internazionali. Ha seguito i mondiali di calcio dal 1958 ad oggi.

La televisione[modifica | modifica sorgente]

« Non parlate tutti insieme, al massimo due o tre per volta. »
(Aldo Biscardi)

Entra in Rai nel 1979 come caporedattore. Vi rimane fino al 1983, raggiungendo la carica di vicedirettore del TG3. Nel 1980 lancia, su Rai 3, Il Processo del Lunedì, trasmissione di dibattiti sul mondo del calcio, soprattutto sul campionato di Serie A. Prima ne cura l'ideazione e la realizzazione, poi, nel 1983, passa alla conduzione in prima persona.

Nel giugno 1993 Biscardi è pesantemente attaccato in diretta da Silvio Berlusconi, che interviene nel programma telefonicamente per protestare animatamente del modo di presentare notizie che lo riguardavano[2]. Il mese successivo Biscardi lascia la Rai per TELE+, primo canale sportivo a pagamento in Italia, di cui è stato direttore responsabile della testata giornalistica sino al 1996[3]. Nel passaggio alla responsabilità del palinsesto di TELE+ propone la stessa formula della sua nota trasmissione, ma ne cambia il nome, che diventa Il Processo di Biscardi; il vecchio nome rimane alla Rai[4].

Nel 1996 trasferisce Il Processo di Biscardi su Telemontecarlo, che nel 2001 si trasforma in LA7. Tra la fine degli anni novanta e l'inizio del nuovo secolo al Processo, trasmesso su reti nazionali, affianca il giorno seguente il Derby del martedì, in onda sull'emittente locale genovese Telenord[5]. Nel 2005, con la nascita del digitale terrestre di LA7, Biscardi diventa direttore della testata giornalistica sportiva di LA7 e direttore del canale sportivo La7 Sport, nato il 27 agosto 2005 e poi chiuso il 1º aprile 2007. Nel maggio 2006 lascia LA7 a seguito del suo coinvolgimento nello scandalo successivamente denominato Calciopoli[6]. Dal 2006 il suo programma è andato in onda su 7 Gold per poi passare dal 2013 su T9 e prossimamente anche su un circuito di tv locali.

Vincitore di diversi premi, ha intervistato personaggi politici, del mondo della cultura e dello spettacolo. Dalla stagione televisiva 2008/2009, oltre a condurre il Processo, svolge anche il ruolo di inviato per il programma televisivo Quelli che....il calcio di Rai 2. Un pupazzo di gomma del programma satirico Gli Sgommati di Sky Uno ha le sembianze proprio di Biscardi.[7] Aldo Biscardi ha un figlio, Maurizio, che lavora come il padre nel mondo della televisione, ed una figlia di nome Antonella. Era grande amico di Maurizio Mosca.

Vicende disciplinari (O.D.G.)[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2006 Biscardi rimase coinvolto nello scandalo successivamente denominato Calciopoli, in quanto furono intercettate comunicazioni telefoniche fra lui e il principale inquisito, Luciano Moggi (all'epoca direttore generale della Juventus), in cui Moggi gli diceva cosa dire o non dire in trasmissione[8][9][10] (oltre a fargli manipolare la moviola[11]). In una telefonata Moggi gli rinfacciava di avergli dato un orologio del valore di 40 milioni di lire (circa 20.000 euro); intervistato per Striscia la notizia da Valerio Staffelli, che gli consegnava un "tapiro d'Oro", Biscardi smentì che quello fosse il valore e sostenne che si trattava di un orologio celebrativo del centenario della fondazione della squadra bianconera.[12]

Se il contenuto delle telefonate con Luciano Moggi non ebbe, quanto a Biscardi, rilevanza penale, lo ebbe però a livello disciplinare: nel settembre 2006, l'Ordine dei giornalisti gli inflisse una sospensione di sei mesi (insieme a Lamberto Sposini e Franco Melli).[13] In aperta polemica con l'Ordine, Biscardi decise di non confermare più l'iscrizione all'albo dei giornalisti (30 ottobre 2006).[14] Malgrado l'uscita dall'Ordine, Biscardi si definisce "giornalista di televisione".[1] Il programma che conduce è però stato definito giudiziariamente, dalla Corte di cassazione in merito a procedimenti di querela, come "non giornalistico".[1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Da Bruno Roghi a Gianni Brera. Storia del giornalismo sportivo, Rimini, Guaraldi, 1973. [Premio Bancarella. Adottato per 3 anni come testo della Scuola di giornalismo dell'Università di Urbino]
  • Il gioco delle ombre. Romanzo, Torino, SEI, 1977.
  • L'impero di vetro. La prima grande indagine sulla RAI-TV, a cura di e con Luca Liguori, Torino, SEI, 1978.
  • Italia Azzurra, Torino, SEI, 1978.
  • Il Papa dal volto umano, a cura di e con Luca Liguori, Milano, Rizzoli, 1979. [presentazione di Giovanni Spadolini e unica intervista concessa da papa Giovanni Paolo II]
  • I segreti del lunedì. Fatti, retroscena, personaggi del processo più famoso d'Italia, Roma, Lucarini, 1984. ISBN 88-7033-033-8
  • Quelli del lunedì, Roma, Lucarini, 1985. ISBN 88-7033-103-2
  • Calcio 91, con Lino Cascioli, s.l., Il parnaso, 1992.
  • Il mio Processo. Tra calcio, tv e politica, un'intervista di Luciana Baldrighi, Milano, Rizzoli, 2003. ISBN 88-17-10684-4
  • Se non c'ero io, Milano, Mondadori, 2010. ISBN 978-88-04-60125-8

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Biscardi viene nominato nella puntata "Pel di carota" della nona stagione di South Park.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Dichiarazioni di Biscardi intervistato da Daria Bignardi per "L'era glaciale" il 27 marzo 2009.
  2. ^ Notizia
  3. ^ Notizia
  4. ^ Proteste dei giornalisti RAI contro l'ipotesi di appropriazione del nome
  5. ^ Ora e sempre, Biscardi, articolo de La Repubblica (edizione di Genova), del 20 settembre 2000
  6. ^ Notizia
  7. ^ Sgommati Sky apre alla satira i politici italiani diventano pupazzi
  8. ^ Stralci delle intercettazioni in un articolo di Aldo Grasso su Corriere della Sera; Grasso, critico televisivo, è stato argomento di una delle conversazioni intercettate.
  9. ^ Altri stralci
  10. ^ Altri stralci
  11. ^ Altri stralci
  12. ^ Consegna del Tapiro
  13. ^ Notizia su Repubblica e TgCom
  14. ^ La notizia su Corriere della Sera e TgCom

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Silvio Rossi, con Cesare Pompilio, Il processo di Biscardi, Cinisello Balsamo, NLC, 1994.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]