Programmazione televisiva

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La programmazione televisiva è la strategia organizzativa adottata dall'editore di una emittente televisiva nel mettere in onda i diversi programmi televisivi.

Strategie di programmazione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

I network statunitensi hanno dovuto fin dalla loro nascita costruire i propri schemi di programmazione in una situazione di concorrenza e hanno perciò prodotto professionalità e appositi settori destinati all'ottimizzazione delle scalette, in relazione ai diversi target e alle diverse fasce orarie.

Queste tecniche sono comunque diventate nel corso degli anni ottanta patrimonio comune anche dei programmatori italiani e europei, nel momento in cui si sono trovati di fronte a un panorama concorrenziale. Bisogna tuttavia ricordare che i palinsesti USA sono costruiti in modo molto più modulare, cioè sono formati da sequenze di programmi di durate rigidamente legate alla mezz'ora (le sit-com per esempio) e ai suoi multipli, mentre in Italia permane ancora soprattutto nelle produzioni una certa elasticità di durate.

  • Counter programming: consiste nella collocazione su una rete di un programma destinato a un target diverso da quello della rete concorrente (l'esempio più tipico in Italia è rappresentato dalla programmazione di film o sceneggiati drammatico-sentimentali, ritenuti adatti a un target femminile, in serate che prevedono la trasmissione di partite di calcio, tradizionalmente più seguite dal pubblico maschile).
  • Competitive programming: in questo caso si "combatte" sullo stesso terreno dell'avversario programmando un'emissione destinata allo stesso pubblico della rete concorrente.
  • Checkerboarding (o ombrello): consiste nel posizionamento in una fascia diurna di un programma diverso per ogni giorno della settimana (in Italia è stata recentemente sperimentata nella fascia preserale di Italia 1 che proponeva ogni giorno un telefilm differente).
  • Stripping (o striscia): è una delle tecniche fondamentali dei palinsesti neotelevisivi e consiste nella collocazione durante tutti i giorni della settimana (in Italia solo nei giorni feriali) dello stesso programma alla stessa ora.
  • Lead-in e lead-out (o traino): sono due tecniche che si fondano sul presupposto che il pubblico di un programma possa "migrare" su quello che lo segue immediatamente. Naturalmente questo presupposto è valido (e le esperienze sia italiane che di oltreoceano lo confermano) solo se il programma che segue (lead-out) è rivolto a un pubblico grosso modo omogeneo a quello del programma che precede (lead-in). Di qui si conferma l'importanza che riveste per i programmatori una perfetta conoscenza dell'adeguatezza tra target e caratteristiche del programma, nonché delle abitudini e dei ritmi sociali di ascolto dei diversi target.
  • Spinoff: questa tecnica consiste nel riprendere personaggi già portati alla notorietà in una serie o in uno show, costruendo attorno un nuovo programma che possa sfruttarne la notorietà.
  • Hammocking: un programma nuovo o dagli ascolti non molto elevati viene collocato tra due programmi di successo, in modo da poterlo dotare di una sorta di protezione in termini di flusso di ascolto, fondandosi cioè sulla speranza che una parte del pubblico delle due emissioni "forti" possa passare su quello più debole.
  • Bridging: si tratta del posizionamento di programmi dall'audience particolarmente forte e fedele in orari che coincidono con l'inizio su canali concorrenti di altre emissioni, in modo da bloccare il pubblico sulla propria rete rendendo difficile il passaggio sull'inizio degli altri programmi.
  • Blocking: è il posizionamento in sequenza di una serie di programmi dotati di target di riferimento omogenei.
  • Stunting: consiste nel cambiamento improvviso di formato, di personaggio o della sequenza stessa del palinsesto motivata dalla ricerca di spiazzare la concorrenza.

L'acquisizione presso produttori esterni di licenze per la ritrasmissione di serie televisive, è talvolta soggetta alla clausola Run of series, che impegna l'acquirente (broadcaster) ad acquistare anche le eventuali serie successive del programma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Blum, R. A.; Lindheim, R. D., Primetime Network Television Programming, Boston, Focal Press 1987

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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