Maurizio Mosca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Da sinistra, Maurizio Mosca in compagnia del padre Giovanni e dei fratelli Paolo e Antonello.

Maurizio Mosca (Roma, 24 giugno 1940Pavia, 3 aprile 2010) è stato un giornalista e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Nella carta stampata[modifica | modifica sorgente]

Figlio dell'umorista, giornalista e scrittore Giovanni, e fratello dello scrittore Paolo, ha iniziato da giovane a lavorare per il quotidiano La Notte di Milano per poi passare alla Gazzetta dello Sport, testata nella quale è rimasto per vent'anni come caporedattore e dove ha svolto anche la funzione di direttore ad interim per due anni.

Il brasiliano Zico, durante la sua militanza nell'Udinese, ebbe un contenzioso molto duro con Mosca che, di fatto, sancì la fine della carriera del giornalista nella carta stampata.

Nel 1983 la Gazzetta pubblica una sua intervista al brasiliano Zico, famosa stella del calcio mondiale, in cui mette in bocca all'asso la frase «Platini, sei finito»: è uno scoop, perché Zico non ha mai concesso nessuna intervista a giornali italiani; Mosca spiega che gli è stato possibile grazie all'amicizia che lo lega al calciatore. Qualche tempo dopo il giornalista è ospite al Processo del lunedì, trasmissione TV di Aldo Biscardi: anche Zico è in studio. Biscardi intrattiene Zico e gli chiede come è diventato amico di Mosca, al che il brasiliano risponde: «Questo signore io non lo conosco»[1]. La carriera di Maurizio Mosca alla Gazzetta dello Sport finisce in quel momento[2], in quanto egli è costretto a lasciare il giornale. In seguito il giornalista affermerà di essere stato vittima di un "complotto" in quanto ritenuto "pericoloso" da alcuni personaggi del sistema calcistico nazionale.

In televisione[modifica | modifica sorgente]

Dopo essere comparso in TV come opinionista alla Domenica sportiva già dal 1969, ha iniziato a lavorare regolarmente per la televisione nel 1979, debuttando come conduttore di un programma sportivo di un canale televisivo regionale di Milano. Successivamente, ha diretto il periodico calcistico Supergol. Da allora ha partecipato a molte trasmissioni televisive e radiofoniche, quasi sempre riguardanti il calcio, sia a livello regionale che nazionale.[3]

Dopo il suo allontanamento dalla carta stampata, Mosca iniziò a collaborare ai programmi sportivi delle nascenti televisioni private, ansiose di accaparrarsi professionisti dotati di dimestichezza con l'ambiente: all'epoca gli outlet mediatici per i giornalisti sportivi erano limitati e le emittenti private dovevano spesso ricorrere ai cronisti più attempati o a volenterosi dilettanti. Ovvio che Mosca, che aveva frequentato i piani nobili della "rosea", avesse maggiori opportunità per mettersi in luce. La fine degli anni ottanta, con il progressivo sviluppo delle redazioni giornalistiche delle reti Fininvest lo vedono impegnato dapprima come contraltare di Cesare Cadeo nella trasmissione del sabato Calciomania, trasmessa su Italia 1. Durante la trasmissione, oltre ad esprimere opinioni, più o meno condivisibili, Mosca si rendeva protagonista di improvvisate goliardiche in costume, ispirate alle ultime notizie del mondo del pallone; celebre la sua entrata in scena vestito di un grembiule da casalinga e con in mano una fiamminga di tagliatelle al tempo del "caso Lipopill" (quando i giocatori Peruzzi e Carnevale avevano addebitato la loro positività al controllo antidoping all'assunzione di lipopill, un farmaco anoressizzante, per "rimediare" a una scorpacciata di tagliatelle avvenuta a casa di mamma Peruzzi).

Arrigo Sacchi, uno dei tecnici maggiormente ammirati da Mosca.

Sono gli anni del grande Milan allenato da Arrigo Sacchi e illuminato dalle magie degli olandesi van Basten, Gullit e Rijkaard e Mosca diventa sostenitore del "gioco a zona" e del "calcio totale"; la sua "macchietta" riscuote successo, tanto da garantirgli un posto da ospite fisso e 'opinionista' anche a Guida al Campionato, striscia domenicale condotta da un giovane Sandro Piccinini e durante la quale Mosca si specializza in pronostici azzardati, come le "previsioni tramite pendolino". Uno dei programmi con maggiore audience cui ha partecipato è stato L'appello del martedì, trasmissione durante la quale Mosca si presentava in scena vestito con toga e copricapo da magistrato e nella quale, oltre a scandire i tempi e i ritmi del dibattito televisivo vi prendeva parte attiva. In seguito ha preso parte anche ad altre trasmissioni come Controcampo, Zitti e Mosca e La Mosca al naso, oltre a una rubrica nella trasmissione Studio Sport denominata "Ce l'ho con..." tramite cui esprimeva, come si può intendere dal titolo eloquente, il proprio disappunto verso un personaggio in particolare del panorama sportivo, non necessariamente calcistico.

Nel 2002 ha condotto la trasmissione Senza Rete, in onda su Rete 4, insieme a Paolo Liguori; a questa trasmissione partecipavano anche Monica Vanali e Benedetta Massola. Maurizio Mosca è passato poi a condurre un programma televisivo sempre sul calcio diffuso in Lombardia. Mosca ha partecipato anche ai film di Neri Parenti Paparazzi (1998) e Tifosi (1999), nel ruolo di se stesso, e ha scritto un libro autobiografico intitolato La vita è rotonda... come un pallone da calcio, pubblicato da Rizzoli nel 2001. Delle sue partecipazioni come ospite televisivo fu celebre quella in cui domandò chiaramente il motivo perché Roy Hodgson, secondo lui, aveva fatto in modo che Roberto Carlos (in quel momento uno dei terzini più forti al mondo) venisse ceduto. L'allora allenatore dell'Inter era però in linea dallo Stadio delle Alpi e quando l'intervistatore, quasi senza parole per l'accaduto, cercò di fargli la domanda, Hodgson si tolse l'auricolare andandosene.

La malattia e la morte[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 è ricoverato d'urgenza all'ospedale San Paolo di Milano per un'emorragia interna, seguita a problemi epatici e a un intervento per un tumore avvenuto in precedenza.[4] Dopo una lunga malattia, è deceduto la mattina del 3 aprile 2010 nel reparto malattie infettive dell'ospedale San Matteo di Pavia.[5][6][7] Dopo i funerali la salma di Mosca è stata tumulata nel Cimitero di Bruzzano.

Programmi in TV e Radio[modifica | modifica sorgente]

TV nazionali[modifica | modifica sorgente]

TV regionali[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jacopo Cirillo, Iperboloser in Finzioni, nº 3, giugno 2009, p. 29. URL consultato il 3 aprile 2010.
  2. ^ Maurizio Crosetti, Mosca, allarme bombe, La Repubblica, 1º agosto 2001. URL consultato il 3 aprile 2010.
  3. ^ Aldo Grasso, La Tv del sommerso. Viaggio nell'Italia delle tv locali, Mondadori, 2006, p. 74, ISBN 88-04-56194-7.
  4. ^ Ricoverato Maurizo Mosca: è grave
  5. ^ Addio a Maurizio Mosca
  6. ^ È morto Maurizio Mosca, Rai Sport. URL consultato il 3 aprile 2010.
  7. ^ Addio grande Maurizio, Sport Mediaset, 3 aprile 2010. URL consultato il 3 aprile 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]