Storia degli Houston Texans

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1leftarrow.pngVoce principale: Houston Texans.

Gli Houston Texans sono un club di football americano professionistico nato nel 1999 con base a Houston, Texas, USA. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.

1997-2001: Tentativi di riportare il football a Houston[modifica | modifica sorgente]

1997: L'ultima stagione degli Oilers a Houston[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 1997, Bob McNair e Chuck Watson videro fallire il tentativo di portare una squadra della National Hockey League a Houston, in parte a causa della mancanza di interesse dei residenti a Houston secondo un sondaggio dell'NHL[1].

Due settimane dopo, Houston si ritrovò senza una squadra di football professionistico per la prima volta dal 1959 in quanto il proprietario degli Houston Oilers Bud Adams ottenne l'approvazione finale per spostare la franchigia in Tennessee. Una causa legale promossa dalla città di Houston, dalla Contea di Harris e altre parti fu archiviata quando Adams pagò milioni di dollari per lasciare la città. In un'intervista con lo Houston Chronicle, l'imprenditore locale e proprietario dei San Diego Padres John J. Moores, il cui nome era stato spesso chiamato in causa negli sforzi di riportare l'NFL a Houston, disse che i tifosi di football della città avrebbero patito un lungo digiuno e che non prevedeva alcuna espansione della lega per almeno dieci anni. Mentre fallirono gli sforzi di portare una squadra dell'NHL a Houston, McNair decise di porsi un obiettivo ancora più ambizioso e fondò la Houston NFL Holdings. Steve Patterson, che aveva lavorato con McNair nel tentativo di portare l'NHL a Houston, fu immediatamente nominato capo della nuova organizzazione.

Con un obiettivo ben preciso in tasca, McNair e Houston ebbero un'immediata spinta di morale nell'ottobre 1997, quando il comitato NFL Stadium riportò al commissioner Paul Tagliabue dell'attuale attrattività di Cleveland, Los Angeles e Houston. Cleveland perse i Browns nel 1995 e venne promesso loro da Tagliabue che il successivo expansion team avrebbe giocato lì, portando la lega a un totale di 31 squadre. Una futura espansione a 32 squadre sembrò logicamente destinata a compiersi e Tagliabue premiò i forti sforzi iniziali di McNair. Due giorni dopo, i dirigenti della Houston Livestock Show e Rodeo (HLS&R) annunciarono che sarebbe partita la costruzione di uno stadio come parte dell'iniziativa per riportare l'NFL a Houston.

1998: La sfida contro Los Angeles[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 1998, McNair apprese che l'NFL aveva ufficialmente premiato Cleveland con la sua franchigia di espansione, diventando il 31° team dell NFL. Il Commissioner Tagliabue disse che la lega avrebbe probabilmente aggiunto la sua 32esima squadra nei due anni successivi, con le tre candidate principali candidate che erano Toronto (che sarebbe diventata la prima franchigia NFL fuori dagli Stati Uniti e che possedeva il quinto mercato del Nord America), Los Angeles (il secondo mercato più grande del Nord America e sede di due franchigie trasferitesi nel corso degli anni novanta) e Houston (che era il quarto mercato del Nord America e possedeva fino a poco tempo prima gli Oilers). I dirigenti di Houston erano preoccupati che Los Angeles sarebbe stata favorita dal suo grande mercato televisivo; ad inizio maggio, quelle paure divennero realtà quanto il guru dell'intrattenimento Michael Ovitz annunciò che avrebbe guidato un finanziamento largamente privato di 750 milioni di dollari per costruire uno stadio a Carson, California nella speranza di ottenere l'expansion team. Ad ogni modo, sia McNair che Ovitz affermarono che avevano bisogno di conoscere le intenzioni della NFL sull'espansione entro l'inizio del 1999, altrimenti avrebbero perso il supporto pubblico a causa dei lunghi ritardi mentre la lega sviluppava i propri piani. A fine ottobre 1998, Tagliabue annunciò che i proprietari della NFL avrebbero sicuramente portato la lega a 32 squadre e avrebbero deciso nell'aprile del 1999 quale città sarebbe stato premiata con la franchigia aggiuntiva. Nel frattempo, Ovitz si trovò un avversario nel suo stesso mercato, quando l'immobiliarista Ed Roski annunciò una proposta concorrente per una futura squadra a Los Angeles; la sua proposta era centrata attorno a uno stadio da 68.000 posti dentro lo storico Los Angeles Coliseum.

1999: Los Angeles ottiene la nuova franchigia[modifica | modifica sorgente]

Il 16 marzo 1999, i proprietari della NFL con voto di 29–2, approvarono una risoluzione per premiare Los Angeles con la 32esima franchigia. Ad ogni modo, il premio era subordinato alla creazione di una proprietà accettabile da parte della città e di un accordo per lo stadio entro il 15 settembre; se le parti non avessero raggiunto un accordo o quantomeno non fossero state vicine al farlo, sarebbe stato il turno di Houston.

Un mese dopo, i dirgenti della NFL volarono a Los Angeles. I dirigenti furono scioccati dalla mancanza di progressi: Los Angeles non avrebbe approvato una tassa per costruire il nuovo stadio, i gruppi contrapposti erano fermi sulle loro rispettive posizioni e non avrebbero concesso nulla agli avversari per giungere ad un accordo e nessun gruppo era pronto per costruire delle infrastrutture adeguate, cose che Houston aveva promesso in tutte le sue offerte sin dal 1997.

Una visita di ritorno a fine maggio produsse qualche cambiamento: Ovitz e Roski erano ancora fermi sulle loro posizioni; la proposta di Roski rimaneva quella originale, mentre Ovitz svelò piani per trasformare l'area attorno al Coliseum in un complesso di 60 acri (240.000 metri quadri) di parchi, garage per i parcheggi, aree per lo shopping e uno stadio nuovo di zecca. Malgrado Tagliabue e i dirigenti della NFL fossero soddisfatti del progetto, erano preoccupati dal costo che includeva 225 milioni di dollari per i garage per i parcheggi, specialmente dal momento che né Los Angeles né lo Stato della California avevano intenzione di fornire i fondi necessari. A questo punto, Tagliabue espresse la sua frustrazione per l'incapacità di Los Angeles di fornire un piano unico e il mese successivo avvisò McNair di riprendere le sue discussioni col comitato di espansione.

Il 9 settembre 1999, il comitato di espansione della lega indicò che McNair e gli altri dirigenti di Houston avrebbero dovuto prepararsi per partecipare il 6 ottobre a un incontro con i proprietari dell'NFL ad Atlanta. L'NFL fece presente che gli sforzi di Los Angeles non stavano ancora producendo alcun risultato concreto ed ora si stava combattendo una battaglia a tre tra Ovitz, Roski e il nuovo arrivato Marvin Davis. Anche se la lega avrebbe ancora preso in esame un'offerta da qualsiasi gruppo di Los Angeles, ora la lega avrebbe considerato anche quella di McNair e Houston.

Nella prima settimana di ottobre, Ovitz annunciò che il suo gruppo era pronto ad offrire 540 milioni di dollari per la 32esima franchigia della NFL a Los Angeles. Ad ogni modo, in seguito, quella stessa settimana, McNair di Houston NFL Holdings propose un'offerta da 700 milioni di dollari ai proprietari per assicurare la franchigia a Houston; la mattina del 6 ottobre 1999, l'insistenza di McNair alla fine pagò e i proprietari della NFL votarono con un 29–0 l'accettazione dell'offerta di McNair. Inoltre, Houston avrebbe ospitato il Super Bowl del 2004, per la seconda volta nella sua storia.

2000: Scelta del nome ed inizio della costruzione dello stadio[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 iniziò la costruzione del Reliant Stadium

Da qui le cose si mossero in fretta per la squadra, che era ancora senza nome. Gruppi di analisi furono formati nello stato per determinare l'immagine e la direzione che avrebbe preso la franchigia. La NFL Properties e i dirigenti della squadra iniziarono a lavorare sull'identità, il nome e il logo e il front office iniziò a prendere forma assumendo l'ex general manager dei Washington Redskins Charley Casserly come vice-presidente esecutivo e general manager nel gennaio 2000.

Quella primavera, Houston celebrò la posa della prima pietra del Reliant Stadium. La struttura da 69.000 posti sarebbe stata la prima dell'NFL con la copertura retraibile.

Dopo un anno di speculazioni, la squadra fu ufficialmente battezzata Houston Texans durante una celebrazione cittadina nel settembre 2000 che vide il commissioner NFL Paul Tagliabue e Bob McNair svelare il nuovo logo.

2001: Scelta dell'allenatore[modifica | modifica sorgente]

Il 21 gennaio 2001, i Texans scelsero lo staff degli allenatori e presentarono Dom Capers come primo capo-allenatore della squadra. Capers aveva passato le due ultime stagioni come coordinatore difensivo dei Jacksonville Jaguars. Dal 1995 al 1998, Capers fu capo-allenatore dell'allora team di espansione dei Carolina Panthers. Capers avrebbe presto riempito il resto dello staff nei mesi a venire. Dopo cinque lunghi anni, Houston fu alla fine pronta per tornare nella lega.

2002-2005: Ritorno in campo[modifica | modifica sorgente]

Stagione 2002: L'esordio[modifica | modifica sorgente]

I Texans iniziarono la pre-season della loro annata inaugurale il 5 agosto 2002 contro i New York Giants al Fawcett Stadium di Canton (Ohio) nella Pro Football Hall of Fame Game, davanti a 22.461 fan. La stagione dei Texans iniziò l'8 settembre 2002 contro i Dallas Cowboys al Reliant Stadium. I Texans scioccarono i loro rivali statali vincendo 19-10 e diventando così il secondo team di espansione della storia a vincere la sua prima gara (dopo i Minnesota Vikings nel 1961). I Texans persero le cinque gare successive prima di ottenere la prima vittoria in trasferta contro i Jaguars, squadra che avrebbero sconfitto altre volte nelle stagioni a venire.

Le altre vittorie della stagione arrivarono contro i New York Giants a Houston e gli Steelers a Pittsburgh (malgrado sole 46 yard conquistate – un record negativo per un team vincitore di un match NFL) e i Texans terminarono la stagione 4–12, con due giocatori (Gary Walker and Aaron Glenn) convocati per il Pro Bowl, il maggior numero di sempre per una nuova franchigia. La stagione fu considerata un successo malgrado David Carr avesse subito ben 76 sack e la constatazione che Tony Boselli, l'uomo che si sperava avrebbe protetto il giovane quarterback, non fosse all'altezza delle aspettative.

2003-2004[modifica | modifica sorgente]

Nelle due stagioni successive, i Texans fecero progressi evidenti. Nel 2003, iniziarono come nel 2002 superando i favoriti Dolphins a Miami nella gara d'apertura. Nessun altro expansion team della storia aveva mai vinto la gara d'esordio nelle sue prime due stagioni. A fine stagione i Texans migliorarono il record dell'anno precedente di una sola vittoria ma le vittorie sui futuri campioni della NFC, i Carolina Panthers, e la sconfitta solo ai supplementari coi futuri vincitori del Super Bowl, i New England Patriots, portarono un grande ottimismo per la stagione successiva in cui si pensò che la squadra avrebbe potuto competere con ogni altra nella lega.

Andre Johnson fu l'unico Texan selezionato per il Pro Bowl nel 2004

Quell'anno l'ottimismo sparì quando i Texans iniziarono la stagione 0–3 e per la prima volta i tifosi iniziarono a lamentarsi della direzione in cui l'allenatore Dom Capers e il front office li stavano conducendo, viste le aspettative in crescita. La prima vittoria del 2004 fu a Kansas City, seguita da una vittoria casalinga con gli Oakland Raiders che diede il la alla prima striscia vincente della storia della franchigia.

Dopo aver battuto i rivali di division di Tennessee e Jacksonville senza subire punti ed aver messo insieme un altro paio di vittorie consecutive nel finale di stagione, i Texans erano vicini a chiudere la stagione in pareggio. Sarebbe bastata una vittoria in casa con i Cleveland Browns, che avevano un record di 3-12, ma i Texans si presentarono impreparati all'incontro e persero 22–14. La gara servì come presagio dei cattivi tempi a venire. Tra gli aspetti positivi, il ricevitore al secondo anno Andre Johnson fu scelto per il suo primo Pro Bowl e fu il primo e, fino al 2008, unico anno in cui i Texans non terminarono ultimi nella AFC South.

2005: L'ultima stagione da allenatore di Capers[modifica | modifica sorgente]

Malgrado il deludente finale della stagione 2004 e una pre-stagione travagliata, per il 2005 i Texans speravano in un posto nei playoff. Nella gara d'esordio furono sconfitti dai Bills a Buffalo 22–7 e nella partita seguente superati dagli Steelers in casa 27–7. Con il susseguirsi delle sconfitte, l'ottimismo delle annate precedenti sparì. Il coordinatore offensivo Chris Palmer fu sostituito dopo tre settimane e media e fans iniziarono a puntare il dito sulle decisioni personali opinabili e sulle scelte del draft lacunose da parte del general manager Charley Casserly, dubitando anche riguardo l'abilità di Dom Capers di guidare la squadra in futuro verso traguardi importanti. La stagione iniziò con un record di 0–6, prima della vittoria sui Browns a Houston, che fu seguita da una nuova striscia di sei sconfitte consecutive. Per la fine della stagione molti invocavano il licenziamento di Dom Capers e Charley Casserly e giravano teorie complottistiche secondo cui i Texans stavano perdendo diverse gare per assicurarsi la prima scelta assoluta nel seguente draft, fino al cosiddetto “Bush Bowl” a San Francisco nell'ultima settimana della stagione. I Texans e i 49ers erano le squadre con i due peggiori record della lega e la perdente avrebbe “vinto” il diritto di scegliere per prima nel Draft NFL 2006. I Texans persero 20–17 e finirono la stagione 2–14, il peggior record della lega. Una nota positiva fu la stagione sensazionale del rookie Jerome Mathis da kick returner che convertì due kicks back in touchdown, incluso uno da 99 yard contro Kansas City. Mathis fu l'unico giocatore di Houston selezionato per il Pro Bowl nel 2005.

I Texans licenziarono Dom Capers e la maggior parte del suo staff. Il general manager Charley Casserly venne risparmiato, ma avrebbe lasciato la franchigia dopo il draft, sostituito da Rick Smith. Gary Kubiak, coordinatore offensivo dei Denver Broncos e nativo di Houston, fu assunto per guidare la franchigia. Mentre la maggior parte dei media nazionali credevano che i Texans avrebbero scelto nel draft il running back di USC Reggie Bush, molti a Houston iniziarono a dare voce al loro desiderio che la squadra scegliesse l'eroe cittadino, Vince Young, dopo che questi aveva guidato la University of Texas alla vittoria sulla USC di Bush nella finala del campionato NCAA tenutasi al Rose Bowl di Los Angeles.

In febbraio, con l'approvazione Gary Kubiak, i Texans esercitarono un'opzione da 8 milioni di dollari su David Carr, garantendo la sua permanenza come Texan nel 2006. Nel frattempo, il dibattito su Bush e Young infuriò per mesi nei media sportivi locali e su internet. Malgrado il supporto per Vince Young stesse avendo la meglio, molti ritenevano ancora Reggie Bush la futura scelta dei Texans.

Mario Williams fu la discussa prima scelta assoluta del Draft NFL 2006

In un'improbabile girandola di eventi invece, i Texans scioccarono il mondo della NFL alla vigilia del draft NFL annunciando che il defensive end da North Carolina State Mario Williams - non Reggie Bush o Vince Young - sarebbe stata la prima scelta assoluta del team al primo giro. I fan rimasero infuriati e scioccati, molti manifestarono direttamente la loro disapprovazione durante il party pubblico del draft al Reliant Stadium e i Texans furono ridicolizzati dai media nazionali per aver commesso quello che molti pensavano essere il più grande errore nella storia del draft. Paragoni tra Michael Jordan e Sam Bowie furono immediatamente fatti. Reggie Bush finì ai New Orleans Saints e Vince Young fu scelto dai Titans. Scegliendo Williams, i Texans soddisfarono le loro necessità più impellenti, anche se tale scelta si rivelò un incubo per le pubbliche relazioni nella stagione 2005. Verso la fine dell'anno, Bush e i Saints erano sul punto di giocarsi la finale dell'NFC Championship e Young vinse il premio di rookie offensivo dell'anno. Mario Williams finì con 4,5 sack e 47 tackles soffrendo per una debilitante fascite plantare per l'intera stagione.

2006-2013: l'era di Gary Kubiak[modifica | modifica sorgente]

L'offensive tackle dei Texans, Eric Winston, nel 2006

Stagione 2006[modifica | modifica sorgente]

Il 10 settembre 2006, il nativo di Houston Gary Kubiak fece il suo debutto come capo-allenatore guidando i Texans contro i Philadelphia Eagles al Reliant Stadium. Malgrado l'aver segnato un touchdown nel primo drive, la partita finì con una deludente sconfitta per 24-10. I Texans persero anche le due gare successive in maniera imbarazzante prima di premiare Kubiak con la prima vittoria in carriera sui Miami Dolphins nella settimana quattro. Dopo una sconfitta a Dallas, due delle successive quattro gare sarebbero state contro i rivali di division di Jacksonville e Houston li batté entrambe le volte. Mentre continuava l'inspiegabile abilità dei Texans di battere i Jaguars, coi Titans, che avevano superato in yard totali 427 a 197, persero a causa di cinque turnover.

In seguito i Texans soffrirono due sconfitte al cardiopalma nelle loro otto gare finali di stagione a causa della debolezza della difesa, che costarono loro la prima stagione con un record positivo. Prima concessero ai Buffalo Bills di segnare un touchdown con soli 9 secondi rimanenti e poi, tre settimane dopo, il quarterback dei Tennessee Titans Vince Young corse per 39 yard segnando il touchdown vincente nei tempi supplementari. Una settimana dopo, gli emotivamente sfiancati Texans si mostrarono a Foxborough per affrontare i New England Patriots venendo schiacciati 40–7.

Carr nel finale di stagione guidò la squadra a due vittorie in quelle che sarebbero state le sue ultime partite come Texan. La squadra di Houston superò gli Indianapolis Colts, futuri vincitori del Super Bowl 27–24 con Carr che sul 16–23 lanciò un touchdown e non subì più nessun intercetto né sack, finendo la gara con sei giocate e un drive da 31 yard per portare Kris Brown in posizione per calciare il tiro della vittoria. Carr finì la stagione battendo i Cleveland Browns a Houston; dando ai Texans la prima striscia di due vittorie consecutive in due anni. I Texans finirono 6-10 nel 2006, quattro vittorie in più dell'anno precedente. Se non si fossero verificati i grossi sbandamenti difensivi avvenuti nei minuti finali contro Bills e Titans, i Texans avrebbero finito la loro prima stagione in pareggio 8–8, sull'onda di un attacco rapidamente migliorato.

Riguardo alle prestazioni individuali, David Carr finì la stagione col record in carriera del 68,9% di passaggi completati e pareggiò il record NFL di 22 passaggi consecutivi completati nella gara coi Buffalo Bills. La combinazione Carr-Johnson si dimostrò ancora una volta formidabile, con Andre Johnson che guidò la lega in ricezioni con 103 venendo scelto per il suo secondo Pro Bowl. Alla fine, i Texans ricevettero un contributo da tutte e sette le loro scelte del Draft 2006, compresi il DE Mario Williams, il TE Owen Daniels e il LB DeMeco Ryans - una scelta del secondo giro che diventò rookie difensivo dell'anno.

Stagione 2007[modifica | modifica sorgente]

Gary Kubiak nel 2006 sostituì Dom Capers dopo quattro stagioni da allenatore.

La maggior parte delle speculazioni a Houston in seguito alla stagione 2006 coinvolsero David Carr e il suo futuro con i Texans. Il 21 marzo, circolarono voci che il quarterback di riserva degli Atlanta Falcons Matt Schaub sarebbe stato spedito ai Texans. I Texans e i Falcons si scambiarono le scelte del primo giro e i Texans diedero ad Atlanta la loro scelta del secondo giro nei draft 2007 e 2008[2]. Dopo questa anteprima a il 22 marzo a Houston, Schaub fu annunciato come quarterback titolare nel 2007. Malgrado le voci che i Texans avessero intenzione di scambiarlo, la squadra garantì al popolare Carr un rilascio senza condizioni cosicché l'ex prima scelta potesse scegliersi il team che avrebbe preferito. Il 6 aprile 2007 David Carr si unì ai Carolina Panthers diventando il titolare dopo l'infortunio del veterano dei Panthers Jake Delhomme che gli fece concludere la stagione anzitempo. La scelta del primo giro dei Texans nel draft 2007, il DT Amobi Okoye, fu il più giovane giocatore scelto nella storia dei draft NFL. Okoye non compì 20 anni fino al 10 giugno 2007.

Per Matt Schaub e i Texans, la stagione 2007 partì in maniera ottima. Essi estesero infatti il loro record di franchigia di 2 gare vinte consecutive della fine del 2006 con altre due vittorie contro i Chiefs in casa e contro Carolina in trasferta. Dopo la partenza per 2-0, comunque, i Texans sarebbero stati sommersi dagli infortuni e dai turnover. Matt Schaub saltò cinque gare complete a causa di un infortunio e altri due giocatori subirono danni anche più pesanti. L'ex partecipante al Pro-Bowl, il ricevitore Andre Johnson, saltò 7 gare a causa di un infortunio al ginocchio. Dunta Robinson saltò l'intera stagione a causa di un infortunio alla gamba nella settimana 9 nella gara contro Oakland; il centro titolare Steve McKinney soffrì un altro infortunio nella terza gara della stagione che lo mise fuori per tutto l'anno e Ahman Green, che aveva firmato nell'offseason un remunerativo contratto, corse per sole 260 yard, saltando diverse gare e finendo la stagione in lista infortunati. Malgrado tutto ciò, i Texans ebbero la miglior stagione della loro storia, finendo per la prima volta con un record pari, con un 6-2 in casa, e diversi record invidividuali. I Texans ebbero il loro miglior attacco, stabilendo i record di squadra di punti, yard medie per gioco, touchdown totali, passaggi da touchdown, yard totali e yard passate. Andre Johnson finì col record in carriera e di franchigia di 8 touchdown. Mario Williams stabilì il record di squadra di 14 sack, finendo primo nella AFC e al terzo nella lega e DeMeco Ryans fu scelto come titolare nel suo primo Pro Bowl. I Texans ebbero un bilancio di 1–5 all'interno della loro division, finendo ultimi nella AFC South, e 7–3 dalla loro division. Nel 2007, Kris Brown divenne il primo kicker nella storia dell'NFL a calciare tre field goal da almeno 54 yard in una singola gara, compreso un record di franchigia di un field goal da 57 yard con cui batté i Dolphins.

Stagione 2008[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Houston Texans 2008.
La Williams Tower a Houston che mostra la parola "TEXANS" usando le luci degli uffici.

I Texans aprirono la stagione 2008 con due sconfitte consecutive contro i Pittsburgh Steelers, 38-17, e i Tennessee Titans, 31-12. Il loro debutto in casa nella seconda settimana contro Baltimore fu rinviato a causa dei danni subiti dalla città di Houston per colpa dell'uragano Ike, forzando i Texans a giocare tre gare consecutive in trasferta prima di tornare a casa in ottobre. Dopo altre due sconfitte consecutive contro Jacksonville ed Indianapolis, i Texans si assicurarono la loro prima vittoria con un touchdown di Matt Schaub a tre secondi dalla fine della gara. I Texans poi superarono Detroit 28-21 e, la settimana seguente superarono nettamente i Bengals 35-6, la più grande differenza di punti nella storia dei Texans. Dopodiché stabilirono un record di franchigia con quattro vittorie consecutive sui Cleveland Browns, i Jacksonville Jaguars, i Green Bay Packers, e i Tennessee Titans. Dopo una deludente sconfitta ad opera degli Oakland Raiders nella settimana 16, i Texans finirono la stagione NFL 2008 con una vittoria per 31-24 sui Chicago Bears, eliminando i Bears dalla corsa ai playoff che la vittoria sui Texans gli avrebbe assicurato. Il 1º dicembre 2008, i Texans sconfissero i Jacksonville Jaguars 30-17 nel loro primo Monday Night Football della storia. Il rookie Steve Slaton corse 130 yard con 2 touchdown e catturò 2 passaggi per 52 yard. Mario Williams mise a segno 3 sack e forzò una fumble e Andre Johnson ricevette 7 passaggi per 75 yard e un touchdown.

La stagione terminò con un record di 8-8, pareggiando il record della franchigia. Poco faceva pensare ai Texans che la loro seconda scelta del terzo giro nel draft 2008, acquistata con uno scambio, sarebbe stata una dei migliori giocatori offensivi del 2008. Steve Slaton fu il decimo running back scelto nel draft ma sarebbe diventato lo steal of the draft guidando tutti i rookie con 1.282 yard corse e 1.659 yard dalla linea di scrimmage. Un altro giocatore che ebbe una stagione importante fu Andre Johnson, che fu il miglior ricevitore della NFL con 115 ricezioni, correndo 1.575 yard. Tre giocatori dei Texans furono convocati per il Pro Bowl: Andre Johnson, Mario Williams e Owen Daniels.

Stagione 2009[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Houston Texans 2009.

I Texans continuarono a migliorare nella stagione 2009. Malgrado la sconfitta nella gara di apertura contro i New York Jets, i Texans andarono sul 5-3 a metà stagione compresa una vittoria sui rivali di division dei Tennessee Titans nella settimana 2, che si rivelò essere la loro unica vittoria contro un'avversaria di division. I Texans patirono sconfitte per pochi punti nelle quattro gare successive prima di chiudere la stagione con quattro vittorie consecutive. Nella gara finale, una vittoria in rimonta sui New England Patriots fece raggiungere il record di 9-7, primo bilancio positivo della storia, tenendo in piedi anche le flebili speranze di giungere per la prima volta ai playoff. Le speranze furono però deluse presto quando i Jets si qualificarono al wild card match, vincendo sui Cincinnati Bengals. Il record dei Texans di 9-7 era alla pari con le wild card dell'AFC, i Jets e i Baltimore Ravens, ma i Jets e i Ravens ebbero la precedenza avendo un miglior record nella conference (entrambe 7-5 contro il 6-6 dei Texans), lasciando Houston fuori dalla postseason.

Nel 2009 il quarterback Matt Schaub stabilì diversi record, registrando con 4.770 yard lanciate, la sesta prestazione di ogni tempo in una stagione singola all'epoca, e un passer rating di 98,6 che fu il suo record in carriera. Anche il wide receiver Andre Johnson ebbe un'altra stagione straordinaria con 1.569 yard ricevute in 101 ricezioni.

Dopo la stagione 2009, i Texans confermarono il capo-allenatore Gary Kubiak con un prolungamento contrattuale fino alla stagione 2012.[3]

Il 7 settembre 2010, i Texans ingaggiarono il quarterback Matt Leinart con un contratto annuale, due giorni dopo che era stato tagliato dagli Arizona Cardinals.

Stagione 2010[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Houston Texans 2010.
Andre Johnson (sinistra) e Brice McCain (destra) durante il campo di allenamento del 2010.

Gli Houston Texans aprirono la loro stagione con una vittoria, battendo gli Indianapolis Colts 34-24. Arian Foster corse 231 yard, la prima volta che un giocatore dei Texans tagliò questo traguardo. La settimana seguente, Houston rimontò uno svantaggio di 17 punti nel secondo tempo superando Washington, 30-27 nella loro prima vittoria ai tempi supplementari. Schaub passò il record di franchigia di 497 yard. La partita seguente furono superati dai Dallas Cowboys 27-13. Nella quarta settimana, Arian Foster, dopo essere rimasto in panchina per quasi tutto il primo tempo, corse oltre 100 yard. Andre Johnson non giocò a causa di un infortunio alla caviglia. Gli Houston Texans sconfissero i Raiders 31-24. All'epoca, i Texans erano felici: le settimane precedenti avevano fatto esattamente ciò che serviva per vincere la division. Purtroppo i Jacksonville Jaguars, ultimi nella AFC South division all'epoca, sconfissero gli Indianapolis Colts, annullandosi l'un altro e passando alla pari al secondo posto della division. Anche i Tennessee Titans persero con i Denver Broncos, cosa che mise tutti alla pari al secondo posto nella division negando nuovamente i playoff a Houston.

Il 3 gennaio 2011, i Texans annunciarono che Kubiak sarebbe rimasto come capo-allenatore ma licenziarono il coordinatore difensivo Frank Bush e tre dei suoi assistenti[4]. Il 5 gennaio, l'ex capo-allenatore dei Cowboys Wade Phillips fu assunto come coordinatore difensivo.[5]

Il running back Arian Foster nel 2010.

Stagione 2011: primo titolo di division[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Houston Texans 2011.

I Texans ospitarono Indianapolis nella gara di apertura della stagione, con i Colts privi di Peyton Manning a causa di un'operazione chirurgica al collo. Houston prese rapidamente il sopravvento vincendo 34-7. Dopo aver sconfitto anche Miami, i Texans persero a New Orleans e vinsero contro gli incerottati Steelers 17-10. Malgrado gli infortuni occorsi a Matt Schaub (sostituito dal rookie T.J. Yates), Mario Williams e Andre Johnson, i Texans terminarono la stagione con un record di 10-6 vincendo per la prima volta la AFC South. Nel primo turno di playoff sconfissero i Cincinnati Bengals 31-10 ma furono eliminati dai Baltimore Ravens 20-13 nel turno successivo dopo tre intercetti subiti da Yates e un punto sfuggito dalle mani di Jacoby Jones[6].

Stagione 2012: secondo titolo di division[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Houston Texans 2012.

Nel marzo 2012 i Texans decisero di non applicare la franchise tag su Mario Williams, permettendogli di diventare uno dei free agent più desiderati del mercato e di accasarsi alla fine coi Buffalo Bills. Il 9 settembre, nella partita di debutto della stagione 2012, i Texans vinsero in casa facilmente contro i Miami Dolphins[7]. Trascinata in difesa dal defensive end al secondo anno J.J. Watt, Houston vinse anche le quattro gare successive, partendo per la prima volta nella sua storia con un record di 5-0.

La prima sconfitta della stagione giunse nella settimana 6 contro i Green Bay Packers[8][9].

Nella settimana 11, i Texans, che in quel momento detenevano il miglior record della lega, vinsero una partita epica contro i Jacksonville Jaguars, ultimi nella NFL con una sola vittoria. Tra continui ribaltamenti di fronte, Houston la spuntò ai supplementari, con Schaub che lanciò la seconda prestazione di tutti i tempi (alla pari con Warren Moon) con ben 527 yard passate e 5 passaggi da touchdown (2 intercetti), compreso un record di franchigia di 43 passaggi completati e il passaggio da touchdown da 48 yard per Andre Johnson che decise la partita all'overtime[10][11].

Con la vittoria nella settimana 13 sui Titans, Houston centrò la seconda qualificazione ai playoff consecutiva[12], salvo poi subire una brutta sconfitta nel turno successivo contro i Patriots[13][14]. Nella settimana 15 Houston si assicurò il secondo titolo di division consecutivo battendo i Colts[15]. La domenica successiva i Texans persero la terza gara del 2012 contro i Minnesota Vikings[16]. Nell'ultimo turno di campionato i Texans si giocarono la possibilità di saltare il primo turno di playoff perdendo la terza gara nelle ultime quattro[17].

Il 5 gennaio 2013, nel primo turno di playoff, Houston batté come nell'anno precedente i Cincinnati Bengals senza difficoltà[18][19]. La stagione di Houston si arrestò ancora nel divisional round a causa della sconfitta contro i Patriots[20]. A fine anno J.J. Watt fu premiato come miglior difensore dell'anno della NFL.

Stagione 2013[modifica | modifica sorgente]

I Texans collassarono nel 2013. Dopo avere vinto in rimonta le prime due partite contro Chargers e Titans, la squadra fu sconfitta dai Ravens. Lo spartiacque della stagione avvenne nella settimana 4 contro i Seattle Seahawks, futuri vincitori del Super Bowl XLVIII. Houston si trovò in vantaggio di 17 punti nel primo tempo ma non segnò più per tutto il secondo tempo, venendo sconfitta in casa ai supplementari[21]. Il club non si riprese più e perse tutte le rimanenti gare della stagione. Fu la prima volta nella storia che una squadra dopo avere vinto le prime due gare fu sconfitta in tutte le successive 14. Brian Cushing e Arian Foster si infortunarono a inizio anno non facendo più ritorno in campo mentre Schaub fu sostituito come titolare dal rookie Case Keenum. La mossa non diede però risultati e la squadra terminò col peggior record della lega, 2-14. A fine anno, Kubiak fu licenziato.

2014-presente: L'era di Bill O'Brien[modifica | modifica sorgente]

Stagione 2014[modifica | modifica sorgente]

Il 31 dicembre 2013, fu annunciato che Bill O'Brien sarebbe diventato il terzo capo-allenatore della storia della franchigia[22]. In possesso per la terza volta della prima scelta assoluta, i Texans selezionarono il defensive end dalla South Carolina University Jadeveon Clowney nel Draft NFL 2014.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Texans Team History".
  2. ^ "Falcons agree to deal backup QB Schaub to Houston".
  3. ^ "Houston Texans coach Gary Kubiak signs contract extension through 2012".
  4. ^ "Texans retain Kubiak, release Bush and three assistants".
  5. ^ "Texans hire Wade Phillips as defensive coordinator".
  6. ^ (EN) Rapid Reaction: Ravens 20, Texans 13, ESPN, gennaio 2012. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  7. ^ (EN) Game center: Houston 30 Miami 10, NFL.com, 9 settembre 2012. URL consultato il 10 settembre 2012.
  8. ^ (EN) Game Center: Green Bay 42 Houston 24, NFL.com, 14 ottobre 2012. URL consultato il 15 ottobre 2012.
  9. ^ NFL: Rodgers costringe alla resa i Texans, Falcons ancora imbattuti, Eat Sport, 15 ottobre 2012. URL consultato il 16 ottobre 2012.
  10. ^ (EN) Game Center: Jacksonville 37 Houston 43, NFL.com, 18 novembre 2012. URL consultato il 19 novembre 2012.
  11. ^ NFL 2012 Week 11 - Risultati e Commenti, NFL Italia Blog, 20 novembre 2012. URL consultato il 21 novembre 2012.
  12. ^ (EN) Game Center: Houston 24 Tennessee 10, NFL.com, 2 dicembre 2012. URL consultato il 4 dicembre 2012.
  13. ^ (EN) Game Center: Hostoun 14 New England 42, NFL.com, 9 dicembre 2012. URL consultato l'11 dicembre 2012.
  14. ^ Tom Brady demolisce gli Houston Texans, Eat Sport, 11 dicembre 2012. URL consultato l'11 dicembre 2012.
  15. ^ (EN) Game Center: Indianapolis 17 Houston 29, NFL.com, 16 dicembre 2012. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  16. ^ (EN) Game Center: Minnesota 23 Houston 6, NFL.com, 23 dicembre 2012. URL consultato il 23 dicembre 2012.
  17. ^ (EN) Game Center: Houston 16 Indianapolis 28, NFL.com, 31 dicembre 2012. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  18. ^ (EN) Game Center: Cincinnati 13 Houston 19, NFL.com, 5 gennaio 2013. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  19. ^ NFL Playoff 2012 - Wild Card Round - Risultati e Commenti, NFL Italia Blog, 6 gennaio 2013. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  20. ^ (EN) Brady sets wins mark as Patriots dominate Texans, NFL.com, 13 gennaio 2013. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  21. ^ (EN) Game Center: Seattle 23 Houston 20, NFL.com, 29 settembre 2013. URL consultato il 30 settembre 2013.
  22. ^ (EN) Bill O'Brien, Houston Texans reach coaching agreement, NFL.com, 31 dicembre 2013. URL consultato il 1º gennaio 2014.
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