Rugby a 13

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Rugby a 13
NewcastleKnights.jpg
Partita di rugby a 13
Federazione RLIF
Inventato 1895, Gran Bretagna
Componenti di una squadra 13
Contatto
Genere maschile, femminile
Indoor/outdoor outdoor
Campo di gioco campo rettangolare 112-122 × 68 m
Detentore titolo mondiale Nuova Zelanda Nuova Zelanda (2008, maschile)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda (2008, femminile)

Il rugby a 13 o rugby a XIII (ingl. rugby league, fr. rugby à XIII) è una delle grandi discipline in cui è suddiviso il gioco del rugby football.

Nato alla fine del XIX secolo nel nord dell'Inghilterra principalmente per motivi socio-economici, è oggi uno sport di squadra diffuso in maniera capillare in Inghilterra settentrionale, in Australia (negli stati del Nuovo Galles del Sud e del Queensland e nel Territorio della Capitale Australiana), in alcune città del nord della Nuova Zelanda, in Papua Nuova Guinea e nel sud della Francia.

Indice

Storia [modifica]

Le squadre dell'Inghilterra settentrionale erano composte principalmente da operai o minatori, per i quali era assai difficile assentarsi dal lavoro; non essendo previsti rimborsi spese o altri compensi, era molto complesso per quei club formare delle squadre competitive. I club dell'Inghilterra meridionale, invece, presentavano giocatori provenienti dalle classi più agiate, che quindi non avevano problemi lavorativi.

Nel 1892, accuse di professionismo vennero lanciate dapprima contro il Preston, che aveva offerto denaro a due giocatori perché cambiassero club, poi ai club di Bradford e Leeds, Yorkshire, dopo che questi avevano ricompensato i giocatori che si erano assentati necessariamente dal lavoro per poter giocare.

Il campo da gioco


Schema di un campo da gioco del rugby a 13


Caratteristiche del terreno di gioco:

  • 120 (100 senza le due aree di meta) per 68 metri
  • Al centro del campo si trova la linea di metà campo (50 metri), mentre ogni dieci metri è presente un'ulteriore linea.
  • Sulle due goal line, sono presenti le porte, che hanno la caratteristica forma ad 'H'.

Il 29 agosto 1895, i rappresentanti di ventidue club settentrionali si incontrarono al George Hotel di Huddersfield per organizzare la Northern Rugby Football Union (NRFU),[1][2] che sarebbe in seguito, nel 1922, diventata la Rugby Football League. Ancora oggi il 1895 è definito l'anno dello scisma che portò alla creazione di due distinte versioni del rugby: il rugby union (il tradizionale gioco a 15) e il rugby league (che, inizialmente anch'esso a 15 giocatori e con le stesse regole, divenne lel 1907 un gioco diverso, con tredici giocatori e regole diverse).

Agli inizi del XX secolo, il rugby league si diffuse anche nel continente australe: nel 1905, George William Smith (membro degli Original All Blacks, che effettuarono una tournée in Gran Bretagna) venne a contatto con il gioco della NFRU e assieme all'imprenditore australiano James J. Giltinan discusse riguardo un'ipotetica diffusione del rugby professionistico in Oceania.

Nell'agosto del 1907, Sydney ospitò una riunione che decretò la nascita della New South Wales Rugby Football League, mentre qualche mese dopo una formazione di giocatori della Nuova Zelanda (noti come All Golds) disputò una serie di partite in Gran Bretagna in cui fu utilizzato il regolamento della NFRU.

In pochi anni, il rugby league si diffuse in buona parte del continente australe: nel 1909 fu fondata ufficialmente la New Zealand Rugby League, mentre nel 1924 prese vita la Australian Rugby League Board of Control, che qualche anno più tardi diventò la Australian Rugby League.

Negli anni trenta, il gioco raggiunse la Francia, paese in cui il rugby union stava attraversando un momento difficile: a causa di alcune accuse di professionismo, la nazionale francese era stata espulsa dal torneo delle Cinque Nazioni; per questo motivo, molti giocatori decisero di passare al rugby league.

Nel 1948 a Bordeaux fu ufficialmente fondata la Rugby League International Federation (RLIF)[3], che ben presto diventò il massimo organismo mondiale della disciplina: nel 1954, la Francia ospitò la prima Rugby League World Cup (manifestazione vinta dall'Australia), precedendo di oltre trent'anni l'istituzione del medesimo trofeo per quanto riguarda il rugby union.[4]

Accettando il professionismo sin dalla propria istituzione, il rugby league ha spesso attratto i giocatori di rugby union, una disciplina che è rimasta dilettantistica fino al 1995: per molto tempo, numerosi giocatori di rugby union passarono al rugby league, firmando contratti remunerativi; per indicare questo passaggio, in Gran Bretagna si utilizzava l'espressione to go North.[5]

Tra i giocatori più celebri passati al rugby league, è d'obbligo una menzione per Jonathan Davies, celeberrimo mediano d'apertura della nazionale gallese degli anni ottanta.

Regole [modifica]

Nel 1907, i dirigenti della NRFU proposero alcune modifiche al regolamento del rugby union: una su tutte, la riduzione del numero di giocatori da 15 a 13; alcune di queste norme sono tuttora presenti nel regolamento moderno.

Composizione squadre [modifica]

Una squadra di rugby league è formata da 13 giocatori, divisi tra avanti e tre quarti: i primi sono contraddistinti dai numeri che vanno dall' 8 al 13, mentre i secondi dai numeri che vanno dall'1 al 7. Ecco la lista (e la relativa tabella con lo schema tattico) dei giocatori (sono riportati numero e ruolo).

  1. Estremo
  2. Ala Destra
  3. Centro Destro
  4. Centro Sinistro
  5. Ala Sinistra
  6. Mediano d'Apertura
  7. Mediano di Mischia
  8. Pilone
  9. Tallonatore
  10. Pilone
  11. Seconda Linea
  12. Seconda Linea
  13. Terza Linea
Schema tattico
8 Pilone 9 Tallonatore 10 Pilone
11 Seconda Linea 12 Seconda Linea
13 Terza Linea

7 Mediano di Mischia
6 Mediano d'Apertura
4 Centro Sinistro 3 Centro Destro
5 Ala Sinistra 2 Ala Destra
1 Estremo

Il gioco [modifica]

Nel rugby league, la squadra che detiene il possesso della palla è quella detta in attacco, indipendentemente dalla zona di campo in cui ci si venga a trovare.

Per certi versi, lo spirito del rugby league ricalca quello del football americano: quando una formazione guadagna il possesso di palla, ha a disposizione sei azioni/tentativi per varcare la linea di meta avversaria; nel momento in cui un giocatore viene placcato o fermato in piedi senza che abbia più alcuna possibilità di muoversi o di liberare il pallone, il gioco si ferma e la squadra in difesa è costretta ad arretrare di dieci metri; soltanto due giocatori (i cosiddetti marker) possono restare, uno dietro l'altro, vicino alla palla. Il giocatore placcato può quindi rialzarsi e far ripartire il gioco facendo rotolare il pallone all'indietro in favore di un compagno, in gergo tecnico definito dummy half, colpendolo con la suola della scarpa e dando il via, così, alla nuova azione.

Schema illustrativo

Come nel rugby union, il passaggio in avanti è vietato, quindi la palla deve obbligatoriamente andare all'indietro oppure sulla stessa linea. Se dopo sei placcaggi (six tackle rule), la squadra in attacco non è riuscita a varcare la linea di meta avversaria, avviene il cambio di possesso e la palla passa all'altra formazione. Per facilitare il compito di giocatori e spettatori, l'arbitro grida ad alta voce il numero di placcaggi effettuati dai difensori: in questo modo, è possibile immediatamente sapere quanti tentativi restino ancora a disposizione.

Il rugby league presenta un diverso sistema di punteggio rispetto al rugby union:

  • meta: 4 punti;
  • trasformazione: 2 punti;
  • calcio di punizione: 2 punti;
  • drop: 1 punto.

Oltre al punteggio, ci sono altre differenze sostanziali tra le due forme di gioco: considerato che nel rugby league il placcaggio determina l'immediata fine dell'azione, non sono previsti ruckmaul; di conseguenza, la palla non è contesa tra i due schieramenti.

Il rugby league non prevede rimesse laterali: quando la palla esce dal campo perché calciata o portata fuori, si riprende a giocare con una mischia sulla linea dei 20 metri (rispetto a quella di bordo campo e parallela ad essa) all'altezza del punto di uscita. L'introduzione spetterà a chi non ha fatto uscire il pallone. Una regola tipica del rugby league è il cosiddetto 40/20, che si verifica quando un giocatore all'interno dei propri 40 metri calcia la palla in rimessa laterale all'interno dei 20 metri avversari: se la palla rimbalza in campo (e non è toccata da alcun giocatore) prima di uscire, l'arbitro assegnerà una mischia (e, conseguentemente, un ulteriore set di 6 tentativi) alla squadra che ha calciato sulla linea dei 20 metri, perpendicolarmente al punto in cui la palla è uscita. Se l'ovale dovesse uscire senza rimbalzare, la mischia sarà assegnata all'altra squadra nel punto in cui la palla è stata calciata. Se il pallone è calciato fuori lateralmente a seguito di un calcio di punizione, il possesso rimarrà alla squadra in attacco che riprenderà il gioco battendo un calcio libero sulla linea dei 10 metri (rispetto a quella di bordo campo e parallela ad essa) in linea con il punto di uscita.

Il rugby league prevede le mischie, che generalmente vengono assegnate quando una squadra commette un in avanti: sebbene il regolamento non vieti ai partecipanti ad una mischia di spingere per tentare di guadagnare il possesso del pallone, nel gioco moderno si preferisce evitare di farlo, un po' per esigenze tattiche, un po' per consuetudine.

Quando viene assegnato un calcio di punizione, la squadra che ne usufruisce ha a disposizione tre possibili scelte:

  • calciare la palla in mezzo ai pali e guadagnare 2 punti;
  • calciare la palla in rimessa laterale. Conseguentemente avrà a disposizione il possesso dal punto in cui il pallone è uscito e altre sei azioni per varcare la linea di meta avversaria;
  • toccare la palla con il piede (o farle toccare velocemente il terreno) e ripartire con il conto delle azioni.

Una partita di rugby league è divisa in due tempi da 40 minuti l'uno.

Nazioni [modifica]

L'ubicazione delle squadre della National Rugby league

Il rugby league è praticato in maniera professionistica in Inghilterra, in Australia e in Nuova Zelanda: i maggiori campionati nazionali sono la National Rugby League in Oceania (quindici squadre australiane e una neozelandese) e il Rugby League Championship (trasformatosi nella Super League) in Inghilterra: quest'ultimo torneo presenta anche una squadra francese e una gallese.

Manifestazioni internazionali [modifica]

Grande interesse è rivolto alle manifestazioni internazionali: i primi test-match tra Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda risalgono al primo decennio del Novecento.

Il 27 agosto 1908 iniziò la tradizionale serie tra Gran Bretagna e Australia, che divenne famosa come The Ashes Series (mutuando il termine dalla identica serie di cricket). L'ultima Ashes Series è stata disputata nel 2003, mentre la successiva è in programma per il 2010.

Un'altra manifestazione molto importante è il Rugby League Tri-Nations, che prevede la partecipazione delle tre nazionali sopracitate: la prima edizione è stata disputata nel 1999, mentre le successive tre si sono svolte tra il 2004 e il 2006. Dopo due anni di sosta, la manifestazione è ripartita nel 2009, accogliendo anche la nazionale francese e cambiando denominazione in Four Nations.

La competizione più importante resta tuttavia la Rugby League World Cup, che si disputa dal 1954 anche se a intervalli non regolari: nove delle tredici edizioni sono state vinte dall'Australia, tra cui le ultime sei consecutive, mentre tre sono state appannaggio della Gran Bretagna. L'ultima edizione si è svolta nel 2008 ed è stata conquistata dalla Nuova Zelanda..

Assieme a Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Francia, il rugby league riscuote un discreto successo in altri paesi quali Tonga, Figi e Papua Nuova Guinea.

Da qualche anno, la RLIF sta cercando di sviluppare il rugby league in alcune nazioni quali Italia, Germania, Paesi Bassi, Serbia, Russia, Grecia, Argentina, Sudafrica, Libano e Marocco.

In Italia il rugby league comparve negli anni quaranta e anni cinquanta grazie all'influsso di giocatori e tecnici francesi: nel 1960 il movimento ha iniziato a perdere consistenza per poi scomparire in breve tempo. Nel 1961 il Casale Rugby si aggiudica il titolo di Campione d'Italia.

Nel 1995, due giocatori italo-australiani ossia Mick Pezzano e John Benigni hanno deciso di riformare una nazionale e una federazione italiana, l'Italian Rugby League. In questi ultimi anni, sono state organizzate numerose manifestazioni per diffondere anche in Italia questa disciplina sportiva.

Note [modifica]

  1. ^ S. Fagan, League of Legends: 100 Years of Rugby League in Australia, National Museum of Australia, 2008, ISBN 978-1-876944-64-3
  2. ^ M. Groeneveld, Matters of the heart: The business of English rugby league, Berghahn Books, 2007, p.27, ISBN 9781845450540
  3. ^ La RLIF è un organismo totalmente indipendente dalla International Rugby Board. Non esiste alcun legame tra le federazioni di rugby union e quelle di rugby league.
  4. ^ (EN) Rugby League - Contributing to New Zealand's Future. URL consultato in data 22 settembre 2012.
  5. ^ J.M. Jenkins et al., Who's Who of Welsh International Rugby Players, Bridge Books, 1991, p.55, ISBN 1-872424-10-4

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Collegamenti esterni [modifica]

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