Trash-talking

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Il trash-talk è una forma di vanto o di insulto comunemente sentito in situazioni competitive (come eventi sportivi e videogiochi multiplayer).

È spesso usato per intimidire l'avversario, ma può essere utilizzato anche con uno spirito umoristico e giocoso.

Il Trash-talking è spesso caratterizzato dall'uso di iperboli, linguaggio figurativo, giochi di parole e prese in giro.

Il Trash-talking era comunemente usato dal campione di pugilato dei pesi massimi Muhammad Ali dal 1960 al 1970. Da allora, è diventato comune per i pugili, lottatori, e altri sportivi ad altissimo livello come per esempio giocatori di NBA e di NFL l'utilizzo di questa "pratica" per intimidire, infastidire, irritare l'avversario in modo da costringerlo a sbagliare. Il Trash-talking in ranghi sportivi dilettantistici è generalmente sconsigliato e malvisto (soprattutto nei campionati giovanili).

Il Trash-Talking in NBA[modifica | modifica sorgente]

Il "Trash-Talking", ovvero le parole offensive nei confronti di qualche giocatore in campo. È una vera e propria violenza psicologica che alcuni giocatori attuano sulle loro vittime occasionali. I giocatori esperti in questo sono dei veri e propri poeti dell'offesa continua, un'offesa che colpisci gli affetti più cari, offese urlate per poter essere udite, offese pesanti al limiti del fallo tecnico. Senza andare nella traduzione letterale delle frasi, possiamo dire che bisogna saper essere ottimi incassatori.

Molti grandi campioni sono stati ottimi provocatori ed è un aspetto non secondario.

Alcuni esempi sono:

  • LeBron James che non manca di parlare e di far pesare il suo ruolo di campione agli altri.
  • Kevin Garnett, il quale cerca di umiliare l'avversario stoppandolo anche a tempo fermo, oppure indicandolo come perdente.
  • Kobe Bryant che non si sottrae mai a parole pesanti in campo, essendo a conoscenza che il vantaggio psicologico che si prende sull'avversario è nettamente maggiore alla possibile reazione di quest'ultimo.

Deridere continuamente l'avversario è stato un punto di forza anche di Paul Pierce, l'ex capitano dei Boston Celtics.

Sarebbe veramente infinito l'elenco delle frasi e dei giocatori interessati a questo slang, nato proprio nei playground americani dove chi è più bravo ad offendere e provocare generalmente vince. Anche il giocatore simbolo dei Boston Celtics, Larry Bird, riuscì con il suo modo di fare a dimostrare la sua superiorità all'avversario, il quale partiva sempre psicologicamente battuto.

Alcuni esempi storici furono:

  • La gara di tiro da 3 punti all'All Star Game del 1986, dove Bird esordì con questa frase verso gli sfidanti: «Vi sto guardando per capire chi arriverà secondo», naturalmente vinse la gara da 3.
  • Quando umiliò Julius Earving durante una partita in cui Bird segno 42 punti e Doctor J solo 6, ricordandogli dopo ogni canestro quanti punti aveva segnato lui e quanti Julius. Fece così tanto innervosire il giocatore di Philadelphia che finiro espulsi tutti e due ma Boston vinse.

Altro uomo provocatore era Dennis Rodman, il quale, oltre al suo modo di giocare fisico parlava molto in campo, offendendo tutta la famiglia dei suoi avversari e le loro capacità sessuali. Divennero famosi gli insulti con Karl Malone che sfociarono in un incontro di Wrestling pubblicizzato su Wrestelmania.

Anche giocatori meno famosi, ma ugualmente provocatori e molto importanti negli equilibri dello spogliatoio, utilizzavano sistematicamente un linguaggio preciso e sopra le righe che permettevano di vincere partite o serie di finale. Uno di questi era Danny Ainge famoso per parlare ed offenderti in un modo così preciso che rendeva quasi impossibile tirare un tiro libero.

Nella NBA il trash-talking è molto diffuso, moltissimi giocatori ne fanno uso e oramai sta diventando preventivo attraverso messaggi sui social network creando polemiche costruite e montate ad hoc.

In ogni caso il Trash-Talking pesante in NBA è stato regolamentato ed è punibile con il fallo tecnico dagli arbitri.

Fox Sport ha addirittura stilato una classifica dei primi 10 trash-talker della storia NBA:

  1. Larry Bird
  2. Michael Jordan
  3. Reggie Miller
  4. Gary Payton
  5. Kevin Garnett
  6. Shaquille O'Neal
  7. Charles Barkley
  8. Phil Jackson
  9. Rasheed Wallace
  10. Nate Robinson

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