Playground

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Playground, che in inglese significa genericamente "campo da gioco" o "parco giochi", in italiano viene usato solitamente per indicare un campo da gioco all'aperto per pallacanestro.

Due streeballers si sfidano su un playground
Un playground nelle Filippine


Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La pavimentazione generalmente è in asfalto o cemento, a differenza del parquet usato nei campi al coperto. Talvolta il campo è circondato da alte reti metalliche per evitare che il pallone finisca in strada.

Le dimensioni dei playground sono molto eterogenee. Si va dai campi di dimensioni regolamentari con due canestri, dove è possibile disputare normali partite di pallacanestro cinque contro cinque, a campetti di pochi metri quadrati con un solo canestro, dove si pratica lo street basketball o pallacanestro da strada.

Lo streetball è nato negli Stati Uniti, patria della pallacanestro, nei quartieri poveri, dove i ragazzi che non avevano la possibilità di entrare in una squadra si riunivano nei numerosi campetti sparsi nelle città americane per giocare.

Normalmente nello streetball si usa una sola metà del campo, senza limiti di tempo prestabiliti. Le partite possono durare pochi minuti come ore. Le regole solitamente non si allontanano di molto da quelle della pallacanestro "ufficiale", anche se spesso i giocatori si possono accordare prima su eventuali differenze e regole alternative. Alcune delle regole molto diffuse che si allontanano da quelle ufficiali sono, per esempio, restituire la palla a chi segna il canestro, non contare il numero di falli commessi da un giocatore in un match, non assegnare "tiri liberi" in seguito ad un fallo subito.

Il numero dei partecipanti può variare da due - uno che difende ed uno che attacca (noto come one on one, "uno contro uno") - fino a una squadra completa di cinque giocatori per squadra.

Le caratteristiche e le abilità dei giocatori di streetball cambiano molto. Alcune città USA celebri per i loro giocatori di street basketball sono New York, Chicago e Los Angeles.

Ragazzi giocano in un playground

Il gioco è molto duro, e non sono infrequenti gli infortuni. Grinta e decisione sono fondamentali, anche perché spesso alcuni giocatori cercano di impressionare le piccole folle di spettatori che si raccolgono attorno al campo per guardare. Lo streetball è diventato celebre anche per le And 1 Mix Tapes: un gruppo scelto di giocatori, sponsorizzati dalla nota azienda di scarpe e abbigliamento per il basket And 1, ha cominciato a girare gli USA giocando contro cestisti locali. Il tutto viene registrato su cassetta, amplificando i tentativi dei giocatori di mettersi in mostra, sbeffeggiando gli avversari. L'And 1 Mix Tape Tour è diventato poi uno show fisso di successo sul più importante canale televisivo sportivo statunitense, la ESPN. Uno dei giocatori più noti dello show, soprannominato Skip to My Lou (tutti i giocatori hanno un nickname), vero nome Rafer Alston, non partecipa più al Mix Tape Tour : oggi è un giocatore professionista di pallacanestro ma non gioca una partita ufficiale dal 2012.

Alcuni playground americani sono diventati luoghi leggendari dove i ballers dei quartieri newyorkesi si scontravano e si scontrano con stelle della NBA. A New York si dice che "se sei un giocatore NBA, e non sei mai stato <battezzato> sul campo del Rucker, non sei un vero giocatore", scrive Daniele Vecchi in un suo libro sui playground di New York.

Alcuni giocatori di playground sono diventati idoli del basket di strada, grazie alle loro esibizioni spettacolari. Tra questi ricordiamo il più grande di tutti Earl Manigault detto "The Goat", Herman Knowings detto "The Helicopter" e Joe "The Destroyer" Hammond, Richard “Pee Wee” Kirkland. Pete Axthelm ne parla nel suo bestseller sul basket "City Game".

Playground Famosi[modifica | modifica sorgente]

Streetballers al "Venice Beach Courts": il più famoso playground della West Coast.

Torneo internazionale di Streetball a 16 squadre

Streetballers famosi[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Libri sui Playground[modifica | modifica sorgente]

  • Pete Axthelm: "City Game". Libreria dello Sport, Milano, 2001
  • Daniele Vecchi "Playground in New York". Libri di Sport, Castelguelfo (Bo), 2006.
  • Daniele Vecchi "Heroes-Eroi del Playground persi per strada". Libreria dello Sport, Milano, 2008.
  • Daniele Vecchi "Playground in Usa". Libreria dello Sport, Milano, 2009.

Film sui Playground[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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