Aleksandr Belov

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Aleksandr Belov
Dati biografici
Nome Aleksandr Aleksandrovič Belov
Александр Александрович Белов
Nazionalità URSS URSS
Altezza 200 cm
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Pivot
Ritirato 1978
Hall of Fame FIBA Hall of Fame (2007)
Carriera
Squadre di club
1966-1978 Sptk. Leningrado Sptk. Leningrado
Nazionale
1969-1976 URSS URSS
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Monaco 1972
Bronzo Montreal 1976
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Jugoslavia 1970
Oro Porto Rico 1974
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Oro Italia 1969
Oro Germania 1971
Argento Jugoslavia 1975
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 ottobre 2013

Aleksandr Aleksandrovič Belov, in russo: Александр Александрович Белов? (Leningrado, 9 novembre 1951Leningrado, 3 ottobre 1978), è stato un cestista sovietico.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

È entrato nella storia della pallacanestro per aver segnato il canestro che diede all'URSS l'oro nel torneo olimpico di Monaco di Baviera 1972 in una contestata finale contro gli Stati Uniti.

Oltre all'oro olimpico del 1972 vinse il bronzo a Montréal 1976, fu campione del mondo nel 1974 e due volte campione d'Europa nel 1969 e 1971.

Morì il 3 ottobre 1978, a soli 26 anni[1], a causa di un angiosarcoma, rara forma di tumore cardiaco, anche se all'epoca la TASS non rese note le ragioni del decesso[1]. La sua morte rimase a lungo un mistero, soprattutto perché avvenne in carcere, dove Belov era rinchiuso dal 1976 per un'assurda accusa di contrabbando di jeans americani. L'alone della congiura si allunga sull'allora Partito Comunista, il cui comitato centrale, nel 1974, negò al giocatore il trasferimento proprio negli Stati Uniti in cui avrebbe militato nella NBA.

Curiosamente, anche Sergej Belov, omonimo e compagno di squadra di Alexander nella storica finale di Monaco '72, passò a miglior vita lo stesso giorno: il 3 ottobre 2013, dopo una lunga malattia.

Il 1º marzo 2007 Alexander Belov fu ammesso nella FIBA Hall of Fame.

Carriera di club[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera cestistica è iniziata nelle giovanili dello Spartak Leningrado nel 1962, in questa squadra ha incontrato il coach Vladimir Kondrašin che lo guiderà nel club e nella nazionale alla conquista di diversi titoli:

  • due coppe delle coppe nel 1973 e 1975
  • un campionato sovietico nel 1975.

Carriera internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969 fu chiamato per la prima volta in nazionale e subito colse il primo successo agli Europei di Napoli nel 1969, successo replicato due anni dopo in Germania.

La vittoria più importante però arriva alle Olimpiadi di Monaco del 1972, dove l'URSS disponeva di un'ottima squadra che arrivò imbattuta in finale e si trovò di fronte la selezione degli Stati Uniti che aveva vinto tutte le precedenti edizioni del torneo olimpico, inanellando 63 successi su 63 gare disputate. La partita, molto combattuta, vide i sovietici sempre avanti fino a tre secondi dalla fine quando due tiri liberi di Doug Collins portarono avanti gli USA 50-49. A questo punto un errore dell'arbitro che assegnò un time out richiesto dai sovietici (con palla già in gioco, quindi irregolare) creò molta confusione e gli ultimi secondi vennero rigiocati per ben tre volte a causa di disguidi con il timer. Di mezzo ci si mise il Presidente della FIBA, William Jones, il quale sostenne che nell'ultima azione il cronometro era partito in anticipo. Quando il tempo fu riportato correttamente a tre secondi, Belov nell'area pitturata avversaria raccolse una lunga rimessa da fondo campo e, dopo essersi liberato di due avversari in maniera non ortodossa, depositò il pallone a canestro poco prima che suonasse la sirena, consentendo alla propria nazionale di aggiudicarsi un successo storico. Al rocambolesco finale seguirono aspre polemiche e la selezione statunitense si rifiutò di ritirare le medaglie d'argento.

Dopo l'oro di Monaco ha vinto:

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Spartak Leningrado: 1972-73, 1974-75

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giancarlo Menichelli, È morto Alexander Belov in La Stampa, 5 ottobre 1978, p. 18. URL consultato il 1º novembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]