Alessandro II di Jugoslavia

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Alessandro
L'erede al trono Alessandro di Serbia
L'erede al trono Alessandro di Serbia
Principe della Corona di Serbia
Stemma
In carica 30 novembre 1970
Altri titoli Elenco
Nascita Londra, 17 luglio 1945
Casa reale Karađorđević
Padre Pietro II di Jugoslavia
Madre Alessandra di Grecia
Consorte Katherine Clairy Batis
Figli Principe ereditario Pietro
Principe Filippo
Principe Alessandro
Religione Serbo ortodosso

Alessandro Karađorđević (in serbo Александар Карађорђевић?), Principe ereditario di Serbia (Londra, 17 luglio 1945), unico figlio di Pietro II di Jugoslavia e della regina Alessandra, è stato l'ultimo principe della Corona del Regno di Jugoslavia. Con la nascita di una repubblica e la successiva disintegrazione della Jugoslavia, Alessandro oggi è pretendente al trono di Serbia, anch'essa repubblica.

Preferisce essere noto come “principe ereditario Alessandro II" il titolo che aveva quando suo padre era Re[1].

Nascita, privazioni e gioventù[modifica | modifica sorgente]

La nascita del principe ereditario Alessandro avvenne nella suite 212 del Claridge's Hotel in Brook Streat, a Londra. In tale circostanza il governo britannico cedette temporaneamente la sovranità inglese sulla suite, rendendola in tal modo territorio iugoslavo, affinché l'erede nascesse su suolo patrio[2].

I suoi padrini furono i reali inglesi: Re Giorgio VI e la principessa Elisabetta, oggi Elisabetta II del Regno Unito[3]: unico figlio di Pietro II e della Regina Alessandra, era anche l'unico nipote della principessa Aspasia di Grecia.

Come molti altri sovrani europei durante la Seconda guerra mondiale, il re Pietro II lasciò il proprio paese (aprile 1941) stabilendo un governo in esilio[4]: giunse a Londra nel giugno del 1941. Subito dopo l'occupazione nazista, furono creati due governi fantoccio: il fascista Stato Indipendente di Croazia in Croazia e Bosnia ed Erzegovina e la Serbia di Nedić, il nome popolare dello stato serbo sotto l'occupazione nazista.

Dopo la Conferenza di Teheran, gli Alleati spostarono i loro aiuti dai realisti Cetnici ai Partigiani comunisti[5]. Commentando questa parte della vita paterna, il principe Alessandro ha detto, "Pietro II era troppo candido. Non poteva credere che i suoi alleati - la democrazia americana ed i suoi parenti ed amici a Londra – avrebbero potuto fargli una cosa simile. Ma quello fu precisamente ciò che accadde."[6] Nel mese di giugno del 1944 Ivan Šubašić, un inviato del governo legittimo, e Josip Broz Tito, un capo partigiano, firmarono un accordo che era un tentativo di fondere i governi realista e comunista.

Il 29 novembre 1943 l'AVNOJ (costituito da partigiani) si dichiarò governo sovrano della Iugoslavia e proclamò la decadenza di tutti i diritti legali del governo in esilio. Il 10 agosto 1945, meno di un mese dopo la nascita del principe Alessandro, l'AVNOJ mutò nome dello stato in Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e il 29 novembre 1945 il paese venne dichiarato repubblica (comunista) cambiando nome in “Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia”[7].

Nel 1947 la sua famiglia fu privata illegalmente della cittadinanza jugoslava e tutte le loro proprietà furono confiscate.

"Basato sul decreto della Presidenza del Presidium dell'Assemblea nazionale della Repubblica federale popolare di Jugoslavia nr. 392 dell'8 marzo 1947, con cui al governo della PFRJ è stato affidato l'adempimento della decisione circa la rimozione della cittadinanza della PFRY e della confisca delle proprietà dei membri della famiglia dei Karađorđevic, il governo della PFRY emana il seguente ORDINE:

Dal decreto della Presidenza del Presidium dell'Assemblea Nazionale della Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia nr. 392 dell'8 marzo 1947, (Gazzetta Ufficiale nr. 64 del 1º agosto 1947), la cittadinanza della PFRY è tolta ai membri della famiglia Karađorđevic e la loro intera proprietà è confiscata”.[8]

I suoi genitori non poterono prendersi molta cura di lui, sia per problemi di salute che finanziari, cosicché fu cresciuto dalla nonna materna. Studiò all'Institute Le Rosey, alla Culver Military Academy, a Gordonstoun, Millfield ed alla Mons Officer Cadet School, ad Aldershot.

Re di Serbia
Karađorđević
Royal Coat of arms of Serbia (1882–1918).svg

Karađorđe (1768 - 1817)
Alessandro (1842 - 1858)
Pietro I (1903 - 1921)
Alessandro I (1921 - 1934)
Paolo (Reggente) (1934 - 1941)
Pietro II (1934 - 1970)
Alessandro II (1970 - ...)
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Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il 1º luglio 1972 a Villamanrique de la Condesa, vicino a Siviglia, sposò la principessa Maria da Gloria d'Orléans-Braganza: hanno avuto tre figli, il principe ereditario Pietro e i due gemelli Filippo ed Alessandro. Sposando una cattolica, Alessandro ha perso il proprio posto nella linea della successione al trono britannico, che aveva in quanto discendente della regina Vittoria, tramite il suo secondo figlio maschio Alfredo: questo fu ovviamente irrilevante, essendo in una posizione così distante dal trono da essere in pratica impossibile per lui divenire re del Regno Unito. Alessandro discende anche dalla primogenita della regina Vittoria, la Principessa Reale Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha[9]. I suoi figli sono nella linea di successione britannica, attualmente al centocinquesimo, centoseiesimo e centosettesimo posto, benché siano cristiano ortodossi come tutti gli altri membri della casa reale serba.

Alessandro e Maria da Gloria hanno divorziato nel 1985 e nello stesso anno il principe si è sposato per la seconda volta con Katherine Clairy Batis, figlia di Robert Batis e sua moglie, Anna Dosti: civilmente il 20 settembre 1985 e religiosamente il giorno seguente, alla chiesa ortodossa serba di San Sava, a Notting Hill, a Londra. Dal matrimonio è conosciuta come Caterina Karađorđević, principessa ereditaria di Iugoslavia, e così appare anche nel sito Web della famiglia reale.

Ritorno in Jugoslavia[modifica | modifica sorgente]

Alessandro tornò per la prima volta in Jugoslavia nel 1991. Lavorò attivamente a fianco dell'opposizione democratica contro il regime di Slobodan Milošević e tornò in patria dopo la sua deposizione nel 2000: l'anno seguente gli fu ridata dal governo la cittadinanza e gran parte delle proprietà espropriate alla sua famiglia, compreso i Palazzi Reali.

Attualmente vive nel Palazzo Reale di Kraljevski dvor ("Краљевски Двор") a Dedinje, una zona esclusiva di Belgrado. Il palazzo, terminato nel 1929, è una delle due residenze reali di sua proprietà; l'altro è il Beli dvor ("Бели Двор" cioè "Palazzo Bianco"), terminato nel 1936.

Opinioni politiche[modifica | modifica sorgente]

Alessandro è un fautore della restaurazione della monarchia costituzionale in Serbia, con sé stesso come legittimo sovrano. Crede che la monarchia possa dare al paese “stabilità, continuità ed unita”[10].

Molti membri dei partiti e delle organizzazioni politiche sostengono l'idea di una monarchia parlamentare costituzionale in Serbia e la Chiesa ortodossa serba ha sostenuto apertamente il ripristino della monarchia[11][12]. L'assassinato Primo Ministro serbo Zoran Đinđić veniva spesso visto in compagnia del principe e della sua famiglia, sostenendo le loro campagne e progetti, anche se il suo Partito Democratico non ha abbracciato pubblicamente la monarchia. Sembra che non ci sia nessun partito pronto a sostenere energicamente il ritorno della monarchia sia per gli altri già gravi problemi politici nel paese che per il timore di peggiorare il già frammentato e indeciso elettorato serbo.

Il principe ereditario Alessandro si è impegnato a rimanere al di fuori dell'agone politico e finora ha mantenuto questa promessa; insieme a sua moglie, la principessa Caterina, si dedicano a molteplici attività umanitarie.

Tuttavia, dal suo ritorno in patria, ha continuamente aumentato le sue partecipazioni a ricevimenti ed eventi pubblici insieme ai leader politici della Serbia ed al corpo diplomatico. L'11 maggio 2006 ha dato al Palazzo Reale un ricevimento per i delegati che prendevano parte ad un summit in Serbia-Montenegro; erano presenti il Governatore della Banca Nazionale di Serbia, così come gli ambasciatori ed i diplomatici di Slovenia, Polonia, Brasile, Giappone, Stati Uniti ed Austria. Nell'occasione tenne un discorso ufficiale davanti ai Primi Ministri Vojislav Koštunica e Milo Đukanović toccando il tema della futura partecipazione della Serbia all'Unione europea. Disse ai delegati:

« In più, noi in Serbia e Montenegro dobbiamo considerare quale sarebbe la nostra sorte senza l'Unione Europea, abbiamo soltanto un'unica scelta e quella deve funzionare per il bene comune di tutte le nazioni membro. È inoltre da considerare centrale che la stabilità nella nostra regione sarà maggiore quando la Serbia sarà completamente in pace con sé stessa"[13]»

A seguito della dissoluzione della Serbia e Montenegro dopo il referendum d'indipendenza nel Montenegro il 21 maggio 2006, il ripristino della monarchia in Serbia è potuto divenire un tema politico di dibattito quotidiano; una proposta di nuova costituzione monarchica venne pubblicata insieme ad altre, ma il documento approvato nel mese di ottobre del 2006 ha carattere repubblicano e non prescrive la possibilità, per il popolo serbo, di votare sul sistema di governo.

Il Principe Alessandro ha proposto una restaurazione della forma monarchica dello stato, subito dopo il voto con cui il Montenegro era divenuto indipendente. In un comunicato stampa pubblicato il 24 maggio 2006 ha dichiarato:

« È stato confermato ufficialmente che il popolo del Montenegro ha votato per indipendenza. Sono triste, ma auguro ai nostri fratelli montenegrini la pace, la democrazia e la felicità. Le persone del Montenegro saranno sempre nostri fratelli e sorelle, sia che viviamo in uno o in due stati, così era e così sarà per sempre.

... Io credo fortemente in una monarchia parlamentare e costituzionale in Serbia. Di nuovo, abbiamo bisogno di essere fieri, una Serbia forte che è in pace con sé stessa e con i suoi vicini. Eravamo un paese fiero, rispettato e felice ai tempi del mio avo Pietro I. Così, possiamo farlo! Soltanto se abbiamo una forma di governo vicino all'anima della Serbia: il regno di Serbia.

... Semplicemente, il re è al di sopra della politica quotidiana, lui è il guardiano dell'unità nazionale, della stabilità politica e della continuità dello stato. Nelle monarchie parlamentari costituzionali il re è il protettore del pubblico interesse: non segue ragioni private o di partito. Il che è la cosa più importante per l'interesse della Serbia.

... Sono pronto ad incontrare i nostri politici; dobbiamo lavorare insieme per il bene comune della Serbia ed essere amici in nome del futuro del nostro paese. Faccio appello per la fine dei continui conflitti politici, delle divisioni e delle liti. Faccio appello ad un dibattito democratico maturo nell'interesse della Serbia. La Serbia deve avere chiari e realistici obbiettivi"[14]»

Ritorno in patria dei resti di Pietro II[modifica | modifica sorgente]

Il 4 marzo 2007 il Principe Ereditario Alessandro ha annunciato l'intenzione di far traslare i resti di suo padre Pietro II, in Serbia perché possano essere sepolti nella cripta della famiglia reale nella Chiesa di San Giorgio (Oplenac) dove già si trovano quasi tutti gli altri membri della famiglia reale.

Questo ha innescato una polemica con la minoranza degli immigrati Serbi in America, in quanto secondo loro Pietro II aveva scelto personalmente il monastero ortodosso di San Sava come sua ultima dimora[15]. Tutti i sovrani che hanno preceduto Pietro II sul trono sono sepolti nel mausoleo reale ad Oplenac[16].

I resti di Pietro II sono tornati in patria il 22 gennaio 2013[17][18].

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Alessandro II di Serbia Padre:
Pietro II di Jugoslavia
Nonno paterno:
Alessandro I di Jugoslavia
Bisnonno paterno:
Pietro I di Serbia
Trisnonno paterno:
Principe Alessandro di Serbia
Trisnonna paterna:
Persida Nenadović
Bisnonna paterna:
Zorka del Montenegro
Trisnonno paterno:
Nicola I del Montenegro
Trisnonna paterna:
Milena Vukotić
Nonna paterna:
Maria di Romania
Bisnonno paterno:
Ferdinando I di Romania
Trisnonno paterno:
Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen
Trisnonna paterna:
Antonia di Braganza
Bisnonna paterna:
Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno paterno:
Alfredo di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna paterna:
Marija Aleksandrovna Romanova
Madre:
Alessandra di Grecia
Nonno materno:
Alessandro I di Grecia
Bisnonno materno:
Costantino I di Grecia
Trisnonno materno:
Giorgio I di Grecia
Trisnonna materna:
Ol'ga Konstantinovna Romanova
Bisnonna materna:
Sofia di Prussia
Trisnonno materno:
Federico III di Germania
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha
Nonna materna:
Aspasia Manos
Bisnonno materno:
Petros Manos
Trisnonno materno:
Thrasybulos Manos
Trisnonna materna:
Roxane Mavromichalis
Bisnonna materna:
Maria Argyropoulos
Trisnonno materno:
Jacob Argyropoulos
Trisnonna materna:
Aspasia Anargyrou Petraki

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze jugoslave[modifica | modifica sorgente]

Collare dell'Ordine del Santo Principe Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Santo Principe Lazzaro
— 3 novembre 1970
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević
— 3 novembre 1970
Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila Bianca di Serbia - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila Bianca di Serbia
— 3 novembre 1970
Gran Maestro dell'Ordine della Corona di Jugoslavia - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Corona di Jugoslavia
— 3 novembre 1970
Gran Maestro dell'Ordine di San Sava - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Sava
— 3 novembre 1970

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Pietro I (Impero del Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Pietro I (Impero del Brasile)
— 1972
Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone dell'Ordine della Rosa (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone dell'Ordine della Rosa (Brasile)
— 1972
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Casa di Braganza) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Casa di Braganza)
— 1972
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1955
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1955
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1955
Cavaliere di gran croce dell'Ordine costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine costantiniano di San Giorgio
— 1984[19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alexander's website.
  2. ^ Royalty in Exile by Charles Fenyvesi, p.211
  3. ^ ibid
  4. ^ Lines of Succession by Jiri Louda, p.296
  5. ^ Royalty in Exile by Charles Fenyvesi, p. 211
  6. ^ ibid, p.212
  7. ^ ibid, p.215
  8. ^ Vlada Federativne Narodne Republike Jugoslavije, Pov. Br. 1433, 2. avgusta 1947. godine, Beograd. – Traduzione del documento ufficiale del Governo della Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia; l'originale p conservato negli Archivi della Jugoslavia a Belgrado.
  9. ^ Lines of Succession di Jiri Louda, p.286 Table 144
  10. ^ I Re provano a tornare
  11. ^ Lettera del Patriarca Pavle a Sua Altezza Reale il Principe Ereditario Alessandro II, 29 November 2003
  12. ^ Serbian Orthodox Leader Calls For Monarchy To Be Reintroduced by Jonathon Luxmoore
  13. ^ Testo per la stampa dalla Cancelleria di S.A.R. Alessandro
  14. ^ Discorso alla stampa, 24 May 2006
  15. ^ Royalty in Exile by Charles Fenyvesi, p.217
  16. ^ King's body in U.S. may head to homeland
  17. ^ Serbia: rimpatriate con onori spoglie ultimo re Jugoslavia
  18. ^ HM King Peter II Returns Home after 72 Years
  19. ^ Membri del Sacro Militare Ordine Constantiniano di San Giorgio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fenyvesi, Charles (1981). Royalty In Exile. London: Robson Books Ltd. ISBN 0-86051-131-6.
  • Louda, Jiri; Michael Maclagan (1981). Lines of Succession. London: Orbis Publishing. ISBN 0-85613-276-4.
  • Pavle, Patriarch (29 November ,1981). Letter to HRH Crown Prince Alexander II.
  • Luxmoore, Jonathon (8 December 1981). Serbian Orthodox Leader Calls For Monarchy To Be Reintroduced. Belgrade: Ecumenical News Daily Service.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Pretendente al trono di Serbia Successore Flag of Serbia.svg
Pietro II di Jugoslavia 1970-oggi in carica