Trattato di Costantinopoli (1913)

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Le modifiche territoriali a seguito del Trattato di Bucarest e di Costantinopoli del 1913.

Il trattato di Costantinopoli del 1913 fu un accordo concluso da Impero Ottomano e Regno di Bulgaria firmato il 29 settembre al termine della Seconda guerra balcanica.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Prima guerra balcanica Bulgaria, Serbia, Grecia e Montenegro sconfissero l'Impero Ottomano che perse così quasi tutti i suoi territori europei. Al termine della Seconda guerra balcanica (grazie alla quale gli ottomani recuperarono parte della Tracia orientale) i negoziati tra Bulgaria e gli altri suoi vicini si svolsero a Bucarest ma visto che l'Impero Ottomano non era rappresentato in quell'occasione, l'accordo bilaterale venne concluso a Costantinopoli.

Il trattato[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi del trattato la Bulgaria riconosceva le conquiste territoriali ottomane di Edirne, Kırklareli, Didymoteicho ed i territori circostanti. In cambio l'Impero Ottomano cedette Alessandropoli alla Bulgaria.

L'accordo prevedeva uno scambio di prigionieri e la ripresa dei rapporti economici tra i due Paesi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Karl Adam: Großbritanniens Balkandilemma. Die britische Balkanpolitik von der bosnischen Krise bis zu den Balkankriegen 1908-1913. Kovač, Amburgo, 2009, ISBN 978-3-8300-4741-4,
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