Didymoteicho

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Didymoteicho
comune
Διδυμότειχο
Vista panoramica di Didymoteicho (dai castelli).
Vista panoramica di Didymoteicho (dai castelli).
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Macedonia Orientale e Tracia
Unità periferica Evros
Territorio
Coordinate 41°21′N 26°30′E / 41.35°N 26.5°E41.35; 26.5 (Didymoteicho)Coordinate: 41°21′N 26°30′E / 41.35°N 26.5°E41.35; 26.5 (Didymoteicho)
Superficie 565 km²
Abitanti 23 380 (2001)
Densità 41,38 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 683 00
Prefisso 25530
Fuso orario UTC+2
Targa OP
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Didymoteicho
Didymoteicho – Mappa
Sito istituzionale
Chiesa di Panagia Eleftherotria a Didymoteicho.
Moschea Bayezid (Mehmed I).
Castelli di Dydymoteicho.

Didymoteicho (in greco Διδυμότειχο, in turco: Dimetoka, in bulgaro: Dimotika, Димотика) è un comune della Grecia situato nella periferia della Macedonia orientale e Tracia (unità periferica di Evros) con 23.380 abitanti secondo i dati del censimento 2001[1]

A seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011[2] che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è passata da 354 a 565 km² e la popolazione da 18.998[3] a 23.380 abitanti

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

La città era precedentemente conosciuta in Katharevousa Didymóteichon, Διδυμότειχον, dal greco δίδυμος, dídymos, "gemello" e τεῖχος, teîchos, "muro". Altri nomi di Didymoteicho sono:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stata una delle capitali dell'Impero ottomano.

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

La zona intorno alla città risale al Neolitico. Fu un'importante città ellenistica e dei Traci. La città venne saccheggiata dai romani nel 204 a.C. All'inizio del II secolo, l'imperatore Traiano ha creato una nuova città tra le due colline che circondano la città e la chiamò Plotinopolis dalla moglie Pompeia Plotina. La città sarebbe stata successivamente una delle città più importanti della Tracia, avendo la propria Assemblea. I suoi resti sono ora conosciuti come Kale, dal turco "Castello". Negli anni sessanta, durante lo scavo di una trincea da parte dell'esercito, un busto in oro di Settimio Severo fu trovato sul sito di Plotinopoulis ed è ora al Museo di Komotini.

epoca Medievale[modifica | modifica wikitesto]

In epoca medievale, noto come Demotika, fu un importante centro di mercato e uno dei luoghi migliori per la caccia per gli imperatori bizantini e successivamente per i sultani. Essa era ben fortificata dai bizantini e dopo la riconquista contro l'Impero Latino di Costantinopoli nel 1261, divenne la città più importante della Tracia e della Macedonia bizantina. La città fu assediata diverse volte durante il Secondo impero bulgaro e durante le guerre civili bizantine del XIV secolo; essa è famosa come sede degli imperatori Andronico III e Giovanni VI Cantacuzeno. La città era anche il luogo di nascita degli imperatori bizantini Giovanni III Vatatze e Giovanni V Paleologo.[4]

epoca Ottomana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grecia ottomana.

La Battaglia di Demotika, prima vittoria gli ottomani in Europa, fu combattuta prima del 1352, durante un'altra guerra civile bizantina che coinvolse la città. Nel 1361 e dopo diversi anni di assedio, gli Ottomani riuscirono a conquistare la città. A differenza della vicina Adrianopoli che venne rasa al suolo, mantennero intatta la città e la fecero la capitale dell'Impero ottomano per un breve periodo. Fu allora che costruiscono la grande moschea e le terme della città, entrambi le quali sono state le prime del loro genere nel continente europeo. Sotto la dominazione turca, la città era conosciuta come Dimetoka o Demotika. Vi nacque il sultano Bayezid II. Dopo la battaglia di Poltava, il re esiliato Carlo XII di Svezia ha vissuto nella città (1713–1714). Durante il periodo ottomano, fu un importante centro dei Sufi Bektashi.

epoca Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1912 la città fu brevemente occupata dai Bulgari, durante la Prima guerra balcanica, solo per tornare agli ottomani un anno più tardi. Questi offrirono la città alla Bulgaria nel 1914, come ricompensa per l'entrata della stessa nella I guerra mondiale a fianco delle Potenze centrali. La città è stata tolta alla Bulgaria in base ai termini del Trattato di Neuilly nel 1919.[5] Come altri luoghi della Tracia occidentale Didymoteicho fu sotto la gestione temporanea della triplice intesa sotto il governo dal generale francese Sharpe. Nella seconda metà di aprile 1920, alla conferenza di Sanremo dei primi ministri dei governi principali alleati nell'Intesa (eccetto gli USA), tutta la Tracia occidentale è stata data alla Grecia. La seconda guerra mondiale ha devastato Didymoteicho.

La città è stata notevolmente colpita dalla piena del fiume Evros dal 17 al 22 febbraio 2005. A quel tempo erano segnalati avvisi di alluvione. Gran parte della città venne devastata mercoledì 2 marzo 2005 e la piena continuò per diversi giorni. Venerdì 4 marzo le acque cominciarono a rifluire lentamente. Oltre 5000 mm di pioggia hanno causato lo straripamento del fiume. Gli edifici, le proprietà e i negozi erano allagati, lasciando la gente prigioniera. È stata la peggiore inondazione in quasi 50 anni. La linea ferroviaria a sud di Didymoteicho e vicino alla stazione fu anch'essa allagata e fu chiusa. Gravi inondazioni sono avvenute anche nel marzo 2006 in tutta la città e nell'area di Evros.

Moschea di Bayzeid - Mehmed I - XIX-secolo[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della moschea di Bayezid (Mehmet I) fu commissionata dal sultano Mehmed, figlio di Bayzeid e fu inaugurata nel marzo 1420. La moschea al giorno d'oggi è in rovina ma un progetto di restauro è in corso da parte del ministero greco della cultura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione comuni greci. URL consultato il 9 marzo 2011.
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 marzo 2011.
  3. ^ Censimento 2001. URL consultato il 2 marzo 2011.
  4. ^ Διδυμότειχο
  5. ^ Treaty of Neuilly, article 27 (3), 48

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