Trattato di Belgrado

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Il trattato di Belgrado (18 settembre 1739) fu sottoscritto a Belgrado tra i rappresentanti dell'Impero ottomano (allora sotto il sultano Mahmud I) e quelli della monarchia asburgica (arciduca d'Austria ed imperatore del Sacro Romano Impero era allora Carlo VI, che morì l'anno successivo). Il trattato fu la conseguenza diretta della battaglia di Grocka (22 luglio 1739), nella quale l’esercito austriaco guidato dal feldmaresciallo George Olivier Wallis, fu sconfitto dalle truppe ottomane al comando di Ahmet Pascià. Esso pose fine di fatto alla guerra russo-austro-turca 1737-1739 nella quale l'Austria si era affiancata all'alleato Impero russo, già in guerra contro l'impero ottomano (guerra che grazie alle vittorie del feldmaresciallo russo di origine tedesca Burkhard Christoph von Münnich stava andando bene per la Russia). Con questo trattato l'Austria perse tutte le conquiste che l'avevano portata alla massima estensione territoriale con la pace di Passarowitz (21 luglio 1718): dovette cedere ai turchi la Serbia settentrionale, che includeva anche la città di Belgrado, l’Oltenia e fissare i confini con l'impero ottomano sulla linea formata dai fiumi Sava e Danubio. Delle precedenti conquiste, ottenute grazie all’azione di Eugenio di Savoia, rimase all’Austria il solo Banato. Il trattato di Belgrado liberò ingenti forze turche per la guerra contro la Russia che, impressionata per la sconfitta dell’Austria, si affrettò anch'essa a concludere con i turchi a Nyssa (3 ottobre 1739) la pace.

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