Paulo Amaral

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Paulo Amaral
Dati biografici
Nome Paulo Lima Amaral
Nazionalità Brasile Brasile
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centromediano)
Ritirato 1948 - giocatore
1978 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1943-1946 Flamengo Flamengo 18 (1)
1947-1948 Botafogo Botafogo  ? (?)
Carriera da allenatore
1951-1958 Botafogo Botafogo
1958 Brasile Brasile Preparatore atletico
1959-1961 Botafogo Botafogo
1962 Brasile Brasile Preparatore atletico
1962 Vasco da Gama Vasco da Gama
1962-1963 Juventus Juventus
1964 Corinthians Corinthians
1964 Genoa Genoa
1966 Atletico Mineiro Atlético Mineiro
1966 Brasile Brasile Assistante
1967-1968 Bahia Bahia
1970 Fluminense Fluminense
1971 Vasco da Gama Vasco da Gama
1971-1972 Porto Porto
1973 Botafogo Botafogo
1973 Paraguay Paraguay
1974-1975 America-RJ America-RJ
1976 Botafogo Botafogo
1976-1977 Remo Remo
1978 Al-Hilal Al-Hilal
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Paulo Lima Amaral (Rio de Janeiro, 18 ottobre 1923Copacabana, 1º maggio 2008) è stato un allenatore di calcio e calciatore brasiliano, di ruolo centromediano.

È morto nel 2008, poco dopo essere rientrato in Brasile, a Copacabana, dove viveva da anni, all'età di 85 anni[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Paulo Lima Amaral fu il famoso preparatore atletico della spedizione della nazionale di calcio brasiliana vincitrice dei campionati mondiali di calcio di Svezia 1958 e Cile 1962. Con i suoi metodi di allenamento (era detto il "sergente di ferro") consentì alla squadra carioca di superare quei limiti atletici e disciplinari che probabilmente ne avevano frenato i successi nei decenni precedenti.

Gigantesco, alto quasi due metri, negli anni quaranta aveva giocato senza grande successo come centromediano nel Flamengo e nel Botafogo. Nel 1953 conseguì il diploma di insegnante di educazione fisica e preparatore atletico. Considerato per i suoi metodi di preparazione atletica un perfetto ginnasiarca, incuriosiva all'epoca la sua testa completamente rasata.

Divenne ben presto uno dei migliori preparatori atletici brasiliani, tanto che Vicente Feola lo volle nel team della nazionale di calcio brasiliana nel campionati mondiali di calcio di Svezia 1958. I risultati furono eccellenti, tanto che Amaral assunse un paio d'anni dopo la guida del quotato club del Botafogo, pur continuando a svolgere l'attività di allenatore atletico della nazionale.

Straordinariamente prestante, salvò quasi da solo i giocatori della nazionale carioca, aggrediti dagli avversari uruguayani nel corso di una infuocata sfida in Argentina per il Campionato del Sudamerica nel 1959.

Come trainer, privilegiava il gioco a zona ed applicava l'ardito schema 4-2-4, che si trasformava in 4-3-3 in fase difensiva[2].

I suoi metodi innovativi suscitarono grande interesse, tanto che Amaral fu ingaggiato come trainer nel campionato italiano di Serie A dalla Juventus che allenò con alterne fortune dal 1962 all'ottobre 1963, quando fu rilevato da Eraldo Monzeglio. In seguito in Italia tornerà ad allenare brevemente il Genoa dell'era post-Meroni (nel 1964, per otto partite[3], dopo essere subentrato a Beniamino Santos, morto in un incidente stradale). In Italia, in 46 partite in panchina in Serie A ha totalizzato 22 vittorie, 11 pareggi e 13 sconfitte.

Si trasferì poi in Brasile, dove riprese ad allenare varie squadre di prima divisione e svolse il ruolo di preparatore atletico della spedizione della nazionale di calcio brasiliana nel campionati mondiali di calcio di Inghilterra 1966.

Successivamente in Brasile allenò numerose squadre tra le quali l'Atletico Mineiro ed il Fluminense, con il quale conquistò il titolo brasiliano nel 1970. Si recò più tardi in Portogallo per allenare il Porto fra il 1971 e il 1972, ed in seguito in Paraguay per allenare la nazionale. Tornato brevemente in patria, concluse la sua carriera in Arabia Saudita, a Riyad, con la squadra dell'Al-Hilal, nel 1978.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Fluminense: 1970

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raisport.it
  2. ^ "Paulo Amaral, um durão", Teixeira Heizer, Placar número 41, 25/12/1970, Edit. Abril
  3. ^ Akaiaoi.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]