Fagocitosi

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La fagocitosi è la capacità posseduta da diverse cellule di ingerire materiali estranei e di distruggerli. Le cellule di animali superiori che espletano attività fagocitaria si suddividono in due categorie: i fagociti professionali (neutrofili, eosinofili e monociti/macrofagi) per i quali l'attività fagocitaria costituisce una funzione preminente; i fagociti facoltativi (fibroblasti, mastociti, endoteliociti e altre cellule) per le quali è una funzione marginale. (Medicina) - chimica è la modalità di emissione del secreto da una cellula.

Processo di fagocitosi cellulare .

Fasi[modifica | modifica sorgente]

Esocitosi[modifica | modifica sorgente]

Trasportare fuori dal proprio citoplasma grandi quantità di materiali ( spesso si tratta di un numeroso gruppo di macromolecole come: le proteine, i carboidrati, i lipidi, ecc...).

Ghiandola merocrina[modifica | modifica sorgente]

Le cellule liberano il secreto in piccole quantità, quindi la cellula secernente non cambia di aspetto, perché mano a mano che si liberano vescicole contenenti secreto ne riformano delle altre al tempo stesso.

Ghiandola apocrina[modifica | modifica sorgente]

Se durante la secrezione solo la parte apicale della cellula viene distrutta. Succede che nell'accumulare tanto secreto la parte apicale della cellula forma una grossa vescicola e quando il secreto viene liberato (tutto in una volta) la cellula ridiminuisce di dimensione (apocrimia, tipica delle cellule mammarie).

Ghiandola olocrina[modifica | modifica sorgente]

La cellula secernente accumula tutto il secreto fino all'arrivo di un segnale, che gli direbbe quando buttare fuori il secreto. Al momento dell’arrivo del segnale, cioè al momento della secrezione, la cellula si sfalda e i residui cellulari vanno a far parte del secreto stesso.

Il processo di esocitosi è sempre accompagnato da uno di endocitosi avendo quest’ultima lo scopo di:

  • recuperare superficie di membrana, persa con l’esocitosi;
  • portare all'interno della cellula insieme alla membrana, sostanze che prima erano all’esterno. Le sostante extracellulari, portate all’interno, sono sempre e comunque delimitate da una membrana.

Quindi l'endocitosi si può definire come processo inverso all'esocitosi, grazie al quale materiale extracellulare viene portato all'interno della cellula senza che questo venga mai a contatto col citosol, poiché il materiale endocitato è sempre delimitato da membrana. L'endocitosi è eseguita da un corpicciolo vescicolare chiamato endosoma, organello contenente quindi materiale extracellulare e avente membrana.

Endocitosi[modifica | modifica sorgente]

Due sono le modalità di internalizzazione di materiale extracellulare: aspecifica e specifica.

Se il materiale da internalizzare si tratta di materiale di grosse dimensioni, allora esiste un terzo modo con cui le cellule possono effettuare l’internalizzazione:

Generalizzata o aspecifica[modifica | modifica sorgente]

Questo tipo di endocitosi. Assunzione di fluidi extracellulari senza riconoscimento da parte della membrana ovvero: la membrana plasmatica di tutte le cellule, in qualunque momento, continua a formare fossette per internalizzare materiale e in quel determinato momento tutte le molecole che sono presenti su quella fossetta, vengono portate anch’esse dentro assieme al materiale, passando in modo aspecifico, senza cioè bisogno di alcun modo

Mediata da recettore o specifica[modifica | modifica sorgente]

Consiste nell’assunzione da parte della cellula di specifiche molecole extracellulari (ligandi, molecole in grado di legarsi al recettore spec.). La specificità di questa endocitosi è che cellule diverse avranno recettori di membrana diversi e quindi possono internalizzare molecole diverse. La modalità con cui le cellule possono internalizzare è comunque comune.

In questi fenomeni di endocitosi non intervengono solo proteine transmembrana ma anche componenti del citoscheletro, tra cui l'actina, che interviene in molte attività cellulari e la clatrina; entrambe sono posizionate sul versante citosolico della membrana. Quando il ligando interagisce col recettore, quest’ultimo manda dei segnali alla cellula.

Con il contatto ligando-recettore si crea la formazione della fossetta rivestita. Questa fossetta sarebbe una vescicolina, rivestita da membrana plasmatica che contiene recettori che portano legato il ligando specifico.

Processo di fagocitosi[modifica | modifica sorgente]

È una modalità con cui la cellula "mangia" un qualcosa di grosso che sta all'esterno. La fagocitosi, per portare materiale all'interno della cellula, richiede da parte della cellula stessa, l’emissione di espansioni citoplasmatiche delimitate da membrana, chiamate pseudopodi, aventi quest'ultime un’impalcatura esterna formata da filamenti di actina che avvolge completamente il materiale da ingerire (batterio, nutrienti ecc...) portandolo all'interno della cellula fagocitaria.

Sia la endocitosi che la fagocitosi prevedono la deformazione del plasmalemma, con formazione di una vescicola contenente il materiale che doveva essere internalizzato; tale formazione vescicolare verrà indicata, rispettivamente, come endosoma o fagosoma.

Una variante della fagocitosi è l'autofagocitosi, una modalità con cui la cellula decide di degradare dei suoi organuli per rinnovarli (dato che niente è opportuno scartare e/o buttare): avvolge l’organulo con membrane del suo reticolo endoplasmatico liscio (REL). Questo processo nella cellula animale solitamente avviene nei lisosomi. Quello che si forma in seguito sarà una grossa vescicola chiamata autofagosoma che sarà poi espulsa per esocitosi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Nuvola apps katomic.svg Cellula
Organuli e strutture cellulari
Apparato del GolgiApparato mitoticoCentrioloCigliaCitoplasmaCitosolCloroplastoCitoscheletroFlagelloLeucoplastoLisosomaMembrana cellulareMitocondrioMembrana nucleareNucleoNucleoloParete cellularePeriplasmaPerossisomaReticolo endoplasmatico
Processi cellulari
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Metabolismo delle macromolecole
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