Clatrina
La clatrina è una proteina con struttura ad icosaedro che costituisce un elemento di rivestimento di strutture intracellulari come vescicole e caveole. Questa gabbia esterna è formata da trisceli (o triskelion) costituite da tre catene polipeptidiche pesanti e tre catene polipeptidiche leggere. Le dimensioni delle vescicole rivestite da clatrina intorno ai 50-100 nm. Le clatrine sono state isolate per la prima volta da Barbara Pearse nel 1975 [1].
La clatrina è impiegata nel processo di endocitosi mediata da recettore (detta anche endocitosi clatrina dipendente) e di trasporto di vescicole dal lato trans dell'apparato di Golgi agli endosomi. In ogni caso la proteina si associa alla membrana vescicolare interagendo in modo specifico con recettori. Il legame clatrina-vescicola è mediato da adattine (AP1, AP2, ecc.).
Endocitosi clatrina dipendente[modifica]
L'endocitosi consiste nel trasporto di molecole di varia natura dall'esterno all'interno della cellula. La fase iniziale consiste nel riconoscimento da parte della cellula della sostanza in questione; il riconoscimento avviene tramite l'interazione con specifici recettori di membrana. Appena il recettore si è legato alla sostanza (il ligando) si comincia a formare una depressione sulla superficie cellulare circostante; questa attira la clatrina, la quale accentua l'invaginazione e porta alla formazione della cosiddetta fossetta rivestita. La fossetta si ripiega ulteriormente fino a richiudersi e formare una vescicola. Quando questa si fonde con un endosoma primario nella cellula il rivestimento si rompe e la clatrina ritorna alla membrana plasmatica pronta per formare una nuova fossetta rivestita.
Note[modifica]
- ^ Pearse, B.M.F. (aprile 1976). Clathrin: a unique protein associated with intracellular transfer of membrane by coated vesicles. Proc. Natl. Acad. Sci. USA 73 (4): 1255-9. PMID 1063406.
Bibliografia[modifica]
- W.M. Becker, L.J. Kleinsmith, J.Hardin Il mondo della cellula, EdiSES, 2002.