Vitalij Klyčko

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Vitalij Klyčko
Vitali Klitschko 2009 01 27.jpg
Vitalij Klyčko
Dati biografici
Nome Vitalij Volodymyrovyč Klyčko
Nazionalità Ucraina Ucraina
Altezza 205 cm
Peso 125 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi massimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 47
Vinti (KO) 45 (41)
Persi (KO) 2 (2)
Pareggiati 0
Palmarès
1998-1999 Titolo europeo EBU   pesi massimi
1999-2000 Titolo mondiale WBO   pesi massimi
2004-2005 Titolo mondiale WBC   pesi massimi
2008-2013 Titolo mondiale WBC   pesi massimi
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Argento Berlino 1995 supermassimi
 

Vitalij Volodymyrovyč Klyčko (in ucraino: Віталій Володимирович Кличко[?]; trasl. angl. Vitali Klitschko; Belovodske, 19 luglio 1971) è un ex pugile e politico ucraino, attualmente deputato presso l'Alleanza Democratica Ucraina per la Riforma.

Soprannominato "Dr. Iron Fist", è stato 4 volte campione d'Europa, 1 volta campione del Mondo WBO e due volte campione del mondo WBC. Il suo curriculum da professionista è di 47 incontri, 45 vittorie (41 KO) e due sconfitte. È fratello di Volodymyr Klyčko, anch'egli campione di pugilato.

Carriera sportiva[modifica | modifica sorgente]

Carriera da dilettante[modifica | modifica sorgente]

Ha cominciato la propria carriera come atleta di kickboxing, per poi passare al pugilato. Dopo una buona carriera come pugile dilettante, dove ha vinto per tre volte il titolo ucraino, il campionato del mondo militare (1995) e una medaglia d'argento ai Mondiali, è passato al professionismo, con uno score di 210 incontri disputati, di cui 195 vinti (80 prima del limite).

Carriera da professionista[modifica | modifica sorgente]

Fa il suo debutto da professionista il 16 novembre 1996 (stessa data in cui esordisce suo fratello minore Wladimir). È il giugno 1999 quando vince il titolo WBO ai danni di Herbie Hide, perdendolo però nel gennaio 2000 contro Chris Byrd: nel novembre successivo, conquista il titolo europeo (rimasto vacante). Il 21 giugno 2003 è l'ultimo avversario di Lennox Lewis, contro cui perde (KOT alla settima ripresa) una sfida valida per il titolo WBC: titolo che conquista nel 2005, contro Corrie Sanders, prima di un temporaneo ritiro dovuto a problemi fisici. Il ritorno sul quadrato avviene nel 2008, con una vittoria su Samuel Peter che gli porta nuovamente la cintura: due anni più tardi, riporta una vittoriosa difesa contro Shannon Briggs (ormai prossimo ai quarant'anni).

Nel marzo 2011 sconfigge al primo round lo sfidante cubano Odlanier Solís (campione olimpico nel 2004 e tre volte campione mondiale tra i dilettanti) mentre a febbraio 2012 ha la meglio su Derek Chisora, in un match che lo vede prevalere ai punti dopo che alla vigilia il suo avversario lo aveva colpito con uno schiaffo[1]. L'ultima difesa avviene nel settembre successivo, contro Manuel Charr, in quanto il 15 dicembre 2013 annuncia il suo ritiro e lascia vacante il titolo WBC[2] per dedicarsi all'attività politica.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006, durante un periodo di pausa a causa di problemi fisici, Vitali Klitschko è stato candidato a sindaco nelle elezioni comunali di Kiev. Sconfitto da Leonid Černovec'kij, con la sua campagna elettorale contro la corruzione[3] è arrivato secondo con il 26% dei voti ed è stato eletto all'interno del consiglio comunale con una coalizione liberale. Si è ripresentato nuovamente candidato a sindaco durante le elezioni anticipate del 2008, indette in seguito alle accuse di corruzione mosse contro Leonid Černovec'kij. Dopo una campagna elettorale svolta con il sostegno di Rudy Giuliani,[3] Klitschko stavolta è arrivato terzo con il 18% delle preferenze ma ha comunque mantenuto il suo seggio all'interno del consiglio comunale. Lo stesso anno è stato anche nominato nella delegazione ucraina al Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa.

Nell'aprile 2010 Vitali Klitschko diventa il leader del neonato UDAR,[4] partito di ispirazione liberale con il quale è stato eletto nel parlamento ucraino durante le elezioni nazionali del 2012.[5]

Il 24 ottobre 2013 Klitschko ha annunciato la sua intenzione di partecipare alle elezioni presidenziali ucraine del 2015;[6][7] gli esperti in diritto però hanno espresso i loro dubbi su questa possibilità, dato che la legge ucraina prescrive che il candidato presidente debba avere avuto la residenza in Ucraina per dieci anni prima del giorno dell'elezione, mentre Klitschko per molti anni ha vissuto anche in Germania.[6][7]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Vitali Klitschko è figlio di Vladimir Rodionovich Klitschko (1947–2011), maggior generale dell'aeronautica militare sovietica, e di Nadezhda Ulyanovna.[8] Il padre è stato comandante in carica per le operazioni di pulizia dopo il disastro di Černobyl' del 1986 e in seguito gli è stato diagnosticato un tumore.[9]

Nel 1996 Klitschko si è laureato presso l'Istituto Pedagogico Pereyaslav-Khmelnytsky, e il 29 febbraio 2000 ha conseguito il PhD in scienze sportive a Kiev presentando la tesi su "talento e sponsorizzazione nello sport".[10]

Vitali Klitschko è sposato dal 26 aprile 1999 con Natalia Egorova,[11] una ex atleta e modella dalla quale ha avuto tre figli. Ha chiamato uno dei suoi figli Max, dal nome del pugile campione dei pesi massimi Max Schmeling.[11]

Sia Vitali che suo fratello Volodymyr sono degli appassionati giocatori di scacchi.[12] Vitali è amico dell'ex campione mondiale di scacchi Vladimir Kramnik, contro il quale ha anche giocato perdendo sempre. Paragonando il pugilato agli scacchi ha affermato: «Gli scacchi sono simili al pugilato. Hai bisogno di sviluppare una strategia, e hai bisogno di pensare due o tre passi avanti riguardo a ciò che il tuo avversario sta facendo. Devi essere astuto. Ma qual è la differenza tra gli scacchi e il pugilato? Negli scacchi, nessuno è un esperto, ma tutti giocano. Nel pugilato tutti sono esperti, ma nessuno combatte».[13]

I fratelli Klitschko sono impegnati in attività di beneficenza a sostegno di scuole, chiese e bambini. Dal 2002 i Klitschko collaborano con l'UNESCO.[14]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze ucraine[modifica | modifica sorgente]

Ordine al Merito di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al Merito di III Classe
— ottobre 1999
Ordine per il Coraggio di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine per il Coraggio di I Classe
— aprile 2004
Eroe dell'Ucraina - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Ucraina
«Per lo straordinario contributo personale al governo ucraino per lo sviluppo dello sport, per eccezionale risultato atletico, aumentando il prestigio internazionale del pugilato nazionale»
— 31 dicembre 2004
Ordine al Merito di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al Merito di I Classe
«Per gli straordinari risultati nello sport, ottenendo il titolo mondiale nella categoria di pugilato professionistico, per il coraggio, la dedizione e la volontà di vincere e per l'aumento di prestigio dell'Ucraina nel mondo»
— 16 ottobre 2008

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito di Germania
«Per il volontariato con i giovani»
— 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Ready to rumble! Klitschko vows to avenge Chisora's big fight weigh-in slap in Daily Mail, 17-2-2012. URL consultato il 10-9-2012.
  2. ^ (EN) Klitschko Vacates Boxing Title, The New York Times, 16 dicembre 2013. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  3. ^ a b (EN) Sewell Chan, Giuliani Weighs In on Race for Mayor (in Ukraine), The New York Times, 7 maggio 2008. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  4. ^ (EN) WBC World Champion Vitaly Klitschko leads new party, Kyiv Post, 24 aprile 2010. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  5. ^ (EN) UDAR elects faction's leadership in parliament, Kyiv Post, 12 dicembre 2012. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  6. ^ a b (EN) Vitali Klitschko says intends to run for president in Ukraine, Interfax-Ukraine, 24 ottobre 2013. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  7. ^ a b (EN) Parliament passes law that could prevent Klitschko from running for president, Interfax-Ukraine, 24 ottobre 2013. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  8. ^ (RU) У братьев Кличко умер отец, Komsomolskaya Pravda, 13 luglio 2011. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  9. ^ (EN) Dan Rafael, Vladimir Rodionovich Klitschko dies, ESPN Boxing, 14 luglio 2011. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  10. ^ (EN) Fabian Weber, Calling Dr. Klitschko, The CyberBoxingZone, 29 febbraio 2000. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  11. ^ a b (RU) Кличко улетел от жены, как 14 лет назад, Segondnya, 26 aprile 2010. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  12. ^ (EN) Jonathan Green, Knockout blow: In Kiev with the Klitschko brothers, the boxing world's toughest heavyweights, Daily Mail, 19 maggio 2012. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  13. ^ (EN) Vitali Klitschko, Boxing Insider. URL consultato il 1 dicembre 2013.
  14. ^ (EN) Vitaliy & Wladimir Klitschko, UNESCO. URL consultato il 1 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 23062435 LCCN: n2006068982