Nido di rondine

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Coordinate: 44°25′50.62″N 34°07′41.7″E / 44.430727°N 34.12825°E44.430727; 34.12825

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Costruito nel 1912, il Nido di rondine è uno dei neogotici châteaux fantastiques vicino a Jalta.

Nido di rondine (in russo: Ласточкино гнездо[?], traslitterato: Lastočkino gnezdo; in ucraino: Ластівчине гніздо[?], traslitterato: Lastivčyne hnizdo) è un castello decorativo vicino a Jalta, in Crimea. Fu costruito in stile neogotico fra il 1911 e il 1912 vicino a Gaspra, su una scogliera a strapiombo sul mare (40 metri di altezza) ed è opera dell'architetto russo Leonid Sherwood. Il castello domina il capo di Ai-Todor sul Mar Nero e sorge a poca distanza dalle rovine dell'accampamento romano di Charax.[1] Nido di rondine è uno dei monumenti più visitati della Crimea ed è divenuto il simbolo della costa meridionale della penisola.[2][3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'originario Nido di rondine costruito in legno fotografato da Sergej Michajlovič Prokudin-Gorskij.

Il primo edificio sulla scogliera fu costruito per un generale russo nel 1895 circa.[4] La prima struttura era un cottage in legno chiamato romanticamente il "Castello dell'Amore".[5] Successivamente la proprietà del cottage passò a A. K. Tobin, un medico della Corte dello zar.

Nel 1911 il barone von Steingel, un nobile tedesco del Baltico che aveva fatto fortuna estraendo petrolio a Baku, acquistò il cottage di legno e nell'arco di un anno lo sostituì con l'edificio attuale.[4] Il gotico scozzese e lo stile neomoresco erano stati introdotti in Crimea negli anni 1820 da Edward Blore, l'architetto del palazzo di Alupka (1828-1846). Paragomato ad Alupka e a Koreiz, il Nido di rondine è più simile allo stile di alcuni castelli tedeschi come il Castello di Neuschwanstein, il Babelsberg di Potsdam e il Castello di Stolzenfels, sebbene l'ambientazione a picco sul mare ricordi piuttosto la torre di Belém a Lisbona.

Nel 1914 von Steinheil vendette l'edificio a P. G. Šelaputin per farne un ristorante.[4] Per breve tempo dopo la Rivoluzione russa, il castello fu usato solo come attrazione turistica. Negli anni trenta, l'edificio fu utilizzato come sala di lettura della vicina colonia marina "Žemčužina".[6]

In posizione dominante sul Capo di Ai–Todor, il romantico castello Nido di rondine è situato su una scogliera alta 40 metri.

Nel 1927 il castello Nido di rondine sopravvisse ad un grave terremoto di intensità fra 6 e 7 della scala Richter.[6] L'edificio non fu danneggiato, ad eccezione di alcuni dettagli decorativi che caddero nel mare insieme con una piccola parte della scogliera. Tuttavia nella scogliera si aprì una vasta crepa e per i successivi quarant'anni il castello fu chiuso al pubblico.

Il rinnovo e il restauro del castello furono intrapresi nel 1968. Il progetto prevedeva il restauro di una piccola porzione del castello e l'aggiunta di una soletta di cemento per rinforzare la scogliera.[6] Dal 1975 il castello ospitò un ristorante italiano. Il Nido di rondine appare anche in numerosi film sovietici.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

L'edificio ha dimensioni piuttosto ridotte (lunghezza di 20 m e larghezza di 10 m). Il progetto originale prevedeva un ingresso, una stanza per gli ospiti, una scala per la torre e due camere su differenti livelli nella torre. L'interno della stanza per gli ospiti è decorato con pannelli di legno, mentre le pareti delle altre stanze presentano stucchi e dipinti. Un balcone panoramico circonda l'edificio, con una magnifica vista sul mare e sulla distante costa di Jalta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Swallow's Nest, Ukraine in MSN Encarta. URL consultato il 18 agosto 2006.
  2. ^ (RU) Lastochkino gnezdo in Crimea.ru. URL consultato il 3 luglio 2011.
  3. ^ (RU) Gaspra (Lastochkino gnezdo). History with photographs, kulichki.com. URL consultato il 3 luglio 2011.
  4. ^ a b c (EN) Restaurant, «Lastochkino gnezdo» - History in Restaurant, «Lastochkino gnezdo». URL consultato il 18 agosto 2006.
  5. ^ Crimea.
  6. ^ a b c (RU) «Lastochkino gnezdo» in Travel to Ukraine. URL consultato il 18 agosto 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Welcome in Restaurant "Lastochkino gnezdo". URL consultato il 3 luglio 2011.