Misandria

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Il termine misandria (dal greco μίσεω (mìseō), odiare, e ανήρ (anér), uomo) indica un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l'uomo ed il genere maschile.

L'atteggiamento ed i comportamenti misandrici sembrano indirizzati in misura prevalente verso l'uomo eterosessuale, sessualmente maturo, essendo orientati solo in rari casi anche verso i maschi in età minore o verso categorie maschili non eterosessuali.[senza fonte]

In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misoginia.

Benché prioritariamente osservato nei comportamenti femminili, il pregiudizio misandrico appare occasionalmente anche in alcuni comportamenti maschili tendenti all'autosvalutazione e determinati da cause molteplici, tra cui: pressioni o tensioni psicologiche che possono derivare da esperienze negative vissute; aspetti culturali indotti da trasformazioni sociali, economiche e di costume, che possono influire, anche se in maniera differente da soggetto a soggetto, sul livello di autostima, sul senso di appartenenza, di importanza e di partecipazione della propria persona nella collettività.[senza fonte]

La criminalizzazione dell'intero genere maschile, dopo un fatto di cronaca che riguarda una violenza in famiglia contro una donna, è anch'essa una manifestazione di misandria.[senza fonte]

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