Misandria
Il termine misandria (dal greco μίσεω (mìseō), odiare, e ανήρ (anér), uomo) indica un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l'uomo ed il genere maschile.
L'atteggiamento ed i comportamenti misandrici sembrano indirizzati in misura prevalente verso l'uomo eterosessuale, sessualmente maturo, essendo orientati solo in rari casi anche verso i maschi in età minore o verso categorie maschili non eterosessuali.[senza fonte]
In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misoginia.
Benché prioritariamente osservato nei comportamenti femminili, il pregiudizio misandrico appare occasionalmente anche in alcuni comportamenti maschili tendenti all'autosvalutazione e determinati da cause molteplici, tra cui: pressioni o tensioni psicologiche che possono derivare da esperienze negative vissute; aspetti culturali indotti da trasformazioni sociali, economiche e di costume, che possono influire, anche se in maniera differente da soggetto a soggetto, sul livello di autostima, sul senso di appartenenza, di importanza e di partecipazione della propria persona nella collettività.[senza fonte]
La criminalizzazione dell'intero genere maschile, dopo un fatto di cronaca che riguarda una violenza in famiglia contro una donna, è anch'essa una manifestazione di misandria.[senza fonte]
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[modifica] Bibliografia
- Paul Nathanson; Katherine R. Young, Spreading Misandry: The Teaching of Contempt for Men in Popular Culture, Montreal, McGill Queen's University Press, 2006. ISBN 0-7735-3099-1
- Paul Nathanson; Katherine R. Young, Legalizing Misandry: From Public Shame to Systemic Discrimination Against Men, Montreal, McGill Queen's University Press, 2006. ISBN 0-7735-2862-8