Misandria
Il termine misandria (dal greco μίσεω (mìseō), odiare, e ανήρ (anér), uomo) indica un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l'uomo ed il genere maschile.
L'atteggiamento ed i comportamenti misandrici sembrano indirizzati in misura prevalente verso l'uomo eterosessuale, sessualmente maturo, essendo orientati solo in rari casi anche verso i maschi in età minore o verso categorie maschili non eterosessuali.
In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misoginia.
Benché prioritariamente osservato nei comportamenti femminili, il pregiudizio misandrico appare occasionalmente anche in alcuni comportamenti maschili, tendenti all'autosvalutazione, e determinati da cause molteplici, tra cui pressioni o tensioni psicologiche, che possono derivare da esperienze negative vissute, aspetti culturali indotti da trasformazioni sociali economiche e del costume, che possono influire, anche se in maniera differente da soggetto a soggetto, sul livello di autostima, sul senso di appartenenza, di importanza, e di partecipazione della propria persona, nella collettività.
La criminalizzazione dell'intero genere maschile, dopo un fatto di cronaca che riguarda una violenza in famiglia contro una donna, è anch'essa una manifestazione di misandria.
Il termine misandria, compreso quasi esclusivamente nei testi specializzati (psicologia) sino al secolo scorso, è entrato a far parte dei dizionari dall'inizio del III millennio e si ritiene questo un possibile portato culturale del femminismo.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Paul Nathanson, Spreading Misandry: The Teaching of Contempt for Men in Popular Culture, Montreal, McGill Queen's University Press, 2001. ISBN 0-77353-099-7
- Paul Nathanson, Legalizing Misandry: From Public Shame to Systemic Discrimination Against Men, Montreal, McGill Queen's University Press, 2006. ISBN 0-77352-862-8