Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth

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Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth
Deathrebirth.jpg
Copertina del DVD italiano (edizione Panini Video)
Titolo originale 新世紀エヴァンゲリオン 劇場版 DEATH & REBIRTH 死ト新生 (Shin seiki Evangelion Gekijō-ban: DEATH & REBIRTH Shi to shinsei)'
Paese di produzione Giappone
Anno 1997
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione
Regia Hideaki Anno
Soggetto Gainax
Sceneggiatura Hideaki Anno
Art director Hiroshi Kato
Animatori Studio GAINAX, Project EVA, Production I.G, TV Tokyo, SEGA, Toei
Montaggio Sachiko Miki
Musiche Shiro Sagisu
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Neon Genesis Evangelion: Death and Rebirth (新世紀エヴァンゲリオン 劇場版 DEATH & REBIRTH 死ト新生 Shin seiki Evangerion Gekijō-ban: DEATH & REBIRTH Shi to shinsei?) è il primo dei due film d'animazione che riprendono e concludono la storia della serie televisiva Neon Genesis Evangelion. È diviso in due parti, appunto "Death" e "Rebirth", la prima delle quali è una sorta di riassunto delle puntate da 1 a 24 della serie originale, la seconda è l'inizio del successivo film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion. In italiano il titolo si può tradurre come "Vangelo della nuova Genesi: morte e resurrezione". Il film è edito in Italia in versione DVD da Panini Video e con un secondo doppiaggio da Dynit in Neon Genesis Evangelion: The Feature Film.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Evangelion: Death[modifica | modifica wikitesto]

Death è un lungo montaggio di spezzoni della serie originale, atto a riassumerne i contenuti principali, psicologici e pratici. Vi sono alcune aggiunte e l'ordine della ricostruzione non è cronologico, piuttosto è incentrato sui singoli personaggi, così da sviluppare la storia di ogni protagonista in modo da delinearne le caratteristiche principali, e attraverso di loro riproporre i tratti salienti delle battaglie contro gli angeli, soprattutto quelle che hanno segnato una qualche svolta nel carattere di coloro che ne erano coinvolti. L'analisi psicologica è quindi svolta seguendo esclusivamente i fatti e tralasciando le esperienze introspettive che erano mostrate spesso negli episodi.

Per questa sua caratteristica di essere un sunto della serie il film, se visto senza prima aver visionato l'intera serie, può risultare sconnesso e di difficile interpretazione. È infatti un film fine a sé stesso, ovvero che vuole rinfrescare la memoria dello spettatore in modo da prepararlo alla visione del finale. Questo per il semplice fatto che il film è stato prodotto qualche anno dopo la messa in onda della serie televisiva.

Il film termina il racconto all'episodio 24, ovvero la morte dell'ultimo angelo, Kaworu Nagisa, poiché gli episodi 25 e 26 verranno sostituiti dal film Neon Genesis Evangelion: The end of Evangelion. Alla fine vi è anche la sigla di coda e un intervallo della durata di cinque minuti prima dell'inizio di Rebirth. Il titolo "Death" significa "morte" poiché è così che la serie originale si era conclusa e strizzando l'occhio alla cabala giudaico-cristiana la morte è necessaria per ottenere la resurrezione, ovvero la rinascita di Evangelion.

Evangelion: Rebirth[modifica | modifica wikitesto]

Il film non è altro che l'inizio del film Neon Genesis Evangelion: The end of Evangelion e sviluppa gli avvenimenti immediatamente successivi alla morte dell'ultimo angelo. In questa parte ritroviamo la base NERV ancora in stato di allerta di primo grado, ovvero sotto minaccia di attacco, ma i funzionari non ne capiscono il motivo dato che l'ultimo angelo già è stato abbattuto. La risposta arriva prima del previsto ovvero quando la Seele organizza un attacco in forze della base.

L'obiettivo della Seele è avviare il "Progetto per il perfezionamento dell'uomo" e per farlo hanno bisogno di Lilith che si trova nel Terminal Dogma al di sotto della base NERV e dell'EVA-01. Il "Progetto" è ancora oscuro, non si capisce ancora a cosa debba portare. Misato Katsuragi decide di mettere in salvo i Children (ovvero i piloti di Evangelion) lanciandoli in superficie a bordo dei rispettivi EVA, il più possibile lontano dallo scontro. Asuka Soryu Langley viene lanciata a bordo dell'EVA-02 all'interno del lago, a 70m di profondità. Rei Ayanami, pilota dell'EVA-00 risulta introvabile; al momento del lancio dell'EVA-01 Shinji Ikari non si trova a bordo, viene poi localizzato in un settore ormai quasi totalmente isolato della base. Misato decide di andare a occuparsi di persona di Shinji e lo salva appena in tempo da morte certa.

Nel frattempo all'interno della base avviene una carneficina poiché la NERV non è attrezzata per una guerra contro gli esseri umani, ma solo per le battaglie contro gli angeli. Inoltre i nemici sono professionisti che conoscono la struttura, e quindi anche i punti deboli, della base della Nerv. Per questo la Seele sta avendo la meglio. Tutto sembra andare per il peggio ma in quel momento l'EVA-02 si riattiva poiché Asuka, disperata, chiedeva di non morire e lo spirito di sua madre, contenuto all'interno dell'EVA stesso, le permette di attivare l'Evangelion. Inizia quindi a combattere e sopraffare le forze militari della Seele, ma quest'ultima ha un asso nella manica: la serie EVA dallo 05 al 13, completata in segreto dalla Seele stessa, viene lanciata all'attacco della base NERV. L'episodio si chiude con i nove EVA bianchi che sorvolano la NERV come avvoltoi, con al centro l'EVA-02.

Il titolo "Rebirth" significa "Rinascita, resurrezione" e si chiama così poiché è l'episodio che fa risorgere la serie di Evangelion precedentemente chiusa per insufficienza di fondi e che aveva due episodi conclusivi creati per far fronte a questa mancanza di denaro. Proprio Rebirth infatti è l'inizio del nuovo ed effettivo finale della serie.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La scena finale di Rebirth, con l'Eva 02 al centro e la Serie Eva in volo.

Genesi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

La conclusione della trasmissione della serie TV Neon Genesis Evangelion lasciò molti spettatori insoddisfatti del finale, in particolare degli ultimi due episodi. Essa era infatti avvertita dai fan come incompleta, a causa della quasi totale assenza di azione e del mancato sviluppo delle linee narrative portate avanti fino a quel punto[1]. I motivi di questa scelta stilistica sono principalmente imputabili alla scarsità economica e di tempo che colpì lo Studio Gainax nel corso della realizzazione dell'opera, ma dipesero anche dalla curiosità sviluppata dal regista Hideaki Anno nei confronti della psicologia e delle malattie mentali e dalla volontà di creare un anime che fosse in grado di esplorare nuovi linguaggi artistici[2].

Nonostante si fosse dichiarato in più occasioni soddisfatto degli episodi finali della serie[3], a causa delle pesanti critiche[4], Anno decise di ritornare sull'opera con un lungometraggio che avrebbe trattato gli avvenimenti degli ultimi due episodi dell'anime da un punto di vista più tradizionale, offrendo in questo modo un finale alternativo alla serie[5].

Il film era inizialmente previsto come OAV, ma in corso di realizzazione si decise di trasmetterlo invece nei cinema. Si pensò di dividere il lungometraggio in due parti, in cui la prima avrebbe riassunto gli eventi della serie TV e la seconda avrebbe portato la storia a conclusione con il nuovo finale. Tuttavia il contenuto dell'opera oltrepassò di molto le previsioni e si decise di creare due film. Il materiale prodotto fino ad allora venne inserito in Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth che venne trasmesso al cinema il 15 marzo 1997 e che raccoglieva la parte di riassunto e un'introduzione al continuo degli eventi; mentre il finale dell'opera fu raccontato in Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion che uscì il 19 luglio dello stesso anno[6].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicati in Italia nell'estate 2005 da Panini Video, i film conclusivi di Evangelion presentano un cast di doppiatori in gran parte uguale a quello che aveva precedentemente lavorato alla serie televisiva doppiata da Dynamic Italia. Tra i pochi cambi effettuati, il più importante (l'unico riguardante un protagonista) è stato quello della doppiatrice di Misato Katsuragi. Ulteriori cambi si sono avuti con i doppiatori di Shigeru Aoba e Kaworu Nagisa.

Sono comunque da segnalare alcune differenze di adattamento rispetto a quanto fatto con la serie televisiva:

  • il nome della dottoressa Ritsuko Akagi, correttamente pronunciato "acaghi" nella serie TV, è ora pronunciato "acagi" in favore di una scorretta italianizzazione del termine;
  • il nome delle bombe N², correttamente pronunciato bombe "enne quadro" nella serie TV, è ora pronunciato "enne due" a causa di un'erronea interpretazione della sigla che le contraddistingue;
  • le urla di Shinji e Asuka che si possono udire nel corso dei film non sono state ridoppiate dai doppiatori italiani poiché si è preferito mantenere intatte quelle dei doppiatori giapponesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Camp, Davis, p. 19
  2. ^ (EN) Lawrence Eng, In the Eyes of Hideaki Anno, Writer and Director of Evangelion in Protoculture Addicts, vol. 43, novembre 1996. URL consultato il 13 giugno 2013.
  3. ^ (EN) Anno's Roundtable Discussion in Animerica, vol. 4, nº 9, Viz Media, 1996.
  4. ^ Saito, p. 25
  5. ^ GAINAXCommentary
  6. ^ GAINAXProduction

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]