Lilith

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Lilith nel manierismo fin de siècle del pittore inglese preraffaellita John Collier, 1892

Lilith è una figura presente nelle antiche religioni mesopotamiche e nella prima religione ebraica, che potrebbe averla appresa dai babilonesi assieme ad altri culti e miti (come il Diluvio universale) durante la prigionia di Babilonia.

Nella religione mesopotamica Lilith è il demone femminile associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C.

Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Sebbene alcuni studiosi datassero l'origine verso il VIII secolo a.C.[1], le trascrizioni mesopotamiche accennano a questa figura già dal III millennio a.C.

Lilith compare nell'insieme di credenze dell'Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala ebraica, invece, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente a Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.

Alla fine dell'Ottocento, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della Grande Madre.

Connotazione storico-linguistica mesopotamica[modifica | modifica sorgente]

L'accadico Lil-itu ("signora dell'aria") potrebbe riferirsi alla divinità femminile sumerica Ninlil (del pari "signora dell'aria"), dea del vento meridionale e moglie di Enlil. La storia di Adapa ci narra come Adapa avesse infranto le ali del vento del sud, azione per la quale egli temette di essere punito con la morte. Nell'antico Iraq, il vento del sud è associato con l'aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie. Il corrispondente maschile accadico līlû non mostra suffissi desinenziali ed è simile al sumerico (kiskil-) lilla.

Etimologia ebraica[modifica | modifica sorgente]

L'accadico Līlītu e l'ebraico לילית (lilith)[2] sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica <L-Y-L> "notte" (con l'aggiunta della nisba t a significare "della notte", "notturna"), e traduce letteralmente un "essere femminile della notte/demone"[3][4], sebbene le iscrizioni cuneiformi in cui compaiono i termini Līlīt e Līlītu (come pure in Ebraico) si riferirono in seguito agli spiriti aerei che apportano malattie. La stessa radice - che non esige letteralmente uniformità di concetti - in ebraico e nell'arabo Layla/Leyla, Lela o Lel significa "sera, notte".

Qualcuno ha osservato che Lilith sembra essere il corrispondente pagano della Madonna, ma, mentre questa schiaccerà il serpente e lo dominerà, Lilith ne è attratta, quasi inconsapevole, e ne è avvolta, quasi connivente nello scoprire i segreti della natura umana, come nel ritratto del pittore preraffaellita John Collier del 1892. Tuttavia, tali interpretazioni sono di carattere più psicoanalitico che storico-religioso in senso stretto. Da questo punto di vista, si osserva che è la figura della Madonna ad essere discesa da sue antecedenti pagane (a cominciare dall'egizia Iside, ma non solo) e non il contrario, dato il rapporto di maggiore antichità.

Origini mesopotamiche[modifica | modifica sorgente]

Vi sono almeno tre tradizioni precedenti a cui la figura della Lilith ebraica può richiamarsi, una legata ad un demone di desolazione e di appassimento associata al vento e da cui anche il nome "lilith", una legata ad un demone di distruzione e morte, la terza, la più nobile in origine, Ishtar o Astarte (o se vogliamo la Dea Madre del culto della femminilità) che gli ebrei stessi adorarono all'inizio della loro storia, come è testimoniato nella Bibbia.[5]

Mitologia sumero-accadica[modifica | modifica sorgente]

Lilith viene identificata con ki-sikil-lil-la-ke4, donna demoniaca in lingua sumera e appare nella storia "l'albero huluppu" i cui protagonisti sono Inanna e Gilgameš[6].

Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell'Eufrate che è sradicato dall'erosione dell'acqua, lo prende con sé per piantarlo nel suo giardino con l'intenzione di utilizzarne la legna per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l'albero è cresciuto, non può essere utilizzato.

(EN)
« Then a serpent who could not be charmed
Made its nest in the roots of the huluppu-tree.
The Anzu-bird set his young in the branches of the tree.
And the dark maid Lilith built her home in the trunk. »
(IT)
« Quindi un serpente, che non può essere incantato
fece il suo nido tra le radici dell'albero huluppu.
L'uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell'albero
e la vergine oscura Lilith costruì la sua casa nel tronco. »
(da "l'albero huluppu"[7])

Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto piange a dirotto ma non risolve la situazione. Chiama in aiuto il fratello Utu che però non l'aiuterà, così si rivolge a Gilgamesh, eroe nascente, che dotato di una forza prodigiosa colpisce il serpente tra le radici, l'uccello Anzû fugge quindi con i suoi piccoli verso le montagne e così Lilith, verso i luoghi selvatici.

Rilievo Burney[modifica | modifica sorgente]

Il passaggio di Ghilgameš citato sopra è stato anche utilizzato per associare Lilith al Rilievo Burney, una terracotta paleobabilonese che raffigura una divinità nuda dotata di ali, con artigli al posto dei piedi e affiancata da due gufi. Acquistata dal British Museum di Londra, un rilievo simile e circa dello stesso periodo è conservato al Louvre di Parigi.

Mitologia babilonese[modifica | modifica sorgente]

Nella mitologia babilonese si delineano tre classi di spiriti maligni[8]:

  • Diavoli - hanno la stessa natura degli dei e producono tempeste e malattie.
  • Fantasmi - anime di defunti che vagano sulla terra senza trovare pace.
  • Demoni - esseri per metà umani e per metà divini.

Lilu, Lilitu e Ardat Lili formano una terna di demoni, la mitologia mesopotamica è spesso formata da terne divine, Lilu è il demone maschile, Lilitu quello femminile e Ardat Lili la giovane figlia. Di Lilitu il Thompson dice che è il demonio che l'uomo crea sul letto durante il sonno.[5]

Il "Lilith Prophylactic" di Arslan Tash (Museo Nazionale di Aleppo), datato al VII secolo a.C. indica una creatura simile ad una sfinge ed una donna lupo nell'atto di divorare un bambino, con una iscrizione fonetica indicante la sfinge come Lili. L'associazione con i gufi è difficile da datare, e potrebbe essere dovuta all'associazione dell'uccello visto come uno spirito notturno succhiasangue.

Le altre componenti del mito[modifica | modifica sorgente]

La Lilith ebraica non deriva da un unico corrispondente: altre figure concorrono a formarne il simbolo. Lamassu è il demone mezza donna e mezza vacca, la controparte femminile del Lamashtu, il famoso bue alato con volto umano barbuto dell'iconografia assira. La Lamassu diventa la Lamia greca[9]. La sua sola presenza significava distruzione e l'immagine veniva utilizzata come simbolo apotropaico, per incutere terrore e a protezione delle città e degli edifici. Ma la caratteristica di irresistibilità del fascino femminile viene da Ishtar (sumera Inanna) conosciuta agli ebrei attraverso la Astarte siriana (altrove Astariel o Astaroth) per la quale si praticava la cosiddetta prostituzione sacra. Così come la cananea Asheráh, venerata in un primo tempo come dea dagli stessi ebrei[5]. È in questo passaggio, nel divieto imposto dell'adorazione di una divinità femminile, che possiamo leggere la componente di femminilità ribelle in Lilith, dove l'immaginario di bellezza, fecondità e femminilità confluiscono a ravvivare una figura fino allora solo simbolo di morte e devastazione.

Tradizione popolare[modifica | modifica sorgente]

Nella tradizione popolare ebraica, Lilith è un terribile demone.

Esiste una tradizione secondo la quale viene posto attorno al collo dei neonati di sesso maschile un amuleto con iscritti i nomi dei tre angeli (Senoy, Sansenoy e Semangelof detti anche Sanvi, Sansavi e Semangelaf) per proteggerli da Lilith prima della circoncisione rituale. Secondo un'altra versione si traccia un cerchio magico attorno alla culla con i nomi degli angeli.[senza fonte] Un'altra tradizione ancora prevede che si aspetti a tagliare i capelli ad un ragazzo per far credere a Lilith che si tratti di una ragazza.

Un amuleto persiano del XVIII o XIX secolo, un ciondolo protettivo per un neonato, conservato nel museo di Israele, Gerusalemme, raffigura Lilith in catene, con "Lilith cieca in catene" scritto sotto ogni arma.

Dei ragazzi adolescenti si pensa poi che provochi le eiaculazioni notturne con cui genera demoni (i jinn nella tradizione arabo-islamica), comportandosi in tal modo come spirito succubo analogo femminile dello spirito incubo maschile.

Simbologie legate a Lilith e, più in generale, a un'antica dea della notte, si rintracciano in moltissime culture combinate in modi differenti. Attualmente il mito è addirittura tornato in auge, generando nuove forme nell'immaginario collettivo, dai fumetti ai videogiochi, ma in particolare nel contesto neopagano.

Nella Bibbia ebraica[modifica | modifica sorgente]

Lilith compare una sola volta nella Bibbia, in Isaia 34:14, dove si descrive la desolazione di Edom.

Ebraico (ISO 259): pagšu ṣiyyim et-ʾiyyim w-saʿir ʿal-rēʿhu yiqra ʾakšam hirgiʿah lilit u-maṣʾah lah manoḫ

L'edizione della CEI del 1974 traduce "lilit" con "civette":

« Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l'un l'altro; vi faranno sosta anche le civette e vi troveranno tranquilla dimora »
(Isaia 34:14[10])

e poi continua:

« Vi si anniderà il serpente saettone, vi deporrà le uova, le farà dischiudere e raccoglierà i piccoli alla sua ombra; vi si raduneranno anche gli sparvieri, l'uno in cerca dell'altro; nessuno si farà attendere. »
(Isaia 34:15[10])

Che sembra ricalcare i passi del racconto dell'albero huluppu (Lilith). Il libro di Isaia è datato al VII secolo a.C., e la presenza di ebrei a Babilonia coinciderebbe con i già attestati riferimenti al Līlītu nella demonologia babilonese. Schrader (Jahrbuch für Protestantische Theologie, 1. 128) e Levy (ZDMG 9. 470, 484) ipotizzano che Lilith fosse una divinità della notte, nota anche agli esuli ebrei in Babilonia.

Blair dimostra che tutte le otto creature, che sono menzionate, sono animali naturali.[11] Si tenga presente che la posizione dei testi biblici a proposito delle divinità pagane è sempre molto negativa. Da notare come nel brano vengano accomunati cinque animali o esseri (gatto, civetta, serpente, iena, satiro) di cui almeno tre - vale a dire gatto, civetta e serpente - erano ampiamente venerati nelle precedenti religioni pagane, non possededendo a quel tempo alcuna connotazione negativa.

Lo Zohar[modifica | modifica sorgente]

In realtà sono stati i passaggi della Genesi a far speculare sull'esistenza di una donna che abbia preceduto Eva; si spiega che Lilith fu creata dalla terra come Adamo, ma che poi divenne un demone, come quegli spiriti dannosi creati durante i primi sei giorni della Creazione, divenuti demoni perché ribellatisi al Signore che non donò loro un corpo come avvenne invece per Adamo ed Eva, che si racconta fossero uniti in una sola anima prima di essere divisi e poi formati come primo uomo e prima donna dell'umanità. La creazione dell'uomo e della donna viene infatti citata nel primo capitolo:

« Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò »
(Genesi, 1:27[10])

Nel secondo capitolo si ripete poi, con parole diverse, prima la creazione dell'uomo con polvere del suolo (Genesi 2:7) e poi, dalla costola di Adamo (Genesi 2:22), la creazione della donna chiamata Eva.

I commentatori della Torah sostengono che prima che Eva fosse presentata dal Signore ad Adamo, quest'ultimo notò Lilith che però non gli piacque. Altre fonti sostengono ancora che per un periodo Lilith e Adamo vissero nel giardino dell'Eden, fin quando non si scontrarono in un furioso litigio, causato dal comportamento tutt'altro che remissivo della donna: essi si accoppiarono, ma poi essa si sarebbe infatti rifiutata di soddisfare le richieste sessuali del suo compagno che voleva giacere sopra lei. A seguito del litigio, Lilith sarebbe salita al cielo[senza fonte], trasformandosi in un demone in incessante ricerca di infanti e di seme maschile.

Lo Zohar spiega che il demone Lilith, figura impura, coopera strettamente con l'angelo Satana.

Lilith nel Talmud[modifica | modifica sorgente]

Sebbene i riferimenti talmudici a Lilith siano sporadici, tali passaggi forniscono la miglior immagine del demone trovata finora nella letteratura giudaica, che fa riferimento alle origini mesopotamiche di Lilith e prefigura il suo futuro come enigma esegetico della Genesi. Ricordando Lilith abbiamo visto allusioni Talmudiche che la dipingono come dotata di "ali" e lunghi capelli, andando indietro alla prima citazione in Gilgamesh:

« Rab Judah citando Samuele dice: Se un aborto ha somiglianza con Lilith, sua madre è impura a causa della nascita, perché è un bimbo ma ha le ali. »
(Niddah 24b)
« In un Baraitha è insegnato: Le crescono lunghi capelli come a Lilith, siede a bere acqua come le bestie e serve da cuscino a suo marito. »
(‘Erubin 100b)

Più unica del Talmud, in merito a Lilith, è la sua carnalità insalubre, cui si allude nella "Seduttrice" ma che è espansa senza metafore vaghe nell'idea del demone che assume forma di donna per abusare sessualmente di uomini durante il loro sonno:

« R. Hanina disse: non si può dormire soli in casa [in una casa solitaria], e chiunque dorma in una casa da solo è preso da Lilith. »
(Shabbath 151b)

Tuttavia la concezione più innovativa di Lilith offerta dal Talmud appare in Erubin, ed è più che probabile che sia responsabile del mito di Lilith per i secoli a venire:

« R. Jeremiah b. Eleazar disse inoltre: in tutti quegli anni [130 anni dall'espulsione dal giardino dell'Eden] durante i quali era bandito, Adamo generò fantasmi e demoni maligni e demoni femmina [demoni della notte], come è detto nelle Scritture: "E Adamo visse cento e trenta anni e generò un figlio a lui somigliante (Shet, come Abele, è fratello di Caino), fatto a sua immagine, e da ciò segue che prima di quel tempo non avesse generato a sua immagine... quando vide che attraverso di lui la morte era divenuta punizione spese cento e trenta anni in dissolutezze, tagliò i ponti con sua moglie per 130 anni, indossò vestiti di fico per 130 anni."

Questa citazione [di R. Jeremiah] fu fatta in riferimento al seme che Adamo emise accidentalmente. »

(‘Erubin 18b)

Confrontando ‘Erubin 18b e Shabbath 151b con il brano dallo Zohar: "Ella vaga a notte fonda, vessando i figli degli uomini e spingendoli a rendersi impuri" (19b), sembra chiaro che questo passaggio del Talmud indica una unione tra Adamo e Lilith.

Nella Qabbalah ebraica[modifica | modifica sorgente]

Lo Zohar ammette che Adamo si accoppiasse con Lilith sino a quando poi incontrò e conobbe Eva, sua compagna naturale; dopo il peccato originale Adamo rifiutò di incontrare Eva per 130 anni, periodo durante il quale egli perse il proprio seme (in questo, anche se in modo differente, fu simile ai peccatori puniti con il diluvio universale che sprecarono il seme a terra) la Qabbalah afferma che da questo seme sorsero molti demoni. In seguito, dopo i 130 anni, Adamo si riunì ad Eva.

Il mito di Lilith come prima figura femminile incontrata da Adamo, viene ripreso nel XIII secolo in quello che divenne un testo canonico della letteratura post-talmudica, appunto il Sèfer ha-Zòhar o "Libro dello splendore", secondo l'Halakhah scritto da Shimon bar Yohai o, secondo altri, da un anonimo in Castiglia, o anche da Moshe de Leon. Lo Zòhar è una raccolta di discorsi, alcuni laconici e oscuri, altri fioriti e dotati di una particolare inventiva lessicale che reinterpreta e reinventa le tradizioni, a volte ispirando il dubbio, altre volte dando l'impressione di trovarsi di fronte a realtà profonde e terribili. È stato considerato da molti mistici ebrei come il testo più vicino ai propri sentimenti.

Manoscritti di Qumran[modifica | modifica sorgente]

Nei manoscritti non biblici di Qumran sono presenti passi che hanno molte similitudini con le proprietà attribuite a Lilith. Un riferimento è nella "Canzone per un sapiente"(4Q510-511), e un'allusione trovata da A. Baumgarten nel "La seduttrice" (4Q184).
Il primo riferimento a Lilith nella Canzone appare al 4Q510, frammento 1:

« Ed io, il Maestro [lett. l'Istruttore], proclamo il Suo glorioso splendore così da atterrire e terrorizzare tutti gli spiriti degli angeli distruttori, gli spiriti dei bastardi, demoni, Lilith, urlatori, e [abitatori del deserto] e coloro che cadono sugli uomini senza avvertimento per sviarli da uno spirito di comprensione e per rendere i loro cuori e i loro [-] desolati durante l'attuale dominio di malvagità ed il predeterminato tempo di umiliazione per i figli della luce, attraverso la colpa, nelle ere, di coloro che sono afflitti dall'iniquità- non per la distruzione eterna, ma per un'era di umiliazione per la trasgressione. »

Collegato al Libro di Isaia:

« Le bestie del deserto s'incontreranno con le bestie che ululano, i capri si chiameranno l'un l'altro; vi si stabiliranno anche le civette e vi troveranno un luogo di riposo. »   (Isa 34:14 [3])

Questo testo liturgico tenta di prendere le distanze dalla presenza di entità soprannaturali malefiche e allo stesso tempo dimostra familiarità con Lilith. Diversamente dal testo biblico, questo passaggio non ha funzioni socio-politiche in nessun programma. Serve da Esorcismo (4Q560) e Canzone dei Demoni Dispersi (11Q11), a tal punto da essere compresa in alcuni incantesimi. Comparabile al rilievo dell'Arslan Tash, usato per "aiuto nella protezione dei fedeli contro il potere degli spiriti." Il testo è così, per una comunità "profondamente coinvolto nel regno della demonologia", un inno esorcistico.

Un altro testo scoperto a Qumran, di solito associato al Libro dei Proverbi, si appropria del mito di Lilith nella sua descrizione di una donna pericolosa e attraente- la Seduttrice (4Q184). L'antico poema, risalente al I secolo ma plausibilmente molto più vecchio, descrive una donna infida e avverte continuamente il lettore dei pericoli di un incontro con lei. Di solito la donna descritta nel testo è eguagliata a una "strana donna" dei Proverbi 2 e 5, e per una buona ragione; il parallelo è immediatamente riconoscibile:

« La sua casa sprofonda nella morte,

Ed il seguirla porta alle ombre.
Tutti coloro che la seguono non possono tornare
E trovare ancora le vie della vita. »

(Proverbi 2:18-19)
« I suoi cancelli sono cancelli di morte

e dall'entrata della casa
se ne va verso Sheol.
Nessun che entri tornerà mai,
e coloro che la possiedono scenderanno l'Abisso. »

(4Q184)

Tuttavia, ciò che quest'associazione non considera sono le ulteriori descrizioni della "Seduttrice" del Qumran che non possono essere associate alla "strana donna" dei Proverbi; ad esempio, le corna e le ali: "una moltitudine di peccati è nelle sue ali". La donna illustrata nei Proverbi è probabilmente una prostituta, o almeno una sua rappresentazione, e una di quelle con le quali la comunità del testo aveva familiarità. La "Seduttrice" del testo del Qumran, diversamente, non può aver rappresentato una minaccia sociale esistente date le caratteristiche ascetiche della comunità in questione. Diversamente, il testo del Qumran utilizza l'immagine dei Proverbi per presentare una minaccia più ampia e soprannaturale, la minaccia del demone Lilith.

Lilith come figura demoniaca femminile incontrata da Adamo[modifica | modifica sorgente]

Una fonte nella storia che descrive Lilith come la prima figura femminile vista da Adamo è L'alfabeto di Ben-Sira, intitolato a Yeshua ben Sira (II secolo a.C.), ma in realtà di autore anonimo, scritto nel X secolo d.C.[12]

Nel libro viene raccontato che Lilith, mentre in un primo momento provocò Adamo, poi fu spiritualmente vinta da quest'ultimo ed abbandonò il Giardino dell'Eden. Come prova della superiorità morale ed etica, spirituale e sapienziale del genere umano sui demoni, che stanno sul mondo dell'impurità conosciuto come l'altro lato, è scritto:

« Ella disse 'Non starò sotto di te,' ed egli disse 'E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra. »

Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio[13], prese il volo e abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell'uomo e non avendo toccato l'Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.

In seguito Lilith si accoppiò con Asmodai[14] e vari demoni che trovò oltre il Mar Rosso, creando un'infinita generazione di Jinn. Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith, così tre angeli, chiamati Senoy, Sansenoy e Semangelof, furono mandati per ricercarla. Quando i tre angeli la trovarono e le ingiunsero di tornare minacciandola di morte, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo dopo aver avuto relazioni con i demoni, e che non sarebbe potuta morire in quanto immortale. Ma quando gli angeli minacciarono di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni, lei li supplicò di non farlo, promettendo che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva, se solo si fossero pronunciati i nomi dei tre angeli.[5]

I precedenti e lo scopo dell'Alfabeto di Ben-Sira non sono chiari. È una raccolta di storie su eroi della Bibbia e del Talmud e potrebbe essere una raccolta di racconti popolari, una confutazione del Giudaismo, della Cristianità, o di altri movimenti separatisti. I suoi contenuti sembrano offensivi riguardo al giudaismo contemporaneo, alcuni ritengono che sia una satira anti-giudaica[15]. Tramandato dai mistici ebrei della Germania medievale. Diventa ampiamente conosciuto con il Lexicon Talmudicum di Johannes Buxtorf del XVII secolo.

Cristianesimo e traduzioni della Bibbia[modifica | modifica sorgente]

Anche in ambito cristiano si trova Lilith responsabile della morte dei neonati, si giustificavano così le numerose morti nei primi 20 giorni di vita.[senza fonte] Geronimo di Cardia tradusse Lilith con lamia, un mostro che Orazio (De Arte Poetica liber, 340) descrive come una strega che rapisce i bambini, affine alla bretone Morrigan, nella mitologia greca invece è descritta come una regina libica che si accoppiò con Zeus. Dopo che Zeus ebbe abbandonato Lamia, Era rubò i figli di Lamia, e Lamia si vendicò rapendo i figli di altre donne.

La traduzione gufo stridente della versione della Bibbia di Re Giacomo è senza precedenti. Apparentemente un tentativo di rendere l'atmosfera tetra del suo passaggio scegliendo un paragone animalesco, per quanto difficile da tradurre dalla lingua ebraica, come "gufo" (yanšup, probabilmente un uccello acquatico) e "grande gufo" (qippoz, più propriamente un serpente).

Le traduzioni più recenti includono:

  • gufo della notte (Young, 1898)
  • mostro della notte (ASV, 1901, NASB 1995)
  • tormento della notte (RSV, 1947)
  • creatura della notte (NKJV 1982, NLT 1996)

Religioni neopagane[modifica | modifica sorgente]

In tempi recenti Lilith è assurta al simbolo della femminilità schiacciata dalla prepotenza della cultura patriarcale maschilista, per cui viene particolarmente considerata nella cultura della Wicca[senza fonte]. Infatti c'è una leggenda secondo cui Lilith fu la prima donna creata, la prima compagna data da Dio ad Adamo. Ma Dio la cacciò dal paradiso terrestre perché rifiutava di sottomettersi ad Adamo, anche in ambito sessuale, rifiutando che fosse sempre e solo lui a possederla. Una volta scacciata Lilith vagò sulla terra e generò con Satana (qui simbolo della ribellione) le passioni umane.

Rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

Per quanto sia indicata come una donna dalla bellezza sovrumana cui è impossibile resistere viene raffigurata[senza fonte]:

  • coperta di peli, ossia priva della depilazione completa, come era uso nelle zone mediorientali
  • con artigli da rapace anziché piedi, chiaro simbolismo al suo legame con la luna; alle volte ha la coda da sirena
  • si manifesta solo di notte
  • ha lunghissimi capelli rossi, ricci
  • pelle blu
  • occhi di fuoco
  • ali, acquisite dopo aver pronunciato il nome segreto di Dio
  • è immortale, avendo abbandonato l'Eden prima che Dio privasse l'umanità dell'immortalità

Lilith nell'immaginario moderno[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

  • Nel Faust di Goethe Lilith si trova nella notte di Valpurga:
« FAUST: ma quella chi è?

MEFISTOFELE: quella è Lilith
FAUST: Chi?
MEFISTOFELE: La prima moglie di Adamo,

Sta in guardia dai suoi bei capelli
Da quello splendore che solo la veste.
Fai che abbia avvinto un giovane con quelli,
E ce ne vuole prima che lo lasci. »
« Dio è rimasto solo; come succede a tanti, non ha saputo resistere alla tentazione e si è preso un'amante: sai chi? Lei Lilìt, la diavolessa, e questo è stato uno scandalo inaudito. »

[16]

  • Anche Mario Farneti in Attacco all'Occidente e Nuovo Impero Occidente usa l'invenzione dei figli di Lilith, una progenie discendente da Adamo e Lilith, e che ha causato la fine degli atlantidei (Aztlan) e indotto a degli eventi come il nazismo e altre crisi per i suoi fini.
  • La poetessa araba Joumana Haddad ha scritto un poema dal titolo "Il ritorno di Lilith" pubblicato in Italia dalla "Asino d'oro Edizioni" nel novembre del 2009. La poetessa libanese trae spunto dalla figura mitologica di Lilith per raccontare di una donna che come Adamo è stata creata dalla terra (Gea) e quindi in quanto tale è pari all'uomo. Ciò che ha ispirato Joumana Haddad è propria questa figura femminile che decide di non essere sottomessa all'uomo (Adamo) e che per questo abbandona il Paradiso terrestre. Inoltre, dall'opera di Joumana Haddad è stato tratto uno spettacolo teatrale per voci e musica dal titolo "Il ritorno di Lilith", rappresentato nel mese di agosto 2009 nella città di Viterbo ed il 6 dicembre dello stesso anno presso il Teatro Eliseo in Roma.
  • Nel romanzo Caino[17] Lilith viene rappresentata come moglie di Noah e padrona assoluta di una città della terra di Nod nella quale Caino, secondogenito di Adamo ed Eva, fugge dopo il fratricidio. Lilith seduce Caino, lo imprigiona presso il suo palazzo come amante. Dall'unione tra Caino e Lilith nascerà Enoch, l'erede di Noah.
  • Nel libro Il diario del Professor Abraham Van Helsing, pubblicato da Allen Conrad Kupfer, Lilith viene citata con diversi nomi come Malia, Lamia o Lilitu, ed è una vampira. Viene più volte menzionato il fatto che fosse incredibilmente affascinante e che avesse il potere di controllare i maschi con il solo sguardo. La si delinea con occhi rossi e lunghissimi capelli ricci rossi. Nel libro la vampira ha anche il potere di controllare la natura (o, per meglio dire, alcuni animali come lupi e pipistrelli).
  • Lilith riveste un ruolo ricorrente come personaggio nella saga letteraria dedicata da Valerio Evangelisti all'inquisitore Nicolas Eymerich.
  • Nella trilogia Emily Laing e l'Antica Metropoli Lilith è la diabolica amante di Lucifero. È relegata in un sonno eterno dagli angeli. Ma verrà poi risvegliata dall'angelo Rahel, anch'egli innamorato di lei, che al solo tocco delle sue labbra morrà.
  • Ne Le cronache di Narnia, di C. S. Lewis, il principale antagonista, la Strega Bianca, viene descritta come discendente di Lilith.
  • Nella saga Fallen, di Lauren Kate, Lilith è la donna che spezza il cuore e porta a scegliere di diventare un demone il co-protagonista Cam.
  • Nella Saga "Shadowhunters", Lilith appare alla fine del libro "Città degli angeli caduti" ed è capace di trasformarsi in demone nero.
  • Nel tardo XIX secolo, l'autore dello scozzese George MacDonald incorpora la storia di Lilith come prima moglie di Adamo e predatrice dei figli di Eva in una mitologica novella fantasy in stile Romantico. La descrive anche come figura bisognosa della redenzione Divina.
  • Lilith appare come una succube nel De Arte Magica di Aleister Crowley.
  • Lilith è l'unico demone femminile nel libro "Il demone di Dio" di Wayne Barlowe, ed è dotata di pietà per le anime dei dannati, che tenta di salvare attraverso statuine recanti la sua effigie e distribuite di nascosto dalla sua fidata serva Ardat Lili. Il suo aspetto è molto simile a quello dell'arpia Silen, antagonista del celebre manga Devilman: perennemente nuda, pelle candida e artigli da uccello rapace al posto degli arti umani. Al contrario della visione pagana e neopagana, è un demone sottomesso e schiavo di Belzebu, schiacciata dal maschilismo e dalla forza bruta dei demoni caduti dal paradiso.

Film e televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Nel telefilm Supernatural di Eric Kripke compare Lilith come il Demone più potente che i due fratelli protagonisti devono sconfiggere. Ha le sembianze di una bambina innocente e più avanti anche di un'avvenente donna che usa l'atto sessuale per stringere patti, è il primo umano trasformato in demone da Lucifero per fare un affronto a Dio. Lilith. La morte di Lilith, avvenuta nell'ultima puntata della quarta stagione, rompe il 66º dei sigilli che tenevano rinchiuso il padre, lasciandolo libero di camminare sulla Terra, e dando il via all'Apocalisse.
  • Nella serie TV True Blood Lilith viene nominata nella Bibbia originale, quella dei vampiri, come progenitrice di tutti i vampiri, creata ancor prima di Adamo ed Eva.
  • Nel film Gabriel - La furia degli angeli, Lilith è il comandante in seconda di Satana (in realtà San Michele), e l'assassina dell'"Arcangelo" Uriele. Verrà uccisa poco prima di Michele, in una discoteca affollata, da Gabriele.
  • Nel film I racconti della cripta - Il piacere del sangue, Lilith è la signora di tutti i vampiri. La sua bellezza viene eguagliata solo dalla sua crudeltà. Viene interpretata magistralmente da Angie Everhart.
  • Nel film-cortometraggioLucifer Rising, Lilith è una delle entità che evocano Lucifero. È interpretata da Marianne Faithfull
  • Nel film 30 giorni di buio 2 i vampiri fanno capo a Lilith, senza la quale si sottomettono a colei che la uccide.
  • Nella seconda serie di split, Lilith, oltre a essere l'antagonista principale della serie è la regina e creatrice di una razza di demoni che succhiano le anime ai vampiri. Vorrà creare una nuova razza di demoni che attacca sia vampiri che umani, e può essere sconfitta solo dai poteri di un mezzosangue (figlio di un'umana e un vampiro).
  • Nel film Case 39 l'antagonista del film è un demone con le sembianze di una innocente bambina chiamata Lillith, chiaramente ispirata al demone Lilith

Animazione e fumetti[modifica | modifica sorgente]

  • Ecate, personaggio del fumetto Hellboy, è una dea che ha diversi punti in comune con Lilith.
  • Nel fumetto Gea di Luca Enoch è presente la terna di demoni Lilu, Lilitu e Ardat Lili, che tramano contro la razza umana per il possesso della Terra. Lo stesso autore utilizza il nome di Lilith per la protagonista di una sua altra opera, per l'appunto Lilith.
  • Nel fumetto Jeff Hawke di Sidney Jordan, l'episodio Il mistero di Shorty vede Lilith fondatrice di una colonia spaziale popolata da donne avvenenti e crudeli. Lilith giace in eterna animazione sospesa per essere destata dal protagonista. La distruzione della cella criogenica la trasforma da donna avvenente in mostro, nella "vera Lilith". L'intervento insperato degli angeli Sanvi, Sansavi e Samangelaf salva l'eroe da una morte certa.
  • Una strega di nome Lilith compare come antagonista del personaggio dei fumetti Marvel Ghost Rider.
  • Nel fumetto Tex Willer (Aquila della Notte), Lilyth è una squaw della tribù dei Navajo (o Navaho) che salva e sposa Tex; avranno un figlio Kit (Piccolo Falco); morirà di vaiolo, epidemia causata da avversari di Tex; talvolta ritorna nei pensieri e nei racconti di Tex.
  • Nella serie d'animazione giapponese Neon Genesis Evangelion Lilith, il secondo angelo, è concepita come la progenitrice del genere umano; Lilith, relegata nelle estreme profondità del Terminal Dogma del quartier-generale della Nerv, appare come un essere gigantesco: le sue mani sono inchiodate ad una croce che ricorda quella di Cristo, ed il suo addome è trafitto dalla Lancia di Longino.
  • Esiste un Digimon ispirato a Lilith, che si chiama appunto Lilithmon.
  • Nel fumetto Lucifer la guerriera Mazikeen, guardia del corpo di Lucifero Stella Del Mattino, è a capo della tribù guerriera dei Lilim, discendenti dell'accoppiamento di Lilith con i demoni e ansiosi di dare l'assalto alla Città d'Argento del Paradiso.
  • Nel settimo episodio Bifolchi di coccio e manici di scopa della 21ª stagione della serie televisiva I Simpson le streghe wikkan incontrate da Lisa evocano Lilith.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Nel disco "Not For Trees" dei Plaid è presente una canzone in duetto con Björk che porta proprio il nome di "Lilith". Nel brano si fa più volte riferimento alla Luna, ed è anche possibile sentire l'artista islandese imitare gli ululati dei lupi.
  • Nel loro concept album capolavoro, The Lamb Lies Down on Broadway del 1974, il gruppo progressive inglese dei Genesis presenta un brano dal titolo Lilywhite Lilith che fa un riferimento positivo a Lilith:
« Lilywhite lilith,

She gonna take you thru the tunnel of night
Lilywhite lilith,
She gonna lead you right »

Giochi e videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel videogioco Final Fantasy IV.
  • Lilith appare come un personaggio secondario di Darksiders. Ella non compare direttamente nel gioco, ma la sua voce è udibile quando Abaddon decide di schierarsi dalla parte dell'Inferno, trasformandosi nel mostruoso Distruttore. Appare nella sua forma completa nel fumetto ufficiale[18], mostrandosi sia come una potenziale compagna di Samael che come una diavolessa molto diffidente nei confronti dei Cavalieri e dell'Arso Consiglio.
  • Lilith appare anche nel videogioco Borderlands e Borderlands 2, dove ha i capelli rossi, la pelle ricoperta di tatuaggi blu (riferimento alla pelle blu) ed occhi di color rosso/arancio molto acceso
  • Nel gioco Diablo II compare come mostro da combattere nel Pandemonium Event nei reami di Battle.net. È madre di Andariel, signora dell'angoscia.
  • Nel gioco Vampiri: la masquerade si dice che Lilith fosse stata sorella e amante di Caino e Abele (oltre che causa dell'uccisione di Abele).
  • Lilith è il nome della parte debole di Morrigan Aensland(da piccola il suo potere è stato diviso in tre parti, quella più debole ha preso forma, assumendo il nome Lilith) nella serie Darkstalkers.
  • Nel popolare gioco puzzle-RPG Puzzle & Dragons Lilith è uno dei cinque mostri della serie " ragazze guaritrici " ed è l'evoluzione della Succube, associata all'elemento buio. Può a sua volta evolversi in Witch of the Night, Lilith.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Nella cartomanzia e nell'astrologia Lilith indica la Luna nera. Per la precisione, Lilith e Luna nera hanno lo stesso significato simbolico, relativo al potere inconscio e ribelle dell'emancipazione femminile. Pur essendo da alcuni astrologi considerati sinonimi, con Luna Nera si dovrebbe indicare uno dei due fuochi dell'orbita lunare (l'altro è occupato dalla Terra); mentre Lilith in antichità era considerato un presunto secondo satellite della Terra (che gli antichi egizi chiamavano Nefti).
  • Il titolo di Fata Lilith fu preso dalla leggenda di Lilith come prima moglie di Adamo, onorandola nell'immaginario moderno come icona femminista: nella tradizione si rivela infatti una donna forte, che non piega la propria volontà a quella dell'uomo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Siegmund Hurwitz, Lilith, die erste Eva: eine Studie uber dunkle Aspekte des Wieblichen, Zurigo, Daimon Verlag, 1980, 1993. Trad. inglese Lilith, the First Eve: Historical and Psychological Aspects of the Dark Feminine, translated by Gela Jacobson. Einsiedeln, Switzerland, Daimon Verlag, 1992 ISBN 3-85630-545-9.
  2. ^ Il termine significa notturna. Cfr. [1] Dizionario online Ebreo-Inglese
  3. ^ Archibald Henry Sayce, Hibbert Lectures on Babylonian Religion, 1887.
  4. ^ C. Fossey, "La Magie Assyrienne", The American Journal of Semitic Languages and Literatures, Vol. 19, No. 3 (Apr. 1903), pp. 184-187.
  5. ^ a b c d [2] María Martha Fernández, La presencia de Lilith en los escritos rabínicos y su origen.
  6. ^ Il racconto appare anche all'interno della XII tavola dell'Epopea di Gilgamesh, tavola che è considerata di altra fonte ed esterna all'epopea vera e propria, incongruente ma allegata solamente perché racconta episodi relativi all'eroe. vedi Andrew George, The epic of Gilgamesh, Penguin books, 1999, ISBN 0-14-044721-0
  7. ^ Diane Wolkstein, Samuel Noah Kramer, Inanna, Queen of Heaven and Earth, Her Stories and Hymns from Sumer, New York, 1983, ISBN 0-06-014713-X
  8. ^ Thompson, Campbell. Diablos y Espíritus Malignos de Babilonia.. Luzac and Company, 1903.
  9. ^ Altri elementi della diffusione del mito nell'Antica Grecia possono essere ritrovati nelle Erinni e in Ecate.
  10. ^ a b c La sacra Bibbia, edizione ufficiale della CEI, 1974
  11. ^ Judit M. Blair, De-Demonising the Old Testament - An Investigation of Azazel, Lilith, Deber, Qeteb and Reshef in the Hebrew Bible. Forschungen zum Alten Testament, 2 Reihe, Mohr Siebeck 2009 ISBN 3-16-150131-4
  12. ^ Gershom Scholem, Le grandi correnti della mistica ebraica, Milano, 1965
  13. ^ Per la religione ebraica è tabu pronunciare il nome di Dio: nella vita reale è scandalo, in una leggenda indica una natura sovrumana
  14. ^ Altre fonti cabalistiche la descrivono compagna del demone Samael, il serpente tentatore, entrambi creati contemporaneamente alla coppia Adamo ed Eva. vedi http://ccat.sas.upenn.edu/~humm/Topics/Lilith/jacob_ha_kohen.html R. Isaac b. Jacob Ha-Kohen, Lilith in Jewish Mysticism - Treatise on the Left Emanation
  15. ^ (EN) Looking for Lilith - Cercando Lilith
  16. ^ PRIMO LEVI, Lilìt, da Lilìt ed altri racconti, in Opere, vol. II, Giulio Einaudi Editore, Torino 1997, pp. 18-23
  17. ^ José Saramago, Caino, Feltrinelli, 2009, (ISBN 978-88-07-01806-0)
  18. ^ Lilith - Darksiders Wiki - Wrath of War, Weapons, Enemies, Collectibles, Abilities, and more!

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federico Capone, Luna Nera - Lilith, 3ª ed., Torino, edizioni F. Capone [1994], 2013, ISBN 88-89778-16-4.
  • Jeremy Naydler e Luciana Pugliese, Il Tempio del Cosmo. Religione, magia e miti nell'Antico Egitto, Vicenza, ed. Neri Pozza, 1997, ISBN 88-7305-600-8.
  • Roberto Sicuteri, Lilith. La Luna Nera, Roma, Casa editrice Astrolabio, 1980, SBN IT\ICCU\RMS\0155934.
  • Mauro D'Angelo, Magia Sessuale, Lilith la Dea Nera, Torino, edizioni "All'Insegna di Ishtar".
  • Fulvio Rendhell, Lilith la Sposa di Satana nell'Alta Magia, edizioni Mastrogiacomo, Padova.
  • Mauro D'Angelo, Lilith, ed. Atmosfera 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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