Incubo (mitologia)
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Originariamente, secondo il folclore romano, un incubo (dal latino incubare, "giacere sopra") era un demone di aspetto maschile che giace sui dormienti, solitamente donne, per trasmettere sogni cattivi e talvolta per avere rapporti sessuali con esse[1].
Veniva anche associato, come nome secondario, a Fauno, insieme ad altri come Fatuus, Fatuclus e Inuus.
Questi demoni erano raffigurati aventi in testa un berretto conico, che talvolta perdevano mentre follegiavano. Colui che trovava uno di questi acquistava il potere di scoprire tesori nascosti[2].
Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia ne descrive i rimedi, offerti dalla medicina popolare, per tutelarsi da incubi ricorrenti.
Gli incubi continuano ad essere presenti nelle leggende medievali dove la loro figura diventa più malvagia.
L'incubo sottrae energia dalla donna con cui giace per trarne nutrimento, e nella maggior parte dei casi uccide la sua vittima o la lascia in pessime condizioni di salute.
Una versione femminile di questo demone è chiamata succubo.
Durante la caccia alle streghe, l'ammissione di aver avuto rapporti sessuali con un demone o Satana era uno dei peccati per i quali le donne venivano uccise.
Si riteneva che a volte gli incubi concepissero dei figli con le donne che possedevano; una delle leggende più famosa di un tale caso è quella del mago Merlino, il famoso mago della leggenda di re Artù.
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[modifica] Curiosità
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Sembrerebbe che in alcune regioni d'Italia, questo mito sia stato modificato sino a rendere l'Incubo protagonista di molte tradizioni locali ma anche temuto personaggio notturno tutt'oggi. Ovviamente i nomi son stati cambiati e la sua stessa natura di demone spesso viene sostituita. Come in Sardegna dove in tempi non troppo remoti i pastori sostenevano l'esistenza di creature notturne capaci di "disturbare" chi dorme provocando inevitabilmente incubi. A volte secondo queste credenze assumono l'aspetto di esseri muniti d'artigli quindi facilmente collegabili come aspetto a lupi o cani di proporzioni gigantesche come per l'Ammuntadore sardo (il quale capita venga raffigurato in maniere differenti e spesso discordi tra loro). Altre volte però assumono l'aspetto di folletti il cui unico scopo è custodire tesori e disturbare i dormienti (generalmente sedendosi sul loro petto impedendo una respirazione regolare) che, dopo essersi dimostrati pazienti nei loro riguardi, possono entrare in possesso di immense ricchezze.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Sant'Agostino d'Ippona De Civitate Dei XXIII,23 :Ed è notizia assai diffusa e molti confermano di averlo sperimentato o di avere udito chi l’aveva sperimentato che i silvani e i fauni, i quali comunemente sono denominati “incubi”, spesso sono stati sfacciati con le donne e che hanno bramato e compiuto l’accoppiamento con loro.
- ^ Petronio Arbitro Satyricon 38 :Io non lo so per certo, l’ho solo sentito, ma gira voce che abbia rubato il berretto a Incubo e ci abbia trovato dentro un tesoro.
[modifica] Bibliografia
- Quinto Orazio Flacco, Epodi V,95
- Ambrogio Teodosio Macrobio, Somnium Scipionis I,3,7
- Gaio Plinio Secondo Naturalis Historia XXV,4,30 XXX,10,84
- Sant'Agostino d'Ippona De Civitate Dei XXIII,23

