Final Fantasy IX

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Final Fantasy IX
Final Fantasy Logo IX.jpg
Logo di Final Fantasy IX
Titolo originale ファイナルファンタジーIX
Sviluppo Square
Pubblicazione PlayStation
Giappone Square
Giappone Square Enix (Ultimate Hits)
Stati Uniti Square Electronic Arts
EuropaAustralasia Square Europe
EuropaAustralasia Infogrames (Platinum)
PlayStation Network
Mondo Square Enix
Ideazione Hironobu Sakaguchi
Serie Final Fantasy
Data di pubblicazione PlayStation
Giappone 7 luglio 2000
Stati Uniti 14 novembre 2000
Europa 16 febbraio 2001
Australasia 22 febbraio 2001
Stati Uniti 2001 (Greatest Hits)
EuropaAustralasia 2002 (Platinum)
Giappone 20 luglio 2006 (Ultimate Hits)
PlayStation Network
Giappone 20 maggio 2010
Europa 26 maggio 2010
Stati Uniti 15 giugno 2010
Genere Videogioco di ruolo alla giapponese
Tema Fantasy
Modalità di gioco Giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma PlayStation
Distribuzione digitale PlayStation Network
Supporto 4 CD-ROM, download
Fascia di età ACB: M15+
CERO: A
ELSPA: 11+
ESRB: T
PEGI: 12
USK: 6
Periferiche di input Gamepad
Preceduto da Final Fantasy VIII
Seguito da Final Fantasy X

Final Fantasy IX (ファイナルファンタジーIX Fainaru Fantajī Nain?) è un videogioco di ruolo alla giapponese sviluppato e pubblicato da Square nel 2000. È stato l'ultimo capitolo di Final Fantasy prodotto su PlayStation. Questo episodio della saga ha molti collegamenti con Final Fantasy: le influenze sono riscontrabili ad esempio nel character design di boss di fine livello, nella presenza dei "Kaos" e nei personaggi principali.
Dopo l'esperienza realistica con Final Fantasy VIII, si ha un ritorno ai personaggi super-deformed e dai colori più vivi.

Dal 26 maggio 2010, in Europa è possibile scaricare Final Fantasy IX per PlayStation 3, PlayStation Portable e, dal 28 agosto 2012, per PlayStation Vita tramite PlayStation Network.

Al marzo 2003, il gioco ha venduto oltre 5.300.000 copie in tutto il mondo[1].

Adattamento[modifica | modifica wikitesto]

A differenza degli altri capitoli di Final Fantasy, questo episodio oltre a essere stato adattato completamente in italiano, ha anche accentuato le differenze tra personaggi imponendo a molti di loro uno slang particolare. È possibile quindi incontrare personaggi che parlano con uno slang derivante, ad esempio, dal dialetto romano, da quello siciliano o da quello sardo. Nella versione originale giapponese, analogamente a quella italiana, i personaggi si esprimono in vari accenti delle regioni del sol levante.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Alexandria fervono i preparativi per il sedicesimo compleanno della principessa Garnet, figlia della regina Branhe. Per l’occasione è stata scritturata una compagnia di attori, affinché celebri la ricorrenza con un’opera teatrale; in realtà, si tratta di un gruppo di banditi, tra i quali anche il protagonista, Gidan (un ragazzo con la coda da scimmia, completamente ignaro del proprio passato), che mira a rapire la stessa principessa.

Sin dall’inizio, però, il rapimento non va come previsto: Gidan scopre che in realtà Garnet desidera essere rapita, in quanto vuole scoprire la causa di alcuni strani comportamenti della madre; e anche la fuga da Alexandria si rivela difficoltosa, tanto che l’aeronave dei banditi, sulla quale sono stati fortuitamente imbarcati anche Vivi, un timido mago nero, e il capitano delle guardie addetto alla sicurezza della principessa, Adalberto Steiner, precipita poco oltre i confini della città. Incolumi, Gidan, Vivi, Steiner e Garnet si trovano a dover fronteggiare i servitori inviati da Branhe per recuperare la figlia ribelle (anche con metodi poco ortodossi…); durante tali combattimenti, Vivi scoprirà di essere una creatura artificiale, di quelle prodotte in serie dalla regina a scopo bellico, con l’utilizzo di una tecnologia finora sconosciuta, e l’impiego di “scarti di anime”.

Giunti alla città di Lindblum, il gruppo incontrerà il saggio granduca Cid, che rivela di aver commissionato lui stesso il rapimento di Garnet, per proteggerla dalla madre: la regina ha infatti dichiarato guerra a tutte le città del continente (chiamato Continente della Nebbia), supportata da un misterioso individuo il cui nome è Kuja. Sempre a Lindblum Gidan riabbraccerà una vecchia amica, Freija, originaria di Burmesia, città devastata dalla guerra in corso.

Garnet, convinta di poter sottrarre la madre all’influsso negativo del misterioso Kuja, si allontana dal gruppo con uno stratagemma, e seguita dal fido Steiner si dirige ad Alexandria. Gidan, Vivi e Freija, per quanto delusi dalla fuga della principessa, decidono di proseguire per Burmesia, nel tentativo di aiutare i superstiti; proprio in questa città si imbatteranno in Branhe e Kuja, che stanno programmando di attaccare il vicino albero di Cleyra, ultima roccaforte dove i compatrioti di Frejia si sono rifugiati. Per quanto i tre giungano in tempo per avvertire gli abitanti di Cleyra del pericolo, non potranno fare nulla per impedire la distruzione totale dell’albero, dal momento che Branhe si servirà di uno spirito dell’invocazione, Odino; salvatisi per miracolo, Gidan, Vivi e Frejia riescono a salire sull’aeronave di Branhe, diretta ad Alexandria. Scopriranno così che gli spiriti dell’invocazione di cui Branhe si è servita appartengono in realtà a Garnet, che la regina ha in realtà adottato quando, ancora in fasce, giunse sulle coste di Alexandria, sopravvissuta a un terribile naufragio. Su consiglio di Kuja, la regina vuole privare Garnet del suo potere, in quanto il rito può essere eseguito solo se la ragazza ha compiuto 16 anni; Gidan e i suoi amici giungono in tempo per salvarle la vita, ma non abbastanza per impedire che il rito venga portato a termine. Garnet si ritroverà così senza più alcun potere, e solo con un lungo cammino potrà recuperare ciò che le è stato sottratto.

Fuggiti da Alexandria, i nostri scoprono dal granduca Cid che Branhe, insuperbita dalla forza appena acquisita, ha attaccato tutte le città rimanenti del Continente della Nebbia, e ha persino rotto con Kuja per volere il potere e i possedimenti per sé, che si è rifugiato in un altro continente (il Continente Esterno). Attraverso un passaggio nella Palude dei Qu, nei pressi di Lindblum, Gidan e gli altri, sotto la guida di Quina (personaggio che può essere opzionalmente incontrato anche in precedenza), si recano così nel Continente Esterno, dove scoprono l’esistenza di un villaggio di soli Sciamani – persone dotate del potere dell’invocazione, riconoscibili grazie a un “corno” che si trova sulla loro fronte-, Madain Sari, abitato da Eiko, l’unica superstite a un “tifone” avvenuto molti anni addietro. Garnet scopre così di essere in realtà una Sciamana, privata del suo “corno” (che altro non è che il ciondolo che porta sempre al collo) da Branhe stessa, e sopravvissuta alla distruzione di Madain Sari grazie al sacrificio della sua vera madre. A Madain Sari verrà incontrato l'ultimo personaggio giocabile, Amarant, cacciatore di taglie spedito da Branhe in cerca del gruppo, che, sconfitto da Gidan, deciderà di unirsi al gruppo per capire cosa spinge la generosità di Gidan. Poco distante dal villaggio, di fronte al misterioso albero di Iifa, avverrà lo scontro decisivo tra Branhe e Kuja: la regina attacca l’ex alleato con lo spirito dell’invocazione Bahamut, che inspiegabilmente perde il controllo e si rivolta contro la sua stessa invocatrice, distruggendola insieme alla sua flotta. La regina viene ritrovata sulle rive del mare ormai prossima a morire. Si scopre infine che essa è stata soggiogata e manipolata da Kuja dopo la morte del marito e spiegando così il suo strano cambiamento. Assistita nei suoi ultimi istanti da Garnet gli dice di quanto bene le volesse e di come erano stati felici quando il padre era ancora vivo chiedendo infine perdono a sua figlia per il male che le ha fatto. La principessa Garnet col cuore infranto farà ritorno ad Alexandria per prendere il posto di Branhe come regina, ma nella stessa notte Kuja si presenterà alle porte della città per attaccarla con Bahamut, che è riuscito a “sottrarre” a Branhe con l’utilizzo della sua misteriosa tecnologia. Anche Alexandria viene rasa al suolo, nonostante la comparsa, tramite evocazione congiunta di Eiko e Garnet, dello spirito ancestrale Alexander, che riuscirà – per quanto a fatica- a sfuggire alla “cattura” da parte di Kujia. L’uomo si ritirerà nuovamente nel Continente Esterno, dove Gidan e i suoi amici lo raggiungono cadendo malamente in una trappola: Kuja infatti, come già si era intuito, ha intenzione di accaparrarsi quanti più spiriti dell’invocazione possibile, e stavolta mira a Eiko, tentando di applicare su di lei lo stesso rito già usato con Garnet, che rischia la morte di Eiko in quanto non ha compiuto ancora 16 anni, grazie all'aiuto di Son e Zon, ex-servitori della regina Brahne. Stavolta però la cerimonia non andrà a buon fine, anche grazie allo spirito protettore di Eiko, Madein; inoltre, i nostri avranno modo di scoprire che Kuja in realtà non è originario del pianeta su cui tutti loro vivono (Gaia), bensì di un pianeta a esso gemello, Tera, raggiungibile tramite una sorta di tornado.

Giunti su Tera, Gidan scopre che il pianeta è abitato da creature in tutto e per tutto simili a lui, a patire dalla coda: essi sono i Jenoma, “contenitori” privi di un’anima, creati dal misterioso Garland. Costui rivelerà di aver creato i Jenoma allo scopo di “riempirli” con le anime provenienti da Gaia, in modo che Tera torni all’antico splendore, a spese del pianeta gemello che invece si trasformerà in un deserto. Per garantire questo flusso di anime, Garland ha creato su Gaia l’albero di Iifa, che in realtà altro non è che una gigantesca macchina; inoltre, egli è creatore anche di Kuja e Gidan, utilizzati come emissari da inviare su Gaia allo scopo di far sì che quante più anime possibile giungano su Tera. Tuttavia, Kuja si è ribellato al proprio creatore, e intende distruggerlo con il potere degli spiriti dell’invocazione; e Gidan si rifiuta di divenirne il successore, ponendosi a difesa di Gaia, il pianeta su cui è cresciuto. Kuja riesce ad avere la meglio su Garland, scoprendo però di essere indissolubilmente legato al vecchio: con la sua morte, la vita di Kuja è destinata a finire entro breve. Sconvolto dalla paura di dover morire, Kuja entra in uno stato di Trance e distrugge Tera, da cui però il gruppo di Gidan riesce a scappare portando in salvo anche i Jenoma. Comincia così un serrato inseguimento, in modo da impedire a Kuja di arrivare fin nel Mondo di Cristallo, là dove sta il Cristallo la cui distruzione causerebbe la fine di ogni cosa. I nostri riescono a sconfiggere Kuja prima che accada l’irreparabile, ma l’uomo, con le ultime forze, scaglia un potentissimo attacco che trasporta Gidan e tutti gli altri in un mondo senza tempo, dove li attende il boss finale: Trivia, l’incarnazione del nulla e della morte. Tornati su Gaia, Gidan sente la voce di Kuja che, ancora vivo, è rimasto intrappolato tra le radici dell’albero di Iifa, completamente fuori controllo a seguito della distruzione di Tera, e decide generosamente di andare in suo soccorso.

Dopo la scomparsa di Gidan, trascorrono anni in cui la pace torna su Gaia, e la regina Garnet regna saggiamente sul proprio popolo, per quanto soffra profondamente per la perdita del ragazzo che ha amato. Tuttavia, durante una replica della recita che aveva dato inizio alla storia, in onore della nuova regina, un attore tra gli altri svela il volto coperto: è Gidan, il quale, abbracciando l’amata Garnet, le rivela di aver sì trovato Kuja tra le radici dell’albero di Iifa; ma mentre l’uomo ha deciso per la morte, soffocato dai rimorsi per le proprie azioni malvagie, Gidan ha “scelto di vivere, per tornare a casa, un giorno”.

Gameplay[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di battaglia in Final Fantasy IX è stato sostanzialmente rivisto rispetto ai predecessori apparsi su Playstation. Le modifiche significative sono:

  • Il ritorno al Party di 4 personaggi - In una battaglia è possibile controllare fino a 4 personaggi del party, come nei capitoli precedenti a Final Fantasy VII.
  • Trance - Molto simile al sistema Limit Break di Final Fantasy VII. Ogni danno subito in battaglia aumenta la barra di Trance, che una volta piena abilita diverse opzioni speciali per il personaggio (attacchi particolari o aumento di potenza). La barra di trance diminuisce a ogni attacco sino all'esaurimento della sua energia, se piena soltanto alla fine svanisce per i combattimenti successivi.
  • Magie su più avversari - Molte magie possono essere indirizzate a più di un nemico.
  • Spiriti Invocativi - Daga ed Eiko possono invocare alcuni mostri detti "invocazioni" o "summon" già apparsi nei precedenti capitoli di Final Fantasy (soprattutto in Final Fantasy VI sotto forma di Esper) usando i propri MP.
  • Due giocatori - Questo capitolo offre la possibilità di giocare in compagnia concedendo due personaggi a testa (basta modificare i parametri di gioco nelle opzione).

Inoltre come negli altri Final Fantasy ci sono molti giochi secondari tra cui allenare Choco, il nostro chocobo. Infatti potrebbe sembrare una perdita di tempo ma è molto importante anche per l'assoluto completamento del gioco.

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco è ambientato principalmente in un mondo di nome Gaia, popolato da razze umane e umanoidi. Ci sono quattro continenti sul pianeta, di cui tre quasi inesplorati, meno evoluti ma pacifici. I nomi dei continenti sono:

  • Continente della Nebbia
  • Continente Esterno
  • Continente Dimenticato
  • Continente Isolato

La maggior parte della popolazione vive nel Continente della Nebbia. Questo continente è diviso in tre reami separati da catene montuose:

  • Alexandria: culla delle vicende;
  • Lindblum: città degli idrovolanti;
  • Burmesia: il Regno della pioggia perenne, abitata da topi antropomorfi e patria del personaggio Freija Crescent

Inoltre molte scene hanno luogo in una città indipendente di nome Toleno dove si raduna l'aristocrazia continentale, nel reame di Cleyra, città delle Sabbie Eterne che si separò dal resto del mondo nel secolo precedente e abitata da topi antropomorfi che simboleggiano la parentela con il regno di Burmesia, tra l'altro vicino geograficamente, e un pianeta parallelo di nome Tera (Terra, nella versione originale) e in due dimensioni collegate tra di loro chiamate Luogo dei Ricordi e Mondo di Cristallo, ai quali si accede dal continente esterno (vedi Albero di Iifa).

Altri luoghi presenti nel gioco sono:

  • Villaggio di Dali & torre di vedetta: qui scopriremo che Alexandria ha a che fare con la costruzione dei Maghi Neri
  • Madain Sari: antico villaggio degli Sciamani dove incontreremo Eiko e Daga scoprirà un po' di più del suo passato.
  • Conde Petit: villaggio popolato da nanetti
  • Villaggio dei maghi neri: villaggio in cui abitano maghi neri buoni
  • Esto Gaza: da qui si potrà entrare nel Vulcano Gulgu
  • Oeilvert: luogo che si rivelerà utile per capire qualcosa su Gidan, è una città caduta in rovina secoli fa
  • Castello di Ipsen: luogo in cui si andrà per ottenere i "sigilli"
  • Daguerreo: posto in altura a sud ovest, chiamata la città della sapienza perché non c'è guerra. È isolata dal resto del mondo
  • Reggia del Deserto: rimaniamo catturati da Kuja che ci chiederà di prendere la pietra Gulgu, che annulla la magia
  • Albero di Iifa: importantissimo luogo dove andremo più volte
  • Foresta del Male: pietrificata dopo aver ucciso il Signore della Foresta
  • Caverna di Quan: dove abitava Vivi e suo nonno
  • Grotta di ghiaccio: vicino alla Foresta del Male, incontreremo il primo Walzer
  • Grotta di Ghizamaluk: l'attraverseremo per arrivare a Burmesia e qui troveremo Ghizamaluk un mostro che è stato incattivito da qualcuno..
  • Pinnacle Rocks: qui Daga riacquisterà uno spirito invocativo, Lamù
  • Fossil Roo: questo posto dove ci muoveremo grazie ai gargant ci porterà nel Continente senza Nebbia
  • Palude dei Qu: dove vive Quina, dovremo farle prendere tutte le rane attraverso un mini-gioco
  • Chocobosco: primo luogo in cui si potrà affrontare la sub-quest del chocobo
  • Chocogolfo: ci si può arrivare solo se il chocobo è di colore azzurro (e saprà, quindi, camminare nell'acqua bassa), o meglio blu (e saprà, quindi, nuotare)
  • Chocoaeroparco: ci si può arrivare solo se il chocobo è di colore oro (e saprà, quindi, volare)
  • Centrale Mogu-Net, posto di lavoro dei moguri.
  • Isola Splendente, ci permetterà di andare a Tera

Per arrivare a Tera dovremo sconfiggere 4 mostri simultaneamente che si trovano nel:

  • Tempio del Vento
  • Tempio del Fuoco
  • Tempio dell'Acqua
  • Tempio della Terra

Complessivamente l'ambientazione è più orientata al fantasy medievale rispetto ai precedenti capitoli della serie, che hanno atmosfere fantascientifiche.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Final Fantasy IX.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Final Fantasy IX Original Soundtrack.

La musica di Final Fantasy IX, come per i precedenti capitoli della serie di Final Fantasy, è stata composta da Nobuo Uematsu, che compose per il gioco circa 160 brani, di cui 140 inseriti nel gioco[2].

Il gioco, come il suo predecessore Final Fantasy VIII, contiene una ballata J-pop che fa da "theme-song": Melodies of Life, composta da Uematsu, scritta da Hiroyuki Ito (in giapponese) e da Alexander O. Smith (in inglese) e cantata da Emiko Shiratori in entrambe le versioni.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy IX racchiude in sé numerosi riferimenti al passato tra cui:

  • L'aspetto di Vivi e tutti i maghi neri sono ripresi dall'aspetto del mago nero di Final Fantasy
  • La principessa Garnet all'inizio del gioco è vestita esattamente come la maga bianca di Final Fantasy.
  • Trance - era l'abilità speciale di Terra/Tina in Final Fantasy VI.
  • Rufus Welcoming Cerimony - nella Foresta del Male, la banda suona "Rufus Welcoming Cerimony" brano tratto da Final Fantasy VII.
  • Musica da Final Fantasy III - Bisogna avere il Vaso di Doga e lo Specchio di Une. Questi due oggetti si possono comprare all'Asta di Toleno. Tornando al villaggio dei Maghi Neri nel disco 4 dopo aver controllato il grammofono nel Black Mage Inn, la musica di sottofondo cambierà in quella del terzo capitolo. Non a caso, Doga e Une sono due personaggi importanti nella trama di Final Fantasy III.
  • La storia di Joseph - La storia raccontata a Pinnacle Rocks da Lamù, è un riferimento al personaggio giocabile di Final Fantasy II, Joseph, un monaco che accetta di aiutare i personaggi principali nel recuperare una campana nascosta in una grotta, e che poi lì perde la vita sacrificandosi. L'impero di cui si parla nella storia è lo stesso impero malvagio che bisogna affrontare nel secondo capitolo.
  • La regina Hilda - La regina di Lindblum si chiama Hilda (da cui anche il nome dell'aeronave Hildagarde), proprio come la regina di Altair che guida la rivolta contro l'Impero in Final Fantasy II.
  • Squall e Cloud - alla fine del gioco viene mostrato un testo che dice No cloud or squall shall hinder us; Cloud viene anche citato in un negozio d'armi, dove il negoziante fa riferimento a un ragazzo con i capelli a punta che maneggiava un'enorme spada.
  • Vulcano Gulgu - simile al Gurgu Volcano visto nel primo Final Fantasy. Anche la musica di sottofondo è uguale a quella del primo capitolo.
  • I nani di Conde Petit salutano come quelli di Final Fantasy IV anche se "Lali-ho" viene questa volta trascritto come "Rally-ho" (in italiano "Trallallà"). Poiché la lingua giapponese non distingue L da R, entrambe le trascrizioni sono corrette.
  • Hilguygars, avrebbe dovuto essere tradotto con Hill Gigas. "Gigas" è il nome comune utilizzato per gli esseri giganti della serie, come in Final Fantasy VI.
  • Madain è un chiaro riferimento a "Maduin" da Final Fantasy VI.
  • Garland è anche un personaggio di Final Fantasy.
  • I quattro Chaos da sconfiggere nel dungeon finale (Malilith, Tiamath, Kraken e Lich) sono gli stessi quattro boss, sia di nome che d'aspetto, che proteggono i quattro cristalli elementali in Final Fantasy; il solo fatto che si chiamino Chaos è un riferimento al boss finale dello stesso gioco, che si chiama proprio Chaos.
  • Fabool, il cognome di Cid, è probabilmente una scrittura diversa di Fabul, nome di una città presente in Final Fantasy IV
  • Alcune carte rappresentano personaggi o oggetti di vecchi capitoli della saga: è il caso della carta Boko, rappresentante il chocobo di Butz, personaggio principale di Final Fantasy V e della carta Namingway, riferita al buffo personaggio non giocabile di Final Fantasy IV. Inoltre in quest'ultimo gioco Namingway permetteva di cambiare il nome dei personaggi; in Questo capitolo, portando la carta a uno studioso di Daguerreo, si può proprio cambiare il nome di un personaggio.
  • Mogu, il moguri guardiano di Eiko, porta lo stesso nome del moguri danzatore di Final Fantasy VI
  • Anche in questo capitolo della saga è presente il personaggio di Cid, qui sovrano del Regno di Lindblum

Somiglianze con Final Fantasy IV[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo molto evidenti, questo gioco presenta numerose affinità con il quarto capitolo della saga:

  • in entrambi i giochi il sovrano di un potente regno agisce in modo crudele: in FFIV questo accade perché il vero re era stato precedentemente ucciso e sostituito da un demone, mentre in FFIX la regina viene manipolata da Kuja.
  • In entrambi gli episodi è necessario, per raggiungere il boss finale, attraversare un'altra dimensione, alla fine della quale ci sarà ad attendere il boss.
  • in entrambi gli episodi quello che sembra essere l'antagonista principale è imparentato con il protagonista e odia quest'ultimo per varie ragioni. Kuja, infatti, è, in un certo senso il fratello di Gidan, e lo detesta perché prima o poi lo avrebbe sostituito come "dio della morte". Così anche Golbez, fratello di Cecil, abbandona quest'ultimo dopo la morte dei genitori perché ritiene il neonato responsabile della morte della madre. Inoltre entrambi i nemici poi si pentono: Golbez, pur essendo in realtà controllato da una forza maligna non riesce ad annientare il fratello quando si presenta l'occasione e, sconfitto l'essere che lo manipolava si rifiuta di tornare sulla terra dopo quello che ha causato al suo consanguineo. Anche Kuja si dimostra pentito alla fine della storia, poco prima di morire.
  • nelle storie di questi due videogames appare anche un boss finale improvviso: Trivia nel nono capitolo, Zeromus nel quarto. Inoltre, una volta sconfitti, pronunciano frasi molto simili. Trivia infatti dice: "Io esisterò sempre, perché finché ci sarà la vita, ci sarà anche la morte"; Zeromus afferma invece:"Anche se sono stato sconfitto il mio spirito non morirà mai, perché dove c'è luce, c'è anche oscurità".
  • anche se potrebbero essere solo coincidenze, va notata la somiglianza dei nomi Kluya e Kuja. Inoltre nella prima versione di Final Fantasy IV i nomi dei lunariani eran scritti alternando casualmente lettere maiuscole e minuscole (come FuSoYa), mentre in Final Fantasy IX questo è il linguaggio sempre usato dai maghi neri per parlare.
  • questi sono gli unici due capitoli (oltre, almeno in parte, al quinto e al decimo) in cui Bahamut ha un ruolo di importanza maggiore rispetto agli altri episodi della saga.
  • nella versione per Nintendo DS di Final Fantasy IV gli esseri invocabili vengono chiamati Eidolon, come in Final Fantasy IX
  • In entrambi i capitoli ogni personaggio giocabile ha abilità uniche, che lo differenzia dagli altri.
  • Sia Cecil che Gidan scoprono poco prima della fine del gioco di avere origini extraterrestri (Cecil è un Lunariano, Gidan un Jenoma di Tera).

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco ha ottenuto molto successo, ricevendo parecchie recensioni positive. Metacritic lo ha votato con 94/100, giudicandolo così come il miglior gioco della saga di Final Fantasy[3].


In Giappone non è stata pubblicata nessuna guida ufficiale del gioco. Quelle americana e europea invece era volutamente incompleta: qualora il giocatore avesse voluto leggere il resto delle soluzioni, doveva usare i link e i codici d'accesso contenuti nella guida che indirizzavano a sezioni protette del sito ufficiale della guida strategica, contenenti le soluzioni restanti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chiffres de vente, FFWorld.com. URL consultato il 12 marzo 2012.
  2. ^ Nobuo Uematsu Interview by Weekly Famitsu, Famitsu. URL consultato il 17 giugno 2007.
  3. ^ Final Fantasy IX, Metacritic. URL consultato il 12 marzo 2012.

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