Final Fantasy VI

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Final Fantasy VI
Final Fantasy Logo VI.jpg
Logo di Final Fantasy VI
Titolo originale ファイナルファンタジーVI
Sviluppo Square, TOSE
Pubblicazione SNES
JPN Square
NA Square Electronic Arts
PlayStation
JPN Square
NA Square Electronic Arts
PAL
SCE Europe
Game Boy Advance
JPN Square Enix
NA Nintendo of America
PAL Nintendo of Europe
Ideazione Hiroyuki Ito
Yoshinori Kitase
Hironobu Sakaguchi
Serie Final Fantasy
Data di pubblicazione SNES:
Giappone 2 aprile 1994
Flags of Canada and the United States.svg 20 ottobre 1994

Wii VC:
Giappone 15 marzo 2011
Flags of Canada and the United States.svg 30 giugno 2011
Zona PAL 18 marzo 2011
Wii U VC:
Giappone 26 giugno 2013
PlayStation:
Giappone 11 marzo 1999
Flags of Canada and the United States.svg 30 settembre 1999
Zona PAL 1 marzo 2002
PlayStation Network:
Giappone 20 aprile 2011
Flags of Canada and the United States.svg 6 dicembre 2011
Zona PAL 2 giugno 2011
Game Boy Advance:
Giappone 30 novembre 2006
Flags of Canada and the United States.svg 5 febbraio 2007
Flag of Europe.svg 6 luglio 2007
Android:
Flag of Europe.svg 15 gennaio 2014[1]
iOS:
Flag of Europe.svg 6 febbraio 2014[2]

Genere Videogioco di ruolo alla giapponese
Tema Fantasy
Modalità di gioco Giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma Super Nintendo Entertainment System, PlayStation, Game Boy Advance, Android, iOS
Fascia di età ACB: M15+
CERO: A (GBA); B (VC)
ELSPA: 11+
ESRB: T
OFLC (AU): M
PEGI: 7
USK: 6; 12
Periferiche di input Gamepad
Preceduto da Final Fantasy V
Seguito da Final Fantasy VII
(EN)
« MagiTek has been reborn. And the end of the world is near. »
(IT)
« Magitek è rinato. E la fine del mondo è vicina. »
(Tagline della versione Super Nintendo)

Final Fantasy VI (ファイナルファンタジーVI Fainaru Fantajī Shikkusu?) è un videogioco di ruolo alla giapponese creato dalla casa di sviluppo Square (ora Square Enix) nel 1994 per Super Nintendo Entertainment System come parte della serie Final Fantasy. È stato successivamente portato da TOSE anche su PlayStation e PlayStation Network[3] (con piccole differenze e l'aggiunta di tre scene in CGI), su Game Boy Advance[4] (versione potenziata con contenuti aggiuntivi), su Wii Virtual Console[5] e su dispositivi Android[1] e iOS[2] (con un sistema di battaglia leggermente differente e grafica più dettagliata).

Il gioco era conosciuto con il titolo Final Fantasy III quando venne pubblicato per la prima volta in Nord America, in quanto l'originale Final Fantasy III non era mai arrivato al di fuori del Giappone ai tempi del Nintendo Entertainment System, e venne così chiamato per mantenere la continuità con Final Fantasy IV (conosciuto in Nord America con il titolo Final Fantasy II).[6] Final Fantasy VI fu il primo gioco della serie in cui Hironobu Sakaguchi, storico direttore della saga, non ricoprì il ruolo di regista, che venne invece assegnato a Yoshinori Kitase e Hiroyuki Ito.[7] Yoshitaka Amano si occupò del design dei personaggi, mentre Nobuo Uematsu compose la colonna sonora,[8] pubblicata poi in una varietà di album.

Final Fantasy VI è stato apprezzato dalla critica ed è considerato da vari siti e riviste come il migliore della serie Final Fantasy,[9] nonché uno dei migliori videogiochi[10][11] e giochi di ruolo in assoluto.[12] Ha anche vinto numerosi premi e riconoscimenti, assegnati da riviste come Electronic Gaming Monthly e vari siti web.[13] Le versioni Super Nintendo Entertainment System e PlayStation hanno venduto più di 3,48 milioni di copie in tutto il mondo, con 2,62 milioni nel solo Giappone, e oltre 750.000 come parte di Final Fantasy Anthology e Final Fantasy Collection, rendendo Final Fantasy VI uno dei videogiochi più venduti in territorio nipponico.[14]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

Final Fantasy VI è ambientato in un vasto mondo senza nome.[15] Durante la prima metà dell'avventura esso è formato da tre grandi continenti ed è definito "World of Balance" (Mondo dell'Ordine). Il continente settentrionale è composto da una serie di catene montuose e contiene la maggior parte dei luoghi accessibili al giocatore. Gran parte del continente meridionale, invece, è sotto il controllo dell'Impero Gestahliano, mentre il continente orientale, un'area selvaggia chiamata "Veldt", è habitat di numerose bestie. Dopo la prima metà del gioco, l'aspetto geografico del mondo viene alterato e appare composto da numerose isole di varia grandezza, situate attorno a un grande continente centrale. In questa nuova forma è conosciuto come "World of Ruin" (Mondo in Rovina).

I luoghi più importanti del Mondo dell'Ordine sono Narshe, città nordica in guerra con l'Impero Gestahliano e la cui economia si basa sull'estrazione del carbone; il Regno di Figaro, i cui abitanti sembrano alleati dell'Impero, ma aiutano in segreto la Resistenza; e Vector, la capitale della nazione nemica, città militarista in cui vengono create potenti armi Magitek e la sede del palazzo di Gestahl. Luoghi importanti del Mondo in Rovina sono, invece, la Torre dei Fanatici, sito in cui il Culto di Kefka adora la sua folle divinità; la Torre di Kefka, luogo creato dai resti di Vector, da dove il pagliaccio brucia i villaggi dei sopravvissuti con la Luce del Giudizio; e la Caverna della Fenice, dungeon che il cacciatore di tesori Locke Cole esplora per trovare e usare i poteri della leggendaria Fenice.

In contrasto con le ambientazioni medievali dei precedenti titoli della serie, Final Fantasy VI si svolge in un ambiente prettamente steampunk.[16] La struttura della società è assimilabile a quella della seconda metà del XIX secolo, con riferimenti all'opera e alle belle arti che costituiscono uno dei motivi ricorrenti del gioco, e un livello tecnologico pari a quello della seconda rivoluzione industriale, con un notevole sviluppo del trasporto ferroviario, l'utilizzo di piroscafi e un'operazione di estrazione del carbone eseguita nella città settentrionale di Narshe. Inoltre, nel Regno di Figaro vengono sviluppati diversi esempi di armi e di ingegneria moderna — come motoseghe, trapani e balestre.[15] I sistemi di comunicazione, invece, non hanno raggiunto livelli analoghi di sviluppo e la corrispondenza avviene prevalentemente tramite piccioni viaggiatori.

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Perché la gente insiste a creare cose che finiranno per essere distrutte? Perché le persone celebrano la vita, anche se sanno di dover morire? Anche se sanno che tutto ciò che fanno scomparirà con loro? »
(Kefka Palazzo, l'antagonista del gioco, prima dello scontro finale)

Mille anni prima degli eventi del gioco, tre entità conosciute come la Triade della Discordia (Fiend, Demon e Goddess) iniziarono un conflitto che verrà chiamato la Guerra dei Magi. Durante questo scontro le tre divinità trasformarono gli esseri umani e gli animali in creature magiche chiamate Esper, per avvalersi del loro aiuto in battaglia. In seguito, la Triade della Discordia si accorse dei gravissimi danni provocati da questo conflitto e, per prevenire la distruzione del mondo, i tre esseri sigillarono i loro poteri, diventando statue di pietra. Gli Esper presero allora i corpi pietrificati delle tre divinità e li nascosero in una nuova dimensione da loro creata (il Mondo degli Esper), sperando che nessun essere umano sarebbe riuscito ad abusare dei loro poteri in futuro. Nel corso dei secoli, il concetto di magia svanì definitivamente, fino a diventare leggenda, mentre l'uomo formò una società basata sullo sviluppo scientifico e tecnologico. La nazione più avanzata che si venne a creare fu l'Impero Gestahliano, una dittatura crudele e belligerante guidata dall'Imperatore Gestahl e dal suo folle generale Kefka Palazzo, ostacolata da un'organizzazione di ribelli conosciuta come Resistenza. Un giorno, la barriera tra il Mondo degli Esper e quello umano s'indebolì e Gestahl ne approfittò per invadere la terra leggendaria, rapire numerose creature magiche e studiare i loro misteriosi poteri. Usando gli Esper come fonte di energia, Gestahl diede vita a "Magitek", un programma di ricerca per unire magia e tecnologia e infondere poteri magici negli esseri umani. Kefka si sottopose ai primi esperimenti e divenne il prototipo e comandante di una serie di soldati magicamente potenziati, chiamati Cavalieri Magitek; ciò compromise tuttavia la sua già fragile salute mentale, fino a renderlo un vero e proprio psicopatico.

All'inizio del gioco, Terra Branford è alla ricerca, per conto dell'Impero, dell'Esper Valigarmanda, congelato all'interno delle miniere della città di Narshe. Con un misterioso attacco la creatura uccide i due soldati imperiali che la accompagnavano, Biggs e Wedge, e la libera dal controllo mentale di Kefka, ma la ragazza non riesce a ricordare nulla del proprio passato. Terra incontra quindi il cacciatore di tesori Locke Cole, che la salva dall'attacco di un gruppo di soldati e le promette di proteggerla. Locke la conduce al Regno di Figaro, dove incontrano il re Edgar Roni Figaro, che acconsente di aiutare la ragazza, e i ribelli della Resistenza, che chiedono a Terra di aiutarli nella loro lotta contro l'Impero. Incaricato di cercare Terra e venuto a sapere che Edgar la sta nascondendo, Kefka attacca il castello e la città di South Figaro, spingendo la Resistenza alla fuga.

In seguito Terra scoprirà di essere il frutto dell'unione tra un Esper, Maduin, e una donna, Madeleine, e accetterà così i suoi poteri magici. Per lanciare un'offensiva su tutti i fronti nei confronti dell'Impero, la Resistenza chiede a Terra di entrare in contatto col Mondo degli Esper e di richiedere il loro aiuto. Le creature magiche però, adirate, non ascoltano la proposta della donna e attaccano Vector, la capitale dell'Impero, bruciandola. L'imperatore Gestahl si arrende, fa arrestare Kefka per aver avvelenato il Regno di Doma e per aver commesso numerosi altri crimini e invita la Resistenza ad un banchetto per avviare delle trattative di pace, durante le quali il sovrano chiede a Terra di recapitare un messaggio di tregua agli Esper che hanno attaccato Vector, recandosi al villaggio di Thamasa. Arrivati a Thamasa, Terra e Locke riescono a trovare gli Esper, ma Kefka evade dal carcere dell'Impero e uccide le creature appena ritrovate e il Generale Leo. Viene così smascherata la farsa di Gestahl, che, insieme a Kefka, raggiunge il portale che conduce al Mondo degli Esper, trova la Triade della Discordia e la usa per dar vita al Continente Fluttuante, un luogo da cui l'Imperatore vuole dominare il mondo. La Resistenza raggiunge rapidamente il continente, e una volta davanti a Gestahl e Kefka, Celes Chere, ex generalessa dell'Impero, pugnala Kefka, senza riuscire ad ucciderlo ma lasciandolo accecato dalla sua follia. Egli uccide così Gestahl, sconvolgendo l'ordine della Triade della Discordia e devastando il mondo, per poi assorbire un'enorme quantità di poteri magici dalle tre divinità e assurgendo a vero e proprio dio.

Un anno dopo, Celes si sveglia da un coma profondo su un'isola deserta insieme allo scienziato Cid. Dopo la morte di quest'ultimo, la ragazza, disperata, tenta il suicidio, ma riesce a salvarsi e trova il coraggio di viaggiare alla ricerca dei suoi compagni dispersi. Dopo essersi riuniti, i membri della Resistenza entrano nella Torre di Kefka e, raggiunta la cima, uccidono il loro malefico avversario in un'ardua battaglia, impresa che porta alla totale estinzione della razza degli Esper e alla scomparsa della magia. La Resistenza scappa allora dalla torre che inizia a crollare, preoccupati del fatto che anche Terra, essendo un Esper, potrebbe morire; la ragazza però, attaccata profondamente al mondo degli umani, riesce a sopravvivere e guida il gruppo fuori dalla torre.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Final Fantasy VI.
Yoshitaka Amano, uno dei disegnatori principali di Final Fantasy VI

Final Fantasy VI ha ben quattordici personaggi giocabili, il cast più vasto della serie. È stato anche il primo gioco in cui Yoshitaka Amano, lo storico designer dei personaggi della serie, venne affiancato da dei collaboratori: Tetsuya Nomura creò infatti l'aspetto e la storia di Shadow e Setzer Gabbiani,[17] mentre Kaori Tanaka si occupò di Edgar Roni e Sabin Rene Figaro.[18] Yoshinori Kitase affermò che non voleva che la storia s'incentrasse su un solo personaggio, così che tutti avrebbero affascinato in qualche modo il giocatore.[19]

Il cast di Final Fantasy VI è stato apprezzato dalla critica, ed è uno dei più amati nel panorama dei videogiochi.[20] Nella sua recensione della riedizione per Game Boy Advance, IGN disse che il cast di personaggi di Final Fantasy VI è «vasto e vario, e anche se molti di loro traggono spunto dagli archetipi dei personaggi dei giochi di ruolo tradizionali, questo è stato il gioco che ha contribuito a definire questi archetipi in primo luogo».[20] Secondo GameSpy, invece, «il grande cast di personaggi, che è uno dei vari punti forti del gioco, è davvero impressionante per individualità, sia dal lato della storia che da una prospettiva di gioco, così come il grande sforzo che è stato profuso nell'esplorare a fondo le loro personalità, storie e motivazioni».[21] Nintendo Power nominò i personaggi i più memorabili dell'intera serie.[22]

Numerosi personaggi del cast hanno ricevuto lodi e attenzioni individuali da parte della critica, come Kefka Palazzo, che è stato ripetutamente nominato uno dei migliori cattivi dei videogiochi.[23][24] Nella classifica di IGN del 2008, dei 25 migliori personaggi della serie, Kefka, Setzer, Celes e Ultros si piazzarono rispettivamente al sesto, dodicesimo, quattordicesimo e ventiquattresimo posto.[25][26][27] Nintendo Power ha definito Shadow uno dei migliori ninja dei videogiochi,[28] mentre Ryan Clements di IGN, nel 2009, ha nominato Terra Branford «uno dei personaggi più amati del gioco».[29] In un sondaggio dello stesso anno, condotto dalla rivista V Jump, otto personaggi del cast — Locke, Edgar, Celes, Setzer, Terra, Shadow, Sabin e Relm — emersero tra i 15 più popolari dell'intera serie.[30]

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

Esplorazione[modifica | modifica sorgente]

Il giocatore può spostare i personaggi ricorrendo all'"Overworld", la mappa del mondo, in modo da farli accedere ai vari luoghi del gioco, come villaggi, dungeon e città. È possibile viaggiare nella mappa, a piedi, in groppa a un Chocobo o sull'aeronave, ottenibile soltanto procedendo nel gioco.[15] I giocatori possono rivolgersi ai residenti delle città, che offrono spesso informazioni utili o permettono di acquistare oggetti, equipaggiamento o Reliquie. Più avanti nel gioco, visitando alcuni villaggi o altri luoghi, si attiveranno delle missioni secondarie.[15] I dungeon si presentano in una varietà di aree, tra cui grotte, fogne, foreste ed edifici: in questi luoghi si trovano spesso dei forzieri contenenti oggetti rari, che non sono disponibili nella maggior parte dei negozi. In alcuni dungeon, invece, bisogna superare labirinti o risolvere determinati enigmi per proseguire, e in certe situazioni il gioco richiede anche di utilizzare più di un gruppo di personaggi, come nella Torre di Kefka, e di far intraprendere loro strade diverse per completare particolari sfide.[31]

Combattimenti e sviluppo dei personaggi[modifica | modifica sorgente]

La schermata di un combattimento nella versione SNES di Final Fantasy VI

In combattimento si possono utilizzare un massimo di quattro personaggi. Le battaglie sono casuali, tranne quelle contro i boss, e si svolgono con il sistema Active Time Battle (ATB), introdotto per la prima volta in Final Fantasy IV: durante uno scontro ad ogni personaggio del gruppo è assegnata una barra che si riempie col tempo e, una volta completa, dà al giocatore la possibilità di eseguire un comando. Durante l'attesa anche i nemici possono attaccare, aspettando anche loro il proprio turno (che però non viene descritto da nessuna barra).[32] Il tempo di caricamento per ogni attacco dipende dalle statistiche del singolo personaggio.[32] Ogni personaggio ha un'abilità propria, che lo differenzia dagli altri in battaglia: Locke, per esempio, può rubare oggetti ai nemici, mentre Celes può assorbire le magie e tramutarle in Punti Magia.[33] I personaggi hanno anche a disposizione gli "Attacchi della Disperazione", potenti tecniche che possono essere eseguite solo quando i Punti Vita si avvicinano allo zero. Questi attacchi appariranno con nomi diversi — "Limit Break", "Turbotecniche" — anche in molti altri capitoli della serie Final Fantasy.[34]

Vincendo le battaglie si ottengono Punti Esperienza (EXP), Gil (il denaro del gioco, chiamato Gold Piece, GP, nella versione nordamericana), Punti Abilità (PA) e, alcune volte, degli oggetti. Dopo aver raggiunto una certa quantità di Punti Esperienza, i personaggi salgono di livello; più quest'ultimo è alto, più Punti Esperienza servono per l'incremento successivo. Ogni volta che ciò accade, le statistiche dei personaggi aumentano, rendendoli più efficienti in battaglia.[33] Terra e Celes, raggiunto un certo livello, acquisiscono nuove magie, mentre gli altri hanno bisogno degli Esper e dei Punti Abilità (PA) per apprendere incantesimi.[32]

Equipaggiamento[modifica | modifica sorgente]

Le armi e le protezioni possono essere acquistate o trovate casualmente nel gioco e vengono assegnate manualmente ai personaggi. Le prime aumentano il valore di attacco di chi le usa e, a volte, aggiungono effetti addizionali durante l'attacco o migliorano altri parametri.[35] Le seconde, invece, migliorano la difesa e offrono abilità di supporto, come immunità a certi tipi di magia.[35] I personaggi possono equipaggiare anche le Reliquie, rari oggetti che forniscono utili abilità, come la possibilità di ottenere doppi Punti Esperienza o di utilizzare due magie in un solo turno.[35] È possibile equipaggiare i personaggi soltanto nella schermata del menu principale e durante le battaglie.[15]

Esper[modifica | modifica sorgente]

Con Esper si intendono le invocazioni di Final Fantasy VI.[32] Ciascuna di queste creature può essere associata a un solo personaggio per volta, cosicché ognuno di essi possa utilizzare il proprio in combattimento. Ogni Esper andrà invocato utilizzando un certo numero di PM (Punti Magia) e fornirà un unico, potente attacco. Oltre ad avere, per la prima volta, un importante ruolo nella trama, quando i personaggi vincono le battaglie e salgono di livello, ottengono Punti Abilità (PA), e l'Esper che hanno equipaggiato gli fornirà dei bonus permanenti alle statistiche e nuovi incantesimi. Grazie a questo sistema di crescita, ogni personaggio di Final Fantasy VI è in grado di utilizzare la magia, anche se la sua classe non lo permetterebbe.[36]

Modalità multigiocatore[modifica | modifica sorgente]

Final Fantasy VI dispone di una modalità multiplayer (introdotta per la prima volta nella serie in Final Fantasy IV) di cui possono usufruire fino a un massimo di due giocatori, e che può essere attivata e disattivata in qualunque momento dalla schermata del menu principale.[15] Durante le battaglie, i due giocatori avranno la possibilità di controllare i personaggi, mentre nella mappa del mondo soltanto il primo giocatore potrà accedere ai vari luoghi del gioco.[15]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

« Ricordo ancora quando, durante la festa di lancio di Final Fantasy VI, il notoriamente spietato Mr. Sakaguchi ha tenuto un discorso. "Grazie a ciascuno di voi - abbiamo creato il miglior gioco del mondo! No! Dell'universo! Grazie!" Ho pianto. C'erano lacrime sul mio viso. Quelle lacrime mi hanno fatto capire quanto mi ero impegnato nel progetto. Mi auguro che i giochi di Final Fantasy continuino per sempre ad essere una fonte di gioia non solo per i fan, ma anche per gli sviluppatori! »
(Nobuo Uematsu, note di copertina di Final Fantasy XIV: Battle Tracks)
Hironobu Sakaguchi al Tokyo Game Show 2006

Lo sviluppo di Final Fantasy VI cominciò subito dopo l'uscita del suo predecessore Final Fantasy V, nel dicembre 1992,[17] e la sua creazione richiese soltanto un anno.[37] Il direttore e creatore della serie, Hironobu Sakaguchi, non poté essere coinvolto come nei due titoli precedenti a causa di impegni in altri progetti e della promozione a vice presidente della società nel 1991.[38] Per questo motivo si ritagliò un ruolo da produttore e supervisore, nominando come direttori e responsabili di Final Fantasy VI, Yoshinori Kitase e Hiroyuki Ito: Kitase si occupò degli eventi e delle ambientazioni, mentre Ito prese in carico tutti gli aspetti legati al combattimento.[17] L'idea dietro la storia di Final Fantasy VI era che ogni personaggio sarebbe potuto essere il protagonista dell'avventura. Tutti i membri del team di sviluppo contribuirono allora a creare idee per i personaggi e i loro "episodi" all'interno della trama generale, in uno sforzo creativo che Kitase descrisse come un "processo ibrido".[17] Di conseguenza, Terra e Locke vennero concepiti da Hironobu Sakaguchi; Celes e Gau da Kitase; Shadow e Setzer dal regista della grafica Tetsuya Nomura, ed Edgar e Sabin dallo sviluppatore grafico del campo di gioco, Kaori Tanaka. Infine fu compito di Kitase unire la storia fornita da Sakaguchi con tutte le idee individuali del team di sviluppo, per creare una narrazione che fosse coerente.[39] In un'intervista, il programmatore ha dichiarato che «mantenere un attento equilibrio tra tutti i personaggi è stato probabilmente una delle sfide più impegnative», ma che a posteriori si è accorto di essersi fatto prendere un po' la mano e che alcuni personaggi ricevettero più attenzione di quanto inizialmente preventivato, come nel caso di Celes e di Kefka.[19][17]

Yoshitaka Amano, da lungo tempo collaboratore della serie Final Fantasy, ritornò come disegnatore dei personaggi. I suoi ritratti divennero la base dei modelli nei video in full motion prodotti per la versione PlayStation.[40] Tetsuya Takahashi, uno dei direttori grafici, disegnò i blindati Magitek della scena di apertura, prevaricando le intenzioni di Sakaguchi, che voleva utilizzare quei disegni in altre parti del gioco.[41] Gli sprite animati dei personaggi nel gioco vennero creati da Kazuko Shibuya.[42] Mentre nei precedenti titoli della serie gli sprite erano meno dettagliati sulla mappa che in battaglia, Final Fantasy VI garantì una risoluzione altrettanto elevata, indipendentemente dallo schermo. Ciò consentì l'uso di animazioni raffiguranti una varietà di movimenti ed espressioni facciali.[43] Anche se non era il primo gioco per SNES a utilizzare la modalità grafica Mode 7, Final Fantasy VI ne fece un uso più esteso rispetto a Final Fantasy IV e Final Fantasy V, dando una prospettiva tridimensionale a un gioco altrimenti bidimensionale.[44]

La produzione del gioco si mantenne nei tempi e nel budget previsti, nonostante le difficoltà incorse verso la fine per sistemare i numerosi errori presenti nel codice. Alla fine dello sviluppo del gioco, infatti, i programmatori erano «tormentati da bug», in quanto la Square non aveva ancora strumenti o particolari software per aiutare i programmatori ad individuare tali errori.[17]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica di Final Fantasy VI.
Nobuo Uematsu, compositore della colonna sonora di Final Fantasy VI

La colonna sonora di Final Fantasy VI è stata composta da Nobuo Uematsu, collaboratore di lunga data ai giochi della serie. Essa consiste in temi per ogni personaggio principale e luogo accessibile, oltre a musiche per le battaglie contro nemici casuali e boss, o per scene speciali. L'uso ripetuto di leitmotiv è uno degli aspetti principali di questo lavoro di Uematsu.

Il brano Aria di Mezzo Carattere, udibile durante la celebre scena dell'Opera, contiene una "voce" sintetizzata che accompagna la melodia; resasi necessaria dal momento che le limitazioni tecniche del chip sonoro SPC700, utilizzato all'epoca, impedivano l'uso di una traccia vocale.[45] L'album orchestrale Final Fantasy VI Grand Finale contiene una versione arrangiata dell'aria, con un testo in italiano eseguito da Svetla Krasteva e un accompagnamento orchestrale. Questa versione è presente anche nel finale in full motion video della versione per PlayStation, con gli stessi testi, ma un arrangiamento musicale differente.[46] L'album Orchestral Game Concert 4, inoltre, include una versione estesa del brano, arrangiato e condotto da Kosuke Onozaki ed eseguito dalla Tokyo Symphony Orchestra, con le voci di Wakako Aokimi, Tetsuya Ono e Hiroshi Kuroda.[47] È stato anche eseguito al concerto "More Friends",[48] all'Anfiteatro Gibson nel 2005, con una nuova traduzione inglese del testo.[49]

Dancing Mad, il brano che accompagna lo scontro finale con Kefka Palazzo, è una composizione d'organo di 17 minuti, con variazioni di altri temi della serie e una breve sezione del terzo movimento tratta da Toccata e fuga in Re minore di Johann Sebastian Bach.[50] È stata nominata da Isaac Engelhorn di Soundtrack Central «una delle migliori canzoni composte su tastiera in assoluto»,[51] e arrivò alla terza posizione nella classifica delle 100 migliori canzoni dei videogiochi del sito web Rate Your Music.[52] È stata inoltre eseguita nella tournée PLAY! A Video Game Symphony, il 2 giugno 2007 a Stoccolma, dal gruppo Machinae Supremacy. La versione arrangiata con accompagnamento orchestrale contenuta nell'album Distant Worlds: Music from Final Fantasy ha anche un testo in latino.[53] Balance Is Restored, la canzone udibile durante il finale del gioco, combina tutti i temi dei personaggi principali in un'unica composizione di oltre 21 minuti.[51] Terra's Theme è stata nominata dal sito web IGN la miglior canzone della serie.[54]

La colonna sonora è considerata dalla critica una delle migliori del mondo dei videogiochi,[51] e la più bella e conosciuta opera di Uematsu.[55][56] Essa segnò una tappa molto importante nella carriera del compositore[57] e, come ha affermato il sito web GameSpot, dimostrò «la crescente sofisticatezza della musica per videogiochi». Raggiunse in seguito la prima posizione nella classifica dello stesso sito e di Soundtrack Central delle migliori colonne sonore dei videogiochi, scelte dai lettori.[58][59] Uematsu stesso rimase soddisfatto e stupito dal modo in cui la colonna sonora di Final Fantasy VI venne accolta dagli appassionati della serie e dalla critica, e affermò in numerose interviste che «con l'eccitazione e la soddisfazione provata al termine del progetto, pensai di aver raggiunto il mio obiettivo primario, e di poter smettere di comporre musica per videogiochi senza rimpianti»,[57] e che si tratta della sua creazione preferita.[60]

Album[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora è stata pubblicata in Giappone in 3 CD con il titolo Final Fantasy VI: Original Sound Version.[51] Una versione di quest'album è stata in seguito pubblicata in Nord America come Final Fantasy III: Kefka's Domain, con una nuova traduzione dei titoli dei brani.[61] Dieci tracce della colonna sonora vennero pubblicate nel 1994 in 2 EP dal titolo Final Fantasy VI Stars Vol. 1 e Vol. 2.[62][63] Sei tracce non utilizzate nel gioco furono invece incluse nello stesso anno in Final Fantasy VI Special Tracks.[64] In più, altri tredici brani vennero inclusi nel CD Music From FFV and FFVI Video Games, pubblicati insieme a Final Fantasy Anthology il 5 ottobre 1999.[65] La colonna sonora venne nuovamente pubblicata come parte di Final Fantasy Finest Box da Square Enix il 28 marzo 2007, insieme a quelle di Final Fantasy IV e Final Fantasy V subito dopo l'uscita della versione per Game Boy Advance.[66][67] Inoltre, Final Fantasy VI Grand Finale contiene 11 tracce del gioco, arrangiate da Shirō Sagisu e Tsuneyoshi Saito ed eseguite dall'Ensemble Archi della Scala e l'Orchestra Sinfonica di Milano;[68] mentre Piano Collections: Final Fantasy VI presenta tredici pezzi estratti dal gioco ed eseguiti per pianoforte da Reiko Nomura.[69] Il gruppo rock di Uematsu, The Black Mages, ha pubblicato una versione progressive metal di Dancing Mad nel loro primo album omonimo del 2003.[70] L'album del 2008, invece, chiamato Darkness and Starlight, prende il suo nome proprio dalla prima traccia: una versione opera rock di Maria and Draco, inclusa Aria di Mezzo Carattere, eseguita da Etsuyo Ota.[71]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Una cartuccia giapponese di Final Fantasy VI

L'edizione originale per Super Nintendo Entertainment System di Final Fantasy VI venne messa in commercio sul mercato nipponico il 2 aprile 1994.[72] Questa edizione venne esportata nel solo Nord America, dove fu pubblicata il 20 ottobre 1994.[72] La localizzazione da parte della Square comportò diverse modifiche rispetto alla versione originale giapponese. La più evidente delle quali risultò la modifica del titolo del gioco da Final Fantasy VI a Final Fantasy III. Al momento dell'uscita, infatti, soltanto due capitoli della serie Final Fantasy erano stati pubblicati in Nord America e, per evitare di confondere gli acquirenti e per dare un senso di continuità, si decise di rinominare il gioco.[6]

Il videogioco non presenta differenze di fondo, ma alcuni contenuti sono stati adeguati nel passaggio alla versione nord americana. In un'intervista del 1995 alla rivista Super Play, il traduttore Ted Woolsey, curatore dell'adattamento nordamericano, spiegò che «c'è un certo livello di gioco e... sessualità nei giochi giapponesi che proprio non esiste qui [negli Stati Uniti], fondamentalmente a causa delle norme e linee guida di Nintendo of America».[73] Di conseguenza, esempi di grafica discutibile o controversa (come casi di nudità) vennero censurati, alcune insegne sugli edifici delle città vennero modificate (come "bar", rinominato "café") e si mascherarono le allusioni religiose presenti (ad esempio l'incantesimo Sancta venne rinominato Pearl).[74] Inoltre, alcuni riferimenti diretti alla morte, uccisioni ed espressioni violente, così come parole offensive, furono sostituite da espressioni più morbide. Ad esempio, dopo la fuga di Edgar, Locke e Terra in groppa ai Chocobo, Kefka urla ai due soldati sui Blindati Magitek: «Andate! UCCIDETELI!», nella versione giapponese, che venne tradotto come «Andate! Prendeteli!». Quando le truppe imperiali bruciano il Castello di Figaro, ed Edgar cerca di nascondere Terra dal folle generale, Kefka risponde dicendo: «Allora puoi bruciare fino alla morte», che fu sostituita con l'espressione: «E allora benvenuti al mio barbecue!». In alcuni casi, le traduzioni del gioco hanno portato a piccoli errori del testo, come nella sequenza d'apertura della versione per PlayStation, dove "Narshe" è erroneamente scritto "Narche". Infine, il testo dei dialoghi dovette essere abbreviato a causa del limitato spazio di immagazzinamento dati disponibile sulla memoria della cartuccia del gioco.[73] Come risultato, ulteriori modifiche sono state fatte al dialogo per comprimerlo nello spazio disponibile.

Cambiamenti ai nomi[modifica | modifica sorgente]

Molti nomi di personaggi, Esper e luoghi sono stati modificati con il passaggio alla versione nordamericana:

  • Tina → Terra
  • Lock → Locke
  • Cayenne → Cyan
  • Mash → Sabin
  • Stragus → Strago
  • Bannan → Banon
  • Cefca → Kefka
  • Gastra → Gestahl
  • Madeen → Maduin
  • Madeleine → Madonna
  • Biggs → Vicks
  • Tutti i nomi dei vari Moguri
  • Midgardsormr → Terrato
  • Valigarmander → Tritoch
  • Catoblepas → Shoat
  • Bismarck → Bismark
  • Cait Sith → Stray
  • Quetzali → Palidor
  • Alexander → Alexandr
  • Jihad → Crusader
  • Zone Seeker → ZoneSeek
  • Carbuncle → Carbunkl
  • Seraphim → Sraphim
  • Lakshmi → Starlet
  • Raidin → Raiden
  • Narche → Narshe
  • Monte Colts → Monte Kolts
  • Continente Demoniaco → Continente Fluttuante
  • Pianure dei Mostri → Veldt
  • La maggior parte dei nomi dei mostri
  • Gran parte degli oggetti nell'inventario

Riedizioni[modifica | modifica sorgente]

PlayStation[modifica | modifica sorgente]

Final Fantasy VI è stato portato su PlayStation da TOSE e ri-pubblicato da Square in Giappone l'11 marzo 1999, sia in confezione singola che come parte di Final Fantasy Collection.[3][75] Cinquantamila copie in edizione limitata della versione giapponese sono state vendute in Giappone, insieme a una sveglia a tema Final Fantasy.[76] L'edizione nordamericana è uscita il 30 settembre 1999 e qualche giorno dopo, il 5 ottobre, è stata messa in commercio insieme a Final Fantasy V all'interno di Final Fantasy Anthology.[77] La versione europea uscì solo qualche anno dopo, il 1º marzo 2002, e venne pubblicata insieme a una demo di Final Fantasy X.[3]

L'edizione per PlayStation di Final Fantasy VI è molto simile a quella per Super Nintendo Entertainment System, con l'eccezione dell'aggiunta di due sequenze d'apertura e una di conclusione in full motion video e nuovi effetti utilizzati per l'inizio e la fine degli scontri casuali, mentre grafica e sonoro rimangono sostanzialmente invariati.[78] Gli unici cambiamenti degni di nota al gameplay, oltre ai tempi di caricamento non presenti nelle versioni per cartuccia, riguardano la correzione di alcuni bug del software e l'aggiunta di una nuova funzione Memo Save, che permette ai giocatori di salvare rapidamente i loro progressi nella RAM della PlayStation.[79] Tra le funzioni speciali, invece, include un bestiario e una galleria di disegni raffiguranti i personaggi del gioco.[80] La traduzione dell'edizione nord americana chiarisce alcuni punti di confusione della versione per Super Nintendo del 1994 e conserva la maggior parte della terminologia adottata in precedenza da Woolsey,[20][81] cambiando solo i nomi degli oggetti e degli incantesimi per adattarsi ai titoli più recenti della serie.

Il 18 dicembre 2012 la versione per PlayStation è stata ri-pubblicata in Giappone come parte di Final Fantasy 25th Anniversary Ultimate Box.[82][83]

Game Boy Advance[modifica | modifica sorgente]

La confezione della versione giapponese di Final Fantasy VI

TOSE si è occupato anche di portare Final Fantasy VI su Game Boy Advance.[4] Questa edizione, intitolata Final Fantasy VI Advance, è stata pubblicata da Square Enix in Giappone il 30 novembre 2006 e da Nintendo in Nord America, il 5 febbraio 2007, e in Europa, il 6 luglio dello stesso anno.[84] Si tratta dell'ultimo videogioco pubblicato in Giappone per Game Boy Advance.[85] Final Fantasy VI Advance include funzionalità aggiuntive (come un riproduttore musicale) e delle nuove traduzioni per le edizioni estere — tra cui per la prima volta una versione in italiano —, che seguono più fedelmente la terminologia originale dell'edizione giapponese per Super Nintendo, anche se, per motivi religiosi, "Jihad" è stato tradotto nuovamente in "Crusader" ("Crociata" in italiano).[86]

Per quanto riguarda il gameplay, sono state aggiunte o modificate le seguenti caratteristiche:

  • aggiunti 38 nuovi mostri;
  • aggiunti 16 nuovi oggetti;
  • aggiunti quattro nuovi Esper (Cactuar, Leviathan, Gilgamesh e Diabolos);
  • aggiunte tre nuove magie (Gravija, Flood e Valor);
  • aggiunti due nuovi dungeon (il Covo del Drago e il Tempio delle Anime, entrambi con nuovi boss da affrontare);
  • aggiunta la voce Bestiario nel menu principale;
  • aggiunto un riproduttore musicale;
  • aggiunti i ritratti dei personaggi nelle finestre di dialogo;
  • risolto il bug Vanish+Death[87] che permetteva di uccidere qualsiasi mostro, il bug delle due destrezze (nell'edizione per Super Nintendo e PlayStation non venivano calcolate) e molti altri glitch;
  • risolti alcuni errori relativi all'abilità speciale di Relm, Sketch;
  • è stata censurata la scena della tortura di Celes.[88]

Final Fantasy VI Advance è stato venduto insieme a una collezione di artbook raffiguranti ritratti dei personaggi della serie, realizzati dal celebre disegnatore di Final Fantasy, Yoshitaka Amano.[89]

Virtual Console[modifica | modifica sorgente]

La versione originale giapponese per Super Nintendo Entertainment System è stata pubblicata per Wii Virtual Console in Giappone il 15 marzo 2011,[90] in Europa e Australia il 18 marzo e in Nord America il 30 giugno dello stesso anno.[91] Il gioco è stato pubblicato in Occidente con il suo titolo originale nordamericano, Final Fantasy III.[92][5]

PlayStation Network[modifica | modifica sorgente]

Final Fantasy VI è stato pubblicato nel servizio PlayStation Network di PlayStation Portable come parte dei "Classici PSone", in Giappone il 20 aprile 2011, nei territori PAL (Europa e Australia) il 2 giugno e in Nord America il 6 dicembre dello stesso anno.[93] Questa riedizione è uguale a quella inclusa in Final Fantasy Anthology e Final Fantasy Collection.

Android e iOS[modifica | modifica sorgente]

Takashi Tokita, direttore e produttore di Square Enix, annunciò il 10 ottobre 2013 che la società avrebbe pubblicato una versione ottimizzata del gioco per i sistemi operativi Android e iOS nell'inverno dello stesso anno.[94][1][2] Il gioco è stato pubblicato su Android il 15 gennaio 2014,[1] mentre su iOS il 6 febbraio.[2] Tra le novità: dei comandi eseguibili tramite touchscreen, un sistema di aiuto per ricordare al giocatore il prossimo obiettivo da portare a termine, una nuova schermata di battaglia per adattarsi meglio agli scontri più concitati, un album che riassume tutti i capitoli della storia, una traduzione in italiano, un bestiario e 28 obiettivi del servizio Google Play Games.[95] La grafica totalmente rifatta e le numerose differenze nei combattimenti del gioco hanno portato a pareri contrastanti e recensioni miste da parte della critica.[96]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Accoglienza
Recensione Giudizio
GameRankings SNES: 93.96%[97]
PSX: 97%[98]
iOS: 92.14%[99]
GBA: 91.02%[100]
Metacritic GBA: 92/100[101]
iOS: 91/100[102]
1UP.com 9/10 stelle[103]
Allgame 5/5 stelle[104]
Electronic Gaming Monthly 9.5/10 stelle[105]
Eurogamer 9/10 stelle[106]
Famitsu SNES: 34/40[76]
PS/GBA: 31/40[107]
GamePro 10/10 stelle[108]
GameSpot 8.9/10 stelle[109]
IGN
SNES:
9.5/10 stelle[110]
GBA:
9/10 stelle[20]
Nintendo Life
9/10 stelle[111]
Honest Gamers
10/10 stelle[112]
Nintendo Cubed3
9/10 stelle[113]

Il gioco ha ricevuto giudizi e valutazioni positive già dalla versione Super Nintendo Entertainment System, ed è considerato una pietra miliare senza precedenti della serie e del genere.[12][9] È stato inserito da GameFAQs in numerose classifiche dei migliori videogiochi per SNES e in generale,[114][115][116] mentre nel 2009 IGN l'ha inserito nella "Video Game Hall of Fame".[117] Nella classifica di Electronic Gaming Monthly dei 100 migliori videogiochi, stilata nel 1997, Final Fantasy VI arrivò alla nona posizione.[118] In quella simile di Game Informer del 2001, invece, si trova al settimo posto, battendo altre pietre miliari nel panorama dei videogiochi, come Super Mario 64, Chrono Trigger, Metal Gear Solid e Castlevania: Symphony of the Night, affermando: «Nessun altro gioco della serie può superare Final Fantasy VI, così come non può qualsiasi altro gioco di ruolo».[119] Nella classifica di IGN dei 100 migliori giochi di ruolo, Final Fantasy VI raggiunse il primo posto.[12] In quella dei 285 migliori videogiochi di tutti i tempi, della rivista Nintendo Power, arrivò alla quarta posizione.[11] Venne posizionato al primo posto in quella del sito web Leviathyn, battendo titoli come The Legend of Zelda: Ocarina of Time, Super Metroid, Halo e Super Mario World.[120]

The Epoch Times lo nominò il miglior gioco per SNES, commentando: «Non solo Final Fantasy VI è il miglior gioco per Super Nintendo, ma probabilmente è anche il più grande videogioco mai creato».[121] Nella classifica di IGN dei 100 migliori giochi per SNES, Final Fantasy VI venne posizionato al quarto posto, e al sesto in quella simile di Retro Sanctuary.[122][123] GamePro gli ha assegnato un 5/5, affermando che «personaggi, trama e avvenimenti memorabili, tutti insieme [danno] vita a un fantastico videogioco!»[108] Electronic Gaming Monthly diede un 9/10 e lo nominò gioco del mese, commentando «giochi di ruolo con tale profondità e realismo sono molto rari».[105] Nintendo Power, invece, ha dichiarato il gioco come «il miglior gioco del decennio», notando i miglioramenti grafici e sonori rispetto a Final Fantasy IV e Final Fantasy V, e le tematiche serie e profonde.[124] In seguito, hanno affermato che «con così tanta variazione di trama e gameplay... gli appassionati potrebbero perdersi in questo mondo per mesi».[125] Nel 1997 l'hanno posizionato all'ottavo posto nella loro classifica dei 100 migliori giochi Nintendo, dicendo che «aveva tutto quello che i giocatori cercavano, eroi, eventi che distruggono il mondo, magia, pura crudeltà e in più il fedele cane, Interceptor!».[126] Nintendo Power ha anche nominato il finale uno dei migliori dei videogiochi, citando i momenti dei personaggi e il brano Balance Is Restored; hanno anche descritto la celebre scena dell'Opera come «una delle ragioni che rendono i videogiochi arte».[127] Nel 2008, Final Fantasy VI raggiunse il primo posto nella classifica di G4 TV dei cinque giochi di ruolo da avere.[128] Nello stesso anno, il sito web ScrewAttack nominò Final Fantasy VI il terzo miglior gioco per SNES, battuto soltanto da The Legend of Zelda: A Link to the Past e Super Metroid.[129] RPGamer l'ha definito «un capolavoro epico» e «davvero uno dei più grandi videogiochi della storia»,[130][131] notando nella loro recensione «la presenza di numerosi problemi del mondo reale, la maggior parte dei quali non erano mai stati trattati in nessun altro gioco a quei tempi, come gravidanze precoci o il suicidio».

Il gioco ha ottenuto recensioni molto positive anche dopo la pubblicazione della versione PlayStation.[132] Nel 1999 IGN ha descritto la grafica della versione PlayStation come «bella e sorprendente», e affermando che, al momento della sua uscita, «Final Fantasy VI rappresentava tutto ciò che un gioco di ruolo doveva essere». Inoltre, ha elogiato il suo gameplay e la sua trama, sostenendo che questi aspetti hanno «preso tutto ciò che era presente nei giochi di ruolo precedenti e l'hanno perfezionato», creando un'atmosfera nella quale «i giocatori non avranno problemi a superare la grafica semplicistica e immergersi nell'ambiente e nella trama profonda».[133] Il sito web Arcade Sushi nominò la scena dell'Opera uno dei migliori momenti della storia dei videogiochi.[134] RPGamer ha assegnato valutazioni perfette sia alla versione SNES, sia a quella PlayStation, citando il suo gameplay come «semplice da comprendere per tutti i giocatori», e lodando la colonna sonora come «un capolavoro 16-bit», apprezzando «la trama matura e coinvolgente» e «il vasto cast di personaggi».[130][131]

Anche Final Fantasy VI Advance è stato premiato. Nel 2007 IGN l'ha nominato l'ottavo miglior videogioco per Game Boy Advance.[135] Nella classifica dei 50 migliori mondi dei videogiochi dello stesso sito, invece, il Mondo dell'Ordine e il Mondo in Rovina di Final Fantasy VI arrivarono all'ottavo posto.[136] Il sito web spagnolo MeriStation ha assegnato le valutazioni massime a tutte le categorie: trama, gameplay, grafica e colonna sonora, rientrando così nella cerchia dei migliori videogiochi in assoluto secondo il sito.[137] GameRankings ha assegnato 93,96% alla versione SNES,[97] 97% alla versione PlayStation,[98] 91,02% alla versione Game Boy Advance[100] e 92,14% alla versione iOS,[99] diventando così uno dei giochi più quotati del sito.[138]

Vendite[modifica | modifica sorgente]

Gioco Piattaforma Copie vendute
Final Fantasy VI SNES & PlayStation 3,48 milioni
Final Fantasy Collection PlayStation 412 000
Final Fantasy Anthology PlayStation 364 000
Final Fantasy VI Advance Game Boy Advance 223 320
Final Fantasy VI PSN PlayStation Network 140 000 scaricamenti
Final Fantasy VI Wii Virtual Console 410 000 scaricamenti
Final Fantasy VI Sistema operativo Android e iOS 175 000 scaricamenti
Totale copie vendute 5,20 milioni

Al 31 marzo 2003 le versioni Super Nintendo e PlayStation del videogioco hanno venduto più di 3,48 milioni di copie nel mondo, di cui 2,62 milioni in Giappone e 860 000 all'estero, diventando così il capitolo della serie in 2D di maggior successo commerciale, il gioco di ruolo più venduto fino alla pubblicazione di Final Fantasy VII e raggiungendo la seconda posizione nella classifica dei giochi più venduti del 1994, battuto soltanto da Donkey Kong Country.[14] Final Fantasy Collection ha venduto più di 400 000 copie nel 1999,[139] mentre di Final Fantasy Anthology sono state vendute circa 364 000 copie in Nord America.[140] La riedizione PlayStation Network è attualmente uno dei giochi di ruolo più scaricati del servizio.[141]

La versione Super Nintendo e tutte le riedizioni hanno quindi venduto complessivamente più di 5,20 milioni di copie nel mondo, diventando uno dei giochi più venduti di Square Enix.[14]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Sin dalla pubblicazione della versione per SNES, nel 1994, Final Fantasy VI ricevette numerosi premi e riconoscimenti, ed è tuttora considerato uno dei migliori videogiochi mai realizzati.[130][131] La rivista statunitense Electronic Gaming Monthly lo nominò il miglior videogioco di ruolo di tutti i tempi, lodando anche la colonna sonora e assegnando infine i premi "Game of the Year", "Miglior colonna sonora", "Miglior gioco di ruolo", "Miglior sequenza" (riferendosi all'opera Maria and Draco) e "Miglior gioco pubblicato per una console Nintendo".[13] La rivista Nintendo Power assegnò invece i premi "Gioco del decennio", "Miglior software engine", "Miglior Final Fantasy", "Miglior cattivo",[142] "Miglior gioco di quarta generazione" e "Miglior design", apprezzando i ritratti di Yoshitaka Amano nel loro 65º numero.[124] Infine, GamePro assegnò i premi "Miglior gioco SNES", "Miglior gioco retrò", "Miglior gioco di tutti i tempi" (Greatest Game of All Time) e "Miglior cast", lodando specialmente Kefka, Terra e Celes.[108] Ricevette il Gold Award nella recensione del sito web Nintendo Cubed3, un premio assegnato ai migliori videogiochi di tutti i tempi.[113] Final Fantasy VI è stato anche premiato da vari siti web e riviste per la presenza di numerosi riferimenti alla Bibbia, ad eventi mitologici e alla Divina Commedia,[50] per temi dominanti quali la follia e il nichilismo[142] e per il simbolismo presente nel brano Dancing Mad.[50]

Impatto culturale[modifica | modifica sorgente]

Final Fantasy VI fu l'ultimo gioco della serie di Final Fantasy ad essere sviluppato per console a 16 bit ed in 2D, con un gruppo di programmatori esperti e in grado di sfruttare al massimo le potenzialità espressive del mezzo. Tra gli sviluppatori, Yoshinori Kitase affermò in seguito di rimpiangere i tempi in cui fu realizzato il gioco, poiché le limitazioni del sistema costringevano i programmatori a delle soluzioni creative e a fare il massimo con quello che avevano a disposizione.[17] Final Fantasy VI presentava comunque dei decisi miglioramenti grafici e sonori rispetto ai titoli precedenti della serie,[119] rappresentando idealmente una summa degli elementi di forza dei primi capitoli,[133] ma deviando al tempo stesso dallo schema tipico dei videogiochi che si erano succeduti fino a quel punto. Fino ad allora, infatti, i Final Fantasy si erano distinti per la presenza di certi elementi di fondo comuni, come la presenza dei cristalli, di forze oscure in grado di minacciare l'equilibrio del mondo e di ambientazioni fantasy. Il sesto capitolo sconvolse radicalmente questo schema[16][17] e indirizzò la serie verso nuovi stilemi narrativi e creativi.

L'uscita del videogioco venne a posteriori considerata dalla critica una pietra miliare del panorama dei giochi di ruolo. IGN ha affermato che «Final Fantasy VI fornì ai giocatori un'esperienza semplicemente mai avuta prima», rivoluzionando il modo in cui un videogioco veniva narrato,[117] mentre nella sua classifica dei migliori giochi di ruolo, affermò che «Final Fantasy VI condusse improvvisamente i giocatori verso una nuova generazione».[12] Esso fu il primo videogioco della storia a presentare con successo una trama ricca, complessa e narrata da molteplici punti di vista,[143] con la presenza di numerose scene drammatiche[144] che ebbero un forte impatto emotivo sui giocatori,[19] oltre ad introdurre un gameplay che dava per la prima volta la possibilità di cambiare i membri del gruppo a piacimento, personalizzare i personaggi e gli stili di combattimento con abilità specifiche e il sistema degli Esper,[145] numerosi eventi alterabili in base alle scelte del giocatore (idea che verrà utilizzata anche in Chrono Trigger, Heavy Rain e molti altri videogiochi), dei personaggi complessi e con dei veri e propri drammi esistenziali alle spalle[130] e un'ambientazione steampunk, che deviava decisamente rispetto ai mondi fantasy e medievaleggianti onnipresenti nei giochi di ruolo fino ad allora.[16]

Dopo Final Fantasy IV, che gettò le basi per la popolarità della serie, Final Fantasy VI venne considerato il titolo che consolidò e "legittimò" questo risultato, definendo uno standard su tutti i livelli — grafica, sonoro e gameplay[145] — che per molti fan è rimasto insuperato nella serie.[117] Negli anni seguenti alla sua uscita, influenzò lo stile e la trama di numerosi giochi di ruolo, come Wild Arms, Suikoden, Final Fantasy VII ed altri capitoli della serie, assurgendo a titolo di riferimento per l'intero genere.[133]

3D[modifica | modifica sorgente]

« Nell'agosto del '95, una delle più grandi conferenze degli USA, SIGGRAPH, si tenne a Los Angeles. Allora non sapevamo come doveva essere il gioco di ruolo di nuova generazione, così, come una specie di esperimento, creammo una demo interattiva in CG e la presentammo al pubblico. Si concentrava sulle battaglie in tempo reale e a base poligonale. »
(Hironobu Sakaguchi in un intervista di PlayStation Underground[146])
Una presentazione della conferenza SIGGRAPH, dove vennero mostrate sequenze di Final Fantasy VI: The Interactive CG Game.

Final Fantasy VI: The Interactive CG Game (conosciuta anche come Final Fantasy SGI demo o Final Fantasy x, da non confondere con Final Fantasy X) è una breve demo realizzata da Square utilizzando personaggi e ambientazioni di Final Fantasy VI. Venne prodotta utilizzando l'allora moderna Silicon Graphics (SGI) acquisita da Square. Si trattò del primo passaggio dell'azienda alla grafica 3D, e molti pensarono che si trattasse di un nuovo titolo della serie per Nintendo 64, la quale utilizzava, appunto, hardware SGI.[147] La Square, tuttavia, non era ancora impegnata con console Nintendo ai tempi della realizzazione della demo, e la tecnologia mostrata venne in seguito utilizzata in alcune sequenze di Final Fantasy VII e futuri giochi per PlayStation. La demo mostrava Terra, Locke e Shadow in una serie di battaglie, ed era controllato soprattutto tramite mouse: per esempio, formare una stella col cursore evocava un drago per attaccare.[148][149]

Il 27 aprile 2010, il produttore di Square Enix, Shinji Hashimoto, dichiarò che lo sviluppo di un remake di Final Fantasy VI per Nintendo DS era «indeciso» a causa di «problemi tecnici».[150] In seguito, tuttavia, la Square prese in considerazione la possibilità di un remake di Final Fantasy VI e Final Fantasy V per Nintendo 3DS.[151]

Citazioni della saga[modifica | modifica sorgente]

I vari Final Fantasy sono ricchi di citazioni agli episodi precedenti, e anche questo capitolo non fa eccezione. Questa è una serie di riferimenti che si possono trovare procedendo nel gioco:

  • Biggs e Wedge: è il loro esordio nella serie e continueranno ad apparire da questo capitolo in poi.
  • Cid: il personaggio più ricorrente della serie, di norma ha una grande importanza nella trama. Nei titoli precedenti della serie forniva le aeronavi per gli spostamenti rapidi sulla mappa, mentre in questo capitolo è lo scienziato che ha dato vita ai Cavalieri Magitek, sfruttando il potere degli Esper.
  • Chocobo: il pennuto giallo, usato principalmente come mezzo di trasporto rapido ed economico. In questo titolo della serie è possibile utilizzarlo solo pagando nelle stalle presenti nei villaggi o nella mappa del mondo.[152]
  • Bahamut: il re dei draghi, presente sin dal primo episodio. Da questo capitolo in poi non sarà più l'invocazione più potente del gioco, e non avrà un ruolo importante nella trama (ad eccezione di Final Fantasy IX).
  • Ifrit, Shiva, Ramuh e Odin: le invocazioni più ricorrenti della serie.
  • Moguri: l'incrocio tra una talpa e un pipistrello. Anche queste creature sono apparse diverse volte nel corso della serie e anche in episodi non legati a Final Fantasy, come Mystic Quest.

Note[modifica | modifica sorgente]

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  2. ^ a b c d (EN) FINAL FANTASY VI on the App Store on iTunes in iTunes, 6 marzo 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ a b c (EN) Final Fantasy VI Release Information for PlayStation in GameFAQs. URL consultato il 24 giugno 2014.
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  31. ^ Manuale Final Fantasy Anthology, op. cit., p. 39
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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