Neopaganesimo

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Altare wiccan appartenuto a Doreen Valiente, con le statuette del Dio cornuto e della Dea madre. Il dualismo sessuale della divinità è uno dei tratti distintivi della Wicca.

Il neopaganesimo è un movimento spirituale che abbraccia un'eterogenea varietà di nuovi movimenti religiosi, ispirati ad una ripresa delle antiche spiritualità pagane.[1][2] Tale movimento si è sviluppano principalmente in Occidente nel corso della seconda metà del Novecento. Le religioni incluse nel movimento spaziano da filosofie di vita che si richiamano ad una continuità con passate esperienze religiose politeiste — i fenomeni di metodo ricostruzionistico — a sistemi di credenza totalmente nuovi, sincretici e universalistici[3] definiti per tali caratteristiche come eclettici.[4] Sebbene la visione del mondo, della teologia e dell'essere umano vari profondamente tra una religione neopagana e l'altra, esiste una tacita condivisione di un approccio naturalistico e umanistico all'esistenza.[5] I movimenti neopagani sono spesso definiti come religiosità della Terra.

Complessivamente gli aderenti a movimenti religiosi di matrice neopagana possono essere stimati in circa un milione, di cui la maggior parte presenti in Stati Uniti d'America e Canada[6].

Nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

Origine del termine paganesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il termine paganesimo deriva dal termine latino paganus, indicante in epoca romana l'abitante dei "pagi" (dal latino pagus, pagi), una tipologia di villaggi di campagna relativamente autonomi dal punto di vista amministrativo. Con il graduale imporsi del cristianesimo come religione prevalente dell'Impero romano, i cristiani iniziarono ad indicare spregiativamente come pagani tutti coloro che non desideravano convertirsi ed abbandonare le vecchie religioni, i quali risiedevano soprattutto nelle campagne, mentre il cristianesimo si era largamente diffuso nei centri urbani. Chiamare pagani gli aderenti alle religioni politeiste significava insultarli per il loro aderire a culti tipici di realtà agresti ed avulse dalle più raffinate società cittadine, il che implicava una non molto sottile accusa, legata ad una tradizionale concezione spregiativa del lavoro manuale e dunque della figura dell'agricoltore ed allevatore, di aderire a tali fedi per mera ignoranza della realtà cittadina e della religione cristiana in essa praticata.[senza fonte] Il termine assunse coi secoli un significato neutro, essendo il paganesimo nel frattempo scomparso, venendo pacificamente usato in ambito di studio delle antiche realtà religiose pagane.

Origine del termine neopaganesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il termine neopaganesimo (nuovo paganesimo) è un neologismo basato sul termine paganesimo popolarizzato a partire dal 1968 con la pubblicazione dei primi numeri del Green Egg, rivista neopagana gestita dalla Chiesa di Tutti i Mondi. Il lemma è oggi utilizzato tranquillamente dalla maggior parte delle comunità neopagane per indicare le religioni postcristiane occidentali includibili nel gruppo allo stesso modo di come ci si identifica "cristiani", "ebrei" o "taoisti" [4], sebbene gli aderenti alle religioni gentili dette anche ricostruzionistiche preferiscano generalmente l'omissione del prefisso neo-, [4][7] dal momento che utilizzano la ritualità antica ancora oggi presente nei testi storici dell'epoca: quindi la loro non sarebbe una ricostruzione moderna ma un riutilizzo degli antichi riti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antecedenti ideali[modifica | modifica wikitesto]

Molti neopagani richiamano come origine ideale dei rispettivi movimenti religiosi le speculazioni di molti intellettuali del Rinascimento, i quali recuperarono, studiarono ed imitarono il sapere letterario della classicità greco-romana. Tale patrimonio culturale fu uno tra i principali fattori del recupero di un ideale umanista di interesse e di esaltazione dell'uomo, contrapposto idealmente da costoro alla concezione cristiano-medioevale dell'essere umano, concepita come mortificante l'uomo in quanto tale, essendo che a questi era riconosciuto un reale valore non in quanto tale, ma solo nella prospettiva di un suo rapporto con Dio. Molti neopagani richiamano come origine ideale dei rispettivi movimenti religiosi anche speculazioni di molti intellettuali dell'eterogeneo movimento illuministico, il quale di fatto si caratterizzò per una dura critica nei confronti delle credenze tipiche delle religioni abramitiche e per la volontà di recuperare una presunta religione naturale originaria, accomunante tutti gli uomini in quanto tali, secondo un ideale tipicamente cosmopolita.

Origine e sviluppi storici[modifica | modifica wikitesto]

L'origine storica del neopaganesimo si ha nel XIX secolo con l'emergere del Romanticismo dell'Europa settentrionale, che portò alla diffusione di fenomeni quali la risorgenza vichinga nelle isole britanniche ed in Scandinavia ed il movimento völkisch in Germania. La ripresa della religione germanica derivò da un accresciuto interesse, tipico del romanticismo e dei nazionalismi ottocenteschi - tesi a indagare le origini del proprio popolo e a recuperarne anche artificiosamente i simboli, gli usi, ... - per il folklore, l'ecologia, l'occultismo e l'identità nazionale.[8] Fu questo clima che vide il formarsi delle radici etene e del celtismo nell'Europa nordoccidentale. L'Inghilterra rappresentò uno dei più forti epicentri della rinascita pagana, la quale comportò la comparsa dei primi gruppi druidisti e di associazioni di carattere occultistico quali l'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata e l'Ordo Templi Orientis, le quali tentavano di mescolare nella propria dottrina elementi estrapolati dalla religione egizia, dalla Cabala ebraica e da altre tradizioni esotiche. Influenzati dal The Golden Bough di James George Frazer parecchi scrittori e artisti di prominenza furono coinvolti nell'attività occultistica.

Tra questi sono annoverabili il premio Nobel William Butler Yeats, Maud Gonne, Arthur Edward Waite, e l'occultista Aleister Crowley. Anche l'ambiente accademico aveva dato e continuava a dare i suoi frutti; negli anni venti, l'antropologa ed egittologa Margaret Murray sostenne l'ipotesi dell'esistenza, poi provata storicamente come in gran parte infondata, di una religione praticata in segreto, derivata dalla spiritualità stregonica del Medioevo, sopravvissuta in qualche modo alle persecuzioni delle autorità religiose ufficiali, in special modo alla cosiddetta caccia alle streghe esercitata dalle autorità cristiane e pubbliche tra i secoli XII e XVIII. Gli studiosi moderni rigettano in buona parte le tesi della Murray in quanto basate sulla similarità delle dichiarazione degli accusati di stregoneria e delle informazioni contenute nei manuali cristiani per la caccia alle streghe. Le prime fonti furono probabilmente generate solo successivamente in base alle seconde.[8]

Notevole svolta per l'ambiente neopagano si manifestò nei primi anni cinquanta quando l'inglese Gerald Gardner affermò di essere stato iniziato ad una religione basata sulla stregoneria medievale da una congregazione del New Forest guidata da una donna che Gardner nominava con lo pseudonimo di Vecchia Dorothy. Lo stesso Gardner trascorse la gioventù in Malesia, dove si era trasferito con la bambinaia quando era ancora molto piccolo. La permanenza nel Sud-est asiatico spiegherebbe la forte influenza delle religioni orientali rintracciabile nella Wicca, la religione neopagana ufficialmente fondata da Gerald Gardner nel 1954 e che, tra le religioni neopagane, ha avuto più seguito e sviluppo.

Gli anni sessanta e settanta videro la risorgenza del Celtismo e la sistematizzazione dell'etenismo con la nascita dell'Ásatrú negli Stati Uniti e in Islanda. Tra il 1980 e i tempi contemporanei si è registrata una crescita nell'approccio guidato dal ricostruzionismo, sia nei già presenti movimenti eteni e celtisti sia con la nascita di religioni quali l'ellenismo, il kemetismo e del movimento neopagano esteuropeo, oltre che di religiosità minori quali il cadiscismo, la Via Romana agli Dèi e l'olimpianesimo. Il solco della cultura legata alla New Age — la quale è stata in un certo senso prodotta anche dal neopaganesimo, per poi influenzarlo — è largamente prevalsa in movimenti particolarmente eclettici quali il giudeopaganesimo, il sincretismo cristiano-pagano, l'indopaganesimo e il gaianesimo.[9]

Confronti con altri paganesimi[modifica | modifica wikitesto]

Nello sviluppo del neopaganesimo occidentale, ebbe una notevole influenza l'incontro con l'Oriente. A tal proposito riportiamo quello che Vivianne Crowley scrisse proprio su questo argomento in un suo saggio[10]:"La società europea incontrò una nuova sfida quando la colonizzazione portò gli Europei, soprattutto Britannici, in Oriente. In India gli Europei scoprirono la ricca cultura dell'Induismo, come anche la profondità filosofica e la comprensione della psiche che erano stati sviluppati ed erano fioriti nei reami indiani, attraverso gli insegnamenti dello yoga e del tantra. L'incontro tra Oriente ed Occidente fece esportare in India le istituzioni e la cultura europee, ma non fu uno scambio unidirezionale. Molti europei furono influenzati dal pensiero hindù e bhuddista e adattarono idee orientali alla cultura occidentale attraverso la teosofia ed altri sistemi esoterici. La seconda metà del secolo XIX vide la fondazione da parte di Helena Petrovna Blavatsky di una influente organizzazione di insegnamento, chiamata società teosofica. La teosofia combinò idee bhuddiste ed hinduiste con quelle del paganesimo classico, principalmente il Neoplatonismo, creando una eclettica sintesi spirituale, che incluse le nozioni della reincarnazione e del karma. Il paganesimo europeo di oggi ha molte similitudini con l'hinduismo, la maggiore religione pagana dell'Oriente. Questo è in parte dovuto all'influenza che l'hinduismo ebbe nello sviluppo del pensiero occidentale moderno; ma in parte ciò è dovuto anche alle similitudini sotto traccia che sono pre-esistite indipendentemente in questi due filoni della cultura indoeuropea. Infatti, sebbene l'hinduismo sia una religione orientale, i suoi creatori provenivano dallo stesso gruppo di popoli dal linguaggio indo-europeo, dai quali provenivano anche gli antichi Greci, Latini, Celti e Germani. Non per nulla i pantheon ed i miti di tutti questi popoli contengono temi e storie assai simili e facilmente sovrapponibili con quelle induiste. Vi sono però delle grandi differenze rispetto al pensiero occidentale. La mente occidentale è maggiormente estroversa rispetto a quella orientale. Di fronte alle estreme difficoltà di vita materiale che si trovano in India, ha avuto perfettamente senso lo sviluppo di un modo di pensare introverso, che ricerca la negazione del mondo della materia come māyā, illusione, per rivolgersi al mondo interiore così da entrare in una realtà spirituale. Anche il paganesimo occidentale ricerca la realtà spirituale, ma non intende abbandonare il mondo della Natura, ma piuttosto di spiritualizzarlo, rendendo manifesto il divino nella materia, anziché abbandonare l'esistenza materiale".

Basi[modifica | modifica wikitesto]

Il neopaganesimo include tutte quelle nuove religioni che si rifanno in modo più o meno diretto ai culti pagani dell'Europa antica. Religioni come la wicca, che talvolta viene definita la Vecchia religione (espressione promulgata da Margaret Murray), oppure il Fyrnsidù, il cui nome significa letteralmente "antica tradizione", si propongono come spiritualità nuove ma riportanti alla luce la Weltanschauung precristiana, ovvero quel modo di vedere il mondo che pone l'essere umano non al disopra ma all'interno del sistema della natura. Questi concetti sono stati riscoperti solo in concomitanza con la diffusione dell'Illuminismo e delle filosofie umanistiche. L'essere umano è dunque — nelle varie religioni neopagane — parallelamente considerato signore della sua persona, della sua morale e della sua società, e membro di un eterno e ciclico equilibrio universale. Le religioni neopagane di tipo ricostruzionistico si richiamano a una continuità che le riallacci all'antico, sebbene spesso si riconosca che le contaminazioni e l'adattamento a certe visioni moderne siano inevitabili. La religione wiccana stessa, eclettica per definizione, si definisce una forma moderna di un'ipotetica antica spiritualità monoteistica incentrata sul culto della Dea Madre e diffusa nelle zone europee durante il Neolitico.

Il pentagramma simboleggia i quattro elementi e lo spirito

Questa tesi ha radici negli studi accademici degli anni cinquanta, quando esponenti di rilievo quali Marija Gimbutas[11] e Robert Graves[12] [13]supportarono e approfondirono la questione. L'ipotesi della religione della Dea Madre è tuttavia rifiutata — o meglio disputata — dalla maggior parte degli studiosi contemporanei, tra cui Ronald Hutton. Le idee legate al culto della Dea si riallacciano con la stregoneria medievale, vista dai nominati studiosi come una religiosità basata sugli stessi concetti della moderna Wicca, e da cui quest'ultima avrebbe attinto caratteri nel momento dell'iniziazione di Gerald Gardner. Caratteristica accomunante le religioni neopagane è una rilevanza minima se non nulla delle mitologie, come dopotutto valeva anche per gran parte dei pagani dell'antichità classica. I pochi gruppi che mantengono l'importanza dei miti ne sottolineano il significato puramente allegorico ed etico. A differenza della fondamentalità della mitologia all'interno delle religioni abramitiche — nelle quali la Bibbia è spesso interpretata secondo una chiave letterale —, le religioni neopagane tendono a rifiutare i miti anche per evitare l'irrigidimento delle dottrine e la loro deformazione in dogmi. [4] Il neopaganesimo poggia infatti su un universalismo e un'apertura al pensiero relativistico che conduce a un rigetto delle strutture più formali, e in questa istanza anche dei testi sacri. Controtendenze sono riscontrabili tra i ricostruzionisti — e in alta percentuale nel Teodismo —, i quali spesso fanno di ideologie selettive e geneticistiche le chiavi di volta del proprio approccio alla spiritualità. Fondamenti largamente attinti dalla tradizione occultistica del XIX e del XX secolo — con rappresentanze di primo piano nell'ermetismo, nel Rosacrocianesimo e nelle spiritualità legate — sono ben visibili, in particolare nella religione wiccana, la quale include parecchi elementi di lampante legame con le dottrine di Aleister Crowley.

Ruolo dominante è anche quello delle religioni orientali, prima di tutte l'induismo, il taoismo e il buddhismo, elementi delle cui tradizioni sono rintracciabili quasi ovunque nel patrimonio religioso neopagano.[9] Parallelamente l'influenza è forte anche nel momento della provenienza dall'ambito della filosofia greca — dalla quale sono stati estrapolati il concetto dell'Uno e le differenti concezioni neoplatoniche, plotiniche, pitagoriche —, e da quella nettamente paganeggiante sorta tra il XVI e il XVII secolo che passa dall'attitudine naturalistica di Giordano Bruno a quella panteistica dello spinozismo. Nell'ambiente più eclettico grande spazio è stato occupato dalla New Age, movimento filosofico sincretico gemmato — tra le tante origini — anche dal neopaganesimo per poi contribuire a formarlo, in particolare in quelle frange neopagane fortemente impregnate dalla cultura nordamericana. Flussi di questo carattere hanno portato all'ingresso nel movimento neopagano di elementi della religione nativa americana e dello spiritualismo, favoriti dalla quasi totale assenza di definite ortodossie e ortoprassi.

Dottrine[modifica | modifica wikitesto]

Le religioni neopagane sono caratterizzate da una serie di elementi dottrina (religione)li relativamente condivisi, e da un ampio raggio di possibilità di approccio alla teologia, alla cosmologia e alla Weltanschauung. Tendenzialmente le religioni gentili dette anche ricostruzionistiche — principalmente sentieri come la Via romana agli dei, certe frange dell'etenismo, certe dell'ellenismo, il cadiscismo e la linea principale del filone neopaganesimo est europeo — cercano di mantenere in primo piano il politeismo, non inteso però come credenza in più principi cosmici ma come accettazione della molteplicità dell'espressività che caratterizza ciò che è divino e spesso degli dèi come proiezioni o rappresentazioni partorite dalla mente umana. La visione teologica è tuttavia generalmente caratterizzata da un panteismo, un monismo, un enoteismo e un animismo di raccordo tra le differenti vie neopagane, sistemi che vedono gli dèi come rappresentazioni delle forze della natura emanate dalla Divinità ancestrale, oppure che li vedono allo stesso modo della concezione precedentemente citata; da questi tre sistemi generalmente fissi si dipanano concezioni che spaziano dall'acosmismo, al nonteismo (che è in un certo senso insito nella visione panteistica), al deismo, al pandeismo, al panenteismo, al dualismo, al suiteismo e all'autoteismo, fino allo psicologismo, quest'ultimo enfatizzante una lettura mentale e psicologica della religione, in modo simile al buddhismo. In alcune circostanze è studiata anche la valenza esoterica e mistica della ricerca spirituale.

Teologie[modifica | modifica wikitesto]

Offerta neopagana

Mentre nell'antichità la teologia di tipo monistico e panteistico era poco diffusa tra il popolo mentre era una caratteristica prominente all'interno dei circoli misterici e delle dottrine riservate agli ordini sacerdotali, oggi avviene esattamente il contrario. I neopagani odierni sostengono una visione del mondo che vede l'intera esistenza e l'universo come prodotti dell'attività manifestativa di un'unica forza divina, immanente la natura di tutte le cose e agente secondo l'ordine dell'eterna creazione (il progresso evolutivo armonioso, rappresentato dal simbolo del pentacolo). Le religioni neopagane non implicano dunque la credenza in un trascendente o un soprannaturale, dato che la vera spiritualità sta nell'esistenza fisica stessa. La sorgente cosmica da cui deriva ogni cosa è l'Uno ereditato dai sistemi orientali e dalla filosofia greca, ed è generalmente un concetto riconosciuto sia dagli eclettici sia dai ricostruzionisti. L'identificazione del principio primo è in secondo luogo libera e differenziata per ogni religione neopagana. La Wicca tende ad esempio al dualismo, ovvero al vedere il principio come manifesto in una primordiale dualità. La religione wiccana è effettivamente dualistica, ma le due controparti — che vengono chiamate il Dio e la Dea — sono la rappresentazione del naturale scontro di forze opposte e complementari che caratterizza la vita, e che ne permette l'evoluzione. Il concetto della Dea Madre, identificata con Madre Natura e con Gaia — lo spirito della Terra —, ha assunto una prevalenza in certi ambienti wiccani quali quello dianico, e in religioni impregnate delle filosofie newager quali il gaianesimo. Di fatto la Dea viene in questi casi elevata al ruolo di principio primo e dunque identificata con l'Uno.

Tutte queste strutture teologiche hanno la caratteristica di essere aperte alla scienza, vista come la faccia opposta alla religione ma facente parte della stessa medaglia.[3] L'unione olistica della spiritualità e del sapere scientifico deriva dalla consapevolezza del fatto che il dominio esplorato dal secondo è quello fisico, ovvero di tutto ciò che l'essere umano può intendere con i propri cinque sensi, mentre il dominio della prima è quello della metafisica, cioè di tutto ciò facente parte delle infinite realtà possibili che l'uomo non è in grado di percepire o immaginare con le proprie percezioni. Il punto di contatto sta nel panteismo e in tutto ciò che logicamente ne deriva, tra cui la ciclicità dell'esistenza. Quest'ultima non è vista dalle religioni neopagane come una linea retta, ma come un insieme di processi ciclici che si dispiegano a partire dal principio di tutte le cose. La manifestazione dell'universo a partire dall'attività dell'Uno è conseguentemente una forma di sviluppo, di evoluzione o involuzione delle cose. La materia è puramente una forma di energia, la stessa energia emanata dalla Divinità e frutto del dispiegamento della Divinità stessa, la quale dunque è a tutti gli effetti coincidente con l'universo e la sua natura in tutte le loro possibili interpretazioni e realtà. L'insieme di meccanismi cosmici che portano all'emanazione del cosmo a partire dall'attività generata dalla Divinità è la cosiddetta eterna creazione (che tuttavia non è creazionistica in senso abramico), ossia l'ordine che lo spirito (corrispondente alla forma o alla sostanza divina attiva) dà al caos primigenio (corrispondente alla sostanza divina passiva).

Uno wicker man neopagano, o "uomo di vimini"

Escatologie[modifica | modifica wikitesto]

Dalla concezione ciclica del mondo deriva una generale escatologia basata sul concetto della reincarnazione o dell'illuminazione, ereditati — il secondo innanzitutto — dalle religioni orientali, sebbene più simili alla metempsicosi classica. La ciclicità dell'esistenza comporta l'annullamento della morte, ossia la visione di questa come un semplice momento di trasformazione, non una fine assoluta. Di fatto le religioni del neopaganesimo offrono una salvezza senza fede, ovvero non necessitante la credenza in dogmi.[5] Questo perché per le religioni neopagane l'uomo non necessita di alcuna salvezza, in quanto già eterno o immortale poiché parte del tutto cosmico, della stessa sostanza divina di cui tutte le cose sono fatte. Il corpo trasmuta, rientra nel ciclo della natura e va a costituire qualcos'altro. L'anima è spesso considerata come un impulso energetico attivo che caratterizza il sistema nervoso. Secondo gran parte dei neopagani questo impulso cosciente, dopo la trasformazione del corpo si riunirebbe con l'Uno, l'energia cosmica e pura, di cui già era parte, raggiungendo uno status di flusso etereo e beatitudinale. Nella wicca questa visione è espressa dal concetto della Terra dell'Estate. Anche l'ambiente etico delle religioni appartenenti al neopaganesimo è molto variegato, sebbene anche in questo contesto siano riscontrabili delle caratteristiche di raccordo. Innanzitutto va considerata la sacralità della natura, in quanto vista come continuo prodotto dell'eterna creazione delle forze divine, identificata spesso con la Dea, nonché — come ogni cosa che esista — vista come parte costituente dell'Uno immanente, la sostanza che compone il tutto. I neopagani nutrono un forte rispetto di amore e devozione nei confronti del mondo naturale, e la definizione di ciò che è naturale è parallelamente estesa a qualsiasi cosa, anche ai prodotti della società umana nel caso di chi si rifà all'ideologia del tecnopaganesimo. In quanto religioni umanistiche, relativistiche e razionalistiche, quelle neopagane non pongono l'uomo al disopra del cosmo (in qualità di essere prescelto o eletto da una qualche entità trascendente), ma considerano l'uomo come uno degli infiniti prodotti dell'evoluzione delle cose, della natura, e dunque dell'attività ciclica e divina che costituisce il sostrato dell'intera esistenza.

Cimitero neopagano in Islanda

L'essere umano è dunque divino come lo è ogni cosa, e il suo posto all'interno dell'universo lo colloca in posizione di gestore e amministratore della sua società, non dell'intero mondo naturale. Il compito dell'uomo è quello di garantire la costituzione di una società armoniosa, che sia caratterizzata da un equilibrio di pace interno (ovvero di reciproco rispetto tra i vari individui) ma anche esterno, ovvero di un equilibrio che garantisca l'ordine delle leggi naturali. A differenza delle religioni abramitiche, che separano l'uomo dal mondo vedendo quest'ultimo come semplicemente creato in servizio alla società di fatto annichilando il valore di questo mondo e rendendo la vita un nichilismo[5], le religioni neopagane riallacciano i legami tra gli esseri umani e la natura di cui sono parte integrante.

Il rifiuto del trascendentismo tipico del cristianesimo che pone Dio al di fuori del cosmo (in una dimensione spirituale completamente opposta alla dimensione materiale), oltre che della visione personale della Divinità (cioè in qualità di ente simile all'uomo), parallelo all'accettazione del fatto che in realtà la Divinità corrisponda al tutto, implica un annullamento della dicotomia tra il bene e il male. Nel neopaganesimo questi non sono visti come due principi assoluti o due entità distaccate, ma sono semplicemente considerati inesistenti.[5] Ciò che è bene e ciò che è male è una distinzione totalmente relativistica, ovvero personale e versatile in base all'individuo, alla società, alla mentalità e al tempo storico. Le positività e le negatività devono essere valutate dall'essere umano unicamente in funzione della sua società in quanto non sono dei concetti calati dall'alto, ma sono dei prodotti puramente umani, creati dall'uomo, voluti dall'uomo e gestiti dall'uomo stesso. Da tutto questo scaturisce un codice di comportamento aprioristico, non basato su una morale che stabilisce ciò che è benefico e ciò che è malefico, ma piuttosto su di un'etica collettiva e cooperativa, garantita innanzitutto dall'armonia sociale basata fondamentalmente sui principi di accettazione delle differenze e sul rispetto della natura.

Aderenti[modifica | modifica wikitesto]

Druidi celebrano un rituale a Stonehenge, Amesbury, Inghilterra

In termini assoluti, è difficile quantificare con precisione il numero di neopagani in Italia e nel mondo. Sebbene in paesi come gli Stati Uniti e il Canada, dove esistono Chiese neopagane riconosciute dalla legge e gli aderenti sono liberi di praticare pubblicamente e di allestire seminari e templi, in parecchie altre nazioni molti neopagani evitano di rendere pubblico la propria appartenenza al neopaganesimo a causa di convenzioni sociali o circostanze ambientali.[14][15][16] Inoltre è praticamente impossibile stabilire una correlazione tra quanti sono pubblicamente neopagani e quanti aderiscono privatamente a questo credo. Stime basate su dati oggettivi, come il numero di aderenti che si sono dichiarati pubblicamente tali e il numero di siti riferenti ad essi, mostrano che la tradizione ad avere maggiormente diffusione è la Wicca, radicalmente universalistica,[3] che costituisce il fenomeno neopagano più studiato e di conseguenza quello su cui è più semplice operare delle considerazioni in materia di diffusione. Alcuni sondaggi condotti tra il 1999 e il 2001 (tra cui il più vecchio effettuato dalla Congregazione della Dea, mentre uno studio, con dati del 2001, dall'American Religious Identification Survey) sul territorio nordamericano, calcolarono il numero dei neopagani spaziando dalle 307.000 unità (di cui 134.000 wiccani, 33.000 celtisti e 140.000 altri neopagani[17]) alle 768.400, in una conferma generale del milione mondiale stimato da Adherents.com[6].

Membri di Nova Roma conducono un rituale per la dea Concordia ad Aquincum, Budapest, Ungheria

Nel caso in cui queste statistiche fossero univocamente riconosciute si potrebbe dichiarare esplicitamente una crescita dei neopagani costante e crescente. Un'altra comunità neopagana consistente è quella del Regno Unito, collocata da alcuni studi di Ronald Hutton alle 250.000 persone. La cifra al 2007 è presumibilmente maggiore (vedi sotto) ma mancano statistiche numeriche attendibili.

In termini relativi, il neopaganesimo è attualmente il movimento religioso più rapidamente in crescita nel mondo. [3] Tale diffusione, che sta avvenendo in modo capillare e a tutti i livelli della società, sta portando a conseguenze e cambiamenti di varia portata dal punto di vista culturale. Il tasso di crescita è stimato al 143% annuo su scala mondiale, con un numero assoluto che tenderebbe a duplicare ogni trenta mesi.[18][19] La maggior parte delle conversioni si verifica nell'Occidente postcristiano, grossomodo costituito dall'America sia settentrionale che meridionale, dall'Europa sia occidentale sia orientale, e dall'Oceania; gruppi di neopagani hanno tuttavia preso piede in località non definibili postcristiane o non secolarizzate — ed è questo il caso del Sudafrica —, o tradizionalmente non cristiane — e questo secondo caso è quello dell'India.

Ideologie[modifica | modifica wikitesto]

L'influenza che le visioni del mondo naturalistiche delle religioni neopagane stanno esercitando sulla società contemporanea, hanno comportato la nascita di veri e propri sistemi di pensiero come l'ecopaganesimo che non rappresentano semplici filosofie ma intendono tradursi in concreti attivismi. In quanto le religioni neopagane sono religioni della Terra, esse riconoscono la sacralità della natura in quanto madre di tutte le cose. La natura va per questo motivo rispettata, salvaguardata e vissuta in modo equilibrato. Questa attitudine conduce i neopagani all'essere particolarmente attivi in cause ambientalistiche e in studi ecologici, i quali spaziano dalla protezione della foresta vergine, all'agricoltura biologica, alla permacoltura, alla salvaguardia dei diritti degli animali. Quest'ultimo aspetto cozza spesso contro il muro delle religioni ricostruzionistiche, i gruppi alle quali aderiscono dovrebbero essere portati per coerenza alla pratica del sacrificio animale.[20] Questa pratica è tuttavia generalmente sfavorita dalla stragrande maggioranza dei neopagani. Altri prodotti della moderna cultura neopagana sono il tecnopaganesimo e due approcci alla religione nettamente distinti tra loro, ovvero il mondialismo e il geneticismo. Il tecnopaganesimo è un'analisi logica riguardante la sacralità del mondo che intende includere in tale santità universale anche i prodotti più antropici della società umana. Mentre infatti certe correnti — di fatto pochissime, si parla in particolare di quella teodista dell'etenismo — tendono a rifuggire la modernità perché vista come eccessivamente degenerata e discostata dalla natura, il tecnopaganesimo intende mettere in luce il fatto che anche ciò che è puramente prodotto dall'uomo, come per esempio la tecnologia, è parte della Divinità in quanto parte del tutto, e frutto della Terra sulla quale dimora l'umanità. Il mondialismo e il geneticismo sono invece due modi di intendere la religione applicabili esclusivamente alle religioni ricostruzionistiche, in quanto la wicca e gli altri movimenti eclettici sono per definizione aperta a tutti, senza alcuna limitazione di carattere culturale. La lettura mondialistica è quella che intende mantenere un orientamento universalistico simile a quello delle religioni eclettiche, ed è di gran lunga la frangia ricostruzionistica prominente (dominante nell'ellenismo, nel celtismo, nel kemetismo e quasi precisamente nella metà delle tradizioni etene). La visione opposta è quella geneticistica, la quale intende dare alla religione un carattere etnico o culturalmente circoscritto. Questa seconda tipologia di approccio è dominante nel neopaganesimo esteuropeo, mentre equivalente al mondialismo nell'etenismo. Le definizioni di religione o fede applicate all'ambito neopagano assumono un significato molto diverso da quello che ne risulta dall'applicazione in altri contesti di vario tipo. Essere neopagani non significa solamente credere in qualcosa di soprannaturale, ma anche "esistere", "vivere", essere cioè partecipi del mondo. Quello del neopagano è uno status di identificazione del proprio essere come una parte della natura; tale impostazione filosofica è detta neopaganità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James Lewis, The Oxford Handbook of New Religious Movements, Oxford, Oxford University Press, 2003, ISBN 0-19-514986-6.
  2. ^ (EN) Wouter Hanegraaff, New Age Religion and Western Culture: Esotericism in the Mirror of Secular Thought, New York, State University of New York Press, 1998, ISBN 0-7914-3854-6.
  3. ^ a b c d (EN) Michael York, Pagan Theology: Paganism as a World Religion, New York, New York University Press, 2005, ISBN 0-8147-9708-3.
  4. ^ a b c d (EN) Margot Adler, Drawing Down the Moon, Londra, Penguin Books, 2006, ISBN 0-14-303819-2.
  5. ^ a b c d (EN) Salvatore Natoli, La salvezza senza fede, Torino, Feltrinelli, 2007, ISBN 88-07-81948-1.
  6. ^ a b (EN) Religions by Adherents, da adherents.com. Stime aggiornate al 2005.
  7. ^ Isaac Bonewits. Bonewits's Essential Guide to Druidism. Citadel, 2006. ISBN 0-8065-2710-2
  8. ^ a b Ronald Hutton. The Triumph of the Moon: A History of Modern Pagan Witchcraft. Oxford University Press, 2001. ISBN 0-19-285449-6
  9. ^ a b Patricia Telesco. Which Witch is Which?. New Page Books, 2004. ISBN 1-56414-754-1
  10. ^ "Vivianne Crowley, "Phoenix from the flame. Living as a Pagan in the XXI century", Thorsons Ed. 1995; pagg. 49,50,51
  11. ^ MariJa Gimbutas e l'Europa della Grande Dea Madre
  12. ^ Francesco Dimitri, Neopaganesimo: perché gli dèi sono tornati, Castelvecchi, 2005, ISBN 978-88-7615-063-0, pag. 84
  13. ^ Menicocci.qxp
  14. ^ The Odinic Rite - persecuzione degli odinisti in Texas
  15. ^ Widdershins - persecuzione degli ellenici in Grecia
  16. ^ Morgan Ravenwood. Hate Crimes and Hate Incidents: Shedding New Light on Pagan Persecution. The Wiccan / Pagan Times.
  17. ^ The Graduate Center - American Religious Identification Survey
  18. ^ American Religious Identification Survey 2001
  19. ^ Religious Tolerance - religious identification in the United States
  20. ^ James Lewis. Odd Gods: New Religions and the Cult Controversy. Prometheus Books, 2001. ISBN 1-57392-842-9

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In italiano

  • Francesco Dimitri. Neopaganesimo. Perché gli dèi sono tornati. Castelvecchi, 2005.
  • Francesco Faraoni. Il Neopaganesimo. Il risveglio degli dèi. Aradia, 2006. ISBN 88-901500-3-3
  • Salvatore Natoli. I nuovi pagani. Lampi di Stampa, 2000. ISBN 88-428-0251-4
  • Salvatore Natoli. La salvezza senza fede. Feltrinelli, 2007. ISBN 88-07-81948-1

In inglese

  • Barbara Ardinger. Pagan Every Day: Finding the Extraordinary in Our Ordinary Lives. Weiser Books, 2006. ISBN 1-57863-332-X
  • Barbara Jane Davy. Introduction to Pagan Studies. Altamira Press, 2006. ISBN 0-7591-0818-8
  • Carol Barner-Barry. Contemporary Paganism And The Law. Palgrave, 2005. ISBN 1-4039-6441-6
  • Douglas Cowan. Cyberhenge: Modern Pagans on the Internet. Routledge, 2004. ISBN 0-415-96911-5
  • Graham Harvey. Contemporary Paganism: Listening People, Speaking Earth. New York University Press, 1997. ISBN 0-8147-3549-5
  • Herman Slater. A Book of Pagan Rituals. Weiser, 2003. ISBN 0-87728-348-6
  • Joyce Higginbotham. Pagan Spirituality: A Guide to Personal Transformation. Llewellyn Publications, 2006. ISBN 0-7387-0574-8
  • Joyce Higginbotham. Paganism: An Introduction to Earth-Centered Religions. Llewellyn Publications, 2002. ISBN 0-7387-0222-6
  • John Sulak. Modern Pagans: An Investigation of Contemporary Pagan Practices. Research Publications, 2005. ISBN 1-889307-10-6
  • Kristen Madden, Raven Grimassi, Starhawk. Exploring the Pagan Path: Wisdom from the Elders. Ten Speed, 2005. ISBN 1-56414-788-6
  • Michael Strmiska. Modern Paganism in World Cultures: Comparative Perspectives. ABC Clio, 2005. ISBN 1-85109-608-6
  • Rel Davis. The Existential Pagan: Freedom and Responsibility. Old Time Religion Inc, 1998. ISBN 0-9666380-0-X
  • Sarah Pike. New Age and Neopagan Religions in America. Columbia University Press, 2004. ISBN 0-231-12402-3
  • Sian Reid. Between the Worlds: Readings in Contemporary Neopaganism. Canadian Scholars Press, 2006. ISBN 1-55130-314-0

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