Gerald Gardner

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Gerald Brosseau Gardner (Great Crosby, 13 giugno 1884Mar Mediterraneo, 12 febbraio 1964) è stato uno scrittore, saggista e sacerdote britannico della wicca.

Conosciuto anche con il nome wiccan Scire, con la pubblicazione nel 1960 di Witchcraft Today e nel 1964 di The Meaning of Witchcraft rese pubblica la religione wicca. A lui si rifà la tradizione gardneriana di questa religione. 

È stato anche scrittore, poeta, divulgatore e membro della Società del Folklore britannica. Si è occupato di occultismo e in modo amatoriale di archeologia e antropologia. Nel giugno 2014, in onore di Gardner è stata applicata una placca commemorativa pubblica (del tipo della Blue Plaque) sulla casa dove visse ad Highcliffe nel Dorset, con la dicitura "Padre della moderna stregoneria", com'era avvenuto nel 2013 per Doreen Valiente a Brighton.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni: 1884-1905[modifica | modifica wikitesto]

Gerald Gardner nacque nel 1884 a Great Crosby, nel Lancashire, vicino a Liverpool, in Inghilterra, da una famiglia più che benestante e di antiche origini, la seconda più antica di Liverpool secondo ricerche dell'epoca, coinvolta soprattutto nel commercio del legname pregiato ed esotico. L'impresa di famiglia era la Joseph Gardner & Sons, la più antica e importante società di importazione di legname del Lancashire. La famiglia aveva al proprio servizio un'eccentrica bambinaia di origine scotto-irlandese, Georgina "Com" McCombie, detta a volte anche "Jo".

Il piccolo Gerald soffriva d'asma e perciò mal sopportava il clima dell'inverno inglese. La bambinaia si offrì di accudirlo, portandolo con sé a trascorrere l'inverno in un clima più adatto alla sua salute. Ogni inverno e spesso anche per metà dell'anno, assieme alla sua fedele e autoritaria "Com", fino all'età di circa sedici anni, Gardner soggiornò all'estero: nei primi anni soprattutto nel sud della Francia, in Costa Azzurra; per nove anni soprattutto sull'isola di Madera, con brevi viaggi sulla costa dell'Africa, alle Canarie, ad Accra e a Città del Capo.

Non poté quindi ricevere un’educazione formale, frequentando regolarmente una scuola, e imparò a leggere e a scrivere da autodidatta, con una caratteristica difficoltà nello spelling delle parole. La sua "Com" sposò un piantatore di di Ceylon e Gardner, ancora ragazzo, si sistemò al suo seguito nell'isola, dove rimase fino alla prima giovinezza, imparando il mestiere del piantatore. Mentre gli altri coloni britannici trattavano le popolazioni locali con distaccata superiorità, se non con disprezzo, Gardner si distinse per il suo interesse per la cultura locale e per la sua familiarità con i nativi, di cui apprezzava gli usi e costumi, come la vita all'aria aperta e il naturismo.[2]

Iniziò a sviluppare un grande interesse per lo spiritismo in seguito alla lettura del libro There is no Death di Florence Murryat, convincendosi della sopravvivenza dello spirito in altri piani di esistenza. Gardner non era interessato unicamente all'occultismo e allo spiritismo, ma era anche fortemente attratto dalle religioni, dalle credenze, dalle usanze, dalle armi e dagli strumenti degli antichi culti ancora praticati nel mondo, che studiò approfonditamente, collezionando una variegata quantità di oggetti, poi conservati ed esposti nelle sue residenze e soprattutto nel suo Museo della Stregoneria sull'Isola di Man.

Ceylon, Borneo e Malesia: 1905-1916[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1905 Gardner ricevette a Ceylon la visita di alcuni membri della sua famiglia, tra cui suo padre, che comprò una piantagione di caucciù e gliela lasciò in amministrazione. Nel 1907 tornò per nove mesi in patria ed ebbe modo di approfondire la conoscenza di alcuni suoi parenti della famiglia Sergeneson, che mostravano interessi non dissimili dai suoi: in particolare la cugina Gertrude, che pensò anche di sposare e che rimase fino alla sua morte una delle sue migliori amiche. Di ritorno a Ceylon, Gardner aderì alla Libera Massoneria, in una loggia della capitale Colombo, nella quale fu iniziato ai tre principali gradi entro il 1911.

Presto si distaccò dalla massoneria, perdendo interesse verso la formalità dei suoi riti. Sempre nel 1911 suo padre vendette la piantagione di caucciù e Gardner si trasferì nel Borneo settentrionale (moderno Sabah) per lavorare in un'altra. Durante il viaggio passò da Singapore, che ebbe poi modo di visitare moltissime altre volte nel corso della sua permanenza nel sud-est asiatico. Nel Borneo, Gardner conobbe la popolazione dei Dayak, in particolare quelli delle tribù Dusuns e Saki, famosi cacciatori di teste. Contrariamente agli altri europei, che trattavano queste genti da selvagge e primitive, Gardner, per nulla intimorito dalla vita nella giungla, cominciò a frequentarle e a studiarle, in particolare i loro metodi di caccia e di guerra con l'uso di pericolose cerbottane dai dardi avvelenati.

Fu invitato ad assistere al rito del "séance", in cui una fanciulla si metteva in contatto con uno spirito tramite interessanti tecniche di trance. Rimase infine vittima della malaria e, giudicando il clima non adatto alla sua salute e per i dissidi che aveva frequentemente con l'altro amministratore della piantagione, si trasferì in Malesia, facendo tappa durante il viaggio nel Brunei e a Sarawak[3]. Nella penisola malese trovò impiego di nuovo come amministratore in una piantagione di caucciù e ne acquistò anche una sua personale, ancora in buona parte ricoperta dalla foresta, ma che aveva buone potenzialità di sviluppo.

Il ritorno in patria e le ricerche archeologiche: 1916-1936[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scoppio della Grande Guerra, Gardner nel 1916 tornò in patria, ma furono vani i suoi tentativi di essere reclutato come volontario per la guerra, sempre riformato a causa della sua salute cagionevole. Riuscì a prestare aiuto come volontario negli ospedali, per la cura dei feriti di guerra, finché non si ammalò lui stesso e fu costretto a ripartire per l'Oriente. La crisi economica seguita alla Prima Guerra mondiale causò una caduta dei prezzi delle materie prime, compresa la gomma e Gardner fu licenziato dalla piantagione. Nel 1921 fece un altro breve ritorno in patria, alla ricerca di aiuti finanziari da parte di suo padre, ma non ottenne ciò che aveva sperato. Rientrato in Malesia trovò lavoro come funzionario pubblico, nel settore dei lavori pubblici, finché nel 1923 divenne funzionario doganale.

Dapprima lavorò per contrastare il contrabbando della gomma verso le Indie Olandesi, poi con l'incarico di mantenere il controllo del monopolio statale sul commercio dell'oppio. Nonostante girassero voci che Gardner si fosse arricchito incassando tangenti dai contrabbandieri, nessuna accusa formale gli venne mai mossa e, su nove funzionari che ricoprivano il suo stesso incarico, solo lui e un altro non furono rimossi, perché ritenuti gli unici a non essere stati corrotti. Nel 1927, durante un viaggio in patria, entrò in contatto con gli ambienti degli spiritisti di Londra e conobbe Dorothea Frances Rosedale, detta "Donna", figlia di un ecclesiastico anglicano che, ritardando il rientro in Malesia, sposò nel giro di pochi mesi, all'età di 41 anni. Gardner rimase legato a Donna per i successivi 33 anni, fino alla morte di lei, avvenuta nel 1960, anni nei quali apparentemente non prese mai parte alle attività o agli affari del marito[4].

In Oriente Gardner ebbe modo di alimentare i suoi interessi per l’archeologia, l'antropologia e l’etnologia: nel 1927 fece ricerche archeologiche in Malesia, scoprendo i resti di un'antica civiltà locale, presso il fiume Johore. Le sue scoperte non furono inizialmente prese in considerazione in ambiente universitario, perciò decise di compiere una serie di scavi per conto suo, riportando alla luce monete, gioielli e i resti di una nave. Solo successivamente il suo lavoro fu apprezzato e ne fu riconosciuta l'importanza, tanto da essere invitato a partecipare alle conferenze archeologiche tenute nell'area del sud-est asiatico negli anni venti e trenta, e i suoi articoli furono pubblicati su alcune riviste.

Nei suoi molteplici viaggi tra le popolazioni indigene con cui entrò in contatto, ebbe modo di sperimentare in prima persona le loro credenze, le loro usanze, il loro vivere i rituali e la magia in modo completamente naturale. Anche la conoscenza delle armi rituali malesi è stata per lui fondamentale e ne fece uno degli esperti mondiali più accreditati del suo tempo, in seguito alla pubblicazione del libro Keris and other malay weapons. La sua collezione di Keris, considerata una delle più complete del tempo in assoluto con oltre 400 esemplari, fu in buona parte acquistata dal Museo di Singapore, poco dopo il rientro definitivo di Gardner in Europa.

Il suo interesse per l’archeologia e le sue intense ricerche lo portarono anche a essere invitato da rinomati archeologi del tempo a partecipare a campagne di scavo in Palestina e in Gran Bretagna, nel corso dei suoi viaggi compiuti nel 1927 e nel 1932. I suoi scavi e i suoi studi antropologici rimasero comunque a un livello amatoriale: Gardner non aveva mai fatto studi accademici e, nonostante il plauso e i riconoscimenti, soffrì sempre di un senso di inferiorità, finché non riuscì a conseguire il titolo di Dottore in Filosofia presso una dubbia università dello Stato del Nevada, negli Stati Uniti. Il fatto che iniziò a fregiarsi del titolo di dottore fece circolare la scorretta informazione che avesse ottenuto una laurea honoris causa presso l’Università di Singapore[5].

Gli ultimi anni: 1936-1964[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1936, andato in pensione all'età di 52 anni, si ritirò definitivamente in patria con la moglie, mantenendo però l'abitudine di svernare nel Mediterraneo, in particolar modo a Cipro, dove aveva acquisito delle terre. Dal suo ritorno in Inghilterra si diede a studiare approfonditamente la stregoneria, l'esoterismo e l'occultismo, una passione che, insieme a quella per l'antropologia, segnò il resto della sua vita. Gardner aveva aderito a un ordine druidico ed era in contatto, tramite la massoneria britannica, con quasi tutti gli ambienti esoterici, teosofici e occultistici dell'Inghilterra. Divenne amico di Ross Nichols, il fondatore dell'OBOD e con lui condivise l'amore per la vita all'aria aperta, frequentando gli stessi club naturisti e compiendo alcuni viaggi assieme.

Nel 1938 si trasferì nella regione di New Forest nel sud dell'Inghilterra. All'apertura del Teatro Rosacrociano, realizzato dal Rosicrucian Order Crotona Fellowship, società rosacrociana fondata da George Sullivan, conobbe Mabel Emily Besant Scott, figlia di Annie Besant, una delle massime esponenti del movimento teosofico, e Edith Woodford-Grimes. La Woodford-Grimes, poi identificata con Dafo, lo mise in contatto con Susie Mary Mason e il fratello Ernest William Mason, che con tutta probabilità facevano parte dell'originaria New Forest Coven, insieme a Dorothy St. Quintin Clutterbuck (la Vecchia Dorothy).

Gardner fu iniziato nella New Forest Coven nel settembre del 1939, pochi giorni dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Gardner menziona il bacio rituale, la creazione del cerchio e l'atmosfera solenne in cui si svolse il rito. Aderì anche alla società britannica del Folklore, presso la quale fu invitato a tenere alcune conferenze sulla stregoneria. Gardner contribuì personalmente a fondare con Cecil Williamson il Museo della Stregoneria, della Magia, del Folklore e della Superstizione sull'Isola di Man, di cui in seguito divenne unico proprietario, trasferendosi sull'isola fino alla morte.

In quegli stessi anni acquistò il club naturista Five Acres, che spesso frequentava e che poi lasciò in gestione al suo braccio destro, Jack Bracelin[6]. Su uno dei terreni di sua proprietà nei pressi del club, denominato Bricket Wood, Gardner fece installare il "cottage delle streghe", che aveva acquistato dall'abate Ward. In seguito al ritiro della Vecchia Dorothy e di altri esponenti della coven di New Forest, Gardner vi fondò la sua prima e originale congrega, la Bricket Wood Coven.

Fred Lamond definisce il Gerald Gardner degli ultimi anni «an old man in hurry» (un anziano di fretta)[7]: data l'età e la salute cagionevole, si rendeva conto di avere ancora poco da vivere e si adoperò senza sosta affinché la wicca gli sopravvivesse e si diffondesse rapidamente il più possibile. Ne derivarono scelte, che in seguito si rivelarono discutibili, come l'iniziazione di persone che non si rivelarono all'altezza, ma anche decisioni fondamentali per gli sviluppi successivi della wicca.

Già sofferente per diversi malanni nel corso degli ultimi anni, nel 1964 Gerald Gardner morì nei pressi del porto di Tunisi su una nave di ritorno dal Libano, nel quale aveva trascorso il suo abituale soggiorno invernale. Fu inizialmente sepolto in un cimitero nei pressi di Tunisi, finché dopo alcuni anni Eleanor Rae Bone, che era stata una delle alte sacerdotesse iniziate da lui, si occupò di traslare i suoi resti in un altro cimitero della città, visto che il precedente doveva essere smantellato per far posto ad un parco. Negli anni ottanta Patricia Crowther, che fu un'altra delle sue alte sacerdotesse, si occupò di fargli erigere un monumento funebre.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Keris and other Malay Weapons, 1936: saggio in cui Gardner espone le sue ricerche sulle armi del sud-est asiatico e sulle pratiche magiche dei Dayak e di altre popolazioni primitive
  • A Goddess Arrives, 1939 e High Magic's Aid, 1949: due romanzi che anticipano sotto forma narrativa la rivelazione della wicca. In quel periodo la legislazione inglese proibiva le forme di religiosità stregonica, che furono rese legali solo nel 1951, con l'abolizione dell'ultimo Witchcraft Act (Legge sulla stregoneria)
  • Witchcraft Today (Stregoneria oggi), 1954 e The Meaning of Witchcraft, 1960: i due saggi con cui Gardner rese pubblica l'esistenza della wicca.

Wicca[modifica | modifica wikitesto]

Gardner fu iniziato nel settembre del 1939 nella New Forest Coven, una congrega appartenente a una tradizione stregonesca, che si riteneva una sopravvivenza del paganesimo europeo. Gardner affermò che la religione da lui resa pubblica fosse una sopravvivenza delle religioni matriarcali pagane e, risalendo a tempi ancor più antichi, al culto della Dea Madre diffuso nell'Europa preistorica. Sostenne inoltre che l'alta sacerdotessa della coven di New Forest, che lo aveva iniziato e che lo aveva istruito all'antica religione, fosse una donna che utilizzava lo pseudonimo di Old Dorothy (Vecchia Dorothy).

Doreen Valiente, una delle alte sacerdotesse di Gardner, nelle sue ricerche documentali e in un libro pubblicato da Janet e Stewart Farrar, identifica la donna con Dorothy Clutterbuck Fordham, un'ex colona britannica, dama della buona società, rientrata dall'India in quel periodo storico, effettivamente conosciuta da Gardner e abitante nella zona. La Valiente afferma, inoltre, che essa potesse essere forse identificata con Dafo, quella che Gardner definiva la prima sacerdotessa della sua coven. Altri studiosi, come Philip Heselton, teorizzano che Dafo e la Clutterbuck fossero due persone differenti. Lo storico Ronald Hutton, invece, sostiene nel suo Triumph of the Moon, che la tradizione a cui aderì Gardner provenisse piuttosto da membri del Rosicrucian Order Crotona Fellowship e in particolare dalla donna nota col "nome magico" Dafo, che identifica con Edith Woodford-Grimes.

Ronald Hutton concluse come non ci fosse alcuna prova testimoniante il fatto che Dorothy Clutterbuck Fordham fosse stata coinvolta nella formazione della wicca, che anzi fosse improbabile che la Clutterbuck potesse essere la persona in questione e che molto probabilmente Gardner usò la figura della Vecchia Dorothy in modo piuttosto ironico, per tutelare la privacy di qualcuno che voleva restare anonimo. Parere discordante è quello di Heselton che, citando evidenze più recenti, sostiene che invece la Clutterbuck ebbe in qualche modo a che fare con la religione wiccan.

Altri studiosi come Aidan Kelly e Francis King[8], sostengono che Gardner fu l'inventore di queste figure, e che egli stesso scrisse la dottrina e la liturgia della Wicca sincretizzando elementi tratti anzitutto dai suoi studi esoterici (egli fu effettivamente uno dei maggiori esoteristi del suo tempo, fu realmente iniziato ad alcuni ordini e nel suo gruppo erano presenti diversi rosacruciani, massoni e membri della Golden Dawn), poi elementi possono essere individuati dalle sue esperienze presso le culture primitive dell'Indonesia e Malesia, ed inoltre da diverse tradizioni religiose con le quali entrò più volte in contatto, come l'induismo ed il taoismo. Infine nella religione wiccan sono individuabili influenze riconducibili alle tesi antropologiche di Margaret Murray e all'opera intitolata Aradia, o il Vangelo delle Streghe di Charles Godfrey Leland[9].

La storia della vita di Gerald Gardner può aiutare a comprendere meglio alcuni concetti presenti nella Wicca. Innanzitutto è risaputo che l'uomo visse per quasi tutta l'infanzia e l'adolescenza in Asia, precisamente nel Sudest Asiatico, in Borneo e in Malesia. Grazie a queste esperienze scrisse alcuni trattati antropologici su quelle popolazioni, apprezzati in ambiente accademico e che gli valsero la laurea honoris causa presso l'università di Singapore. Nel 1936 dopo essere andato in pensione, tornò in patria, e poi si ritirò nella zona della New Forest, nell'Inghilterra del Sud. Già in Oriente Gardner si era interessato alle tradizioni magiche locali ed aveva aderito anche alla Società Teosofica. Al ritorno in Inghilterra venne perciò naturalmente accolto con favore dagli ambienti teosofici ed entrò a far parte di una "Fraternità Rosacruciana" della New Forest i cui membri erano quasi tutti teosofi. Solo dopo alcuni anni dopo essere rientrato in madrepatria avrebbe incontrato la Vecchia Dorothy e avrebbe vissuto l'esperienza dell'iniziazione al culto misterico verso il 1939[10].

In quel periodo la legislatura inglese proibiva forme di religiosità stregonica, che furono rese legali solo nel 1954, quando Gardner iniziò a pubblicizzare la Wicca. Gardner pubblicò proprio quell'anno Witchcraft Today e nel 1960 The Meaning of Witchcraft. Mentre il formato rituale manifesta grosse influenze derivate dall'occultismo vittoriano (e la stessa Doreen Valiente ammette di notare forti legami con la Thelema e le altre filosofie di Aleister Crowley), il comparto spirituale e iconografico della Wicca è largamente ispirato alle religioni pagane, ma presenta anche non minimizzabili influenze buddhiste, induiste e in particolare taoiste, probabilmente derivate dall'influenza che l'Oriente ebbe sulla vita di Gardner.

Per quel che concerne la liturgia wiccan è facilmente constatabile come i riti e i concetti di Gerald Gardner siano ripresi dalle dottrine di altri occultisti, e non furono di fatto innovativi per l'ambiente del periodo. Roger Dearnaley, in An Annotated Chronology and Bibliography of the Early Gardnerian Craft, descrive la liturgia wiccan come un patchwork. Heselton, in Wiccan Roots e nel successivo Gerald Gardner and the Cauldron of Inspiration, afferma che Gerald Gardner non fu l'autore dei rituali, ma che addirittura ne avrebbe commissionato la realizzazione ad una figura ignota.

Per questo motivo alcuni studiosi hanno ipotizzato che il vero "iniziatore" di Gardner possa essere stato Aleister Crowley (1875-1947), accusato addirittura di avere scritto a pagamento, per Gardner, i primi rituali della Wicca. Dai diari di Crowley si ricava però che Gardner lo andò a trovare solo tre volte, e per poche ore, nel 1947, l'anno stesso della morte di Crowley; inoltre il vecchio mago era provato nel fisico e malato, e non avrebbe potuto aiutate Gardner a creare un rituale (che del resto, in forma embrionale, quest'ultimo aveva già elaborato prima del 1947), anche se lo aiutò fornendogli alcuni libri difficili da trovare.

Doreen Valiente — e così Margot Adler nel suo Drawing Down the Moon — afferma che Gardner probabilmente si ispirò ad altro per lo scheletro del rituale, aggiungendo dettagli estrapolati dalla sua esperienza. Ancora Heselton constata come tutte le influenze riconducibili a Crowley siano individuabili già nel libro intitolato Blue Equinox. D'altronde Gardner stesso ammise alla Valiente che i rituali insegnatigli dalla Vecchia Dorothy erano frammentari, e per renderli completi dovette aggiungere supplementi.

Alcuni ricercatori quali Isaac Bonewits individuano anche influenze derivate dal Rosacrocianesimo[11], dalla dottrina dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata e altre religioni esoteriche del Novecento. L'idea della religione preistorica incentrata sulla figura della Dea Madre era inoltre diffusa negli ambienti accademici del periodo di Gardner[12] (tra gli accademici si ricordi Erich Neumann o Margaret Murray) e ambienti amatoriali nei quali spiccò Robert Graves. Negli anni successivi accademici come Carl Gustav Jung e Marija Gimbutas, continuarono le ricerche riguardanti quest'area che sembrò consolidarsi con gli studi ancora successivi di Joseph Campbell, Ashley Montagu, Riane Eisler ed altri.

Etimologia della parola Wicca[modifica | modifica wikitesto]

Gardner, nei suoi due libri sull'argomento, si riferisce alla stregoneria religiosa col nome di "Wica" o "The Craft", ma la sintassi di Gardner venne presto sostituita per consuetudine da "Wicca". In inglese antico, "Wicca" è un nome relativamente oscuro apparentemente di genere maschile, forse equivalente al latino "ariolus": "mago", "veggente"; mentre "Wicce" è il corrispettivo femminile, forse equivalente al greco "phitonissa": "posseduta (come Pizia)". L'utilizzo storico della parola "Wicca" in ambito religioso non è supportato dall'etimologia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Principali opere pubblicate da Gerald Gardner[13]:

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Keris and Other Malay Weapons, Progressive Publishing Company, Singapore, 1936, (saggio)
  • A Goddess Arrives, Stockwell Ltd. London, 1939, (romanzo)
  • High Magic's Aid, Michael Hougton, London, 1949, (romanzo)
  • Witchcraft Today, Rider and Company, London, 1954, (saggio; edizione in lingua italiana: La stregoneria oggi, Venexia, Roma, 2007)
  • The Museum of Magic and Witchcraft: The Story of the Famous Witches' Mill at Castletown, Isle of Man, The Photochrom Co. Ltd, Tunbridge Wells, Kent, 1958 (saggio)
  • The Meaning of Witchcraft, The Aquarian Press, London, 1959, (saggio)

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Notes on Some Ancient Gold Coins from Johore River "Journal Malayan Branch Royal Asiatic Society" Vol. XI, part. III Dec. 1933 pp. 171-176
  • Notes on Two Uncommon Varietis of the Malayan Kris "Journal Malayan Branch Royal Asiatic Society" Vol. XI, part. III Dec. 1933 pp. 178-182
  • Ancient Beads from the Johore River as Evidence of an Early Link by Sea between Malaya and Roman Empire "Journal Asiatic Society" 1937 pp.467-470
  • Le Problème de La Garde de l'Epée Cypriote de l'Age du Bronze "Bulletin de la Société Préhistorique Francaise" No. 12, 1937
  • More Coins from the Johore River "Numismatic Chronicle", 5th series, Vol XIX 1939, pp.98-103
  • Witchcraft "Folk Lore", Vol. 50, June 1939, pp. 188-190
  • British Charms, Amulets and Talismans "Folk Lore", Vol. 53, II, June 1942, pp. 95-103
  • The Hazel as a Weapon "Folk Lore", Vol. 55, no. 4, Dec. 1944, pp. 177
  • The Museum of Magic and Witchcraft "Humana Studia", Serie II, Anno VII, Fasc. I 1955
  • The True About George "New Dimensions" January 1964
  • Witchcraft in the Isle of Man "New Dimensions" March 1964, pp. 6-11

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gerald Gardner: Blue plaque for 'father of witchcraft', bbc.com, 13 giugno 2014
  2. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 1,2,3. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  3. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 4,5,6. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  4. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 7,8. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  5. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 9,10. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  6. ^ Fred Lamond, Fifty Years of Wicca (2004). Green Magic. ISBN 0-9547230-1-5.
  7. ^ Fred Lamond, Fifty Years of Wicca (2004). Green Magic. pag. 17. ISBN 0-9547230-1-5.
  8. ^ Aidan Kelly. Crafting the Art of Magic, Book I: A History of Modern Witchcraft. Llewellyn Publications, 1991. ISBN 0-87542-370-1
  9. ^ Charles Godfrey Leland. Aradia, or the Gospel of the Witches. Kessinger Publishing, 2004. ISBN 1-4191-0737-2
  10. ^ Wicca o neo-stregoneria
  11. ^ Isaac Bonewits. A Very Brief History of Witchcraft. Spiritualitea.
  12. ^ Ronald Hutton. Triumph of the Moon. Oxford Paperbacks, 1995. ISBN 0-19-285449-6
  13. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume II, pp. 653-655, Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 5165158 LCCN: n89653666