Gerald Gardner

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Gerald Brosseau Gardner (Great Crosby, 13 giugno 1884Mar Mediterraneo, 12 febbraio 1964) è stato uno scrittore saggista e sacerdote britannico. È stato il fondatore (o meglio rifondatore) della religione Wicca. È stato anche uno scrittore, poeta, divulgatore, membro della Società del Folklore britannica. Gardner si è occupato di occultismo ed in modo amatoriale di archeologia ed antropologia; come scrittore ha inoltre pubblicato i testi chiave per fare conoscere la moderna Wicca. In particolare a lui si rifà la Tradizione Gardneriana della Wicca.

Recentemente nel giugno 2014, in onore di Gardner è stata applicata una placca commemorativa pubblica[1][2] (del tipo della Blue Plaque) sulla casa dove visse ad Highcliffe nel Dorset, con la dicitura "Padre della moderna stregoneria", esattamente come era avvenuto nel 2013 per Doreen Valiente a Brighton.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni: 1884-1905[modifica | modifica sorgente]

Gerald Gardner nacque nel 1884 a Great Crosby, nel Lancashire, vicino a Liverpool, in Inghilterra da una famiglia più che benestante e di origini antiche (la seconda più antica famiglia di Liverpool secondo ricerche dell'epoca), coinvolta soprattutto nel commercio del legname pregiato ed esotico (la società di famiglia era la Joseph Gardner & Sons, la più antica e importante società di import di legname del Lancashire); la famiglia aveva al proprio servizio una eccentrica bambinaia di origine scotto-irlandese di nome Georgina "Com" McCombie detta a volte anche "Jo".

Il piccolo Gerald soffriva d'asma e perciò mal sopportava il clima dell'inverno inglese, di conseguenza la bambinaia si offrì di accudirlo e di portarlo con sé a trascorrere l'inverno in un clima più adatto alla sua salute. Perciò ogni inverno (spesso anche per metà dell'anno), assieme alla sua fedele ed autoritaria "Com" e fino all'età di circa sedici anni, Gardner soggiornò all'estero; nei primi anni soprattutto nel sud della Francia, in Costa Azzurra, poi per ben nove anni soprattutto sull'isola di Madera, compiendo nel frattempo da lì anche alcuni viaggi sulla costa dell'Africa, fino alle Canarie, ad Accra e a Città del Capo.

Per questo motivo non ricevette un’educazione formale frequentando regolarmente una scuola, ma anzi imparò da solo a leggere e a scrivere, mantenendo perciò una caratteristica difficoltà nello spelling esatto delle parole scritte. Al seguito della sua "Com", che si sposò con un piantatore di a Ceylon, il ragazzo si sistemò anche lui nell'isola dell'Oceano Indiano, dove restò fino alla fine dell'adolescenza, imparando a sua volta il mestiere del piantatore. Rispetto agli altri coloni britannici, che trattavano le popolazioni locali con distaccata superiorità, se non disprezzo in certi casi, Gardner si distinse per la sua voglia di conoscere la cultura locale e di mischiarsi amichevolmente con i nativi, apprezzandone gli usi e costumi e mostrando i primi segni di godere della vita all'aria aperta e del naturismo.[3]

Gerald Gardner incominciò subito a mostrare un'acuta intelligenza ed una quasi implacabile curiosità verso il mondo intorno a sé, sviluppando un grande interesse per lo spiritismo, in seguito alla lettura del libro “There is no Death” di Florence Murryat e convincendosi della sopravvivenza dello Spirito in altri piani di esistenza. Ma Gardner non era interessato unicamente all'occultismo ed allo spiritismo, ma era anche fortemente attratto dalle credenze, dalle usanze, dalle armi e strumenti, di moltissimi antichi culti praticati nel mondo, che studiò approfonditamente e che lo portò a collezionare una variegata quantità di oggetti, poi raccolti e mostrati nelle sue abitazioni e soprattutto nel suo museo della stregoneria sull'Isola di Man.

Ceylon, Borneo e Malesia: 1905-1916[modifica | modifica sorgente]

Verso il 1905 Gardner venne visitato a Ceylon da alcuni membri della sua famiglia, tra cui suo padre, che decise di comprare una piantagione di caucciù, che lasciò in amministrazione al figlio. Nel 1907 Gerald fece un viaggio di ritorno di nove mesi in patria, durante il quale ebbe modo di approfondire la conoscenza con alcuni suoi parenti della famiglia Sergeneson, che mostravano interessi non dissimili dai suoi, in particolare la cugina Gertrude, che pensò anche di sposare e che rimase fino alla sua morte una delle sue migliori amiche. Di ritorno a Ceylon, Gardner aderì alla Libera Massoneria, in una loggia della capitale Colombo, nella quale assunse i tre principali gradi entro il 1911.

Ma in fretta presto si distaccò da essa, perdendo interesse verso tutta la formalità di quei riti. Sempre nel 1911 il padre di Gardner decise di vendere la piantagione e perciò Gerald accettò di trasferirsi nel Borneo settentrionale (moderno Sabah) per lavorare in un'altra piantagione di caucciù. Durante il viaggio passò da Singapore, che ebbe poi modo di visitare moltissime volte nel corso della sua vita nel sud-est asiatico. Nel Borneo Gerald conobbe per la prima volta la popolazione dei Dayak, in particolare quelli delle tribù Dusuns e Saki, famosi cacciatori di teste. Di nuovo, contrariamente agli altri europei che trattavano queste genti come selvagge e primitive, Gardner, per nulla intimorito dalla vita nella giungla, cominciò a frequentarle e a studiarle, in particolare i loro metodi di caccia e di guerra con l'uso di pericolose cerbottane dai dardi avvelenati.

Tra l'altro venne invitato ad assistere al rito del "séance" che presentava interessanti metodi di trance in cui una fanciulla si metteva in contatto con uno spirito. Durante questo periodo passato nel Borneo Gardner rimase infine vittima della malaria, perciò giudicando il clima non adatto alla sua salute e anche per i dissidi che aveva frequentemente con l'altro amministratore della piantagione, si trasferì in Malesia, facendo tappa durante il viaggio, nel Brunei e a Sarawak[4]. Nella penisola Malese trovò impiego di nuovo come amministratore in una piantagione di caucciù e ne acquistò anche una sua piccola personale, ancora in buona parte ricoperta dalla foresta, ma che aveva buone potenzialità di essere sviluppata.

Il ritorno in patria e le ricerche archeologiche: 1916-1936[modifica | modifica sorgente]

Dopo lo scoppio della Grande Guerra, Gardner nel 1916 tornò in patria, ma furono vani i suoi tentativi di venire reclutato come volontario per la guerra, perché venne sempre scartato a causa della sua salute cagionevole. Riuscì perlomeno a prestare il proprio aiuto come volontario negli ospedali, per curare i feriti di guerra, finché non si ammalò lui stesso e fu costretto a ripartire per l'oriente. La crisi seguita alla prima guerra mondiale causò una caduta dei prezzi delle materie prime, compresa la gomma e Gardner venne perciò licenziato. Nel 1921 fece un altro breve ritorno in patria, alla ricerca di aiuti finanziari da parte di suo padre, ma non ottenne ciò che aveva sperato. Rientrato in Malesia, sempre nello stesso anno trovò lavoro al servizio dello stato, ai lavori pubblici, finché nel 1923 divenne funzionario doganale, sempre in Malesia.

Dapprima lavorò come agente che prestava il proprio servizio per contrastare il contrabbando della gomma verso le Indie Olandesi. Poi come agente incaricato di mantenere il controllo del monopolio statale sul commercio dell'oppio. In questa veste alcuni detrattori affermarono che Gardner si arricchì, ricevendo tangenti da parte dei contrabbandieri. Nessuna accusa formale gli venne però mai mossa e tra l'altro, su nove funzionari che ricoprivano il suo incarico, solo lui ed un altro non furono rimossi, proprio perché ritenuti gli unici a non avere intascato mazzette. Nel 1927 durante un viaggio in patria, entrò in contatto con gli ambienti degli spiritisti di Londra e conobbe colei che sarebbe diventata sua moglie; infatti ritardando per lei il rientro in Malesia, nel giro di pochi mesi sposò Dorothea Frances Rosedale, detta "Donna", figlia di un ecclesiastico anglicano; sposatosi all'età di 41 anni, Gardner rimase legato a Donna per i successivi 33 anni, fino alla morte di lei, avvenuta nel 1960, anni nei quali Donna apparentemente non prese mai parte alle attività o agli affari del marito[5].

In oriente Gardner ebbe modo di alimentare i suoi interessi per l’archeologia, l'antropologia e l’etnologia: nel 1927 fece ricerche archeologiche in Malesia, scoprendo per primo i resti di una antica civiltà locale, presso il fiume Johore. Le sue scoperte non furono inizialmente prese molto in considerazione dagli accademici, perciò decise di compiere una serie di scavi per conto suo, riportando alla luce monete, gioielli ed i resti di una nave; solo successivamente il suo lavoro venne lodato e ne venne riconosciuta l'importanza, tanto che venne invitato a partecipare alle conferenze archeologiche tenute nell'area del sud-est asiatico negli anni venti e trenta ed i suoi articoli pubblicati su alcune riviste. Nei suoi molteplici viaggi tra le popolazioni indigene con cui entrò in contatto, ebbe modo di sperimentare in prima persona le loro credenze, le loro usanze, il loro vivere i rituali e la magia in modo completamente naturale; anche la conoscenza delle armi rituali malesi è stata per lui fondamentale e fece di lui uno degli esperti mondiali più accreditati del suo tempo, in seguito alla pubblicazione del libro “Keris and other malay weapons”.

La sua collezione di Keris venne considerata una delle più complete in assoluto e superava i 400 esemplari, essa venne in buona parte acquistata dal museo di Singapore, poco dopo il rientro definitivo di Gardner in Europa. Il suo interesse per l’archeologia e le sue intense ricerche lo portarono anche ad essere invitato a partecipare ad alcune campagne di scavo in Palestina ed in Gran Bretagna, da parte di alcuni rinomati archeologi, nel corso dei suoi viaggi compiuti nel 1927 e 1932. I suoi scavi ed i suoi studi antropologici erano rimasti però di tipo amatoriale, infatti Gardner non aveva mai seguito una scuola formale e nonostante il plauso ed i riconoscimenti ottenuti da parte degli accademici, soffrì sempre di un senso di inferiorità, finché non riuscì ad ottenere il titolo di Dottore in Filosofia presso una dubbia università dello stato del Nevada, negli Stati Uniti. Il fatto che da un certo momento cominciò a fregiarsi del titolo di Dottore, fece circolare la scorretta informazione che avesse nel frattempo ottenuto una laurea honoris causa presso l’Università di Singapore[6].

Gli ultimi anni: 1936-1964[modifica | modifica sorgente]

Nel 1936, andato in pensione all'età di 52 anni, si ritirò definitivamente in patria con la moglie, mantenendo però l'abitudine di andare a svernare nel Mediterraneo durante i mesi freddi, in particolar modo a Cipro, dove aveva acquisito delle terre. Dal suo ritorno in Inghilterra si diede a studiare approfonditamente la stregoneria, l'esoterismo e l'occultismo, difatti la sua passione irrefrenabile non solo per l'antropologia, ma anche per il mondo dell'occulto, segnò il resto della sua vita. Già membro della Massoneria, Gardner aveva aderito ad un ordine druidico ed era in contatto tramite la Massoneria britannica, con quasi tutti gli ambienti esoterici, teosofici ed occultistici dell'Inghilterra. In particolare Gardner in questi anni divenne amico di Ross Nichols, il fondatore dell'OBOD, con lui condivise lo stesso amore per la vita all'aria aperta, frequentando gli stessi club naturisti e compiendo alcuni viaggi assieme.

Nel 1938 si trasferì nella regione della New Forest nel sud dell'Inghilterra e successivamente, all'apertura del Teatro Rosacruciano (realizzazione del Rosicrucian Order Crotona Fellowship, una società rosacrociana fondata da George Sullivan) conobbe Mabel Emily Besant Scott, figlia di Annie Besant, una delle massime esponenti del movimento teosofico, inoltre in questo ambiente conobbe anche Edith Woodford-Grimes (identificata come la famosa Dafo), colei che mise in contatto Gardner con Susie Mary Mason e il fratello Ernest William Mason, che con tutta probabilità facevano parte della originaria congrega del New Forest, insieme a Dorothy St. Quintin Clutterbuck (la “Vecchia Dorothy”). Gardner fu iniziato nel settembre del 1939 pochi giorni dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

In relazione all’evento Gardner menziona il bacio rituale, la creazione del cerchio e l'atmosfera solenne in cui si svolgeva il tutto. Aderì anche alla società britannica del Folklore, presso la quale venne invitato a tenere alcune conferenze, su quello che nel frattempo era diventato il suo principale motivo di studio, ovvero la stregoneria. A tal proposito Gardner contribuì personalmente a fondare con Cecil Williamson il celebre museo della stregoneria, della magia, del folklore e della superstizione sull'Isola di Man; in seguito Gardner divenne unico proprietario del museo stesso, trasferendosi anche ad abitare sull'isola, fino all'anno sua morte. In quegli stessi anni si dedicò all'acquisto del club naturista Five Acres, da lui spesso frequentato, che poi lasciò in gestione al suo braccio destro, Jack Bracelin[7]. Su uno dei terreni di sua proprietà nei pressi del club, Bricket Wood, Gardner fece installare il "cottage delle streghe" che aveva acquistato dall'abate Ward. In seguito al ritiro della Vecchia Dorothy e di altri esponenti della coven precedente, Gardner fondò quella che doveva essere la sua prima ed originale congrega, in seguito denominata "Bricket Wood coven", perché si riuniva proprio nel celebre cottage sopra nominato.

Fred Lamond definisce il Gerald Gardner degli ultimi anni "an old man in hurry" ("un vecchio uomo di corsa")[8], infatti egli, data la sua età e la sua salute cagionevole, si rendeva conto di avere ancora poco da vivere; perciò si adoperò moltissimo non solo nel cercare di far sopravvivere la Wicca alla sua morte, ma anche di farla espandere il più possibile e con celerità. Da ciò molte scelte che in seguito si rivelarono discutibili, come alcune iniziazioni di persone che poi non si rivelarono all'altezza. Però come lo stesso Lamond rileva nelle stesse pagine, Gardner pur nella sua fretta, fece delle scelte fondamentali per gli sviluppi successivi della Wicca stessa.

Dopo aver già sofferto di diversi malanni nel corso degli ultimi anni, nel 1964 Gerald Gardner morì nei pressi del porto di Tunisi, su una nave di ritorno dal Libano, nel quale aveva trascorso il suo abituale viaggio invernale. Fu inizialmente sepolto in un cimitero nei pressi di Tunisi finché dopo alcuni anni Eleanor Rae Bone, che era stata una delle sue Alte Sacerdotesse, si occupò di risistemare i suoi resti in un altro cimitero della città, visto che il precedente luogo di sepoltura doveva essere smantellato per far posto ad un parco. Negli anni Ottanta Patricia Crowther, che fu un'altra delle sue Grandi Sacerdotesse, si occupò di fargli erigere un monumento funebre.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Pubblicò un testo contenente le sue ricerche sulle armi del Sud-Est asiatico e sulle pratiche magiche dei Dayak ed altre popolazioni primitive: Keris and other Malay Weapons (1936). Pubblicò poi due romanzi che anticiparono in maniera narrativa alcuni degli argomenti trattati in seguito: A Goddess Arrives (1939) e High Magic's Aid (1949), seguiti dai suoi lavori più importanti: Witchcraft Today (1954, pubblicato in Italia come "Stregoneria oggi") e The Meaning of Witchcraft (1959).

Wicca[modifica | modifica sorgente]

Gardner venne iniziato nel settembre del 1939 nella New Forest Coven, appartenente ad una corrente di stregoneria religiosa che riteneva essere una continuazione del paganesimo europeo. Doreen Valiente, una delle sacerdotesse di Gardner, in un libro pubblicato da Janet e Stewart Farrar identificò la donna che aveva concesso l'abitazione per questa iniziazione con Dorothy Clutterbuck, riferendo che ricordava Gardner le avesse parlato di una donna che chiamava Old Dorothy ("vecchia Dorothy"). Lo studioso Ronald Hutton, invece, sostiene nel suo Triumph of the Moon che la tradizione a cui aderì Gardner venisse piuttosto da membri del Rosicrucian Order Crotona Fellowship, e in particolare dalla donna conosciuta col "nome magico" Dafo identifica con Edith Woodford-Grimes.

Gardner affermò che la religione da lui resa pubblica fosse una sopravvivenza delle religioni matriarcali pagane e, risalendo a tempi ancor più antecedenti, al culto della Dea Madre diffuso nell'Europa preistorica; sostenne inoltre che gli fosse stata insegnata dalla somma sacerdotessa della coven di New Forest, una donna che utilizzava lo pseudonimo di Vecchia Dorothy. Una delle prime sacerdotesse di Gardner, Doreen Valiente, nelle sue ricerche documentarie, identifica la donna con Dorothy Clutterbuck Fordham, un'ex colona britannica, dama della buona società, rientrata dall'India in quel periodo storico, effettivamente conosciuta da Gardner ed abitante nella zona interessata; la Valiente afferma inoltre che essa possa essere forse identificata con Dafo, quella che Gardner definiva la prima sacerdotessa della sua coven.

Mentre Valiente opta per questa identificazione, altri studiosi come Philip Heselton teorizzano che Dafo e la Clutterbuck fossero due persone differenti. Mentre è certo che Dorothy Clutterbuck esistette realmente, Ronald Hutton concluse come non ci fosse alcuna prova testimoniante il fatto che la donna fosse stata coinvolta nella formazione della Wicca, che anzi fosse improbabile che la Clutterbuck potesse essere la persona in questione e che molto probabilmente Gardner usò la figura della Vecchia Dorothy in modo piuttosto ironico, per tutelare la privacy di qualcuno che voleva restare anonimo. Parere discordante è quello di Heselton che, citando evidenze più recenti, sostiene che invece probabilmente la Clutterbuck ebbe in qualche modo a che fare con la religione wiccan.

Altri studiosi come Aidan Kelly e Francis King[9], sostengono che Gardner fu l'inventore di queste figure, e che egli stesso scrisse la dottrina e la liturgia della Wicca sincretizzando elementi tratti anzitutto dai suoi studi esoterici (egli fu effettivamente uno dei maggiori esoteristi del suo tempo, fu realmente iniziato ad alcuni ordini e nel suo gruppo erano presenti diversi rosacruciani, massoni e membri della Golden Dawn), poi elementi possono essere individuati dalle sue esperienze presso le culture primitive dell'Indonesia e Malesia, ed inoltre da diverse tradizioni religiose con le quali entrò più volte in contatto, come l'induismo ed il taoismo. Infine nella religione wiccan sono individuabili influenze riconducibili alle tesi antropologiche di Margaret Murray e all'opera intitolata Aradia, o il Vangelo delle Streghe di Charles Godfrey Leland[10].

La storia della vita di Gerald Gardner può aiutare a comprendere meglio alcuni concetti presenti nella Wicca. Innanzitutto è risaputo che l'uomo visse per quasi tutta l'infanzia e l'adolescenza in Asia, precisamente nel Sudest Asiatico, in Borneo e in Malesia. Grazie a queste esperienze scrisse alcuni trattati antropologici su quelle popolazioni, apprezzati in ambiente accademico e che gli valsero la laurea honoris causa presso l'università di Singapore. Nel 1936 dopo essere andato in pensione, tornò in patria, e poi si ritirò nella zona della New Forest, nell'Inghilterra del Sud. Già in Oriente Gardner si era interessato alle tradizioni magiche locali ed aveva aderito anche alla Società Teosofica. Al ritorno in Inghilterra venne perciò naturalmente accolto con favore dagli ambienti teosofici ed entrò a far parte di una "Fraternità Rosacruciana" della New Forest i cui membri erano quasi tutti teosofi. Solo dopo alcuni anni dopo essere rientrato in madrepatria avrebbe incontrato la Vecchia Dorothy e avrebbe vissuto l'esperienza dell'iniziazione al culto misterico verso il 1939[11].

In quel periodo la legislatura inglese proibiva forme di religiosità stregonica, che furono rese legali solo nel 1954, quando Gardner iniziò a pubblicizzare la Wicca. Gardner pubblicò proprio quell'anno Witchcraft Today e nel 1960 The Meaning of Witchcraft. Mentre il formato rituale manifesta grosse influenze derivate dall'occultismo vittoriano (e la stessa Doreen Valiente ammette di notare forti legami con la Thelema e le altre filosofie di Aleister Crowley), il comparto spirituale e iconografico della Wicca è largamente ispirato alle religioni pagane, ma presenta anche non minimizzabili influenze buddhiste, induiste e in particolare taoiste, probabilmente derivate dall'influenza che l'Oriente ebbe sulla vita di Gardner.

Per quel che concerne la liturgia wiccan è facilmente constatabile come i riti e i concetti di Gerald Gardner siano ripresi dalle dottrine di altri occultisti, e non furono di fatto innovativi per l'ambiente del periodo. Roger Dearnaley, in An Annotated Chronology and Bibliography of the Early Gardnerian Craft, descrive la liturgia wiccan come un patchwork. Heselton, in Wiccan Roots e nel successivo Gerald Gardner and the Cauldron of Inspiration, afferma che Gerald Gardner non fu l'autore dei rituali, ma che addirittura ne avrebbe commissionato la realizzazione ad una figura ignota.

Per questo motivo alcuni studiosi hanno ipotizzato che il vero "iniziatore" di Gardner possa essere stato Aleister Crowley (1875-1947), accusato addirittura di avere scritto a pagamento, per Gardner, i primi rituali della Wicca. Dai diari di Crowley si ricava però che Gardner lo andò a trovare solo tre volte, e per poche ore, nel 1947, l'anno stesso della morte di Crowley; inoltre il vecchio mago era provato nel fisico e malato, e non avrebbe potuto aiutate Gardner a creare un rituale (che del resto, in forma embrionale, quest'ultimo aveva già elaborato prima del 1947), anche se lo aiutò fornendogli alcuni libri difficili da trovare.

Doreen Valiente — e così Margot Adler nel suo Drawing Down the Moon — afferma che Gardner probabilmente si ispirò ad altro per lo scheletro del rituale, aggiungendo dettagli estrapolati dalla sua esperienza. Ancora Heselton constata come tutte le influenze riconducibili a Crowley siano individuabili già nel libro intitolato Blue Equinox. D'altronde Gardner stesso ammise alla Valiente che i rituali insegnatigli dalla Vecchia Dorothy erano frammentari, e per renderli completi dovette aggiungere supplementi.

Alcuni ricercatori quali Isaac Bonewits individuano anche influenze derivate dal Rosacrocianesimo[12], dalla dottrina dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata e altre religioni esoteriche del Novecento. L'idea della religione preistorica incentrata sulla figura della Dea Madre era inoltre diffusa negli ambienti accademici del periodo di Gardner[13] (tra gli accademici si ricordi Erich Neumann o Margaret Murray) e ambienti amatoriali nei quali spiccò Robert Graves. Negli anni successivi accademici come Carl Gustav Jung e Marija Gimbutas, continuarono le ricerche riguardanti quest'area che sembrò consolidarsi con gli studi ancora successivi di Joseph Campbell, Ashley Montagu, Riane Eisler ed altri.

Etimologia della parola Wicca[modifica | modifica sorgente]

Gardner, nei suoi due libri sull'argomento, si riferisce alla stregoneria religiosa col nome di "Wica" o "The Craft", ma la sintassi di Gardner venne presto sostituita per consuetudine da "Wicca". In inglese antico, "Wicca" è un nome relativamente oscuro apparentemente di genere maschile, forse equivalente al latino "ariolus": "mago", "veggente"; mentre "Wicce" è il corrispettivo femminile, forse equivalente al greco "phitonissa": "posseduta (come Pizia)". L'utilizzo storico della parola "Wicca" in ambito religioso non è supportato dall'etimologia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Principali opere pubblicate da Gerald Gardner[14]:

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Keris and Other Malay Weapons, Progressive Publishing Company, Singapore, 1936, (saggio)
  • A Goddess Arrives, Stockwell Ltd. London, 1939, (romanzo)
  • High Magic's Aid, Michael Hougton, London, 1949, (romanzo)
  • Witchcraft Today, Rider and Company, London, 1954, (saggio; edizione in lingua italiana: La stregoneria oggi, Venexia, Roma, 2007)
  • The Museum of Magic and Witchcraft: The Story of the Famous Witches' Mill at Castletown, Isle of Man, The Photochrom Co. Ltd, Tunbridge Wells, Kent, 1958 (saggio)
  • The Meaning of Witchcraft, The Aquarian Press, London, 1959, (saggio)

Articoli[modifica | modifica sorgente]

  • Notes on Some Ancient Gold Coins from Johore River "Journal Malayan Branch Royal Asiatic Society" Vol. XI, part. III Dec. 1933 pp. 171-176
  • Notes on Two Uncommon Varietis of the Malayan Kris "Journal Malayan Branch Royal Asiatic Society" Vol. XI, part. III Dec. 1933 pp. 178-182
  • Ancient Beads from the Johore River as Evidence of an Early Link by Sea between Malaya and Roman Empire "Journal Asiatic Society" 1937 pp.467-470
  • Le Problème de La Garde de l'Epée Cypriote de l'Age du Bronze "Bulletin de la Société Préhistorique Francaise" No. 12, 1937
  • More Coins from the Johore River "Numismatic Chronicle", 5th series, Vol XIX 1939, pp.98-103
  • Witchcraft "Folk Lore", Vol. 50, June 1939, pp. 188-190
  • British Charms, Amulets and Talismans "Folk Lore", Vol. 53, II, June 1942, pp. 95-103
  • The Hazel as a Weapon "Folk Lore", Vol. 55, no. 4, Dec. 1944, pp. 177
  • The Museum of Magic and Witchcraft "Humana Studia", Serie II, Anno VII, Fasc. I 1955
  • The True About George "New Dimensions" January 1964
  • Witchcraft in the Isle of Man "New Dimensions" March 1964, pp. 6-11

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.bbc.com/news/uk-england-dorset-27819164
  2. ^ https://www.youtube.com/watch?v=7248RgM7fI8
  3. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 1,2,3. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  4. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 4,5,6. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  5. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 7,8. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  6. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume I, cap. 9,10. Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012
  7. ^ Fred Lamond, Fifty Years of Wicca (2004). Green Magic. ISBN 0-9547230-1-5.
  8. ^ Fred Lamond, Fifty Years of Wicca (2004). Green Magic. pag. 17. ISBN 0-9547230-1-5.
  9. ^ Aidan Kelly. Crafting the Art of Magic, Book I: A History of Modern Witchcraft. Llewellyn Publications, 1991. ISBN 0-87542-370-1
  10. ^ Charles Godfrey Leland. Aradia, or the Gospel of the Witches. Kessinger Publishing, 2004. ISBN 1-4191-0737-2
  11. ^ Wicca o neo-stregoneria
  12. ^ Isaac Bonewits. A Very Brief History of Witchcraft. Spiritualitea.
  13. ^ Ronald Hutton. Triumph of the Moon. Oxford Paperbacks, 1995. ISBN 0-19-285449-6
  14. ^ Philip Heselton, Witchfather. A life of Gerald Gardner. Volume II, pp. 653-655, Thot Publications, Loughborough, Leichestershire, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 5165158 LCCN: n89653666