Margaret Murray

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Margaret Alice Murray (Calcutta, 13 luglio 1863Londra, 13 novembre 1963) è stata un'egittologa e antropologa britannica.

Riconosciuta la sua indubbia competenza come egittologa, Margaret Murray divenne però famosa in Gran Bretagna come antropologa soprattutto a causa della sua ipotesi sul culto stregonesco europeo. La speculazione dei suoi studi antropologici si concentrò infatti sul folklore europeo, che la portò alla presunta riscoperta di una religione pagana precristiana, ritenuta da lei capace di sopravvivere sottotraccia per millenni, dopo l'avvento del Cristianesimo come religione di stato (IV secolo); una religione minoritaria e nascosta, che venne perciò perseguitata nei secoli seguenti come stregoneria da parte della religione ufficiale, soprattutto durante il periodo della cosiddetta caccia alle streghe.

Queste teorie vennero pubblicate dalla Murray attraverso un primo studio accademico, Witch Cult in Western Europe del 1921 e poi soprattutto nel 1933 dal libro Il Dio delle streghe, concepito proprio in favore di un pubblico più vasto e che difatti divenne un best seller. Questa tesi della Murray ebbe un enorme successo in Gran Bretagna per oltre trenta anni, dove il milieu culturale del paese era già da tempo pronto ad accogliere tutto ciò che riguardava il paganesimo, il ritorno alla natura e le tradizioni folkloriche.

La tesi della Murray sulla stregoneria venne però in buona parte smentita a partire dagli anni '60, in seguito a più rigorosi studi antropologici. Nonostante questo, la tesi ebbe comunque un enorme impatto, sia a livello accademico che sociale, tanto che venne presa tra i "miti di fondazione" della Wicca e in generale di tutto il movimento del neopaganesimo [1] .

La tesi del Dio Cornuto[modifica | modifica sorgente]

La tesi della Murray era incentrata sul culto sincretico di un Dio Cornuto, da lei ritenuto centrale per un culto delle streghe, e che era stato anticipato in precedenza già da Jules Michelet in La Sorcière (1862); queste idee furono espanse da Margaret Murray nel The Witch-cult in Western Europe (Il culto delle streghe nell'Europa Occidentale, 1921), che avanzò l'ipotesi di un culto pagano unico sopravvissuto all'avvento del cristianesimo[2]. Da allora molti importanti aspetti della tesi sono stati screditati e l'idea di una resistenza pagana clandestina altamente organizzata che persisteva nel periodo pre-moderno è considerata una fantasia. Nonostante la diffusa disapprovazione per questa tesi, va però sottolineato che alcune sue intuizioni sono considerate ora corrette[3][4] e la maggior parte degli storici della stregoneria concordano che le credenze e le pratiche originarie del paganesimo sopravvissero nell'età pre-moderna e che il conflitto tra tali credenze e il cristianesimo aiutò ad accelerare la caccia alle streghe in Europa.[5][6] Per paradosso fu proprio l'opera dell'inquisizione cristiana a raccogliere ed appiattire dentro un unico fantomatico culto diabolico, tutte le variegate sopravvivenze di origine pagana che andava perseguitando ed estirpando.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Saqqara Mastabas (1904)
  • Elementary Egyptian Grammar (1905)
  • Elementary Coptic Grammar (1911)
  • The Witch-Cult in Western Europe (1921)
  • Excavations in Malta, vol. 1-3 (1923, 1925, 1929)
  • Egyptian Sculpture (1930)
  • Egyptian Temples (1931)
  • Cambridge Excavations in Minorca, vol. 1-3 (1932, 1934, 1938)
  • The God of the Witches (1933)
  • Petra, the rock city of Edom (1939)
  • A Street in Petra (1940)
  • The Splendour That Was Egypt (1949)
  • The Divine King in England (1954)
  • The Genesis of Religion (1963)
  • My First Hundred Years (1963)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hutton, Ronald (1999). Triumph of the Moon: A History of Modern Pagan Withcraft. Oxford University Press.
  2. ^ Margaret Murray, The Witch-cult in Western Europe, 1921.
  3. ^ Carlo Ginzburg, Ecstasies: Deciphering the Witches' Sabbath, p. 9.
  4. ^ "Altri storici, come Byloff e Bonomo, have been willing to build upon the useful aspects of Murray's work without adopting its untenable elements, and the independent and careful researches of contemporary scholars have lent aspects of the Murray thesis considerable new strength." — J. B. Russell (1972) Witchcraft in the Middle Ages. Cornell University Press. p. 37.
  5. ^ Monter, E. William (1976) Witchcraft in France and Switzerland. London: Cornell University Press. p. 112.
  6. ^ Midelfort, Erik (1972) Witch-hunting in South-Western Germany. pp. 15-19; Henningsen, Gustav (1993) "'The Ladies from Outside': An Archaic Pattern of the Witches' Sabbath", in Ankarloo & Henningsen (eds.) Early Modern European Witchcraft: Centres and Peripheries. Oxford University Press; Ankarloo, Bengt (2002) "Witch Trials in Northern Europe 1450–1700" in Ankarloo, B., Clark, S. & Monter, E. W., Witchcraft and Magic in Europe. Continuum International Publishing Group. p. 60; Thomas, Keith (1971) Religion and the Decline of Magic. Weidenfeld and Nicholson; Wilby, Emma (2005). Cunning Folk and Familiar Spirits: Shamanistic Visionary Traditions in Early Modern British Witchcraft and Magic. Brighton: Sussex Academic Press. pp. 14-16; Pócs, Éva (1999) Between the Living and the Dead: A Perspective on Witches and Seers in the Early Modern Age. Central European University Press.; J. B. Russell (1995) A History of Witchcraft, Sorcerers, Heretics, and Pagans. Thames and Hudson.

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