Anat

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Anat, anche, fenicio ענאט, Anath, ugaritico Anat, greco Αναθ; (traslitterato Anath), reso in lingua egizia come Antit, Anit, Anti o Anant, è una divinità semitica nordoccidentale.

Anat era la dea cananea della Terra, dell'amore e della fertilità, della guerra, Dea Madre. Veniva definita Vergine Dea. Viene paragonata a molte altre divinità: Demetra, Iside, Asherah, Ishtar. Consorte, a volte sorella, di Ba'al. Figlia e sposa di El. Consorte di Jahvè.

L'origine del nome è incerta; una delle ipotesi è che il termine derivi dal semita Anu (cielo), con l'attributo femminile 'nt', forse un tentativo di tradurre in semita il nome della dea sumera Inanna, che deriva il suo nome da (N)in = signora, An = cielo, na = particella possessiva, con il significato di 'signora del cielo'. Un altro possibile significato dell'etimo Anat è "fornitrice" o "segno" di Ba'al.

Molti testi provenienti da Ugarit in Siria raccontano le gesta belliche del dio Baal, al cui fianco combatte Anat.

È la Dea che proclama la necessità di costruire un tempio a Baal: si legge in un testo di Ras-Shamra:

« Sì (ella dice), non vi è alcuna casa per Baal, come per gli Dei, / un atrio come per i figli Asherat. »

Miti[modifica | modifica wikitesto]

Su Anat esistono diversi miti. Un mito narra che Anat e Ba'al vinsero un combattimento e invitarono gli sconfitti ad un banchetto. Anat si presentò coperta di ocra rossa o di porpora e sbranò i superstiti del combattimento. Un altro mito narra che Anat si trasformò in bufala e partorì mucche e tori. In un altro mito ancora Anat resuscita l'amato fratello Ba'al e ne vendica la morte uccidendo Mot.

Anat in Egitto[modifica | modifica wikitesto]

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U33 M17 I15

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Il culto di Anat, portato in Egitto dagli Hyksos, fu adottato nel pantheon egizio e divenne molto popolare durante la XIX dinastia egizia, durante la quale Anat divenne la protettrice militare di alcuni faraoni (come Ramesse II).

Su una stele tebana è raffigurata Anat, assisa in trono, che tiene nella mano sinistra uno scudo ed una lancia, mentre nella destra ha un'ascia.

Su alcuni papiri dell'isola di Elefantina, vicino ad Assuan, databili intorno al 410 a.C., viene citata la dea Iahu-Anat, adorata nel tempio di Yahweh in Gerusalemme.


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Tosi Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol I, Ananke,Torino 2004, ISBN 8873250645.