Nuova Destra

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Con l'espressione Nuova Destra (Nouvelle droite) è stato indicato il movimento di opinione francese "GRECE", orbitante attorno all'intellettuale Alain de Benoist, alle cui idee, a partire dall'estate 1979, fu fatto parzialmente riferimento in Italia anche da un'omonima corrente, centrata intorno alla rivista Diorama letterario, diretta dal politologo Marco Tarchi.

Origini della Nouvelle Droite[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 Alain de Benoist fonda il Gruppo di Ricerca e di Studi per la civiltà europea, conosciuto come GRECE. Intorno al GRECE e alla successiva rivista Nouvelle Ecole si forma quel movimento culturale denominato "Nouvelle Droite" del quale De Benoist è stato animatore insieme a Guillaume Faye, Pierre Vial, Jean-Claude Valla, Giorgio Locchi, Dominique Venner. Ha coniugato i temi tipici della destra con l'ecologismo, il multiculturalismo (a tutela delle identità culturali dei vari popoli), il socialismo, il federalismo e il comunitarismo.

La Nuova Destra in Italia[modifica | modifica sorgente]

Alle origini dell'eco italiano delle idee del movimento francese può essere considerato un articolo di Stenio Solinas, apparso sul quotidiano Roma di Napoli, il 21 giugno 1977.

Nell'occasione Solinas propone il ritratto del nuovo militante di destra: «Il ritratto di una gioventù decisamente rivoluzionaria, che si trova a disagio con il binomio ordine-legalità; che ce l'ha più con il sistema che con il comunismo; che sogna un repulisti generale, ma che sa, alla fin fine, che tutte le rivoluzioni vengono tradite [...] È gente che per maestri si è scelta Codreanu ed Evola, gli antichi codici d'onore ed il gusto dell'intransigenza; che stima Drieu La Rochelle perché con il suo suicidio onorò una firma, e Pound perché con il suo silenzio disprezzò il mondo». Ecco perché, continua Solinas, «nel rifiuto di un'epoca e di una mentalità, di un regime e di un sistema, sono molto più vicini alla frange dell'estremismo indiano di quanto non pensino: negli altri c'è lo stesso senso di impotenza, lo stesso clima di emarginazione, la stessa consapevolezza della ghettizzazione [...] Il mondo giovanile è una polveriera e gli artificieri possono arrivare da qualsiasi parte».

Pare che il movimento trovi le sue origini in alcuni sviluppi e prese di posizioni che risalgono sin alla fine degli anni sessanta, e volti inizialmente di svecchiare la cultura della destra radicale (Tarchi era dirigente fino al 1981 al Movimento Sociale Italiano ed è tra i primi a promuovere l'uso di tale termine, simmetrico a quello di sinistra radicale, rispetto alla definizione comune di "estrema destra"), per poi abbandonare definitivamente il neo-fascismo, e poi ancora ricercare nuove sintesi culturali che potessero oltrepassare i confini della destra in generale.

La relativa esperienza è stata dichiarata ufficialmente conclusa da Marco Tarchi nel 1994 dopo circa vent'anni di esistenza in cui ha animato alcuni incontri e pubblicazioni.[1]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

La Nuova Destra italiana, sull'esempio francese, diede vita ad una serie di pubblicazioni, tra le quali spicca Elementi (evidente riferimento al francese Éléments).

Il giornale, nato nel 1978, era diretto da Stenio Solinas, ma nel comitato di redazione figurano, oltre agli animatori della Nuova Destra, un po' tutti gli intellettuali storici dell'ambiente: Giuseppe Del Ninno, Gennaro Malgieri, Enrico Nistri, Marco Tarchi, Carlo Terracciano, Piero Visani. Caporedattore è Maurizio Cabona. Collaboratori: Carlo Fabrizio Carli, Claudio Finzi, Giorgio Locchi, Franco Cardini, Sigfrido Bartolini, Enzo Erra, Gianfranco De Turris, Alain de Benoist, Pierre Routhier, Guillaume Faye e Michel Marmin.

Nell'estate del 1979 Elementi chiuderà i battenti, per ricomparire nel 1982 con qualche cambiamento. Scompaiono Malgieri, ancora legato ad ambienti missini, Nistri e Terracciano, oramai vicino a Freda, e subentra la generazione della Nuova Destra: Raffaello Belcaro, Monica Centanni, Umberto Croppi, Peppe Nanni, Cristiana Paternò.

La Nuova Destra abbraccia l'identitarismo etnico/culturale, ma non il suprematismo utilizzato in chiave imperialistica, e rifiuta il nazionalismo sciovinistico otto-novecentesco, sostenendo invece il federalismo in ottica europeistica. Netta è la distanza anche rispetto alla destra filostatunitense, accusata di imperialismo culturale, militare ed economico.

Agli inizi degli anni ottanta, rotti definitivamente i legami con l'MSI, Tarchi organizzò delle conferenze alle quali parteciparono esponenti della sinistra (tra gli altri Massimo Cacciari e Pietro Barcellona). La cosa destò un certo interesse sui mezzi d'informazione.

La Nuova Destra si occupa principalmente di identità, comunitarismo, federalismo, europeismo, anti-imperialismo, paganesimo, ecologismo. De Benoist ha fondato il Groupement de Recherche et d'Études pour la Civilisation Européenne (GRECE).

Da annotare anche il giornaletto satirico La voce della fogna. Per un articolo ironico della classe dirigente del Msi su questa rivista, Tarchi fu espulso dal partito.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Bessarione, Lambro/Hobbit. La cultura giovanile di destra. In Italia e in Europa, Roma, Arcana Editrice, 1979
  • Alain de Benoist, Visto da destra. Antologia critica delle idee contemporanee, Napoli, Akropolis, 1981,
  • AAVV, "Hobbit/Hobbit", Roma, Lede, 1982
  • Enzo Raisi, Storia ed idee della Nuova Destra Italiana, Roma, Settimo Sigillo, 1990
  • Pierre-André Taguieff, Sulla nuova Destra. Itinerario di un intellettuale atipico, Vallecchi 2003
  • Pietro Stara, La comunità escludente: La Nuova Destra tra piccole patrie e Europa nazione, Zero in Condotta, 2007
  • Marco Tarchi, La rivoluzione impossibile. Dai Campi Hobbit alla nuova Destra, Firenze, Vallecchi, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'esaurimento della dicotomia destra/sinistra. Intervista a Marco Tarchi*, Marco Tarchi - G. Repaci (a cura di)
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