Guillaume Faye

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Guillaume Faye (7 novembre 1949) è un giornalista e scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diplomato all'Institut d'études politiques di Parigi e titolare di un dottorato in scienze politiche, è stato uno dei principali teorici del Groupement de Recherches et Etudes pour la Civilisation Européenne (GRECE), e dell'ambiente più tardi noto come Nouvelle Droite francese, nel periodo che va dal 1970 al 1986 ed in seguito ispiratore di diversi ambienti identitari in tutta Europa. Ha collaborato con giornali e riviste come Figaro-Magazine e Paris-Match, nonché con l'emittente radio Skyrock.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Faye propone un pensiero volontarista, faustiano, marcatamente nietzscheano e portatore di un neopaganesimo postmoderno. La sua visione del mondo esalta la tecnoscienza visionaria dello spirito europeo. In quest’ottica Faye propone una biopolitica positiva particolarmente radicale, esaltata anche come possibile via per far fronte alla crisi demografica che minaccia l'Europa.

Da un punto di vista più politico, nella prima parte del suo percorso culturale Faye adotta vedute particolarmente anti-occidentaliste e apertamente terzomondiste. In quest'epoca, durata fino a metà degli anni '80, Faye designa come nemico principale il mondo occidentale a guida USA, contro il quale tutti i popoli liberi e radicati nelle proprie tradizioni devono far fronte comune. Le sue riflessioni sul Sistema come entità acefala ed autoregolantesi anticipano le dinamiche dell’attuale globalizzazione e richiamano alla mente alcune tesi di Michel Foucault sulla microfisica del potere.

A partire dalla fine degli anni '90, Faye ha invece sviluppato un'autocritica che coinvolge soprattutto le sue vedute di un tempo a proposito dell'Islam, da lui ora indicato come nemico giurato dell'Europa. In quest'ultima fase della sua attività metapolitica, Faye denuncia l'immigrazione allogena come una forma di colonizzazione di popolamento.

I suo maestri dichiarati sono Friedrich Nietzsche, Carl Schmitt, Giorgio Locchi, Raymond Ruyer e Martin Heidegger.

Pensatore poliedrico, non si è esentato anche dall'analisi economica. Nel saggio breve Per l'Indipendenza Economica[1] si fa portatore di una visione di sviluppo che definisce autocentrato, protezionista in diretta contrapposizione alle direttrici della globalizzazione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le système à tuer les peuples, Copernic, 1981.
  • La NSC: Nouvelle société de consommation, Editions du Labyrinthe, 1984
  • Les nouveaux enjeux idéologiques, Editions du Labyrinthe, 1985.
  • L’Archéofuturisme, l’Æncre, 1998.
  • La colonisation de l’Europe, Discours vrai sur l’immigration et l’Islam, L’Æncre, 2000.
  • Pourquoi nous combattons. Manifeste de la résistance européenne, L’Æncre, 2001.
  • Avant-guerre: Chronique d’un cataclysme annoncé, L’Æncre, 2003.
  • Le coup d’état mondial, essai sur le nouvel imperialisme américain, l’Æncre, 2004.
  • La nouvelle question juive, Les éditions du Lore, 2007.

Bibliografia italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • La ragnatela mondiale del sistema, in "L'uomo libero" numero 10 del 01/04/1982
  • Gli eroi sono stanchi, in "L'uomo libero" numero 14 del 01/04/1983
  • NSC. La Nuova Società dei Consumi in "L'uomo libero" numero 20 del 01/01/1985
  • Per l'indipendenza economica in "L'uomo libero" numero 13 del 01/01/1993
  • La colonizzazione dell'Europa: la soluzione di Prometeo e del Dottor Faust in "L'uomo libero" numero 58 del 01/11/2004
  • Il Sistema per uccidere i popoli, SEB, Milano 1997
  • Archeofuturismo, SEB, Milano 2000
  • Per farla finita con il nichilismo. Heidegger e la questione della tecnica, SEB, Milano 2007
  • Futurismo e modernità, in "Divenire. Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano. Vol. 3"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ apparso per la prima volta in Italia sul numero 13 del trimestrale "l'Uomo Libero" il 1 gennaio 1993

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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