The Lamb Lies Down on Broadway

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The Lamb Lies Down on Broadway
Artista Genesis
Tipo album Studio
Pubblicazione 22 novembre 1974
Durata 94 min : 22 s
Dischi 2
Tracce 23
Genere Rock progressivo
Etichetta Charisma Records/Virgin Records
Produttore John Burns, Genesis
Registrazione agosto - ottobre 1974
Note Copertina: Hipgnosis
Genesis - cronologia
Album successivo
(1976)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Discogs 4.51/5 stelle
All Music 5/5 stelle
Ondarock Pietra miliare

The Lamb Lies Down on Broadway è il sesto album in studio dei Genesis, pubblicato nel 1974; primo doppio album del gruppo ed unico loro vero concept album. Costituisce anche l'ultimo lavoro della band nella sua formazione storica con Peter Gabriel.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

L'intero album è incentrato su un racconto ideato e scritto da Peter Gabriel e riportato per intero all'interno della copertina. Gabriel è anche autore di tutti i testi delle canzoni[1] tranne uno (The Light Dies Down on Broadway, scritto a quattro mani da Mike Rutherford e Tony Banks[1]).

Dall'album furono estratti due singoli: Counting Out Time e The Carpet Crawlers.[2]

L'inizio della storia è ambientato nella New York contemporanea dell'epoca in cui venne concepito l'album (cioè del 1974), dove Rael, un giovane portoricano fuoriuscito dal riformatorio di Pontiac, ama lasciare la propria tag con la vernice spray sui muri della città, forse l'unico modo che conosce di affermare e fissare nel tempo la propria personalità.[2] Il nome Rael deriva dal cognome "Gabriel", oltre ad essere l'anagramma di real ("reale").[2] È lo stesso Gabriel, all'inizio del racconto, a suggerire ai lettori (a modo suo) che sta usando il personaggio come proprio alter-ego[3], dietro cui rifugiarsi "se la storia non sta in piedi".

Il protagonista, attraversando Broadway, si imbatte in una densa nebbia che, solidificandosi come un muro di fronte a lui, gli corre velocemente incontro fino a travolgerlo: da quel momento, Rael è trasportato in un'altra dimensione spazio-temporale, quasi interamente ambientata sottoterra, nella quale affronterà una serie di avventure e di incontri con i più vari personaggi, che vanno dal mitologico (Lilith, le Lamia) al grottesco (gli Slippermen), oltre ad imbattersi ripetutamente nel fratello John. Proprio per salvare la vita di John, al termine della storia Rael dovrà gettarsi fra le rapide di un fiume, salvo accorgersi - proprio in chiusura - che il fratello ha assunto le sue stesse sembianze, quasi divenendo la proiezione del suo io;[3] immediatamente dopo, i due - assieme a tutta la scena e alla storia stessa - si dissolvono in una misteriosa nebbia purpurea (purple haze, probabile omaggio di Gabriel al celebre brano di Jimi Hendrix).

Come Peter Gabriel ha affermato in ripetute interviste[4], la storia non è che un pretesto per dar forma a temi che riguardano l'interiorità dell'autore, come il rapporto col sesso (Counting Out Time, The Lamia, The Colony of Slippermen), con la paura (In the Cage), con la morte (Anyway, Here Comes The Supernatural Anaesthetist) ecc., il tutto non senza una buona dose di ironia: nel brano conclusivo it, sorta di "morale della favola" in stile Gabrielliano il cui testo gioca interamente sull'uso impersonale del pronome neutro inglese, l'autore stesso sembra mettere in guardia l'ascoltatore da interpretazioni troppo serie di tutta la storia ("se pensi sia pretenzioso, sei stato preso in giro") e chiude l'intera opera ripetendo il verso it's only knock and know-all, but I like it, ennesimo gioco di parole che storpia il titolo di un celebre brano dei Rolling Stones, It's Only Rock And Roll But I Like It ("è soltanto rock'n'roll, ma a me piace"), sostituendo Rock and roll con knock and know-all (traducibile pressappoco come "denigrare e [fare il] sapientone").

Le canzoni - tutte collegate fra loro, salvo gli obbligatori cambi di facciata - sono spesso inframmezzate o introdotte da brevi momenti strumentali che fungono da passaggi intermedi alla narrazione (alcuni permetteranno anche a Gabriel, dal vivo, di cambiarsi d'abito fra un brano e l'altro).

Coincidenza curiosa fra la trama di The Lamb e la storia dei Genesis, l'unico verso delle liriche in cui l'alter-ego di Rael/Gabriel, il fratello John, parla in prima persona (in The Colony of Slippermen: "Now can't you see / when the raven flies it's jeopardy...") è cantato da Phil Collins, che solo un anno più tardi avrebbe davvero preso il posto di Gabriel come front man del gruppo.

L'album fu eseguito dal vivo per 102 volte, nel corso di un tour mondiale iniziato il 20 novembre 1974 a Chicago e terminato il 27 maggio 1975 a Besançon, Francia. Subito dopo Gabriel ufficializzò la sua uscita dal gruppo, già preannunciata ai compagni al termine delle registrazioni dell'album.[4]
Negli anni seguenti si parlò a lungo di un film ispirato a The Lamb con Gabriel protagonista (se ne interessò fra gli altri il regista surrealista cileno Alejandro Jodorowsky)[4], ma il progetto non fu mai realizzato.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Disco 1[modifica | modifica sorgente]

Lato A

  1. The Lamb Lies Down on Broadway - 4:50
  2. Fly on a Windshield - 2:44
  3. Broadway Melody of 1974 - 2:13
  4. Cuckoo Cocoon - 2:12
  5. In the Cage - 8:13
  6. The Grand Parade of Lifeless Packaging - 2:45

Lato B

  1. Back in N.Y.C. - 5:43
  2. Hairless Heart - 2:13
  3. Counting Out Time - 3:40
  4. The Carpet Crawlers - 5:15
  5. The Chamber of 32 Doors - 5:41

Disco 2[modifica | modifica sorgente]

Lato C

  1. Lilywhite Lilith - 2:42
  2. The Waiting Room - 5:25
  3. Anyway - 3:08
  4. Here Comes the Supernatural Anaesthetist - 3:00
  5. The Lamia - 6:56
  6. Silent Sorrow in Empty Boats - 3:07

Lato D

  1. The Colony of Slippermen (The Arrival - A Visit to the Doktor - The Raven) - 8:14
  2. Ravine - 2:04
  3. The Light Dies Down on Broadway - 3:33
  4. Riding the Scree - 3:56
  5. In the Rapids - 2:24
  6. It - 4:17
Nota: Caso unico nella storia dei Genesis, le note originali di The Lamb Lies Down on Broadway, pur attribuendo il copyright del racconto a Peter Gabriel, non facevano riferimento esplicito alla paternità dei brani, salvo l'etichetta del vinile che riporta genericamente "all titles written by Genesis" (come già le copertine di tutti i dischi precedenti); l'omissione sopravvive alle edizioni in CD fino al 1994. Sul recente cofanetto Genesis 1970-1975 (2007) una nota aggiuntiva accredita tutti i brani a tutti e cinque i componenti il gruppo - elencati per esteso - che è poi il copyright ufficiale a livello internazionale (es. SIAE).

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Concerti in Italia[modifica | modifica sorgente]

L'unico concerto italiano dei Genesis relativo al tour di The Lamb Lies Down on Broadway si tenne a Torino il 24 marzo 1975 al Palasport - Parco Ruffini.[5][6][7]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 978-0-9604036-0-8
  • Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18/10/2007, ISBN 88-418-4164-8
  • Mario Giammetti, Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, ISBN 978-88-6231-126-7
  • Mario Giammetti, Genesis - il fiume del costante cambiamento, Editori Riuniti, Roma 2004, ISBN 88-359-5507-6

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Mario Giammetti, Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, ISBN 978-88-6231-126-7
  2. ^ a b c Mario Giammetti, Genesis - il fiume del costante cambiamento, Editori Riuniti, Roma 2004, ISBN 88-359-5507-6
  3. ^ a b Peter Gabriel - The Lamb Lies Down on Broadway (1974) racconto riportato nella copertina dell'album.
  4. ^ a b c Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 978-0-9604036-0-8
  5. ^ https://sites.google.com/site/dallamaratonaaigenesisilsito/our-company/the-lamb-lies-down-on-broadway---1974-1975/1975-03-24---italy-tour-1975---torino.
  6. ^ http://www.genesismuseum.com/ads/1975.htm.
  7. ^ The Amazing MEFI: Genesis