The Lamb Lies Down on Broadway

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The Lamb Lies Down on Broadway
Artista Genesis
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Studio
Pubblicazione 22 novembre 1974
Durata 94 min : 22 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 2
Tracce 23
Genere Rock progressivo
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta Charisma Records/Virgin Records
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore John Burns, Genesis
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione agosto - ottobre 1974
Formati {{{formati}}}
Note Copertina: Hipgnosis
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Genesis – cronologia
Album precedente Album successivo
Selling England by the Pound
(1973)
A Trick of the Tail
(1976)
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo
{{{terza discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo
« If you think that it's pretentious, you've been taken for a ride.
Look across the mirror, sonny, before you choose de-cide.
it is here. it is now.
it is real. it is Rael. »

The Lamb Lies Down on Broadway (definito "l'album americano") è il primo doppio dei Genesis ed anche il loro unico vero concept album.

Indice

[modifica] Il disco

Pubblicato nel 1974, rappresenta il lavoro della maturità della band nella sua formazione storica (1971-75). È un concept album ambientato non in un mondo irreale e fiabesco, come nella gran parte delle precedenti produzioni dei Genesis, ma nella New York contemporanea (cioè quella del 1974): decisive infatti risultano per il gusto "americano" della vicenda le impressioni scaturite da una tournée precedentemente effettuata dal gruppo negli States.

Dall'album furono estratti due singoli: Counting Out Time e The Carpet Crawlers.

È un momento molto travagliato per la band, in particolare per Gabriel. Egli è costretto da problemi familiari - la nascita prematura di sua figlia - ad allontanarsi per un certo periodo, ed è tormentato dai dubbi riguardo al suo futuro personale ed artistico. Viene anche avvicinato dal regista William Friedkin per una produzione cinematografica sulla base di un suo soggetto, ed è tentato di lasciare definitivamente il gruppo. Quando ritorna sui suoi passi Gabriel, frustrato dal fallimento del progetto con Friedkin, insiste con gli altri membri della band - già intenzionati a lavorare ad un concept di Rutherford basato sul libro Il piccolo principe - nel proporre una sua storia. Gabriel scrive da solo tutti i testi (eccetto quello di The Light Dies Down on Broadway, scritto a quattro mani da Rutheford e da Banks), mentre gli altri membri del gruppo lavoreranno quasi sempre separatamente alla musica. Il contributo di Gabriel a quest'ultima si sente soprattutto nel primo disco: egli compone l'intera Counting Out Time, parte di Carpet Crawlers e probabilmente anche di The Chamber of 32 Doors (le ultime tre canzoni del lato B). Poi, pressato dai tempi ristretti, si concentrerà sui testi.

La storia, narrata da Gabriel non soltanto attraverso i testi delle canzoni ma anche con un racconto riportato all'interno della copertina, è quella di Rael, un giovane portoricano fuoriuscito dal riformatorio di Pontiac, che ama lasciare la propria tag scritta con lo spray sui muri della città, quasi come unica possibilità di far emergere e fissare la propria personalità. La scritta RAEL è l'unico momento di affermazione di un essere alienato ed ingabbiato ai margini della società, l'unico segno della sua esistenza fisica ed emotiva. Descritto da Collins come l'epopea urbana di uno schizofrenico, l'album segue Rael (il cui nome è una rielaborazione del cognome di Gabriel, oltre che l'anagramma di real="reale") in un allucinato viaggio sotterraneo per salvare il fratello John. Rael viene coinvolto in un'avventura surreale e onirica, un viaggio popolato da bizzarre creature come le mitologiche Lamia, la biblica Lilith o i mostruosi slippermen. Come già era stato per Supper's ready, l'immaginario che la musica e i testi collaborano a ricreare non è che la sublimazione degli incubi esistenziali di Gabriel. L'apparente realismo iniziale della storia non è che uno spunto per tuffare l'ascoltatore in un mondo fantastico tipico dei Genesis, una sorta di dimensione alternativa che l'immaginazione di Gabriel popola di inquietanti creature, di proiezioni del suo vissuto, dei suoi dubbi e delle sue paure. La materialità schietta e brutale di New York è trasfigurata nel mondo parallelo in cui Rael è stato risucchiato, con la conseguenza che, sul finire dell'album, i confini tra un mondo e l'altro divengono indefinibili e il volto di John risulta identico a quello del fratello (chiaramente una proiezione dell'io dissociato di Gabriel-Rael).

Le canzoni - tutte collegate fra loro - sono spesso inframmezzate o introdotte da brevi momenti strumentali quasi impressionistici che fungono da passaggi intermedi alla narrazione vera e propria (sfruttati nel tour per permettere a Gabriel di cambiarsi d'abito). Fra i brani del primo LP (più sensibile al formato canzone e fortemente anticipatore della successiva carriera solista di Gabriel), spiccano il brano d'apertura che dà il titolo all'album, la delicata Cuckoo Cocoon, le graffianti In the Cage e Back in N. Y. C., la scanzonata Counting Out Time e la sognante The Carpet Crawlers. Nel secondo LP (più ricco di variazioni sperimentali e più ermetico, coerentemente alla sezione del racconto che descrive), spiccano invece l'allucinata jam di The Waiting Room (uno dei brani in cui vengono utilizzati alcuni effetti elettronici di Brian Eno), l'intensa Anyway, l'emozionante The Lamia, la concitata Riding the Scree (con un lungo solo di Banks al sintetizzatore su un complesso metro di 9/4), e l'ironico finale di It che col suo testo a senso multiplo sembra farsi beffe dell'ascoltatore ("se pensi sia pretenzioso, sei stato preso in giro", recita significativamente un verso della canzone).
Coincidenza curiosa fra la trama di The Lamb e la storia dei Genesis: l'unico verso delle liriche in cui l'alter ego schizofrenico di Rael/Gabriel, John, parla in prima persona (in The Colony Of Slippermen: "Now can't you see / when the raven flies it's jeopardy...") è cantato da Phil Collins, che solo un anno più tardi avrebbe davvero preso il posto di Gabriel come front man del gruppo.

La storia complessa ed oscura e le inedite sperimentazioni strumentali rendono l'album difficile da assimilare, al punto da lasciare perplessi anche molti dei vecchi fan. Le critiche all'inizio saranno contrastanti, ma l'opera entrerà di buon diritto nella lista dei migliori LP dell'epoca e rappresenta, in ogni caso, il canto del cigno della formazione classica dei Genesis. In definitiva l'album mette in luce per la prima volta le divisioni createsi nel gruppo, tanto da essere stato definito insieme "l'ultimo disco dei Genesis con Peter Gabriel", "il primo disco dei Genesis senza Peter Gabriel" (in ritardo sulla stesura dei testi, egli si ritrovò spesso in studio da solo ad aggiungere le parti vocali sulla base musicale già ultimata in precedenza dagli altri) e, infine, persino "il primo disco di Peter Gabriel da solista", affermazione quest'ultima quanto meno impietosa nei confronti degli altri quattro autori.

L'album fu eseguito dal vivo per 102 volte, nel corso di un tour mondiale iniziato il 20 novembre 1974 a Chicago e terminato il 27 maggio 1975 a Besançon, dopodiché Gabriel ufficializzò il suo abbandono, già preannunciato ai compagni al termine delle registrazioni dell'album. Negli anni seguenti si parlò a lungo di un musical ispirato a The Lamb con Gabriel protagonista (se ne interessò il regista surrealista cileno Alejandro Jodorowsky), ma il progetto non fu mai realizzato.

[modifica] Tracce

[modifica] Disco 1

  1. The Lamb Lies Down on Broadway - 4:50
  2. Fly on a Windshield - 4:23
  3. Broadway Melody of 1974 - 0:33
  4. Cuckoo Cocoon - 2:12
  5. In the Cage - 8:13
  6. The Grand Parade of Lifeless Packaging - 2:45
  7. Back in N.Y.C. - 5:43
  8. Hairless Heart - 2:13
  9. Counting Out Time - 3:40
  10. The Carpet Crawlers - 5:15
  11. The Chamber of 32 Doors - 5:41

[modifica] Disco 2

  1. Lilywhite Lilith - 2:42
  2. The Waiting Room - 5:25
  3. Anyway - 3:08
  4. Here Comes the Supernatural Anaesthetist - 3:00
  5. The Lamia - 6:56
  6. Silent Sorrow in Empty Boats - 3:07
  7. The Colony of Slippermen (The Arrival - A Visit to the Doktor - The Raven) - 8:14
  8. Ravine - 2:04
  9. The Light Dies Down on Broadway - 3:33
  10. Riding the Scree - 3:56
  11. In the Rapids - 2:24
  12. it - 4:17

Tutte le musiche sono attribuite, come di consueto, a Banks/Rutherford/Gabriel/Hackett/Collins. I testi sono scritti da Gabriel ad eccezione di The Light Dies Down on Broadway (Banks/Rutherford).

[modifica] Formazione

[modifica] Concerti in Italia

L'unico concerto italiano dei Genesis relativo al tour di The Lamb Lies Down on Broadway si tenne a Torino il 24 Marzo 1975 al Palasport - Parco Ruffini.

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