A Trick of the Tail

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A Trick of the Tail
Artista Genesis
Tipo album Studio
Pubblicazione 2 febbraio 1976
Durata 51 min : 11 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere Rock progressivo
Etichetta Charisma Records
Produttore David Hentschel, Genesis
Registrazione ottobre - novembre 1975
Certificazioni
Dischi d'oro 3
Genesis - cronologia
Album successivo
(1976)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Discogs 4.16/5 stelle
All Music 4.5/5 stelle

A Trick of the Tail (1976) è il settimo album in studio dei Genesis, il primo registrato dopo l'uscita dal gruppo del cantante e front-man Peter Gabriel.

Genesi dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver assolto all'impegno del lungo tour di The Lamb Lies Down on Broadway, Peter Gabriel nel 1975 lascia definitivamente i Genesis come aveva già preannunciato loro diversi mesi prima. Nell'estate del 1975, il batterista Phil Collins ed il bassista/chitarrista Mike Rutherford partecipano entrambi alla realizzazione del primo album solista di Steve Hackett, Voyage of the Acolyte, che uscirà nell'ottobre seguente. Mentre Hackett è ancora impegnato nei missaggi del suo lavoro, Collins, Rutherford ed il tastierista Tony Banks incominciano a pianificare il futuro della band senza Gabriel.
Phil Collins ha raccontato in anni recenti[1] di aver proposto, in un primo tempo, l'idea - subito scartata - di fare un album interamente strumentale; dapprima in tre e poi anche con Hackett, i Genesis iniziarono quindi a lavorare su nuovo materiale con l'intenzione di risolvere il problema della voce una volta che le parti vocali fossero state definite. Il batterista, che già aveva cantato come solista su due brani del gruppo (For Absent Friends da Nursery Cryme e More Fool Me da Selling England by the Pound) e da sempre integrava le parti vocali di Gabriel anche dal vivo, si occupò di incidere le voci guida per i cantanti da provinare. Nessuno degli aspiranti parve soddisfare le esigenze della band; fu allora che Collins chiese di provare davvero a ricoprire il ruolo di cantante. Nonostante qualche iniziale perplessità, soprattutto di Banks[1], riguardo allo spessore del timbro vocale, il batterista finì per superare la prova anche in brani vocalmente più insidiosi come Squonk e Mad Man Moon[2]. Che poi Collins fosse già da tempo integrato - anche a livello umano e interpersonale - nella band, fosse già conosciuto dal pubblico, e ovviamente conoscesse perfettamente anche le parti vocali del materiale pubblicato in precedenza, furono fattori anch'essi decisivi per la scelta finale.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista musicale, A Trick of the Tail affianca i serrati momenti strumentali d'insieme da sempre cari alla band, qui venati a tratti di influenze Jazz-rock più marcate che in passato (principalmente grazie alla ritmica di Phil Collins, all'epoca grande fan di gruppi come Weather Report[2]) a composizioni romantiche più semplici e lineari (Entangled, Squonk, Ripples) con enfasi su melodia e armonia, ed un ritorno al suono delle chitarre acustiche (soprattutto a 12 corde), quasi totalmente assenti nel precedente The Lamb Lies Down on Broadway. L'album è in questo più avvicinabile per sound a Selling England by the Pound che al doppio concept del 1974, grazie anche alla confezione sonora più "nitida" e meno "effettata", operata dal nuovo produttore Dave Hentschel.

Per la prima volta nella carriera dei Genesis, i brani sono qui accreditati agli effettivi singoli autori anziché all'intero gruppo. Ciò fa risaltare il decisivo contributo di Tony Banks che figura, da solo o come co-autore, in tutte le canzoni. Interamente sue sono Mad Man Moon e la title-track A Trick of the Tail da cui fu tratto anche l'unico singolo dell'album.

I testi dei brani riprendono lo stile narrativo/fiabesco del passato, ispirandosi talvolta ad autori letterari come Carlos Castaneda (Dance on a Volcano) o William T. Cox (Squonk); non mancano le storielle di fantasia come l'avventura semiseria del rapinatore solitario in Robbery, Assault & Battery o la strana creatura con coda e corna protagonista di A Trick of the Tail. Da questi ultimi due brani furono tratti altrettanti videoclip promozionali: il primo con Collins nella parte del rapinatore e gli altri tre Genesis in quella dei poliziotti che lo inseguono (il batterista ad un tratto "abbatte" il gendarme/Mike Rutherford con un colpo di pistola), il secondo che ritrae semplicemente il gruppo riunito attorno a un pianoforte verticale, al quale siede ovviamente Banks, e dentro il quale, grazie alla tecnica del Chroma key, viene fatto passeggiare un Phil Collins in miniatura. Anche dal lungo brano Ripples fu tratto un promo che ritrae semplicemente Collins che canta accompagnato dagli altri tre Genesis.

Il brano di chiusura Los Endos è, per ammissione degli autori[1], una sorta di omaggio allo stile di Carlos Santana, da cui il titolo in finto spagnolo (storpiatura di the end): esso riprende nella seconda parte temi da Dance on a Volcano e Squonk. Quasi interamente strumentale, contiene in coda - nella sola versione in studio - la voce di Collins (piuttosto "lontano" in missaggio) che cita due versi non consecutivi dal brano Supper's Ready del 1972: There's an angel standing in the sun / free to get back home.

La stampa specializzata apprese la notizia dell'uscita di Peter Gabriel dal gruppo quando l'album era già quasi completato[2], i problemi di formazione - almeno in studio - relativamente risolti, e la fiducia all'interno del gruppo ristabilita dopo il duro colpo. Nonostante le iniziali ed inevitabili speculazioni sul futuro stesso della band, destinata secondo la stampa ad un declino inesorabile una volta privata del suo front-man, sia la critica che il pubblico restarono favorevolmente sorpresi dal disco, che ottenne buone recensioni e arrivò a piazzarsi al terzo posto nelle classifiche britanniche, al quarto in Nuova Zelanda, al settimo nei Paesi Bassi e al trentunesimo in quelle statunitensi, posizione mai raggiunta dai Genesis fino ad allora.

La copertina[modifica | modifica sorgente]

La confezione grafica dell'album fu affidata all'artista free lance Colin Elgie, all'epoca collaboratore del noto studio Hipgnosis, che avrebbe poi realizzato anche il dipinto di copertina per il successivo Wind & Wuthering. Il disegno di copertina, dallo stile grafico patinato e retrò che ben si sposa con la poetica del Genesis del periodo, raffigura tutti assieme i vari personaggi ispirati ai testi dell'album; ciascun personaggio, all'interno della copertina apribile, compare anche di fianco al testo della canzone cui è relativo. Nella busta interna compaiono gli stessi personaggi di nuovo assieme, ma stavolta in un momento temporalmente successivo a quello raffigurato all'esterno, quasi a raffigurare l'epilogo delle varie storie.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Lato A
  1. Dance On a Volcano - 5:54
  2. Entangled - 6:27
  3. Squonk - 6:27
  4. Mad Man Moon - 7:34
Lato B
  1. Robbery, Assault and Battery - 6:16
  2. Ripples - 8:04
  3. A Trick of the Tail - 4:35
  4. Los Endos - 5:47

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Interviste ai Genesis incluse nel cofanetto CD/DVD Genesis 1976-1982 del 2007.
  2. ^ a b c Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 9780960403608.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 9780960403608
  • Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18/10/2007, ISBN 8841841648
  • Mario Giammetti, Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, ISBN 9788862311267
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