Squonk

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Nel folklore statunitense, lo Squonk è una misteriosa creatura che abita nelle foreste di conifere della Pennsylvania settentrionale. Gli Squonk sono esseri di brutto aspetto e tristi, che piangono in continuazione, lasciando alle proprie spalle una scia di lacrime.

Lo Squonk è un membro della vasta famiglia delle "creature paurose" (Fearsome Critters) che, nel folklore americano, abitano le foreste da legname. Queste leggende si sono sviluppate soprattutto nel XIX secolo, probabilmente come mitizzazione dei pericoli reali con cui i boscaioli avevano a che fare nelle regioni isolate e ancora selvagge in cui si trovavano a svolgere il proprio lavoro.

Il primo resoconto scritto sullo Squonk si trova nel libro di William T. Cox Fearsome Creatures of the Lumberwoods, with a Few Desert and Mountain Beasts (1910). Secondo Cox, lo Squonk è di colore scuro e ha una pelle cadente, coperta di verruche e di nèi, che lo rendono estremamente brutto a vedersi. Lo si incontra soprattutto al crepuscolo; il suo pianto ininterrotto proviene spesso dall'ombra degli alberi di tsuga. Se viene catturato, o spaventato, si dissolve in lacrime; per questo motivo ha meritato il "nome scientifico" di Lacrimacorpus dissolvens.

« Il signor J. P. Wentling, già di Pennsylvania, e ora residente a St. Anthony Park, Minnesota, ebbe una triste esperienza con uno squonk nei pressi di Monte Alto. Aveva imitato il pianto dello squonk e aveva indotto l'animale a entrare in una borsa, che ora stava portando a casa, quando all'improvviso il peso s'alleggerì e il pianto smise. Wentling aprì la borsa: non restavano più che lagrime e borboglio. »
((William T. Cox, Fearsome Creatures of the Lumberwoods, Washington 1910))

I "cacciatori di Squonk" hanno più fortuna nelle notti fredde di luna, quando le lacrime cadono lente e l'animale si muove con maggiore difficoltà.

Nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

« Tornando a casa quella notte / il sacco sulla schiena, il suono dei singhiozzi sulle spalle / quando improvvisamente cessò / aprii il sacco, e tutto quello che avevo / era una pozzanghera di bolle e lacrime »

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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